Focus Harbours – Sicily, 6th chapter

Da sempre snodo fondamentale per il commercio marittimo, l’isola, nonostante abbia enormi potenzialità, offre al diporto un numero davvero esiguo di marine. Un vero peccato a cui bisogna presto porre rimedio

by Paolo Viola and Niccolò Volpati

Trinacria è l’antico nome greco della Sicilia. Nasce dall’unione delle parole treis (tre) e akra (promontorio), riferite specificamente ai principali promontori dell’isola: Capo Peloro a Nord-Est, Capo Passero a Sud-Est e Capo Boeo o Lilibeo (a Ovest). Punti strategici che, a loro volta, connotano le grandi coste siciliane: la tirrenica a Nord, la Jonica a Est e la Costa meridionale, che si affaccia sul Canale di Sicilia. Ci sono poi gli arcipelaghi delle Eolie (Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli), delle Egadi (Favignana, Levanzo, Marettimo) e delle Pelagie (Isola dei Conigli, Lampedusa, Lampione, Linosa). E ci sono anche le più solitarie Ustica e Pantelleria. La Sicilia, in altre parole, è ed è sempre stata uno snodo marittimo fondamentale.

Siracusa.

Nonostante questo enorme patrimonio geografico, oltretutto di inimitabile bellezza, benché oggi sull’isola ci siano numerosi porticcioli, se ne contano 84 in tutto, quelli che si possono definire veri e propri porti turistici sono soltanto 18. Un vero peccato, perché la Sicilia, come è noto, è un’ambitissima meta turistica, spesso solcata da grandi e piccoli yacht che, tuttavia, faticano a trovare l’approdo.

Fino a qualche tempo fa, sulla costa Nord, c’era soltanto il Marina di Villa Igiea, vicino a Palermo, e negli ultimi anni, solo grazie ad alcune iniziative private, sono sorte le due nuove marine fronte Eolie, Portorosa e Capo d’Orlando. A Sud è ben organizzata la Marina di Ragusa, mentre a Est, fra Catania e Messina, l’unico indirizzo pervenuto è la Marina di Riposto, peraltro ancora in evoluzione. Inoltre, non dimentichiamo l’uragano Harry: sull’isola ha causato diversi danni. Li ha fatti enormi a Porto Rossi, a Catania, e minori, per fortuna al Marina di Santa Maria Maggiore, vicino a Milazzo.

Catania.

Come sempre, ci sono sia buone sia cattive notizie. Cominciamo dalle cattive. A Marsala sarebbe dovuto sorgere un porto già nel 2019, una realtà con mille posti barca e ormeggi per yacht fino a 75 metri. Il progetto prevedeva il rifacimento di tutto il waterfront della città. Prometteva bene, anche perché poco distanti ci sono le strategiche Favignana, Marettimo, Levanzo, ovvero le Pelagie che attraggono molti turisti. Ma niente di fatto. Non da meno la costa trapanese. La concessione è stata rilasciata al Marsala Yachting Resort nel 2016, ma quattro anni dopo è stata ritirata. Il progetto quindi è naufragato. Massimo Ombra, amministratore della società, ha dichiarato che stava attendendo un intervento pubblico per la realizzazione della diga foranea. Non c’erano però i fondi.

Meno grave, ma pur sempre non certo motivo di vanto, è la situazione di Termini Imerese: l’Autorità di Sistema Portuale sta deviando qui il traffico container solitamente in carico al porto di Palermo, penalizzando così l’antico e delizioso borgo che domina lo scalo dall’alto. Parecchi anni fa, il Comune di Termini Imerese, allora titolare della gestione del suo porto, aveva approvato all’unanimità un Piano Regolatore che prevedeva che lo scalo fosse dedicato al turismo, diportistico e crocieristico, e solo in parte al traffico commerciale.

I porti turistici in grado di accogliere yacht di 50 metri e oltre sono solo sei: Villa Igiea, Cala del Sole, Marina di Ragusa, Porto Xiphonio, Marina di Riposto e Capo d’Orlando Marina.

Un altro ritardo nella crescita della portualità siciliana è quello relativo alla preziosa area di Taormina. Era stato predisposto – e salvo errore, approvato – il progetto di un porto turistico sul promontorio che domina l’abitato di Giardini Naxos, molto prossimo alla celebre località turistica, che prevedeva anche, ahinoi, l’accosto di una nave da crociera proprio di fronte alla grande spiaggia della cittadina. Dopo lunghi tentennamenti, derivati dal fallimento della società che avrebbe dovuto realizzarlo, il progetto è sprofondato nell’oblio. Forse meglio così, se si considera il violento impatto che avrebbe avuto sulla straordinaria baia di Taormina. Chissà?

I porti della Sicilia

Porto di San Vito Lo Capo, www.sanvitoweb.com
Marina di Castellammare, www.marinadicastellammare.it
Marina di Balestrate, www.marinadibalestrate.com
Marina Villa Igiea, www.marinavillaigiea.it
Marina di Termini Imerese, www.artemarnautica.com
Capo d’Orlando Marina, www.capodorlandomarina.it
Marina di Portorosa, https://portorosamy.com
Marina del Nettuno, www.marinadelnettuno.it
Marina di Riposto, www.portodelletna.com
Porto di Xiphonio, www.portoxiphonioaugusta.it
Porto Grande Siracusa, www.marinayachtingsr.it
Marina di Marzamemi, www.portoturisticomarzamemi.it
Porto Turistico Marina di Ragusa, www.portoturisticomarinadiragusa.it
Marina di Cala del Sole, www.marinadicaladelsole.com
Marina di Sciacca, www.marinadisciacca.com
Marina Salina, www.marinasalina.it
Marina Pignataro, www.portopignataro.it
La Darsena, www.ladarsenafavignana.com

Ma passiamo alle buone notizie. Dovrebbe mancare poco, al netto delle dichiarazioni troppo ottimistiche degli amministratori locali, al completamento del porto a Sant’Agata di Militello. Sarà una struttura in grado di accogliere pescherecci e barche da diporto e, una volta sistemata anche la viabilità, dovrebbe entrare a pieno regime. Un altro esempio positivo che vale la pena citare è quello di Base Nautica Trapani, gestita da Marinedi, che invece è già in piena attività. Qui l’intervento, più che per gli ormeggi, è stato pensato per offrire servizi e rimessaggio per yacht fino a 140 metri di lunghezza. Nessuno stravolgimento, nessuna cementificazione, ma, al contrario, il recupero di aree portuali poco utilizzate allo scopo di creare posti di lavoro per 12 mesi all’anno.

Per tirare le fila, la situazione della portualità turistica in Sicilia non ha ancora sfruttato le sue potenzialità. Si tratta di una vera diminutio perché oltre a una nautica “residenziale”, fatta cioè dai siciliani e dai tanti pescherecci anche di piccole dimensioni (che fortunatamente esiste) ci sarebbe anche quella in transito da intercettare. La posizione geografica al centro del Mediterraneo la favorisce. Inoltre, il turismo non manca, né in Sicilia, né sulle isole minori, senza considerare le trafficatissime rotte su Malta, Grecia e Sardegna.

Palermo.

I porti più capienti sono tre: Marina di Ragusa con 700 posti, Marina di Portorosa con 650 e Marina di Balestrate con 645 posti barca.

I posti barca complessivi sono 18 mila 482, non pochi, vero? (solo Sardegna e Liguria ne contano di più), ma ciò non tragga in inganno: la costa, isole minori comprese, misura mille e 637 chilometri e i marina degni di chiamarsi tali, come si diceva, sono solo 18. Tradotto, uno ogni 90 miglia. I posti barca ci sono, per carità, ma per imbarcazioni medio-piccole. I porti turistici in grado di accogliere yacht di 50 metri sono 6. Forza Sicilia, la nautica fa il tifo per te.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

Focus Harbours – Sicily, 6th chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Aprile 2026)