Focus Harbours – Liguria, 1st chapter

La Liguria è la regione che offre più porti turistici e più posti barca, ma potrebbe aumentare la disponibilità sfruttando meglio le strutture esistenti

by Paolo Viola* and Niccolò Volpati

Questa è la prima puntata, ne seguiranno altre quattordici perché le Regioni costiere in Italia sono in tutto quindici. Ci occuperemo in questo e nei prossimi numeri della portualità in Italia, analizzando, regione per regione, la situazione di tutti i 7.375 chilometri di costa. Una premessa è d’obbligo: non abbiamo la presunzione di essere esaustivi. L’intenzione che abbiamo è duplice ed è quella di raccontare lo stato dell’arte e capire come aumentare la ricettività dei singoli porti. In queste pagine non troverete un portolano, anche se ci saranno, riassunti in tabelle, gli indirizzi e i contatti dei marina di ogni Regione. E non si tratta nemmeno di un elenco di problemi e mugugni, come spesso si rischia di fare quando si affronta il tema della portualità turistica. Cercheremo comunque di riflettere su numeri, criticità ed eccellenze, semplicemente per capire come potrebbe migliorare la situazione.

Sgombriamo subito il campo dalla annosa contrapposizione tra i sostenitori della realizzazione di nuovi porti turistici e quanti pensano che essi siano una insopportabile violenza sul paesaggio e il territorio. Noi, modestamente, cercheremo di andare oltre la contesa che non porta da nessuna parte e assomiglia a una nave incagliata su bassi fondali. È ovvio che un porto abbia ricadute economiche positive sul territorio, ma non è detto che per aumentare la disponibilità di posti barca si debba per forza procedere con la realizzazione di nuovi marina. Si possono sfruttare e adeguare quelli esistenti per migliorarne la ricettività. E sarà nostro compito ragionare su questi aspetti citando alcuni esempi di come si possano riqualificare i marina obsoleti. Iniziamo questa indagine occupandoci della Liguria perché il 21% del parco nautico italiano si trova in questa Regione, perché il 30% delle barche a vela immatricolate è ormeggiato in Liguria e perché da Ventimiglia a Bocca di Magra si trova il maggior numero di posti barca disponibili, ben 6.832, contando quelli dei porti turistici veri e propri – i cosiddetti “marina” – escludendo gli ormeggi temporanei utilizzati nella stagione estiva. Sono numeri che si riferiscono al 2023 e che si trovano sullo studio promosso da Confindustria Nautica, ben conosciuto dagli addetti ai lavori, “La nautica in cifre”.

I porti della Liguria

Marina di Cala del Forte, Ventimiglia (IM), www.caladelforte.it
Porto di Bordighera, Bordighera (IM), www.comune.bordighera.im.it
Marina PortoSole, Sanremo (IM), www.portosolesanremo.it
Marina degli Aregai, S.Stefano al Mare (IM), www.aregaimarina.it
Marina S. Lorenzo, S. Lorenzo al Mare (IM), www.marinadisanlorenzo.it
Porto Maurizio, Imperia, www.navily.com/it
Porto di Oneglia, Imperia, www.goimperia.it
Porto di Diano Marina, Diano Marina (IM), www.gestionimunicipali.com
Porto Turistico di S. Bartolomeo al Mare, S. Bartolomeo al Mare (IM), www.comune.sanbartolomealmare.im.it
Marina di Andora, Andora (SV), www.portodiandora.it
Marina di Alassio, Alassio (SV), www.marinadialassio.net
Marina di Loano, Loano (SV), www.marinadiloano.it
Marina di Capo S. Donato, Finale Ligure (SV), www.marinafinaleligure.it
Marina di Varazze, Varazze (SV), www.marinadivarazze.it
Marina di Arenzano, Arenzano (GE), www.portodiarenzano.it
Marina Genova Aeroporto, Genova, www.marinagenova.it
Marina Porto Antico, Genova, www.portoantico.it
Marina di Portofino, Portofino (GE), www.portofinoyachtmarina.com
Porto di Santa Margherita Ligure, Santa Margherita Ligure (GE), www.marinadisanta.it
Porto Carlo Riva, Rapallo (GE), www.portocarloriva.it
Marina di Chiavari, Chiavari (GE), www.marina-chiavari.it
Marina di Chiavari – Calata Ovest, Chiavari (GE), www.marinadichiavari.it
Porto turistico di Lavagna, Lavagna (GE), www.portodilavagna.com
Porticciolo di Portovenere, Portovenere (SP), www.portodiportovenere.it
Le Grazie, Portovenere (SP), www.portodiportovenere.it
Marina del Fezzano, La Spezia, www.marinadelfezzano.it
Porto Mirabello, La Spezia, www.portomirabello.it
Porto Lotti, La Spezia, www.portolotti.it
Porto di Bocca di Magra, Ameglia (SP), www.navily.com

La portualità in Liguria

In Liguria la realizzazione dei primi porti turistici risale alla fine degli Anni ’60 e ai primi Anni ’70. Iniziò Carlo Riva, con il porto turistico di Rapallo, e seguirono a ruota altri come quello di Lavagna. La seconda ondata è avvenuta alla fine degli Anni ’90 a seguito della promulgazione del DPR 509 del 1997 meglio conosciuto come Decreto Burlando. L’allora Ministro dei Trasporti ed ex Sindaco di Genova, infatti, si prefissò l’obiettivo di snellire e semplificare le procedure per la realizzazione dei porti turistici. Anche perché agli inizi degli Anni ’70 la Liguria era molto indietro rispetto alla vicina Costa Azzurra. Il Centro Studi Unioncamere Liguria nel 1972 pubblicava la ricerca “Porti Turistici ed Approdi in Liguria” confrontando la situazione di due territori analoghi per lunghezza, e cioè tutta la Liguria e la costa francese fino a Marsiglia. E il confronto fu impietoso, perché quelli liguri erano piccoli approdi con pochi posti barca, mentre Mentone o Beaulieu erano già allora dei veri e propri marina con centinaia di posti barca. Poi le cose sono sensibilmente cambiate.

Le ragioni dello sviluppo della portualità turistica in Liguria sono essenzialmente due. Genova è, con Milano e Torino, uno dei vertici di quello che si chiamava “triangolo industriale”: tre grandi città, non solo con tante industrie, ma anche con tanti abitanti. E triangolo industriale significa anche triangolo degli industriali (ma anche dei professionisti, dei piccoli imprenditori, di artigiani e commercianti), di quelle persone, cioè, che erano e sono spesso armatori di barche a vela e a motore. La Liguria, oltre che dei genovesi, è da sempre il mare dei milanesi, dei torinesi e, nella riviera di Levante, anche dei parmigiani. Si sono moltiplicate le case per vacanza – le famigerate “seconde case” – e le barche che cercano ormeggio. Il secondo motivo che ha stimolato la nascita dei marina in Liguria, oltre alla fortuna (o sfortuna secondo alcuni liguri) della sua posizione geografica, è dato dall’orografia della costa. La Liguria non è ricca di lunghe e profonde spiagge sabbiose, ma piuttosto di insenature, alcune delle quali sono già porti naturali. Il più significativo è Genova, in particolare nella zona del vecchio porto, dove adesso si trova Marina Porto Antico e l’acquario. Non è un caso, infatti, se le prime strutture portuali di questo bacino risalgano al XII secolo. Oltre ai primati, ai numeri, alla storia, la portualità turistica in Liguria presenta anche delle criticità. Vediamole.

La Liguria non è ricca di lunghe e profonde spiagge sabbiose, ma piuttosto di insenature, alcune delle quali sono già porti naturali. La realizzazione dei primi porti turistici risale alla fine degli Anni ’60.

I punti deboli

I marina, proprio perché i primi sono stati costruiti oltre mezzo secolo fa, sono in gran parte invecchiati. Negli Anni ’70 quando si parlava di mega yacht si pensava a un’imbarcazione di una dozzina di metri di lunghezza. Da allora il mondo è cambiato, e con esso anche la nautica da diporto. E purtroppo non tutto è andato sempre bene. Nel 2018 nel Tigullio la mareggiata ha distrutto la diga foranea del Porto Carlo Riva a Rapallo, provocando l’affondamento di centinaia di imbarcazioni. Oggi la ristrutturazione di quel marina è quasi ultimata, i lavori sono stati realizzati dalla Bizzi & Partners che è subentrata nella società concessionaria. A un evento straordinario e catastrofico è stata data una risposta positiva, sia da parte dei privati, sia da parte delle pubbliche amministrazioni.

Più critica è la situazione di Imperia. Non è nostra intenzione fare qui la cronaca di quel che è successo con il fallimento della società, che non ha ultimato la realizzazione del porto turistico, ma ci concentreremo sulle prospettive. I lavori, come detto, non sono ancora terminati, tanto che manca perfino il distributore di carburante ed è ancora da verificare l’accessibilità delle imbarcazioni fino a 90 metri che potrebbero avere difficoltà di manovra. Recentemente è stato presentato un nuovo progetto di completamento del porto che prevede un investimento di 196 milioni di euro. L’ha promosso la società “Go Imperia”, che però deve ancora trovare un partner privato che lo finanzi. L’inizio dei lavori è previsto per quest’anno, se la Regione Liguria rilascerà la Valutazione di Impatto Ambientale, mentre la conclusione dovrebbe arrivare nel 2031.

Poche miglia più a Ovest, a Ospedaletti, il porto di Baia Verde non se la passa meglio. C’è solo la diga foranea, che è lì da quindici anni. Il progetto del porto risale addirittura al 2001, ma il fallimento di “Fin.Im” ha bloccato i lavori nel 2010. Nel 2013 il Consiglio di Stato diede ragione a chi si opponeva alla realizzazione del porto, determinando di fatto il fallimento della società e dunque bloccando tutto. Le speranze per Baia Verde a Ospedaletti sono oggi riposte in una società francese che – insieme a CEM spa che aveva eseguito i lavori della diga – ha presentato un progetto di completamento del marina.

Infine, vale la pena di citare il caso del porto turistico di Lavagna che – dopo il fallimento della “Cala dei Genovesi”, la società che lo realizzò negli Anni ’70, e il subentro nella concessione degli attuali gestori, la “Porto Turistico di Lavagna spa” – lo scorso luglio ha visto scadere la concessione. Il porto, infatti, fu realizzato nel 1974 e la concessione aveva la durata di 50 anni. Il Comune di Lavagna l’ha prolungata fino al 31 ottobre 2025 e ha scelto un progetto ambizioso di ristrutturazione che implicherebbe la perdita di circa 200 posti barca a beneficio di uno spazio maggiore per accogliervi superyacht da 50 metri. Per procedere, si aspetta un bando europeo che deve essere predisposto e pubblicato dalla Regione Liguria, della durata verosimilmente superiore ai cinque anni, che stabilirà chi dovrà realizzare i lavori. Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex presidente Toti e le nuove elezioni regionali che hanno portato alla presidenza Bucci, ex sindaco di Genova, non hanno certamente accelerato l’iter. Al momento, infatti, non vi è ancora traccia del bando. Ospedaletti, Imperia e Lavagna ci insegnano che, oltre alle difficoltà oggettive, alle controversie e ai fallimenti, l’incertezza e la burocrazia sono il nemico numero uno dei porti turistici. Rappresentano un ostacolo sia per la realizzazione di nuovi porti, sia per la ristrutturazione e l’adeguamento di quelli esistenti.

Porto di Loano

Il porto di Loano ospita 900 imbarcazioni da 8 a 82 metri di lunghezza. I posti barca complessivi sono più di 1.000. Servizi e accoglienza sono garantiti 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. 35 sono i posti barca per i grandi yacht, 899 i parcheggi per le auto, 35,5 gli ettari di superficie e 16 km2 di verde pubblico. All’interno del marina è disponibile un cantiere per manutenzione e riparazione. Una lunga diga foranea garantisce sempre acque ferme all’interno del porto. Grazie a un progetto studiato nei minimi dettagli, la risacca è una caratteristica sconosciuta a Loano.

Le eccellenze

Gli esempi potrebbero essere molti, ma abbiamo ritenuto di doverci concentrare su tre porti turistici della riviera di ponente: i marina di Loano, Varazze e Cala del Forte. Loano era un piccolo porticciolo che ospitava natanti fino a dieci metri di lunghezza ma, ormeggiate al molo sopraflutti, anche due navi da diporto di oltre 24 metri. Nel 1989 il Sindaco e il Comandante del Porto convocarono i proprietari di quelle due navi e proposero loro di trasformare il porticciolo in un vero e proprio porto turistico. Il progetto fu affidato alle cure dell’ingegner Malfatti e del professor Acquarone, redatto dall’équipe di progettazione Viola Associati, con la collaborazione degli architetti Polastri e Traldi e degli ingegneri Ballerini e Stura, ottenne molto rapidamente i consensi e i permessi necessari, e i lavori cominciarono. Perché definiamo un’eccellenza il Marina di Loano? Perché ha un molo sopraflutti molto efficiente, che ha retto senza problemi alle tante mareggiate che in questi anni hanno imperversato sulla costa ligure, e tuttavia non rappresenta una barriera visiva essendo molto basso sul livello del mare. Merito dell’ampia berma a protezione di una ben attrezzata e lunga passeggiata che ha implementato e favorito il godimento del mare da parte dei visitatori del porto, diventando un luogo molto piacevole da frequentare. Il porto offre mille posti barca da 6 a 77 metri di lunghezza e in tutti questi anni ha promosso iniziative ed eventi che hanno fortemente favorito l’integrazione tra porto e città.

Varazze

Marina di Varazze è stato progettato nel rispetto dell’ambiente circostante dallo studio dell’architetto Aimaro Isola di Torino. Accoglie circa 800 barche fino a 35 metri e dispone di servizi nautici completi, tra cui refit e manutenzione, personale specializzato nei vari comparti nautici, stazione carburante, dispositivi di sicurezza di alto livello con video sorveglianza notturna, sommozzatori nel porto, sono in grado di soddisfare i diportisti più esigenti. Situato a pochi chilometri dall’aeroporto internazionale di Genova, è una base perfetta per partire, in barca o in auto, alla scoperta delle bellezze liguri conosciute in tutto il mondo. 

Lo stesso vale per Varazze, sempre molto attiva nella promozione di eventi culturali e ricreativi a beneficio, non solo di chi popola il marina, ma anche dei turisti che frequentano la cittadina. Il porto, sorto nei primi anni 2000 e promosso direttamente dal Gruppo “Azimut” di Avigliana, fu progettato dagli architetti Gabetti e Isola con la collaborazione dell’architetto Venezia, e dagli ingegneri Bussetti e Cozzi. Anche a Varazze la diga foranea è molto particolare. Il suo disegno rappresenta una sorta di prolungamento della linea di costa e il risultato è particolarmente elegante. Le strutture a terra, oltre al cantiere “Lusben” per il refit, comprendono numerosi bar, ristoranti e negozi, e anche alcune abitazioni. Chi c’è stato lo sa, tutta l’area portuale è percepita non come corpo estraneo alla città ma, nonostante non le sia proprio prospiciente, perfettamente integrata ad essa e all’ambiente circostante.

Cala del Forte

Cala del Forte dista solo 7,9 miglia da Monaco ed è immerso nel fascino, sia storico sia naturalistico, della Riviera dei Fiori nel Ponente Ligure. Non è grande, dispone di 178 ormeggi, ma l’obiettivo è replicare il modello di comfort e accoglienza che regna nelle strutture della SMIP nel Principato. Un ridosso prima di tutto per grandi yacht (all’ingresso la profondità è di 7 metri) con i servizi necessari per soddisfare al meglio le esigenze degli armatori e dei loro ospiti, oltre a quelle degli equipaggi, che queste barche devono farle navigare al meglio e in sicurezza. 

Cala del Forte a Ventimiglia è un marina pensato per grandi barche, all’insegna del massimo livello di accoglienza e professionalità. Arriva dall’esperienza dei vicini Port Hercules e Fontvieille nel Principato di Monaco. Se lo guardi dall’alto sembra una chiocciola di mare, con la pianta circolare che si richiude su sé stessa. Se lo guardi dal mare, arrivando in barca, quasi non lo vedi. Cala del Forte è uno di quei marina che nasce incastonato nell’ambiente che lo circonda. Un esempio vincente di simbiosi tra uomo e natura. Quella forma, in effetti, è il risultato di un accurato studio, fatto in collaborazione con l’Università di Firenze, per ridurre la potenza dell’impatto frontale delle onde dal largo che, come la storia recente purtroppo ci insegna, sanno essere particolarmente devastanti. È stato realizzato dalla Société Monégasque Internationale Portuaire guidata da Aleco Keusseoglou.

PortoSole Sanremo

PortoSole dispone di 770 posti barca di dimensioni medio-grandi e può ospitare yacht fino a 90 metri di lunghezza. Aspetti qualificanti per i diportisti sono il servizio ormeggiatori h24, sorveglianza notturna, distributore carburante, prese acqua ed energia elettrica, illuminazione banchine, servizio antincendio, servizi igienici e docce, parcheggio auto, cantieri navali e Internet wi-fi. La struttura ospita vari esercizi commerciali come due importanti cantieri navali, officina meccanica, distributore carburante, varie agenzie nautiche, ship chandler, punti qualificati per l’elettronica di bordo, tappezzeria nautica, una lavanderia specializzata per le imbarcazioni e diversi bar e ristoranti/pizzeria e il tabaccaio.

I nuovi progetti

Anche in questo caso l’elenco potrebbe essere lungo e ci limitiamo a una selezione. Il primo che, a nostro giudizio, merita menzione è il Porto Vecchio (o porto pubblico) di Sanremo che è un progetto in avanzato stato di realizzazione. È infatti in fase di pre-conferenza dei servizi – dovrebbe tenersi entro un paio di mesi – ed è realistico ipotizzare che i lavori possano iniziare nei primi mesi del 2026 per concludersi in circa tre anni. Il progetto è degli architetti Calvi, Ceschia e Viganò mentre l’iniziativa è promossa dal Marina di Porto Sole, il porto turistico di iniziativa privata che sorge proprio di fronte al porto pubblico. L’idea è quella di riqualificare la struttura esistente ricavandone nuovi posti barca, molti dei quali destinati a superyacht; ed è facile immaginare che Porto Sole, con a fianco un nuovo marina gestito dallo stesso soggetto, potrebbe avvicinare Sanremo a Cannes dove sorgono, uno di fronte all’altro, il Vieux Port e Port Canto.

Porto Lotti

Grandi yacht hanno scelto Porto Lotti come home port per le sue caratteristiche logistiche e strutturali, compresa la conformazione orografica che permette di programmare un’uscita in qualsiasi stagione e con qualsiasi condizione meteorologica. Un travel lift da 160 tonnellate, 500 posti barca, assistenza di qualsiasi tipo, cantieri in grado di effettuare ogni tipo di lavoro, dalla falegnameria alla verniciatura fino al refitting di barche d’epoca, sono solo alcuni dei servizi disponibili. Gli altri sono quelli che hanno contribuito a costruire la fama di Porto Lotti: fitness center, beauty farm, piscina, tennis court, bar, cinema, ristoranti, wi-fi in ogni angolo del marina, conference room, taxi boat e molto altro.

Altro progetto già approvato che dovrebbe vedere l’inizio lavori a settembre 2025, è l’ampliamento di Porto Lotti a La Spezia. Le nuove banchine, che sorgeranno su un’area di 20.000 m2 e ospiteranno fra gli altri dieci ormeggi per superyacht (oltre 50 metri), dovrebbero essere costruite in soli 18 mesi. La ragione di tempi così contenuti è data dal fatto che per realizzarle si ricicleranno i cassoni serviti a raddrizzare la Costa Concordia, la nave che naufragò all’isola del Giglio più di dieci anni fa. Questi cassoni ora non servono più a nulla e si sarebbero dovuti smaltire con grandi difficoltà, mentre con questo sapiente progetto verranno riutilizzati. Riempiti di materiale inerte, saranno appoggiati sul fondale e sopra di essi verranno realizzate le nuove banchine. Una volta ultimati i lavori, le banchine di Porto Lotti saranno le prime banchine “sostenibili” al mondo costruite con materiale riciclato!

Vale infine la pena citare il caso di Oneglia, a Imperia. Qui, più che un progetto c’è, al momento, un’intenzione. Il porto di Oneglia si trova proprio di fianco al Marina di Imperia di cui abbiamo già detto ed è, da tempo, un porto commerciale con scarsissimo traffico, praticamente vuoto. L’idea del Sindaco Scajola è trasformare anche questo in porto turistico, eliminare del tutto l’attività commerciale e utilizzare la banchina cosiddetta “oceanica” per ormeggi di mega e gigayacht. Inoltre, il porto ha bassi fondali e una scarsa protezione dai venti del terzo quadrante, tanto che ne andrebbe migliorata l’imboccatura. Forse ci si potrebbe accontentare di far convivere l’attività turistica con quella commerciale, salvaguardando anche il posto di lavoro dei camalli. Ma questa non pare sia la volontà del sindaco.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

(Focus Harbours – Liguria, Number One – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Giugno 2025)