Focus Harbours – Lazio, 3rd chapter

Tanta costa, pochi posti barca e i progetti futuri non lasciano ben sperare. Alcuni, come quello di Ponza, sono frutto di contenzioso da anni, altri, come quello faraonico di Fiumicino, appaiono irrazionali e dannosi

by Paolo Viola* and Niccolò Volpati

Anche in Lazio, come per altre regioni, i numeri sono una fedele radiografia della situazione. I posti barca sono 8.855, circa la metà di quelli della Toscana e poco più di un terzo della disponibilità che si trova in Sardegna e in Liguria. La costa laziale però non è poca cosa, al contrario, è più lunga di quella toscana: ben 361 chilometri contro 290. Rispetto alla Liguria, il Lazio offre 100 chilometri in più di costa. Non vi è, quindi, un’alta densità di strutture portuali e di ormeggi, ma è proprio la caratteristica del territorio che non ha favorito un grande sviluppo. Quasi tutto ciò che esiste, è stato costruito “a mare”, oltre la naturale linea della costa oppure alla foce dei fiumi.

Gaeta Flavio Gioia

Nettuno

Nell’immagine di apertura, l’isola di Palmarola è una riserva naturale. Grazie al suo aspetto incontaminato e alla varietà delle sue coste, è considerata una tra le più belle del mondo. Cala del Porto è il solo approdo dell’isola di Palmarola. Il porto antico nel borgo medievale della Città di Gaeta offre ormeggi per imbarcazioni a vela e motore fino a 25 metri di lunghezza. Il marina è dotato di tutti i servizi idrici, elettrici, igienici, assistenza meccanica e, di guardiania notturna. Inaugurato nel 1986, il porto turistico Marina di Nettuno si estende per una superficie complessiva di 3.000 metri di banchine con 15 pontili e circa 1.000 posti barca.

Ovviamente la fa da padrona l’area della foce del Tevere, prossima alla capitale, dove il fiume e la Fossa di Traiano – che ne è una sorta di canale scolmatore – abbracciano l’Isola Sacra e formano un unico grande porto-canale, attrezzato con ormeggi e cantieri navali. Peccato che sia così poco diffusa la conoscenza delle meravigliose opere idraulico-marittime d’epoca romana di tutta quell’area, con i grandi Porti Imperiali di Claudio e di Traiano, e soprattutto con il sopravvissuto e ignorato “Porto Esagonale” di Traiano, gioiello di archeologia marittima in totale disuso.

I porti del Lazio

Porto di Civitavecchia, Civitavecchia, www.portofrome.it
Riva di Traiano, Civitavecchia, www.rivaditraiano.com
Marina di Santa Marinella, Santa Marinella, www.marinadisantamarinella.com
Porto Turistico di Roma, Ostia, www.portoturisticodiroma.it
Porto di Anzio, Anzio,  www.portodianzio.eu
Marina di Nettuno, Nettuno, www.nettunomarina.com
San Felice Circeo Porto, San Felice Circeo,  www.circeoprimo.it
Terracina,  www.viviporto.it
Sperlonga, Sperlonga,  www.portodisperlonga.it
Porticciolo Santa Maria, Gaeta,  www.portoanticogaeta.it
Base Nautica Flavio Gioia, Gaeta, www.basenautica.com
Ponza Porto, Isola di Ponza, www.ponzamare.it
Cala Rossano, Isola di Ventotene, www.viviporto.it

Ponza

Il porto di Ponza è il punto di approdo per chi vuole raggiungere l’isola, a 21 miglia nautiche da Capo Circeo. È il più grande delle Isole Pontine che includono Gavi, Palmarola, Zannone, Ventotene e Santo Stefano.

Fiumicino

L’attesa per il rilascio delle autorizzazioni amministrative per il nuovo porto di Fiumicino aggiunge incertezza sulla costruzione dello stesso, ritardando un progetto in sospeso ormai da quindici anni e criticato da più parti.

Il Tevere è croce e delizia. Ad eccezione del Porto Turistico di Roma, che si trova a Ostia, non esiste un altro marina in grado di accogliere un numero significativo di barche in questa area. Eppure, il Tevere, ha la più alta concentrazione di barche che ci sia in Europa. La maggior parte sono di dimensioni contenute e sfruttano le concessioni dei tanti cantieri che si affacciano sul fiume. È mancata però negli anni, da parte degli amministratori, una visione che permettesse uno sviluppo della portualità turistica più razionale. Diciamo che governi e governatori, che si sono succeduti negli ultimi duemila anni, non sono stati all’altezza di Claudio e Traiano. Alla scarsa visione e a un razionale progetto di sviluppo, si aggiunge la scarsa cura.

Un esempio è il ponte del porto canale di Fiumicino, guasto da alcuni anni, che non consente più il transito alle barche a vela. Se non si apre più il ponte, non si possono raggiungere i cantieri e gli ormeggi che si trovano più all’interno del fiume, a meno che non lo si faccia con piccole unità a motore. Più nota, sempre in quell’area, è la cattiva sorte del Porto Turistico di Fiumicino, di cui si discute da almeno trent’anni.

Il progetto era nato come un grande marina per i diportisti romani, ma recentemente a qualcuno è venuta l’idea di un accosto per le grandi navi da crociera. La concessione è stata data alla Royal Caribbean e il progetto è stato inserito nel Decreto Giubileo del Governo. Sembra quindi procedere a passi spediti e pochi mesi fa l’area in concessione è stata recintata, con diverse proteste dei cittadini e delle autorità, sindaco in testa. Le ragioni dell’opposizione a questo progetto sono numerose. In primis, per la concessione. Perché è una sola che prevede sia il porto turistico, sia quello per le navi da crociera? Sarebbe logico che fossero due, assegnate a due realtà distinte. Invece, è tutto assegnato alla compagnia di navi da crociera. Inoltre, poco più a Nord, c’è il porto di Civitavecchia dove sbarcano i crocieristi che intendono visitare Roma in giornata.

Riva di Traiano

Il Porto Turistico Riva di Traiano, nella zona sud di Civitavecchia, è un marina privato che si sviluppa su un’area di 25 ettari ed è dotato di circa 1.200 posti barca.

Civitavecchia è il secondo porto più grande d’Europa per le crociere ed è un porto pubblico. E allora perché un Ente Pubblico dà una concessione a un privato facendosi auto concorrenza? Fiumicino, inoltre, per le navi da crociera, sarebbe perfino più appetibile dato che si trova più vicino a Roma rispetto a Civitavecchia. Quando arriva una nave da crociera sbarcano almeno cinquemila persone, che hanno tendenzialmente intenzione di raggiungere la capitale in poco tempo. Il traffico nella zona di Fiumicino è già ampiamente congestionato, sia per una rete stradale poco adeguata, sia per la presenza dell’aeroporto. Siamo sicuri che aggiungere dei pullman per cinquemila persone sia un’idea razionale? Inoltre, “inserire il progetto all’interno del Decreto Giubileo dà una serie di vantaggi dal punto di vista delle regole amministrative per l’applicazione degli impatti di valutazione ambientale”, come ha spiegato Pietro Spirito, ex Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale. Più che una concessione appare come una svendita ai privati a danno di un porto pubblico già funzionante. Altri dubbi riguardano l’ingresso delle navi da crociera in porto perché il fondale è di sette metri e andrebbe dragato fino a raggiungere una profondità di dodici.

“Il progetto prevede che le navi in uscita, che ricordo sono navi di 350 metri di lunghezza e 70 di altezza
– afferma Mario Magliulo, ex Comandante della Capitaneria di Porto di Fiumicino – dovrebbero procedere in ‘retromarcia’ per arrivare poi a un bacino di evoluzione, ruotare su sé stesse e quindi proseguire la navigazione in mare aperto”. E nonostante i tanti dubbi, il paradosso è che questo progetto sia più spedito di altri proprio in virtù del Decreto Giubileo, anche se per fare un porto, soprattutto come questo, non ci vogliono pochi mesi.

Terracina

Terracina è un porto-canale protetto a sud dal molo Gregoriano e a nord da un molo a scogliera all’interno vi sono due darsene. Entrambe le sponde del canale sono banchinate e munite di colonne e anelli da ormeggio. Terracina ha la possibiltà di ospitare circa 200 barche fino a 14 metri di lunghezza.

Civitavecchia rappresenta invece un esempio più virtuoso: un porto commerciale pubblico che serve per traghetti, navi da crociera e mercantili, e un marina, quello di Riva di Traiano, che ospita più di 1.100 barche. La foce del Tevere e Fiumicino non danno le giuste garanzie per realizzare qualcosa di analogo. E allora perché non limitarsi a un progetto di porto turistico, escludendo quello per le navi da crociera?

Marina di Santa Marinella è un approdo ben collegato a Roma. Ha 285 posti per barche fino a 20 metri. I fondali sono di circa 3 metri.

Ma il Lazio non è solo costa sulla terraferma, ci sono anche le Isole Pontine. E qui, sull’isola di Ponza, si consuma un rituale già visto da molte altre parti. Il progetto di porto turistico, che ha quasi una decina d’anni, è a Cala dell’Acqua, nella frazione de La Forna, costa nordoccidentale dell’isola. Inizialmente prevedeva 450 posti barca, poi ridotti a 279 dopo l’opposizione del Provveditorato delle Opere Pubbliche. L’aspetto interessante è che prevede il recupero dell’area ex Sapim, precedentemente utilizzata per attività minerarie. Oltre al recupero di un’area dismessa, CNR e Università La Sapienza di Roma hanno previsto un’infrastruttura in grado di generare energia elettrica attraverso il movimento del moto ondoso, garantendo così l’autosufficienza energetica del porto. Il Comune di Ponza e la società Marina di Cala dell’Acqua Srl però non vanno d’accordo. 

Ventotene

Quello di Ventotene-Cala Rossano è uno dei due porti dell’isola pontina. L’approdo ha 40 posti barca a disposizione per ospitare imbarcazioni che non superino la lunghezza di 24 metri e dispone di un pontile galleggiante nella parte più ridossata.

E, recentemente, il Consiglio di Stato, contrariamente a quanto aveva fatto in precedenza il TAR, ha dato ragione al Comune nella controversia. “Marina Cala dell’Acqua Srl – afferma il sindaco Francesco Ambrosinonon è aggiudicataria per la costruzione del porto, ma è stata selezionata in una conferenza di servizi tenutasi nel 2016 per presentare un progetto definitivo”. L’anno successivo, nel 2017, il progetto ha ottenuto una serie di pareri negativi, in particolare da parte del Comitato Tecnico del Genio Civile per le Opere Marittime. La sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che non è sufficiente l’adozione della variante urbanistica al Piano Regolatore del Comune perché serve un accordo di programma. Il Comune di Ponza, dopo questa sentenza, dovrà indire una nuova gara pubblica europea e passare attraverso una conferenza di servizi. “La nostra amministrazione – prosegue il sindaco – è stata sempre favorevole al porto e lo continua a essere, ma bisogna che ci siano delle garanzie procedurali e chiarezza nella compagine societaria che intende realizzare l’opera. Il porto de La Forna deve diventare un punto di rilancio e per ovvie ragioni non può essere gestito incautamente: ne saremmo responsabili davanti alle future generazioni”.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

(Focus Harbours – Lazio, 3rd chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Ottobre 2025)