I diportisti di tutto il mondo adorano navigare tra le isole della Campania. Per le strutture si è fatto tanto, ma molto c’è ancora da fare. L’America’s Cup del 2027, che si terrà a Napoli, sarà certamente una buona opportunità di sviluppo
by Paolo Viola and Niccolò Volpati
I posti barca non mancano, sono oltre 17.000, più o meno lo stesso numero della Toscana e poco meno solo di Sardegna, Liguria e Sicilia. La costa campana, del resto, è molto estesa. Incluse le isole maggiori, Capri, Ischia e Procida, arriva a circa 480 km e il numero di approdi è impressionante perché dalle foci dei fiumi Garigliano, Volturno e Agnena e più a sud Mingardo, fino a Sapri, se ne contano circa settanta! Molti sono piccoli approdi destinati ai natanti e alle barche degli appassionati di pesca, ma altri sono veri e propri porti turistici ben organizzati come i Marina di Stabia, d’Arechi, di Camerota e, ovviamente, anche Capri, Ischia e Procida, non difettano di strutture. Le ragioni, oltre all’orografia della costa, sono anche storiche. Il Regno di Napoli è stato molto legato alla marineria e prima ancora, l’Impero Romano aveva il suo porto militare a Pozzuoli.
Il Marina d’Arechi è una struttura moderna con mille posti barca
che può accogliere superyacht fino a 100 metri di lunghezza.
Esaminando la linea di costa della Campania da nord a sud, possiamo suddividerla, senza pretesa di rispettare confini amministrativi, in quattro diverse aree: il Casertano (da Formia a Capo Miseno), il golfo di Napoli (da Capo Miseno a Punta Campanella, comprese Capri, Ischia e Procida), il Salernitano (da Punta Campanella a Paestum) e il Cilento (da Paestum a Sapri). Ognuna di esse presenta un minimo di omogeneità, sia nella morfologia, sia nell’uso della costa, ma fra una e l’altra ci sono anche forti diversità.
Nel Casertano la costa è bassa e dunque vi dominano gli approdi nelle foci dei fiumi, utilizzati solo da piccoli natanti a causa della barra che si riforma ad ogni pioggia e che rende gli imbocchi del tutto precari; esiste una “bozza” di Marina detto “Pineta Mare”, mai completato, che necessiterebbe di non pochi lavori di sistemazione – dall’imboccatura ai fondali e alle banchine – e che potrebbe cambiare il volto di quell’area che si trova in stato di grave degrado. Ma siamo a Castel Volturno, e purtroppo nessuno si azzarda a metterci mano!
I porti della Campania
Sud Cantieri Marina, Pozzuoli, www.sudcantieri.it
Mergellina, Napoli, www.marinamololuise.com
Santa Lucia, Napoli, www.ormeggioslucia.com
Marina di Stabia, Castellammare di Stabia, www.marinadistabia.it
Castellammare di Stabia, Castellammare di Stabia, www.stabiamainport.com
Porto di Amalfi, Amalfi, www.portodiamalfi.com
Marina d’Arechi, Salerno, www.marinadarechi.com
Agropoli, Agropoli, www.portodiagropoli.com
Acciaroli, Acciaroli, www.marinadiacciaroli.it
Marina di Camerota, Camerota, www.portodicamerota.it
Porto di Sapri, Sapri, www.marinaportodisapri.com
Ischia S. Angelo, Ischia, www.marinadisantangelo.it
Ischia Forio, Ischia, www.marinadiforio.it
Ischia Marina di Lacco Ameno, Ischia, www.marinadilaccoameno.com
Ischia Casamicciola, Ischia, www.marinadicasamicciola.it
Marina di Procida, Procida, www.marinedi.com/marina-di-procida
Marina di Capri, Capri, www.portoturisticodicapri.com
La Campania offre molte rade in cui gettare l’ancora, per godere della tranquillità del mare lontano dal caos delle banchine. Tra i migliori ancoraggi dell’isola di Procida c’è, per esempio, la rada di Chiaia, in un’ampia baia che si apre su un caratteristico borgo di pescatori, ovvero Corricella. Chi cerca una rada intorno all’isola di Ischia dovrebbe invece pensare alla Baia dei Maronti, protetta da una parte da Capo Grosso e dall’altra da Punta Sant’Angelo. Altra rada isolana da non perdere – questa volta a Capri – è quella di Marina Piccola, totalmente priva di servizi, ma perfetta per una notte di completo relax. E ancora, la rada della Baia di Positano, gioiellino della Costiera Amalfitana, all’altezza della spiaggia di Marina Grande.
Una vista di Procida con il Porto di Chiaiolella che può ospitare 315 barche di lunghezza fino a 45 metri.
Nel Golfo di Napoli, i tre porti turistici “urbani” (Mergellina, Santa Lucia e il Molosiglio) sono sempre stracolmi e, se si vuole salvaguardare il celeberrimo waterfront napoletano, non sono praticamente ampliabili; più facile sarebbe agire sui porticcioli e i ridossi che si trovano a ponente della città (da Posillipo a Marechiaro) o a levante (da Portici a Torre Annunziata, mentre l’ottimo Marina di Stabia sarebbe perfetto se non soffrisse per la mancata realizzazione delle opere a terra con il conseguente vuoto urbano in cui è immerso). Più difficile, invece, intervenire sulla penisola sorrentina, con la sua costa alta e gli alti fondali, dove si sono potuti realizzare nel tempo, con evidente difficoltà, pochi approdi e ormeggi precari.
Positano, località di grande fascino e bellezza, particolarmente amata dai cultori delle località amene.
Il Salernitano è penalizzato a nord dall’alta Costiera Amalfitana, che offre celeberrimi paesaggi naturali ma ben poche opportunità di costruire porti o approdi; si salvano i due porti “urbani” di Santa Teresa e di Masuccio, nel capoluogo, ma la vera risorsa è costituita dall’ottimo Marina d’Arechi, poco più a sud, molto ben attrezzato e con ottimi servizi, che voleva essere un porto-isola, ma ha dovuto cambiare tipologia perché il braccio di mare che lo separava dalla linea di costa si è completamente interrito!
Il Cilento, infine, è una regione avviata a un felice sviluppo turistico, tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione (la Salerno-Reggio Calabria passa all’interno, a quasi 50 km dalla costa), sicché il vasto promontorio che va da Paestum a Sapri è ancora scarsamente abitato; tuttavia questo bel territorio offre diversi porticcioli interessanti (Agropoli, Castellabate, Casal Velino, Camerota, Scario, Policastro, Sapri) che sono in parte da proteggere, ampliare, attrezzare, ma soprattutto da rendere utilizzabili da parte della nautica maggiore. Vi è infine un buon numero di baie e ridossi che potrebbero accogliere piccoli Marina ed arricchire l’offerta di ormeggi in un’area che, grazie alle bellezze naturali, alla mitezza del clima, e alla tranquillità del soggiorno, sta rapidamente sviluppando un turismo di qualità, non solo stagionale.
Bagnoli e l’America’s Cup
La Campania rappresenta però anche la terra delle occasioni non ancora sfruttate. Lo ha capito un armatore come Aponte che, secondo le voci di banchina, è interessato ad acquistare il Marina di Stabia e, verosimilmente, ha in programma importanti sviluppi per quest’area. L’esempio più significativo però è Bagnoli e l’area ex Italsider. Chi avesse voglia di navigare in Internet tra i video dell’Istituto Luce potrebbe imbattersi in una vecchia intervista a Pietro Nenni dove il giornalista chiede al leader socialista: ma cosa succederà se un giorno qui non dovesse esserci più l’Italsider? La risposta di Nenni fu: “Impossibile. L’acciaieria a Bagnoli ci sarà sempre!”. Le cose non sono andate proprio così, nel senso che l’attività produttiva è tramontata da tempo ma, in effetti, Nenni aveva in parte ragione, nel senso che ancora oggi non ci si è liberati dello scheletro dell’Italsider che giace ancora nell’armadio.
Quello di Sant’Angelo d’Ischia è uno dei borghi più affascinanti dell’isola. Oasi di pace e di tranquillità, è interdetto alle auto e, tra vicoletti caratteristici e case addossate le une alle altre, rispecchia il tipico esempio di architettura mediterranea.
Il numero di approdi in Campania è molto significativo, ma, a parte alcune eccezioni, si tratta spesso di piccoli porticcioli per natanti. Il Marina di Stabia, Mergellina a Napoli, il Marina d’Arechi a Salerno sono gli unici in grado di ospitare yacht fino a 100 metri di lunghezza. Sulle isole, Ischia ha numerosi porti per mega yacht (Ischia Porto, Forio, Lacco Ameno e Casamicciola). A Procida, il Marina di Procida è attrezzato per imbarcazioni fino a 90 metri di lunghezza.
Eppure Bagnoli sarebbe un’area perfetta per sviluppare la portualità turistica. Il fondale è elevato, è impegnativo realizzare una diga foranea, ma garantirebbe l’accesso anche ai mega yacht. Inoltre, la vecchia fabbrica ha già due moli che servivano appunto per caricare e scaricare i materiali per l’Italsider. Ci sono progetti interessanti che prevedono la realizzazione di un porto turistico da oltre 800 posti barca di cui oltre 200 sopra i 24 metri sfruttando proprio i due moli esistenti. Che cosa ha frenato questo sviluppo? La bonifica. L’area interessata è ampia e si trovano metalli pesanti e idrocarburi. Recentemente il Governo ha trovato le risorse per avviare i lavori e l’annuncio che Team New Zealand ha scelto Napoli come sede della Coppa America nel 2027 ha dato un ulteriore impulso per accelerare i lavori. Proprio l’area di Bagnoli sarà quella che ospiterà la sede dei team partecipanti e quindi la zona deve essere pronta già l’anno prossimo.
Cetara è un piccolo borgo di pescatori della Costiera Amalfitana incastonato tra mari e monti. È una meta turistica di nicchia grazie al suo profondo legame con le attività economiche tradizionali.
L’evento eccezionale determina poteri eccezionali e il Sindaco di Napoli è diventato commissario. È probabile che le procedure saranno snellite e che ci sarà anche una sorta di bonifica “light” per evitare di arrivare tardi all’appuntamento. Del resto, in quell’area tra Coroglio e Nisida ci sono già dei campi boa estivi per circa tremila imbarcazioni e non è che l’acqua è inquinata solo in inverno e invece in estate è pulita. In passato addirittura è stata data la concessione per un allevamento di pesci. Dalla famosa orata all’acqua pazza, si era passati all’orata all’acqua che puzza di idrocarburi. E quindi perché non procedere a una bonifica che consenta di impiantare il villaggio dell’America’s Cup? E così sarà, infatti. Il dubbio che ci permettiamo di avanzare è che cosa succederà dopo.
Il Marina di Agropoli è un riparo sicuro a due passi dal centro storico della città. Con circa 1.100 posti barca è il primo porto del Cilento.
È una buona notizia che si farà la bonifica, che la si realizzerà in tempi certi e che Bagnoli ospiterà la Coppa America, ma tutto questo avrebbe ancora più senso se ci fossero già le idee chiare su come sviluppare l’area dopo il 2027. Ci auguriamo che il Sindaco, la giunta e il Governo ci stiano pensando. L’ex Italsider, infatti, potrebbe rappresentare un’area dove ormeggiare i mega yacht e offrire i servizi che questi richiedono. A terra lo spazio non manca per costruire un cantiere che si occupi di refitting e tutta la zona è già sviluppata dal punto di vista turistico. Gli yacht e i mega yacht solcano il Golfo, vanno a Capri, a Ischia o nella Costiera Amalfitana e dunque avere un nuovo Marina in grado di accoglierli e una struttura a terra che consenta di trattenerli anche a stagione estiva finita, porterebbe a un indotto significativo, anche in termini di posti di lavoro. Insomma, turismo, ma non solo. Ma vogliamo essere ottimisti e pensare che queste riflessioni le stiano facendo anche i nostri amministratori e che, semplicemente, non le abbiano ancora annunciate.
* Paolo Viola
Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010).
(Focus Harbours – Campania, 4th chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Novembre 2025)












