Focus Harbours – Calabria and Basilicata, 5th chapter

Tanta costa, pochi porti e pochi posti barca. Ma non è mai troppo tardi per rimediare

by Paolo Viola* and Niccolò Volpati

Lo avevano già capito ai tempi delle colonie della Magna Grecia e anche durante le repubbliche marinare in epoca medievale. Le coste tirrenica e ionica della Calabria sono snodi fondamentali. Le navi, molte delle quali provenienti dalla Francia e dirette in Terra Santa, facevano scalo a Roccelletta, nel golfo di Squillace, prima di proseguire verso la Palestina. Del resto, non c’era alcun blocco navale e non venivano prese d’assalto prima di raggiungere la meta. Valeva anche la rotta inversa. Chi salpava da oriente si fermava a Crotone o a Sibari prima di fare rotta verso la Sicilia. In fondo, anche al giorno d’oggi le rotte non sono molto cambiate. Sono tanti gli yacht che navigano in queste acque dirette a Malta, in Grecia o in Turchia, in particolare le navi da diporto, cioè gli yacht di oltre 24 metri. Eppure, i porti, soprattutto per il transito, non esistono. Probabilmente i politici e gli amministratori dell’antichità erano più lungimiranti di quelli attuali.

Agropoli.

Tropea

Molti yacht e superyacht transitano laungo le coste della Calabria
e della Basilicata, facendo rotta verso Malta, la Grecia e la Turchia, ma non ci sono porti dove attraccare.

Calabria e Basilicata confinano sia sul Tirreno sia sullo Ionio; per questo abbiamo deciso di trattarli insieme. Anche perché la costa della Basilicata misura in tutto 70 chilometri, che, in aggiunta ai 788 chilometri della costa calabrese, fanno più di 850 chilometri, oltre il 10% della costa italiana. I marina sono davvero pochi e, di conseguenza, anche i posti barca. Non esiste un attracco per un yacht di oltre 55 metri. E, tra l’altro, questa taglia è accettata solo a Tropea o a Roccella Jonica, dove la lunghezza massima è di 50 metri.

I porti della Calabria e della Basilicata

Maratea, Maratea, www.maratea.info
Cetraro, Cetraro Marina, www.portocetraro.it
Tropea, Tropea, www.portoditropea.it
Taureana di Palmi, Palmi, www.portodigioiatauro.it
Porto delle Grazie, Roccella Jonica, www.portodellegrazie.com
Marina Laghi di Sibari, Sibari, www.marina-sibari.it
Marina di Policoro, Policoro, www.marinedi.com/marina-di-policoro

Sul Tirreno esiste una straordinaria opportunità che sembra non voler essere colta: la presenza delle isole Eolie davanti alla costa che si sviluppa da Tropea a Scilla – raggiungibile da nord sia con la ferrovia sia con l’autostrada, prima dell’attraversamento dello Stretto! – che dovrebbe attivare una portualità concorrente a quella di Milazzo, di Porto Rose e di Capo d’Orlando in Sicilia. Basterebbe, per esempio, attrezzare a dovere il porto di Vibo Marina, appena un po’ più a nord, scarsamente utilizzato per il traffico commerciale e fortemente penalizzato per il diporto, oppure ampliare adeguatamente i marina di Palmi e di Scilla. 

Chianalea

I marina potrebbero offrire anche un servizio di manutenzione sfruttando l’indotto generato da un mega yacht.

Maratea

Inoltre, c’è il caso dello Stretto. È uno dei luoghi mitici, nel vero senso della parola, del Mediterraneo, il più celebrato, desiderato da tutti i naviganti e i diportisti. Le acque sono cristalline e piene di vita e, insieme, ospitano antiche e colorite tradizioni di pesca di altura (il pesce spada!). Da una parte, le Eolie a poche miglia; dall’altra, Malta e le Pelagie, poco più distanti. Tutto fa pensare che le due rive dello Stretto dovrebbero essere la capitale del diportismo internazionale: grandi porti con grandi barche che vengono a svernarvi, gli equipaggi che usufruiscono della presenza urbana di Reggio e Messina, gli armatori che utilizzano gli aeroporti di Catania, Reggio e anche Lamezia, prossimi al mare sulle due sponde, e che godono di luoghi magnifici come Taormina, l’Etna e l’Aspromonte. E invece niente di tutto ciò.

Policoro

Marina Laghi di Sibari e Marina di Policoro sono strutture ibride, cioè ville sul mare con un posto barca di pertinenza. Più adatte
al turismo stanziale che a quello in transito.

Sullo Ionio, un altro caso curioso è quello dei due marina denominati Laghi di Sibari e Marina di Policoro, o Marinagri, organizzati come Port Grimaud in Provenza, o, molto più semplicemente, come Punta Faro a Lignano Sabbiadoro, fra Venezia e Trieste. Questa tipologia di porto turistico, nata a Lignano Sabbiadoro nei primi Anni ’70 e allora denominata “Terra-mare”, consiste in una serie di canali navigabili scavati a ridosso della linea di costa, sui quali si affacciano le residenze che, come pertinenza, dispongono di un posto barca privato. Successivamente ne fu realizzato dapprima uno nella baia di New York e poi, in grande quantità, a Miami. 

Tropea

Cetraro, Tropea e Roccella sono dei marina ben attrezzati
che, comunque, non riescono a soddisfare le tante richieste, soprattutto nel periodo estivo.

I Laghi di Sibari nacquero a seguito di una bonifica realizzata a metà degli Anni ’70, a volontà di alcuni imprenditori friulani. L’intero complesso è costituito da quattro penisole, ognuna delle quali comprende da 30 a 50 ville, e la darsena interna è accessibile attraverso un canale. Il pescaggio nella darsena è di due metri e mezzo e l’ampiezza del canale è di sei metri; quindi, la taglia massima d’imbarcazione prevista non può superare i 18/20 metri di lunghezza. Oltre ai numerosi posti barca, il complesso prevede negozi, un albergo, un cantiere e alcune strutture sportive. Oggi gli imprenditori friulani sono quasi del tutto spariti e da tempo si cerca un faticoso rilancio. L’auspicio è che, come ai tempi della Magna Grecia, si comprenda quella che è, ancora oggi, la natura della costa calabrese e lucana, ovvero quella di intercettare le navi in transito e fornire i servizi di cui queste hanno bisogno. In una parola: realizzare un porto, non un resort.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

(Focus Harbours – Calabria and Basilicata, 5th chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2026)