SX120 fonde tecnologia pionieristica e design nautico all’avanguardia. Incarna l’impegno di Sanlorenzo sia nell’evoluzione del prodotto sia nell’innovazione, essendo il primo yacht in composito a disporre dell’IPS Professional Platform, di Volvo Penta
by Sacha Giannini and Francesco Michienzi – photo by Breeds Media Creative (exterior) and Federico Cedrone (interiors)
1822. I poeti Lord Byron e Shelley sono stati forse tra i primi “diportisti” a promuovere, con le loro barche “Don Juan” e “Bolivar”, il “pleasure yachting” e l’andar per mare a spasso, ma anche i pionieri del comfort di bordo. Con uno scafo di 24 piedi il primo e poco più di 30 il secondo, ma “…sufficientemente spazioso per accogliervi comodamente tutti…” (L. Byron), si navigava tuttavia nella semplicità, tra Genova, La Spezia e Viareggio, assaporando già il senso del lusso, dell’esclusività, anche solo come “tempo” a disposizione.
2025. 203 anni dopo, negli stessi luoghi della poesia e delle grandi sfide, ritroviamo lo stesso spirito ma con nuovi armatori e nuovi cantieri navali che continuano a costruire invitando designer e architetti che si fanno largo tra la prosa e la poesia, tra la cultura e la tecnica per trovare nuove soluzioni a nuove esigenze, con barche 4 volte più lunghe (120’), con quattro ponti abitabili, 4 motori da 1.000 cavalli su due pod Ips Professional Platform Volvo Penta e almeno 4 cabine Vip doppie per accogliere comodamente tutti.
Il salone sul main deck è avvolto da luce naturale grazie alle ampie finestrature, dove l’attenzione degli ospiti è richiamata da una scala scultorea che dona valore all’ambiente e allo stesso tempo è una soluzione funzionale che consente una connessione fluida tra i ponti.
Il nuovo Sanlorenzo SX120, l’ammiraglia della serie crossover del marchio, è tutto questo e altro ancora. “L’SX120 ha cambiato il modo di concepire lo yachting e ridefinito l’esperienza di vita a bordo, introducendo una nuova idea di spazio, di vivibilità e di connessione con il mare”, afferma Tommaso Vincenzi, Ceo di Sanlorenzo. Oggi, oltre la sostenibilità, oltre il comfort e le prestazioni, la sensibilità diventa un requisito di impegno “civile” per raggiungere le coscienze di chi progetta e “irrompe” nell’orizzonte di qualcun altro che si troverà sempre a terra, anche solo per guardare, perché “l’architettura è pure di chi la osserva” (B. Zevi).
Gli interni sono arricchiti da molti pezzi che hanno fatto la storia del design italiano, come la sedia Donzelletta di DePadova, disegnata da Michele De Lucchi. La struttura è in massello di frassino nero e la seduta in paglia intrecciata. Xila, la cucina in Silcolak di Boffi, è stata progettata nel 1972 da Luigi Massoni.
Questo atto di responsabilità costituisce il presupposto culturale e ideativo su cui lo studio Zuccon International Project sviluppa il concept esterno della nuova ammiraglia della serie SX di Sanlorenzo. SX120 incarna un’etica e una forza che si pongono al di fuori dell’involucro, vanno oltre l’operazione di design come atto creativo, per configurarsi sempre più come “Less Aesthetics, More Ethics” e proiettarsi negli occhi di chi dovrà anche solo guardarla, in porto, in rada o in navigazione.
«La linea SX, presentata nel 2017 con l’SX88, ha aperto un nuovo capitolo nello yachting internazionale. Quasi dieci anni dopo, l’SX120 ne prosegue il cammino, confermando la visione di Sanlorenzo: innovare con eleganza, guardare avanti con sensibilità, creare soluzioni che uniscono bellezza e sostenibilità»
Massimo Perotti, Executive Chairman Sanlorenzo
Bernardo e Martina Zuccon hanno scelto Sanlorenzo, o viceversa, nell’esclusività di un processo di crescita e di educazione che ha portato a risultati davvero sorprendenti. Spesso “…si chiama un architetto per dirgli cosa fare” (Frank Gehry), altre volte per non dire nulla, e altre ancora si chiama un cliente per dirgli cosa acquistare. Questo propone l’SX120, un prodotto finito, voluto proprio così, sviluppato a 3 mani, quelle sapienti costruttive di Sanlorenzo, quelle colte della famiglia Zuccon e quelle di Piero Lissoni.
In tutta l’imbarcazione, i soffitti sono scanditi da una cannettatura lignea, una serie di fitte cuspidi che si prolungano in verticale lungo le pareti, creando un effetto architettonico di continuità e profondità. Alcuni inserti verticali sono stati invece rivestiti con una pellicola a effetto acciaio, che dona un tocco contemporaneo agli ambienti. I pavimenti alternano parquet e moquette, mentre nei bagni si è scelto un materiale ceramico effetto marmo, che coniuga estetica e funzionalità.
«Alla famiglia SX, credo la più creativa che a memoria d’uomo si possa ricordare nella nautica degli ultimi 30 anni, si aggiunge il 120. SX120 è un’architettura galleggiante spettacolare. Abbiamo preso tutte le cose che gli altri SX ci hanno insegnato e le abbiamo riunite qui. Ha spiagge, piani che si interconnettono, grandi aperture… una vera villa galleggiante nel corpo di un progetto assolutamente straordinario, come l’SX».
Piero Lissoni, Lissoni & Partners
Dal transatlantico Rex all’Andrea Doria, da Poltrona Frau a Cassina, da Gio Ponti a Carlo Scarpa, anche a bordo del nuovo crossover 120’, la storia sembra ripetersi dopo quasi un secolo, in cui artigianalità e personalizzazione si incontrano per innovare. Il nuovo divano modulare “Smart Island”, che ritroviamo a bordo, va ben oltre la semplice produzione di arredo, perché esplora quel terreno privilegiato di sperimentazione stilistica e tecnica che ha fatto sbarcare il residenziale in mare, ma questa volta sopra un ponte scoperto, il quarto, l’ultimo dell’SX120, il nuovo, su un sundeck che acquisisce significato quanto più offre soluzioni outdoor.
La cabina armatoriale è caratterizzata da una testiera retroilluminata, disegnata come un paravento decorativo, che separa con discrezione la zona letto dalla zona armadio, assicurando comfort e intimità.
«La nuova ammiraglia della linea SX coniuga in un unico prodotto funzionalità ed estetica, semplicità ed eleganza, performance e sostenibilità. Inoltre, SX120 è il primo grande yacht a integrare la nuova Ips Professional Platform di Volvo Penta, un sistema compatto ed efficiente, progettato per l’utilizzo di fonti energetiche ibride e pensato per migliorare prestazioni, autonomia e comfort in navigazione. Questa innovativa piattaforma propulsiva consente di ottenere soluzioni progettuali certamente uniche, correlate all’impiego di efficienti POD drive, anche su yacht di grandi dimensioni».
Tommaso Vincenzi, CEO of Sanlorenzo
Con i suoi 37 metri di lunghezza, 8 di baglio e 270 GT di stazza lorda, questo crossover, sintesi tra un Flying Bridge e un Explorer, è l’evoluzione stilistica del precedente 112’ e dell’SX100. È una barca di confine, un ambito di ricerca aperto, frontiera di convergenze e di intersezioni, dove si regolano il confronto e la ritualità dell’abitare e del costruire, attraverso frammenti di contemporaneità e di architettura terrestre, più che di yacht design. Con una composizione mai soffocata dalle sue stesse forme, dalla sua apparente monumentalità o, peggio, dall’individualismo, come traccia imposta del proprio passaggio, è invece proiettata nella natura e nello spettatore che percepisce un messaggio sospeso tra la responsabilità e il desiderio di piacere anche fortemente. È un atto di “stile”, di “educazione” in tutte le discipline coinvolte, che si esprimono attraverso il valore dell’autenticità, perché maturano nella lettura colta della storia del ’900.
La beach area ha una superficie di 70 metri quadrati con passavanti laterali apribili, una vista panoramica a 360° dall’upper deck e un sun deck con Smart Island configurabile. La beach area, inoltre, offre agli armatori la flessibilità di una piscina a scomparsa, che può essere coperta o scoperta tramite un meccanismo di sollevamento e scorrimento del prendisole, per garantire fruibilità estetica, privacy e sicurezza in navigazione.
L’SX120 assorbe da molti contesti: dalle abitazioni, dagli edifici e dalle città, in una compresenza di scale diverse dello spazio abitabile, facendo pulizia del superfluo, come spesso anche della simmetria interna, per la quale si è sacrificata l’utilità. A bordo questa asimmetria cerca il massimo rendimento funzionale e formale per concedere luce e spazi ad ambienti che ne hanno effettivamente più bisogno di altri, senza sacrificarne nessuno e senza mai ignorare la reale complessità del programma abitativo di bordo, che promuove nuove possibilità spaziali e tecnologiche, soprattutto in quel bisogno di varietà nell’esperienza visiva.
È una barca nuova, ma non una novità che vuole trasgredire, piuttosto è fatta di “sorprese”, come la scala interna a rampa ellittica, decentrata e scultorea, come un breve percorso onirico che attraversa i ponti, oppure la gruetta a braccio di babordo che “a riposo” prosegue la traiettoria del lungo capodibanda in carbonio del main deck superiore o ancora le due murate abbattibili XXL che estendono fino a 70 m2 la beach area di poppa, fino all’inedito sundeck. Sono piccole conquiste di comunicazione linguistica e funzionale, capaci di modificare gli occhi con cui guardiamo le barche e la sensibilità a oltrepassare il loro ordine apparente, per ritrovare almeno un punto di vista o una “fuga” dagli schemi preordinati.
«L’SX120 si distingue per qualità, adattabilità e comfort…ha la capacità di raccontare scelte e soluzioni di architettura che si perfezionano anche grazie ad alcune importanti lezioni dei padri dell’architettura moderna. Ripulire e togliere i segni superflui secondo un’etica e un’idea che devono fare sempre i conti con il paesaggio e con la responsabilità della figura dell’architetto nei confronti di chiunque si trovi tra l’orizzonte e la barca…noi ci poniamo spesso la domanda su come venga accettata e vissuta ogni nuova presenza in mare e sul suo panorama…».
Bernardo e Martina Zuccon
photo by Andrea Muscatello.
Indipendentemente dalla geometria, si intravede a bordo quasi sempre un’altra dimensione, un inverso, un doppio, una polarità, un altrove che prolunga lo spazio fisico e quello percettivo. La trasparenza pervade gli spazi interni, intervallati da opacità chiare e “cannettature lignee” dei cielini, o da essenze esotiche più scure, come le paratie che chiudono gli ambienti destinati alla notte. La cabina armatoriale è a prua sul main deck, con un letto a isola centrale, una testiera traslucida retroilluminata e un fronte vetrato perimetrale che chiude la stanza.
Sul bridge deck, la timoneria è dietro una trasparenza, più simile a una vetrina, a una teca di cristallo, dove esili montanti e il rigore compositivo ricordano alcuni eleganti allestimenti espositivi, fluttuanti e impalpabili, di Franco Albini. C’è sempre qualcosa, all’interno come all’esterno, che racconta un percorso di scelte prese in prestito da un vocabolario di esperienze del ’900, ma sempre rielaborate e ben condivise. I volumi fuori acqua sono spostati leggermente verso prua, proiettati in avanti anche visivamente dal parabrezza inverso della cabina armatoriale e del bridge deck superiore, con inclinazioni parallele alle due belle “potenze” poppiere di bordo, che conservano tuttavia solo la memoria del peso e della funzione statica di sostegno.
Il flybridge che, per la prima volta su questa tipologia di yacht, si trasforma in un elegante sun deck. Qui è stato introdotto il concept Smart Island: un sistema di sedute componibili e liberamente configurabili, dotate di funzionalità aggiuntive. Uno spazio riservato, quasi nascosto, un locus amoenus in cui godere della massima privacy.
Questo corpo centrale, aperto nel maindeck su quattro lati, si comporta come un blocco di vetro temperato fumé, congiunto senza cornici né guarnizioni, con montanti interni sapientemente camuffati attraverso le pareti vetrate continue. Non vuole “involucrare” le parti, ma mantiene comunque compattezza ed equilibrio nella composizione, che poi si spalanca sul mare. L’upper deck, invece, segue un lavoro di ambiguità sulla trasparenza diafana di Philip Johnson e della sua “Glass House”, dove il volume, pur bloccato nella sua stereometria, è di fatto un osservatorio trasparente sul paesaggio che la circonda. L’interno di questi volumi biassiali si sviluppa in open space che spesso cerca l’asimmetria, con il compito di suddividere lo spazio attraverso complementi d’arredo, scelti e disegnati da Piero Lissoni, la cui disposizione dà vita a un’area living, una dining, una play room o diversi lounge interni che si connettono in modo fluido con l’esterno.
Il lower deck, invece, è aperto solo a poppa e ospita un primo filtro di sosta e servizio, connesso direttamente alla beach area esterna, ben “condizionato” con HVAC, con divani, lavatrice/asciugatrice, wc e una mess room. Verso l’interno si accede a un piccolo spazio che può essere aperto come lounge o chiuso come cabina, oltre a un piccolo hammam e una zona equipaggio.
Il lower deck ospita quattro cabine per gli ospiti, di cui una può essere mantenuta aperta in versione lounge oppure chiusa per trasformarsi in cabina, un piccolo hammam e la zona riservata all’equipaggio.
Abbiamo avuto l’opportunità di testare in mare l’SX120 e, dopo poche miglia, abbiamo avuto conferma di trovarci a bordo di uno yacht di nuova generazione. L’architettura navale presenta un’importante skeg centrale e due pinne stabilizzatrici Sleipner. L’hardtop del flying bridge è in carbonio, così come gli oltre 14 metri continui di capodibanda dell’impavesata del main deck, mentre diversi “alzati” di tuga sono in “misto carbonio”.
«Dal punto di vista propulsivo, la piattaforma Ips Professional di Volvo Penta rappresenta un’evoluzione tecnologica orientata all’efficienza. Il sistema si avvale di unità orientabili e di eliche controrotanti ottimizzate dal punto di vista idrodinamico, che consentono una riduzione significativa delle perdite energetiche e un netto miglioramento della manovrabilità, soprattutto alle basse velocità». Nicola Pomi, VP Marine Sales,
Yacht and Superyacht Division
L’SX120 è la prima nave da diporto al mondo a impiegare la piattaforma Ips Professional di Volvo Penta. Questa soluzione propulsiva, che coniuga efficienza, comfort e modularità, prevede quattro motori D13 da 1.000 cavalli, 2 per Pod, consentendo, in modalità EcoMode, una velocità di crociera di 10/12 nodi con soli 100 l/h di consumo, una velocità massima di 23 nodi, un’autonomia alla velocità economica di circa 2.000 nm e un abbattimento dei consumi, delle emissioni e degli ingombri. L’Electronic Vessel Control riesce a modulare la potenza in tempo reale in base a valori percentuali di carico del motore e al profilo operativo, attivando e disattivando autonomamente i gruppi termici. I Pod ottimizzati idrodinamicamente consentono un netto miglioramento della manovrabilità, soprattutto a bassi regimi di velocità.
Stabilizzatori Sleipner
Le Vector Fins brevettate Sleipner, grazie al loro profilo curvo, canalizzano le forze in modo più verticale, ottenendo un’efficienza nettamente superiore e un consumo energetico molto più basso rispetto alle pinne tradizionali. Corse più lunghe delle pinne e un braccio di leva esteso generano forze stabilizzanti più potenti, mentre il sistema brevettato di abbattimento del rumore assicura un funzionamento notevolmente più silenzioso rispetto alle soluzioni alternative. La particolare forma delle pinne genera portanza, riducendo la resistenza e migliorando le prestazioni a velocità sostenute, mentre gli attuatori compatti si integrano facilmente nel layout dello yacht. Il sistema è efficace sia durante la navigazione veloce sia all’ancora, garantendo stabilità in ogni condizione.
Volvo Penta
Il sistema Ips Professional Platform di Volvo Penta utilizza due motori fino a 1.000 cavalli per ogni pod, offrendo prestazioni superiori a quelle di motori più grandi con dimensioni, consumi ed emissioni ridotte. Questa piattaforma, concepita per l’integrazione modulare di fonti energetiche tradizionali e alternative, si distingue per la sua estrema compattezza e per l’architettura ottimizzata dei gruppi propulsivi. Tali caratteristiche consentono una riduzione significativa dell’ingombro destinato alla sala macchine, rendendo disponibili nuovi volumi che, in fase progettuale, possono essere riconvertiti in ambienti ad alta fruibilità per l’armatore, i suoi ospiti e l’equipaggio. L’elemento distintivo della piattaforma è la funzione Eco Mode, sviluppata per ottimizzare il regime di funzionamento dei motori in condizioni di carico parziale, come durante le manovre o la navigazione a velocità ridotta. Attivando questa modalità, il sistema sincronizza automaticamente i gruppi propulsivi, riducendo il numero di motori attivi o abbassando il regime di rotazione, mantenendo comunque livelli ottimali di spinta e di controllo.
Il sistema Nav-Com è stato curato dal team Furuno Italia, con l’integrazione della più recente generazione di Display Multifunzione NavNet TZtouchXL. A bordo sono stati installati quattro display TZT24X da 24” con processore potenziato e la nuova cartografia proprietaria TZ-Maps. Questi strumenti di ultima generazione includono funzioni avanzate sviluppate da Furuno, tra cui AI Avoidance Route, che, grazie all’intelligenza artificiale, in combinazione con Risk Visualizer e il radar, calcola e visualizza automaticamente la rotta più sicura per evitare collisioni con altre imbarcazioni o ostacoli. Sempre attraverso l’AI, le carte TZ-Maps consentono inoltre di creare rotte da punto a punto con estrema rapidità: in pochi secondi il sistema genera un percorso sicuro, tenendo conto delle caratteristiche dell’imbarcazione e dei parametri di sicurezza preimpostati, come il pescaggio minimo e la distanza dalla costa. Il sistema Nav-Com installato comprende sensori di ultima generazione, tra cui radar Solid State DRS12A-NXT, GPS GP-330B, bussola satellitare SCX-20, ecoscandaglio chirp DFF1-UHD e VHF DSC Class D. Essendo un’unità commercial yacht, la dotazione è stata completata con apparati wheelmark e GMDSS, tra cui GPS GP-170 type approved, VHF FM-8900, MF/HF FS-1575 150W, Inmarsat STD-C FELCOM-18 e ricevitore Navtex NX-900. È stato inoltre previsto il sistema BNWAS Furuno BR-500 wheelmark, obbligatorio per unità superiori a 150 GT, con pannelli di allarme dislocati in wheelhouse, crew mess, cabina del comandante e della cabina del primo ufficiale.
*A completamento della stazione radio sono presenti anche apparati di sicurezza Ocean Signal: EPIRB E3 PRO, VHF portatili GMDSS V100 e SART Radar Transponder S100.
Articolata su quattro ponti, SX120 ha un Gross Tonnage
di 270 GT caratterizzato dallo spostamento delle volumetrie
a prua e da un pozzetto a poppa completamente
dedicato alle attività in mare.
SANLORENZO
Cantieri Navali di Ameglia
Via Armezzone 3
I-19031 Ameglia (SP)
T +39 0187 6181
[email protected]
www.sanlorenzoyacht.com
PROGETTO
Zuccon International Project (exterior design) • Lissoni & Partners (interior design) • Lou Codega (design dello scafo)
SCAFO
Lunghezza f.t. 36,58m • Larghezza massima 8m • Stazza lorda 270 GT • Immersione a pieno carico 2,28m • Dislocamento a mezzo carico 165 t • Dislocamento a pieno carico 176 t • Alloggio per gli ospiti 10 in 5 cabine • Sistemazione equipaggio 6 persone • Lunghezza del tender 6,25m • Capacità serbatoi gasolio 20.650 l • Capacità serbatoi acqua 2.200 l • Capacità serbatoi acque nere 1.050 l • Capacità serbatoi acque grigie 900 l
MOTORE
IPS Professional Platform D13 – 2700 IMO III / 4x 1000 cv (735 kW) • Velocità massima: 23 nodi • Velocità di crociera: 20 nodi • Velocità economica: 10 nodi
(Sanlorenzo SX120 – Cross the future – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Gennaio 2026)

















