Veteran Boat – Building models, miniature ships

La bella isola dell’Oceano Indiano ospita numerose fabbriche di modelli navali, alcune delle quali sono attive da molti decenni

by Bruno Cianci

     C’è un settore industriale sull’isola di Mauritius che pochi si aspetterebbero di trovare in questa gemma situata al largo della costa orientale del Madagascar, nell’arcipelago delle Mascarene: la produzione artigianale di modelli di barche.

     Considerarla un’attività fiorente, se paragonata al turismo, sarebbe quantomeno azzardato. Tuttavia, è sorprendente notare che i laboratori e i produttori di questo tipo di manufatti non siano affatto in numero trascurabile. Grazie alla concorrenza e alla manodopera relativamente economica, questi laboratori creano modelli che vengono venduti e spediti in tutto il mondo in modo efficiente e a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quelli dei prodotti omologhi realizzati in Europa o in America settentrionale.

I prezzi variano notevolmente in base alle dimensioni: da circa 70-75 euro per una nave in miniatura a oltre 3.500 euro per un modello di lunghezza superiore a un metro, mentre i mezzi scafi costano tra 40 e 100 euro.

“Hub” per gli amanti del modellismo

     La zona con la più alta concentrazione di queste fabbriche-laboratorio è Curepipe, nell’entroterra, a mezz’ora di auto dalla capitale, Port Louis (sulla costa occidentale), e dall’aeroporto internazionale situato nel sud-est dell’isola. Proprio in questo luogo molti produttori sono sopravvissuti alla crisi del 2008 che, al pari della nautica ‘vera’, ha colpito duramente l’attività. Tra questi, vanno menzionati Bobato, Pride of the Island e, soprattutto, Le Port. Quest’ultima, che è stata fondata nel 1988, ha uno showroom e un laboratorio che sono diventati una meta fissa per i visitatori in cerca di un souvenir fatto a mano. “Le Port – racconta il manager Krisen Pareanen – produce ogni anno fino a cinquecento modelli navali di diverse dimensioni, e forse una cinquantina di mezzi modelli, per i quali ci sono decisamente meno richieste. Acquistiamo il legno, generalmente di origine indonesiana, da distributori locali. Abbiamo avuto e abbiamo clienti provenienti da tutto il mondo: negli Anni 90 erano soprattutto europei. Fino alla pandemia di Covid, avevamo importanti clienti cinesi. Negli ultimi anni, invece, lavoriamo molto con importanti clienti indiani, ma vendiamo in tutto il mondo”.

La zona con la più alta concentrazione di queste fabbriche-laboratorio è Curepipe, nell’entroterra, a mezz’ora di auto dalla capitale, Port Louis, sulla costa occidentale, e dall’aeroporto internazionale situato nel sud-est dell’isola.

      I prezzi variano notevolmente in base alle dimensioni: da circa 70-75 euro per una nave in miniatura a oltre 3.500 euro per un modello di lunghezza superiore a un metro, mentre i mezzi scafi costano tra 40 e 100 euro. I modelli sono realizzati da un numero variabile di lavoratori: dieci sono dipendenti fissi, mentre altri venti sono part-time. Ogni progetto richiede fino a quattro mesi di costruzione in base alle dimensioni, alla complessità e, ovviamente, all’urgenza del cliente. Alcuni possono richiedere un impegno molto maggiore: “Il prodotto più grande che abbiamo realizzato – ha aggiunto Krisen – è un modello della HMS Victory di quasi quattro metri di lunghezza che si può ancora vedere qui a Mauritius: un pezzo del genere, ovviamente, ha richiesto moltissimo tempo per essere realizzato”.

     A causa di una scelta strategica dettata dal crescente costo dei materiali impiegati (mogano, iroko, teak e vari metalli per battagliole, crocette, eliche, ecc.), Le Port non realizza più riproduzioni di yacht o di navi su richiesta del cliente. Ora si limita a produrre in serie navi celebri, sfruttando modelli e dime, o stampi, che consentono di lavorare in economia: la nave scuola Amerigo Vespucci (1931) è una delle unità più richieste, così come le intramontabili Victory (1765), Bounty (1784), Soleil Royal (1669), Wasa (1627). Nella lista è presente anche un veliero di fantasia: la Black Pearl della fortunata serie Disney dei “Pirati dei Caraibi”. Tutti questi prodotti possono essere spediti a casa oppure trasportati personalmente in confezioni antiurto dotate di maniglie.

Mauritius in breve

Mauritius fu così chiamata in omaggio al principe Maurice van Nassau nel 1598, quando gli olandesi vi misero piede. Dopo 102 anni l’isola divenne una colonia francese (Isle de France), ma con la fine delle guerre napoleoniche fu ceduta alla Gran Bretagna, dalla quale Mauritius ottenne l’indipendenza nel 1968. L’immaginario collettivo vuole che Mauritius sia una piccola isola dove l’unica attività possibile sia nuotare e prendere il sole, ma ciò è tutt’altro che vero. In realtà, l’isola, con una popolazione di circa 1,2 milioni di abitanti, è abbastanza grande da richiedere più di due ore di macchina per percorrerla dall’estremità settentrionale a quella meridionale, e non meno di un’ora da ovest a est. Un’altra piacevole sorpresa dell’isola è la cucina locale: la massiccia presenza di immigrati dal subcontinente indiano (70%), che convivono con africani, creoli e altre minoranze, fa sì che la cucina sia rappresentativa di tutte queste culture, con risultati davvero eccellenti.

Yacht tascabili

     Se le grandi navi sono appannaggio della ditta Le Port, gli yacht sono diventati la specialità della casa di un’altra azienda di Mauritius situata nel nord dell’isola, nella zona di Grand Baie, un paradiso per la vita all’aria aperta e lo snorkeling. L’attività commerciale in questione si chiama Historic Marine. Fondata nel 1982 da Charles Edouard Piat, questa fabbrica è ora gestita dal figlio Serge, un ex skipper che, nel 2008, quando la crisi economica globale causò la chiusura di decine di altri produttori di modelli a Mauritius, decise di investire molto tempo e denaro pur di continuare. “Costruiamo tra 150 e 200 modelli all’anno nel nostro laboratorio – ha affermato Serge – a seconda della complessità, mentre i mezzi scafi non superano 25-30 pezzi all’anno. Il 40-45% dei nostri ordini riguarda modelli di una particolare imbarcazione richiesta da un armatore, generalmente una replica in miniatura del suo yacht. Il restante 55-60% è costituito da prodotti che i visitatori acquistano tra i tanti pezzi che offriamo in catalogo: imbarcazioni famose, barche di America’s Cup o, talvolta, anche imbarcazioni tradizionali da lavoro. I prezzi variano da circa 250 a 2.500 euro per un modello realizzato in serie, e da 800 a 4.500 euro per un modello unico creato sulla base dei disegni forniti dal cliente. È inutile dire che più completa è la documentazione fornita, più accurati saranno i modelli costruiti”.

    Lo showroom di Historic Marine è un ambiente soleggiato pieno di vetrine in legno e vetro. Oltre alle solite navi, come gli evergreen Victory e Vespucci, si possono vedere una galea da guerra francese, l’inconfondibile Calypso di Jacques Cousteau, transatlantici, runabout Riva e Chris-Craft, e persino barche a vela di America’s Cup con attrezzatura aurica risalenti agli anni in cui era in vigore la Seawanhaka Rule (1889-1903).

La nave scuola Amerigo Vespucci (1931) è una delle unità più richieste, così come le intramontabili Victory (1765), Bounty (1784), Soleil Royal (1669), Wasa (1627).

     Anche qui, come conferma Serge, si utilizzano legni costosi. Lui, però, ha un importante vantaggio sulla concorrenza: essendo anche proprietario di una falegnameria che lavora con hotel di lusso e altri clienti importanti, Piat ha dunque un accesso privilegiato a scarti di legno di qualità – generalmente teak o altre essenze del Sud-Est asiatico – con cui realizzare modelli di barche. Anche il compensato marino e il legno meranti sono ampiamente utilizzati.

    Historic Marine impiega 24 persone, per lo più di origine indiana (che rappresentano all’incirca il 70% della popolazione di Mauritius). Alcuni di questi dipendenti sono donne, generalmente esperte in sartiame e verniciatura. Come nei cantieri navali più affermati, alcuni lavoratori si sono specializzati in un compito particolare: durante la nostra visita, per fare un esempio, abbiamo notato un saldatore che stava creando meticolosamente una ringhiera di poppa su una nave commerciale in scala; un altro artigiano ci ha mostrato come applicare allo scafo di una nave un rivestimento di rame, una protezione anti-teredini che ha permesso alla Victory, ormai quarantenne, di essere protagonista alla battaglia di Trafalgar nonostante la sua veneranda età.

// Ogni progetto richiede fino a quattro mesi di costruzione
in base alle dimensioni, alla complessità e, ovviamente,
all’urgenza del cliente. //

Prima di rimpatriare

    Chiunque desideri vedere modelli navali splendidamente realizzati a Mauritius non dovrebbe perdere il Mahébourg Historical Naval Museum. A causa della mancanza di fondi, la sede è un po’ trascurata, ma è comunque affascinante e ospita, con ogni probabilità, i modelli più belli e accurati che si possano vedere sull’isola. In larga parte si tratta di grandi navi a vele quadre legate alla ricca storia di Mauritius. Alcune sono state prodotte alcuni decenni fa dalla società Comajora, fondata nel 1967 e poi fallita insieme ad altre aziende del settore. La vicinanza di questo museo all’aeroporto internazionale ‘Sir Seewoosagur Ramgoolam’ lo rende pratico da visitare prima di restituire l’auto noleggiata e di prendere l’aereo per rientrare a casa. Magari con un bel modello di barca tra i bagagli a mano.

(Veteran Boat – Building models, miniature ships – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Maggio 2026)