Siamo in una fase di grandi cambiamenti per la nautica mondiale. Serviranno nuove strategie per fare le scelte più adeguate al momento. Il nostro contributo alla riflessione generale lo vogliamo dare ampliando la nostra offerta editoriale: dopo Barche e Gente di Mare, abbiamo acquistato la storica rivista Vela e Motore
by Francesco Michienzi
Il Mets di Amsterdam è stato una bella occasione per comprendere meglio la situazione economica delle aziende italiane del settore nautico. Dopo il forte rimbalzo post-Covid (domanda elevata, boom dell’usato, ordini accumulati), il settore è entrato in una fase più matura e selettiva: crescita più contenuta e maggiori pressioni sui margini. Il comparto resta però strategico e competitivo a livello mondiale.
L’Italia è leader nei superyacht, nelle barche a motore di fascia alta e nei maxi rib e mantiene elevata la capacità di export. Per non parlare della componentistica, che ad Amsterdam era presente con circa cento aziende di indiscussa eccellenza, a cui, immotivatamente, non è stato assegnato alcun premio. Per fortuna, il mercato riconosce il valore dei nostri prodotti. La domanda per i segmenti lusso e custom rimane solida; l’order book è lungo per alcuni cantieri di alta gamma. Tuttavia, il forte orientamento all’export nei mercati chiave degli USA, dell’Europa e del Mediterraneo è in una fase di riflessione in attesa che gli scenari macroeconomici trovino un nuovo equilibrio dopo la conclusione dei conflitti bellici e le politiche dei dazi.
Al Mets di Amsterdam, l’industria nautica italiana della componentistica era presente con circa cento aziende di indiscussa eccellenza, a cui, immotivatamente, non è stato assegnato alcun premio.
Anche se gli investimenti in innovazioni, materiali, design, sostenibilità, elettrificazione, ibrido e materiali compositi dovrebbero creare nuove opportunità di crescita, non abbiamo certezze sulle prospettive a medio termine. Tra i fattori di criticità ci sono i costi delle materie prime, che, nonostante un alleggerimento rispetto ai picchi del 2022, restano elevati rispetto al periodo pre-pandemia e incidono sui margini. Inoltre, l’aumento dei tassi di interesse ha reso più costoso il credito per le imprese e per i clienti finali, frenando la domanda nei segmenti entry e di acquisti finanziati. Non dobbiamo dimenticare che la carenza di manodopera specializzata e di competenze tecniche è un problema strutturale per molti cantieri nautici italiani di piccole e medie dimensioni.
Come ogni anno, il Mets arriva con il suo carico di novità, non solo di prodotti, ma anche di nuove situazioni di governance: manager che partono, manager che arrivano, nuovi assetti societari in un RisiKo senza fine che mostra la debolezza dell’offerta di persone qualificate nell’industria nautica italiana.
Bisogna anche fare passi avanti per migliorare l’efficienza operativa del post-vendita, del refit, del charter management e dei servizi digitali, per compensare la pressione sui margini delle vendite nuove. Per questo bisognerebbe puntare maggiormente e con maggiore efficacia sulla formazione tecnica del personale. Come ogni anno, il Mets arriva con il suo carico di novità, non solo di prodotti, ma anche di nuove situazioni di governance: manager che partono, manager che arrivano, nuovi assetti societari in un RisiKo senza fine che evidenzia la debolezza dell’offerta di persone qualificate nell’industria nautica italiana. Si tratta di un altro elemento con cui fare i conti. Poi ci sono loro, i border line, di cui abbiamo scritto molte volte e che spesso truccano le carte in tavola. I nodi stanno venendo al pettine e non ci saranno espedienti contabili e lessicali che possano salvarli dall’oblio. La speranza è che rimangano casi isolati e non ci trascinino in un declino da scongiurare in ogni modo. E poi ci sono i puri atti d’amore: per la storia, per la cultura, per il giornalismo, per la nautica nel suo complesso.
Vela e Motore, con i suoi 104 anni, è la più antica rivista europea di nautica. L’abbiamo acquistata per il grandissimo valore storico, culturale, giornalistico ed editoriale. La riporteremo in edicola nella tarda primavera.
Comprare la storica testata Vela e Motore è stato per me un puro atto d’amore. Lasciarla al suo infausto destino sarebbe stato un imperdonabile delitto. Sarebbe stato come cancellare cento anni di storia della nautica italiana e internazionale. Per costruire il futuro è fondamentale conoscere la storia. Barche, uomini, cantieri e regate, che hanno segnato il destino di molti di noi, sono stati i protagonisti di quelle pagine. Abbiamo pensato a lungo su cosa fare, come farlo e quando farlo. Nessun dubbio, nessuna incertezza. Solo tanta determinazione nella convinzione che ci fosse lo spazio per una rivista che parlasse di vela nel nostro stile.
Voglio solo ricordare che nel 1994 la rivista Mondo Barca, di cui ero coordinatore di redazione, chiuse all’improvviso. Era l’epoca di Tangentopoli, che inflisse danni inenarrabili alla nautica italiana. Ero così amareggiato che decisi di cambiare settore. Ma dopo solo un mese di collaborazione con una rivista di macchine per la lavorazione di prodotti alimentari, mi chiamò Antonio Vettese, allora direttore di Vela e Motore, chiedendomi di fare i test per la sua rivista. Se non fosse stata per questa coincidenza, oggi la mia storia professionale sarebbe forse diversa. Per questo lo ringrazio, così come ringrazio Alberto Mariotti, l’ultimo direttore responsabile della rivista prima della chiusura. Con grande sacrificio, competenza e passione, Alberto aveva ridato lustro a Vela e Motore. L’impegno che voglio prendere con tutti gli appassionati, i lettori e gli operatori è lavorare con tutto il mio team, con impegno e dedizione, per essere all’altezza di questi cento anni di storia nautica ed editoriale. Come ha sempre affermato un vero genio come Fabio Buzzi: il talento senza il duro lavoro non è sufficiente per avere successo. La rivedrete nella tarda primavera.
(Atto d’amore – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Gennaio 2026)












