Sono gli uomini della famiglia Rossi, proprietaria dell’omonimo porto di Catania, distrutto dall’azione violentissima del ciclone Harry
by Francesco Michienzi
Leggere il saggio scritto da Igor De Biasio, manager e attuale presidente di Terna, ha suscitato una riflessione su chi ci amministra ed è deputato a risolvere i piccoli e grandi problemi della nostra esistenza. Partendo dai temi chiave del libro La leadership della fiducia. Fidarsi di sé, degli altri e della vita, si evince che una buona leadership si costruisce su competenza, coerenza, trasparenza, responsabilità e relazioni di fiducia con i cittadini. Purtroppo, la realtà che viviamo è spesso lontana da questi valori. È inevitabile tracciare un parallelo netto con molti aspetti della gestione pubblica in Italia. Penso agli amici di Porto Rossi, a Catania, che ha subito ingenti danni a causa di una violenta mareggiata legata al passaggio del ciclone Harry. La strada di collegamento non esiste più; ci sono circa 250 barche distrutte, affondate o accatastate sulla costa e gravi danni alle infrastrutture, che rendono lo scenario simile a quello post-tsunami.
Igor De Biasio, manager e attuale presidente di Terna, è l’autore del libro intitolato La leadership della fiducia. Fidarsi di sé, degli altri e della vita. La sua riflessione ci spinge a ragionare su chi ci amministra, deputato a risolvere i piccoli e grandi problemi della nostra esistenza.
Il presidente dell’associazione di concessionari Arpad, Giovanni Grasso, ha dichiarato: “I Rossi avevano portato tutte le barche in secca. Ma con onde alte anche 20 metri non c’è nulla da fare. Se pensiamo che un pontile per 10 barche costa 25mila euro più iva, servirà, solo per questo, oltre mezzo milione, più le spese di trasporto, manodopera, eccetera”. Probabilmente i danni ammonteranno a molti milioni. Servirebbero decisioni rapide e concrete, ma per avere fiducia non bastano le dichiarazioni fatte per dare conforto nelle prime ore dai disastri.
Nel saggio di De Biasio l’autore sottolinea che la fiducia si conquista con azioni ripetute, risultati misurabili e comunicazione onesta. In molti casi prevalgono invece logiche di breve termine per scopi elettorali, clientelismo e comunicazione spettacolare. Ne consegue una fiducia fragile: ogni promessa non mantenuta erode ulteriormente la credibilità delle istituzioni. La leadership della fiducia richiede una pianificazione a lungo termine e investimenti in prevenzione. In Italia, spesso, la manutenzione delle infrastrutture, la pianificazione del territorio e i piani di rischio sono sottodimensionati o rallentati da procedure burocratiche.
Tra il 20 e il 21 gennaio 2026, il Porto Rossi di Catania ha subito ingenti danni a causa di una violenta mareggiata legata al passaggio del ciclone Harry. La strada di collegamento è rimasta distrutta, con diverse barche affondate o accatastate sulla costa e gravi danni alle infrastrutture, il che rende lo scenario simile a quello post-tsunami.
Questo si traduce in maggiori danni quando si verificano eventi estremi: il caso del Porto Rossi di Catania può essere letto come esempio emblematico di ciò che accade quando prevenzione, manutenzione e responsabilità istituzionale latitano. Anche in questa circostanza abbiamo assistito alla moltitudine di politici in visita sul luogo del disastro, proclami e promesse immediate di soluzioni risolutive. Spesso, però, queste promesse non trovano applicazione concreta o restano ambigue nei tempi e nelle fonti di finanziamento. Questo comportamento risponde alla necessità di visibilità e di consenso, più che a un approccio orientato ai risultati: produce uno spettacolo mediatico nel breve termine, ma peggiora la fiducia nel lungo periodo. Le promesse non vengono mantenute per la mancanza di risorse effettivamente stanziate. I piani sono vaghi senza cronoprogramma. Le competenze tecniche sono insufficienti.
La maggior parte di chi ci governa è impegnata in dibattiti surreali sull’ex generale Vannacci che abbandona il partito di Matteo Salvini per mettersi in proprio. Sarebbe auspicabile una stampa più autorevole e coraggiosa, capace di controllare le azioni
di chi ci governa.
La frammentazione delle competenze tra enti, l’assenza di controlli indipendenti, la scarsa partecipazione della comunità locale sono tutti fattori che De Biasio identificherebbe come rotture nella catena della fiducia tra leader e cittadini. La leadership della fiducia non è un vezzo teorico, è una guida pratica per evitare che eventi come il disastro di Porto Rossi diventino l’ennesima scena di passerelle e promesse non mantenute. Se i leader pubblici adottassero i principi di competenza, coerenza e responsabilità sostenuti da De Biasio, le risposte ai disastri sarebbero più efficaci e la fiducia dei cittadini recupererebbe terreno.
La famiglia Rossi, proprietaria dell’omonimo porto turistico a Catania, ha diffuso un messaggio pieno di orgoglio, tipico dei grandi lavoratori e degli uomini temerari: “Scriviamo queste parole con le mani ancora sporche di fango, siamo abbattuti, però non siamo a terra e non lo saremo mai. Desideriamo rivolgerci ai cittadini e, in particolare, ai nostri clienti e armatori per condividere, con trasparenza e rispetto, quanto stiamo vivendo. Il porto turistico Rossi ha subito danni molto gravi. È un dolore profondo vedere colpito un luogo che per noi non è solo un’infrastruttura, ma una comunità e un luogo di tutti noi. Tuttavia, è importante dirlo con chiarezza: anche se fortemente danneggiato, il porto non è distrutto. Con determinazione e senso di responsabilità, faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per ricostruire, ripristinare e far rinascere il Porto Turistico Rossi, con l’obiettivo di renderlo più bello di prima. Siamo vicini a tutti i cittadini che hanno subito danni alle loro attività e proprietà e, anche se poco, mandiamo da parte nostra un caloroso abbraccio e solidarietà”.
Sarebbe doveroso per le istituzioni mettersi a studiare con rigore e urgenza possibili soluzioni. Ma non illudiamoci: la maggior parte di chi ci governa è impegnata in dibattiti surreali sull’ex generale Vannacci, che abbandona il partito di Matteo Salvini per mettersi in proprio, raro esempio di lealtà e fiducia tipiche degli uomini dai grandi valori ideali. Per settimane i talk show televisivi si sono occupati di queste beghe di partito, e quando non hanno di meglio da raccontarci, alimentano le invidie, come nei confronti del giovane imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, colpevole di avere un patrimonio personale di circa 7 miliardi di euro, invece di ringraziarlo, perché è rimasto in Italia a fare impresa. Anche questo modo, un po’ becero, di fare informazione non aiuta a costruire una coscienza critica che orienti i cittadini verso scelte consapevoli. Siamo vittime di un bombardamento mediatico che ci stordisce. I telegiornali sono al servizio dei potenti e delle loro stucchevoli dichiarazioni quotidiane. A parte qualche rara e lodevole eccezione, sarebbe bello avere notizie e analisi sulle cose concrete, sulle politiche industriali, sullo stato della società nel suo insieme, sul futuro che ci attende e su tutto ciò che di buono c’è nel nostro paese. Per questo il libro La leadership della fiducia. Fidarsi di sé, degli altri e della vita è un vero strumento per orientarsi e fare le scelte migliori in questo mondo complesso.
(Uomini temerari – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2026)















