Buone performance sottovela e tanto comfort sopra e sottocoperta. Tutto quello che serve per lunghe permanenze a bordo e per godersi la crociera
by Niccolò Volpati
Fa una strana impressione salire a bordo di una barca come Dufour 48, soprattutto quando l’estate bussa alle porte. Il caldo comincia a farsi sentire, la pelle brucia dopo poche ore di sole e non mi sono ancora abituato all’intensità della luce della tarda primavera, tanto da far fatica a tenere gli occhi del tutto aperti. Se a tutto questo si aggiunge un contesto come Palma di Maiorca e un vento intorno ai venti nodi, non manca proprio nulla. Mi sale prepotente la voglia di mare, di vacanza e di crociera. Tutte sensazioni accentuate da Dufour 48.
I volumi interni sono notevoli, tanto da far venir voglia di rimanere a bordo a lungo. Merito degli allestimenti e di alcuni dettagli che amplificano la sensazione di spazi voluminosi.
Lo so che è una frase fatta, ma lo penso e lo dico convintamente: gli interni e la coperta danno la sensazione di trovarsi a bordo di una barca di dimensioni maggiori. Il risultato è un ottimo equilibrio tra ricchezza dell’allestimento e spazi sgombri che danno la percezione di ampi volumi. Cabine, aree living, zone pranzo, prendisole, tutti spazi da poter condividere, ma anche per appartarsi, se si desidera un po’ di privacy. In pozzetto ci sono due tavolini su gambe telescopiche che, se abbassati, formano, insieme alle panche, due prendisole. L’unico difetto è che gli schienali delle panche sono molto corti e quindi non molto confortevoli quando ci si accomoda. Le sedute all’estrema poppa sono trasformabili. La modalità perfetta in navigazione prevede un lungo divanetto lineare che occupa per intero il baglio. Durante le soste in rada, invece, la parte centrale di questa seduta si può prolungare verso prua in modo da ottenere un altro prendisole per due persone. Lo specchio di poppa è basculante e si trasforma in un’ampia piattaforma bagno. Il divanetto lineare di poppa nasconde il mobile grill che si può utilizzare proprio dalla piattaforma bagno.
Diesel o elettrico?
Dufour ha previsto per il 48 due tipi di motorizzazioni: una, tradizionale, con un propulsore diesel da 57 cavalli standard oppure da 80 cavalli; l’altra è quella del pacchetto Odsea. Si tratta di un motore elettrico da 25 kW, delle batterie al litio da 32 kW/h, un generatore da 14 kW, l’idrogeneratore e i pannelli solari da 1.300 W. La barca che ho provato aveva questa versione e, con lo scafo che navigava a quasi nove nodi e la luce del sole sui pannelli posti sopra l’hardtop, siamo arrivati a ricaricare perfino 2 kW. È un sistema molto efficiente che sfrutta fonti rinnovabili: il sole sui pannelli e l’idrogenerazione che agisce sull’elica del motore. In elettrico, con le batterie tutte cariche, l’autonomia è di sei ore a sei nodi di velocità. A conti fatti, quindi, circa 36 miglia. Per la crociera ne servono però di più e allora interviene il generatore da 14 kW. Queste fonti rinnovabili sono molto interessanti perché forniscono molta energia. Ricaricare 2 kW significa che, mentre si naviga a vela, e quindi non c’è un alternatore in funzione, si possono avere delle batterie sempre disponibili da utilizzare durante le soste in rada, diurne o notturne. È un sistema che consente di implementare le possibilità della crociera perché permette di tenersi lontani dalla banchina di un porto. Quello che mi lascia più perplesso è l’impiego di questa energia per la propulsione, perché, per forza di cose, l’autonomia in elettrico è solo di 36 miglia. Se dovessi scegliere, personalmente, preferirei un motore diesel tradizionale che si occupa della propulsione e le fonti rinnovabili dei pannelli solari e dell’idrogeneratore, per alimentare le batterie servizi senza dover ricorrere alla 220V di una banchina o a un rumoroso generatore.
La versione di Dufour 48 che ho provato aveva l’hardtop fisso, che è un optional, e quindi si può scegliere anche di non averlo. A mio parere è poco ingombrante e utile poiché ripara tutta l’area del pozzetto dal sole, poggia su una struttura in inox molto solida e ha due finestrature in corrispondenza delle ruote del timone in modo da poter controllare la regolazione delle vele. Anche ammainare la randa e riporla nel lazy bag è più semplice, dato che sull’hardtop rigido si può stare in piedi. Inoltre, la struttura che lo sostiene a poppa ha un sistema abbattibile, sempre in inox, per alare il tender ed evitare così di trainarlo lasciandolo in acqua. Come vela di prua si può scegliere tra un genoa sul frullone o un fiocco autovirante, il paterazzo è sdoppiato per non essere di ostacolo in coperta e i winch si trovano a pruavia delle ruote ed esterni al quadrato del pozzetto.
Anche gli allestimenti sottocoperta sono ambienti piacevoli da vivere. La cabina armatoriale a prua è voluminosa; ha tanto spazio per lo storage e perfino gli scaffali per i libri. Il bagno è diviso in due: da una parte wc e lavabo e a dritta un locale per la doccia. In dinette, appena si scende, si trova l’area living e il tavolo da pranzo esagonale. La forma non è casuale: ha una superficie ampia e non risulta d’ingombro nel passaggio. La cucina occupa la zona a poppavia della cabina armatoriale e sfrutta al meglio lo spazio a disposizione. L’albero è passante, ma è staccato di una ventina di centimetri dalla paratia della cabina armatoriale di prua. La sensazione che si prova in dinette è di essere in uno spazio più aperto e voluminoso. Se la paratia fosse stata attaccata all’albero, infatti, avrebbe fatto guadagnare qualche centimetro alla cabina ma avrebbe dato la sensazione di uno spazio più sacrificato.
A poppa ci sono due cabine matrimoniali gemelle con una buona abitabilità e un secondo bagno senza box doccia. C’è, infine, un’ultima cabina, con le cuccette tipo pullman e lo spazio per la lavatrice. È un ambiente più piccolo, ideale per il marinaio o per i figli e comunque perfetto anche come ripostiglio in modo da avere sempre la barca in ordine. E, come sottolineato all’inizio, la voglia di mollare gli ormeggi e fare una lunga crociera sul Dufour 48 è amplificata dalle condizioni che ho trovato a Palma di Maiorca durante il test. Un bel vento costante tra i 16 e i 18 nodi , in pratica la giornata perfetta per veleggiare. Il progetto curato da Umberto Felci si dimostra ben riuscito. La barca è indubbiamente da crociera, ma non per questo incapace di regalare emozioni sottovela. Stringendo al massimo la bolina navigavo a 7,7 nodi e poggiando fino a raggiungere un angolo di 60°, addirittura a otto nodi e mezzo. Con il gennaker le prestazioni sono migliorate, passando da nove e mezzo a più di dieci nodi dal traverso al gran lasco. Il timone era abbastanza duro per effetto del vento e dell’onda, ma comunque non eccessivamente faticoso. La barca manteneva la rotta ed era anche abbastanza reattiva quando si doveva anticipare la manovra sull’onda al traverso per evitare che “scappasse” fino a strambare.
DUFOUR YACHTS
La Rochelle, Francia
www.dufour-yachts.com
PROGETTO
Felci Yacht Design e Ardizio Design (interiors)
SCAFO
Lunghezza f.t. 15,29m • Lunghezza scafo 14,32m • Lunghezza al galleggiamento (LWL) 13,35m • Baglio massimo 4,85m • Dislocamento a secco 13.900 kg • Zavorra 3.850 kg • Pescaggio 1,75m • Serbatoio carburante 250 l • Serbatoio acqua 530 l • Randa 64 m2 • Genoa 53 m2 • Fiocco autovirante 42 m2 • Gennaker 180 m2
PROPULSIONE
Odsea+ Pack • Ibrido/elettrico • Potenza 25 kW • Batterie al litio 32 kWh • Generatore 14 kW • Idrogeneratore 1,5 kW • Pannelli solari 1.300 W • Converter 6 kW
CERTIFICAZIONE CE
CAT A
PREZZO*
A partire da 432.000 € Iva esclusa con Pack Odsea e generatore da 14 kW. A partire da 355.000 € con motore da 57 cv
*Il prezzo si riferisce a Settembre 2025
(Dufour 48 – I want to be Free – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Settembre 2025)
















