Swan 128 – All Maxi

Performance sottovela, volumi, comfort a bordo, facilità di conduzione. L’ultimo nato in casa Swan è maxi in tutto

by Niccolò Volpati – photo by Stefano Gattini/Studio Borlenghi

L’aereo che mi porta a Kokkola è piccolino. Ci sono solo 17 file e io sono capitato di fianco all’elica, ben visibile ed esterna alla fusoliera. Nonostante questo, riesco ad addormentarmi. L’aereo mi fa l’effetto che fa l’auto in movimento su un neonato. Al mio risveglio, stiamo scendendo. L’aeroporto è vicino. Dall’alto vedo un’enorme catasta di tronchi di legno, tutti ordinati, appoggiati sulla testata di un molo. 

Il quadrato, accessibile tramite un tambuccio d’ingresso extra large, offre tre livelli di luce naturale con vista panoramica sia in piedi sia da seduti. Le due aree, ben distinte tra salotto e zona pranzo in versione standard, offrono numerose personalizzazioni, tra cui i day bed per fruire delle ampie finestrature a scafo anche in navigazione. La TV lounge può essere convertita in un’ampia sala da pranzo in grado di ospitare dieci ospiti.

L’appartamento armatoriale è configurato con cabina e bagno entrambi a tutto baglio. Infinite le possibilità di personalizzazione, data l’ampiezza degli ambienti e i vincoli strutturali ridotti della zona, ben delimitata da paratie dalla forma regolare. Le varie cabine ospiti possono assumere diverse configurazioni con letti singoli o matrimoniali, ulteriori letti pullman e bagni completabili con bidet.

Misa Poggi.

Misa Poggi ha realizzato per gli interni un layout ottimale e flessibile, con un ampio appartamento dedicato all’armatore nella zona di prua e una generosa area per l’equipaggio a poppa.

Le barche a vela non sono l’unica attività produttiva nel nord della Finlandia; c’è anche una grande cartiera. Del resto, il bosco è fitto, a perdita d’occhio. Sotto di me ci sono solo alberi. Non è la prima volta che vengo da Nautor Swan, a 500 chilometri da Helsinki, ma faccio sempre fatica ad abituarmi a due stranezze: le poche persone in giro e il sole che non tramonta mai, nemmeno a mezzanotte. A queste se ne aggiunge un’altra: Swan 128. Non è strano perché ha qualcosa di eccentrico, ma perché è molto grande. È successo solo una volta che Swan abbia realizzato una barca più lunga di questa. Era il 2006 e il modello era lo Swan 131. “Nella sede di Pietarsaari possiamo arrivare al massimo a realizzare un 148 piedi. Il progetto c’è già, è tutto pronto e, come sempre, lo ha realizzato Germán Frers, afferma Giovanni Pomati, Chief Executive Officer di Nautor Swan.

Negli ultimi dieci anni, la collaborazione tra lo Studio Frers
e il cantiere ha portato alla realizzazione di 13 progetti, di cui 7
con lunghezze superiori a 80 piedi.

Anche il 128, così come tutti gli Swan dal 1981 ad oggi, è stato disegnato da Germán Frers. “Le linee d’acqua sono ottimizzate per un vento reale tra 8 e 10 nodi, ma ovviamente si tratta di una barca in grado di navigare ovunque anche con altri regimi di vento”, spiega il progettista. La filosofia è sempre la stessa e anche questo maxi non si discosta: una barca confortevole, adatta a lunghe permanenze a bordo, ideale per navigare tanto e in tutti gli oceani del mondo. In due parole: performance sottovela e comfort a bordo. La coperta, curata da Lucio Micheletti, presenta un pozzetto diviso in tre aree. A ridosso della tuga, protetti dallo sprayhood a scomparsa, c’è la classica configurazione con due divanetti a C e relativi tavoli per gli ospiti. Verso poppa, lo spazio è sgombro per consentire la personalizzazione preferita dall’armatore. La poppa, oltre a un garage che può ospitare un tender di quattro metri e mezzo, si trasforma in una beach area molto ampia, da utilizzare durante le soste in rada. La zona centrale del pozzetto è dedicata alle manovre. Le ruote del timone sono in posizione avanzata proprio per assicurare il massimo controllo, sia della regolazione delle vele sia di tutto ciò che si trova intorno ai 39 metri di lunghezza di scafo.

Lo sbandamento contenuto, intorno ai 20° in condizioni ottimali, offre anche un notevole comfort in navigazione, rendendo la barca fruibile in ogni sua parte senza acrobazie. Il piano velico generoso, come sempre per i progetti di Frers, fornisce la potenza necessaria per rendere la barca frizzante e divertente anche con vento leggero, rimanendo però sempre docile e controllabile anche quando le condizioni si fanno più impegnative.

Swan 128 ha un’attrezzatura di coperta sorprendente, soprattutto considerate le dimensioni della barca. Il fiocco è autovirante e, tra i captive winch e i winch elettrici, non è difficile immaginare che non richieda un equipaggio numeroso per condurlo e manovrarlo. L’unica cosa che non mi ha del tutto convinto è che a poppavia delle due ruote del timone avrei voluto avere qualche centimetro in più di superficie calpestabile. Lo spazio non manca, ovviamente, ma c’è un gradino che può far perdere l’equilibrio se ci si sposta inavvertitamente un po’ indietro quando si timona. Non è detto che succeda, ma con 39 metri di scafo, forse qualche centimetro in più per il timoniere si sarebbe potuto prevedere.

Il piano di coperta è caratterizzato da una buona separazione tra lo strallo di prua e il Code zero. La tuga filante e scolpita, seppur in configurazione semiraised saloon, conferisce alla barca un marcato sapore sportivo.

Germán Frers.

Diciamo la verità: una barca a vela molto grande non è mai facile da condurre. Germán Frers e il cantiere, però, hanno trovato la soluzione. I timoni sono voluminosi anche perché, se non fossero così, lo scafo sarebbe difficile da manovrare, anche all’ormeggio. Timoni voluminosi, però, possono essere sinonimi di attrito e quindi di fatica nel navigare. E invece Swan 128 ha un sistema simile a quello di una bicicletta, che consente di avere un “timone pieno” quando si deve manovrare in porto e un “timone ridotto”, ideale in navigazione. È tutto merito di due ingranaggi, due ruote dentate che fungono da demoltiplicatore quando serve. La sensazione è la stessa di quella con il servosterzo di un’auto. La conduzione è davvero semplice, anche perché in navigazione le correzioni di rotta sono, tutto sommato, contenute. Sembra davvero di essere a bordo di una barca più piccola e agile rispetto ai 39 metri di lunghezza dello scafo dello Swan 128.

Giovanni Pomati.

La polare indica che, con vento forte, Swan 128 può raggiungere 17 nodi.

Al timone non sono solo le prestazioni a sorprendere, ma anche la sensazione che si prova. Non c’è quasi alcun trascinamento; lo si deduce dalla scia, praticamente inesistente. La carena è perfettamente parallela alla superficie dell’acqua e sfrutta appieno la lunghezza di galleggiamento. Inoltre, il sistema studiato appositamente per i timoni rende molto docile la conduzione. Sono a bordo di una barca da 40 metri con un dislocamento a secco di 123.000 chili, eppure ho la sensazione di essere su uno scafo grande la metà. È molto maneggevole e reattiva. Le correzioni di rotta, anche le più minime, non sono mai un problema. Il vento non è particolarmente forte; si è navigato sempre tra sei e otto nodi di reale, e con randa e fiocco siamo riusciti a stringere la bolina fino a 27° di apparente. Con 6,6 nodi di reale, gli strumenti indicavano ben 9 nodi di velocità e quando l’aria era leggermente rinforzata, allargando l’andatura di pochi gradi, abbiamo superato i dieci nodi. 

I Maxi Swan sono realizzati in full carbon. La tecnologia utilizzata è la laminazione sandwich con tessuti in fibra di carbonio preimpregnati in resina epossidica, con tecnologia Sprint, e anima in Corecell, prodotti e ingegnerizzati da Gurit. Il procedimento prevede la postcura in forno per circa 18 ore, con una curva caratteristica che raggiunge 90°, e una postcura in due fasi principali, più una terza fase finale.

Il progetto di Frers prevede uno sbandamento di non più di 20° in condizioni ottimali che si traduce in un notevole comfort in navigazione. Gli interni sono frutto della collaborazione tra Frers, il cantiere e l’architetto Misa Poggi. I volumi sono così ampi che il margine di personalizzazione è notevole. In questo caso, l’armatore ha scelto di dedicare la parte centrale al living e di spostare la zona pranzo verso prua. Tutta la prua è dedicata alla cabina armatoriale e si trova ben distante dalla zona dell’equipaggio, collocata invece a poppa. Non si creda però che si tratti di una zona sacrificata, tutt’altro. Sono ampie le cabine, l’area living e, sempre a poppa, si trova la cucina. Per accedere alla zona equipaggio, la scaletta si trova al centro del pozzetto, tra le due ruote del timone, in modo da essere separata dalla discesa sottocoperta per l’armatore e i suoi ospiti.

Il pozzetto presenta la tipica distinzione in tre aree che caratterizza tutti gli Swan. La zona anteriore, a ridosso della tuga e protetta da sprayhood e bimini, è dedicata agli ospiti. L’area centrale del pozzetto include tutti gli elementi per la conduzione della barca, dalle timonerie in posizione avanzata e panoramica ai winch per il controllo delle vele. Tutta la poppa è dedicata al beach club, che si connette senza soluzione di continuità alla grande plancetta.

NAUTOR SWAN
Pietarsaari, Finlandia
Nautor Swan Srl
Viale San Bartolomeo,362
I-19126 La Spezia
www.nautorswan.com

PROGETTO
Frers Naval Architecture & Engineering (architettura navale) • Lucio Micheletti (coperta) • Misa Poggi (interni)

SCAFO
Lunghezza scafo 38,98m • Lunghezza al galleggiamento (LWL) 35,94m • Baglio massimo 8,65m • Pescaggio 4,70m • Pescaggio chiglia telescopica 3,70/5,70m • Dislocamento a vuoto 122.800 kg • Dislocamento a pieno carico 136.200 kg • Zavorra 39.500 kg • Serbatoio carburante 5.500 l • Serbatoio acqua 2.650 l • Randa 443,80 m2 • Genoa 401,50 m2 • Spinnaker 1.180 m2

MOTORE
405 kW (550 cv)

CERTIFICAZIONE CE
CAT A

PREZZO*
A partire da 21.000.000 € Ex-RIG, Iva Esclusa

*Il prezzo si riferisce a Dicembre 2025

(Swan 128 – All Maxi – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Dicembre 2025)