Baglio Oro – A “full beam” freshness

Bianchi, rossi e bollicine. I vini della cantina siciliana, timonata dalle famiglie Laudicina e Cottone, hanno una marcia in più. Perché a guidarne la genesi ci pensa anche il mare

by Chiara Risolo

    La Sicilia è la regione più vitata d’Italia. L’uomo, con l’aiuto di Madre Natura, l’ha fatta così.

     I più informati, tuttavia, ricorderanno che la sua scalata all’Olimpo della viticoltura tricolore è storia più recente. Complici i consorzi di tutela e la lungimiranza di numerosi produttori, questa straordinaria terra, da conferitrice a cottimo di grappoli, in meno di un trentennio è diventata una scacchiera enologica su cui ormai si muovono con disinvoltura – e cognizione di causa – re e regine, ovvero uve a bacca bianca e nera che, sapientemente lavorate, restituiscono nel calice profumi autentici, raffinati e identitari. Inebrianti come si conviene.

     Emblema di questo eno-risorgimento è, tra le altre realtà, Baglio Oro, cantina situata a ovest dell’isola. Si trova in Contrada Perino, a Marsala, nel Trapanese e, pertanto, gode di tutto quell’impagabile bendidio che arriva generosamente dal mare e dal vento. “Ingredienti” questi che di stagione in stagione nutrono e forgiano gli acini affinché crescano sani e forti. Baglio Oro è guidata da sempre da due famiglie, Laudicina e Cottone, unite dall’amore ancor prima che dagli affari. 

// Dal 2022 la cantina aderisce alla Fondazione SOStain Sicilia,
il cui scopo è perseguire pratiche virtuose e coerenti con le finalità dettate dall’Agenda 2030 dell’ONU per contribuire alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. //

      L’avventura è iniziata ufficialmente nel 2008 con il meticoloso restauro degli antichi bagli di proprietà. Gli investimenti giusti, calcolati senza ansia da prestazione, l’approccio sostenibile in vigna e in cantina e una rete commerciale di tutto rispetto hanno fatto, e continuano a fare, il resto. Un “resto” tangibile tanto nelle carte vini di rinomati ristoranti quanto negli scaffali di blasonate enoteche (Signorvino, giusto per citarne una, la cui attitudine alla selezione è proverbiale). La gamma dei vini è ampia e trasversale.

// Meininger Verlag, rinomata casa editrice tedesca specializzata
in enologia, ha inserito l’annata 2024 di Lagunare, Grillo in purezza, nella recente lista dei migliori 100 vini italiani. //

      Soddisfa palati allenati ai bianchi, ai rossi e perfino alle bollicine: provare Ammàri e Truscè per credere. Appena rinnovato nel pack, il primo è un vino frizzante di bella beva, con spiccate note salmastre e agrumate, un bijoux come aperitivo, mentre il secondo, un equilibrato blend di Catarratto e Chardonnay, è uno Charmat secco, sapido e incredibilmente fresco. A dire il vero, sapidità e freschezza sono tra i segni distintivi delle etichette made in Baglio Oro perché figlie di un terroir baciato dal sole e accarezzato dai corroboranti venti marini. Imperdibili i due Grillo in purezza, Aralto Riserva e Lagunare della linea Le Contrade. Aralto, elegante e intenso paglierino, è un tuffo nel frutto: al naso si riconoscono subito note di pesca a pasta bianca matura. Ha un sorso ricco, pieno ma equilibrato, che accompagna senza sovrastarlo anche il miglior plateau di crudo. Lagunare, con i suoi delicati riflessi verdolini, giustamente salmastro, è un must, un passepartout per simposi cento per cento mediterranei. 

Grazie all’installazione di impianti fotovoltaici, Baglio Oro utilizza l’energia solare per coprire il fabbisogno energetico produttivo, riducendo al minimo l’impatto ambientale, le emissioni di CO2 e la dipendenza da altre fonti energetiche.

      Accanto a questi vini, che sono riuscite celebrazioni in vetro di vitigni autoctoni a bacca bianca, trovano posto anche rossi di gran carattere. A partire dal più internazionale di tutti, il Dosnar, Syrah in purezza, fruttato, speziato e balsamico, e l’aristocratico Ceppineri RiservaNero d’Avola da meditazione, l’immancabile dark side of Sicily.

(Baglio Oro – A “full beam” freshness – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Maggio 2026)