Molteni&C presenta Responsive Nature

Curata da Vincent Van Duysen, la Collezione Outdoor 2026 di Molteni&C in occasione della Milano Design Week (21-26 aprile) accoglie presso lo showroom di Via Senato 14 l’installazione site-specific Responsive Nature di Elisa Ossino Studio.

Responsive Nature è un’installazione site-specific concepita da Elisa Ossino Studio, composta da cinque diversi mondi botanici, ciascuno racchiuso all’interno di un distinto impianto architettonico. I visitatori attraversano una sequenza di paesaggi radicalmente differenti, ognuno dotato di un’identità forte e immediatamente riconoscibile, che spazia da ambienti fantastici a contesti naturali — da spazi dominati dall’intervento umano ad aree in cui la natura riconquista progressivamente la propria supremazia, mentre un sistema di schermi filtra lo sguardo del visitatore.

L’installazione si sviluppa come una narrazione per capitoli — un percorso in cui il verde cambia linguaggio, densità, simboli e comportamento. A ispirare l’intervento di Elisa Ossino è la straordinaria capacità della natura di mutare linguaggio e densità: una qualità di mimesi che ha suggerito una serie di paesaggi fortemente caratterizzati, in possesso di una propria autonomia nel modo in cui leggono lo spazio, ma che vivono di una palpabile connessione. Ogni giardino possiede una propria identità botanica e spaziale, ma tutti sono accomunati da un elemento ricorrente: un sistema di quinte che filtra lo sguardo, inquadra le prospettive e rallenta il ritmo del movimento. Come pagine traforate di un libro, questi schermi instaurano un dialogo tra arredi e vegetazione, guidando la percezione dei visitatori e favorendo la contemplazione, invitandoli a perdersi nella collezione fluida tra gli arredi e l’elemento naturale. Il percorso si snoda dal Giardino dell’Eden, un spazio primordiale dove la natura si manifesta nella sua forma più pura e rigogliosa, attraverso il Terzo Paesaggio, ispirato alle zone di soglia e all’evoluzione spontanea, dove il design dialoga con l’incolto, il Giardino Acquatico, che invita a una riflessione sulla fluidità, dove la presenza dell’acqua influenza la percezione delle forme e dei materiali, l’Hortus Botanicus, sorta di celebrazione della capacità dell’uomo di prendersi cura della biodiversità dando definizione a ogni varietà botanica, in un contesto dominato dalla perfezione geometrica, sino al Giardino Lunare, rarefatto e notturno, dove i contrasti luminosi esaltano le texture degli arredi.

Il ritmo è scandito dagli spazi di transizione che legano i diversi mondi con la sinuosità armonica di suoni naturali. L’installazione “Responsive Nature”, concepita da Stefano Roveda, trasforma il corridoio d’uscita in un ecosistema digitale, una foresta generata da algoritmi frattali. Tra proiezioni fluide e superfici specchianti, il corpo umano dialoga con una natura virtuale che svela dettagli macroscopici e micro-sonorità al passaggio, un ambiente che fonde spazio fisico e visione tecnologica. “Responsive Nature” è così un vero e proprio ecosistema, in cui il progetto si adatta e risponde ai cicli naturali, offrendo una visione originalissima della nuova consapevolezza dell’abitare, ridefinendo il rapporto tra spazio costruito e ambiente, e trasformando la natura in elemento architettonico sensibile ed eloquente.

Accesso previa registrazione Molteni&C | Milan Design Week 2026

Giardino dell’Eden

ll percorso si apre in un ampio cortile colonnato, dove prende vita un Eden contemporaneo con un giardino primordiale e luminoso che evoca il rapporto tra mitologia e botanica. Tra le colonne, una varietà di essenze verdi e vegetazione anima la scena, disposte in grandi contenitori. Gli arredi outdoor della collezione Soleva di Vincent Van Duysen e della collezione Chelsea Outdoor di Dordoni Studio entrano in dialogo con questa vegetazione, come se fossero antichi abitanti di uno spazio senza tempo. Questo giardino si configura come un preludio, introducendo il tema centrale dell’esposizione: la relazione tra natura e forma.

Terzo paesaggio

Superato il cortile, i visitatori accedono a un ambiente più selvaggio. Qui si sviluppa il Terzo Paesaggio, ispirato al paesaggista, agronomo, botanico, entomologo e scrittore francese Gilles Clément, che nel suo Manifeste du Tiers Paysage definisce il “terzo paesaggio” come l’insieme degli spazi — rurali o urbani — abbandonati dall’uomo e lasciati alla sola natura. Proprio per l’assenza di intervento umano, questi territori diventano fondamentali riserve di biodiversità. Questo giardino accoglie la libertà del vegetale. Alte graminacee ondeggiano al vento, l’edera conquista le superfici, arbusti spontanei proliferano, mentre schermi architettonici evocano frammenti di rovine. Un percorso traccia una linea sottile nel paesaggio, punteggiato da isole di sosta che emergono tra alberi antichi. Qui, arredi discreti si rivelano gradualmente all’interno della vegetazione. Sono esposti elementi della collezione Soleva di Vincent Van Duysen, della collezione Pantalica di Elisa Ossino e il tavolino Picea di Vincent Van Duysen.

Giardino acquatico

Una radura circolare accoglie un intimo e contemplativo Giardino Acquatico. Al centro, una vasca popolata da piante sommerse e galleggianti — tra cui ninfee, fiori di loto, papiro e giunchi — dà vita a un microcosmo silenzioso. Le foglie si adagiano leggere sulla superficie dell’acqua come note musicali. Una disposizione circolare di sedute, con le poltrone Club di Yabu Pushelberg, circonda la vasca, invitando i visitatori a concedersi un momento di pausa. Questo rappresenta il primo vero invito alla quiete lungo il percorso, in un giardino dedicato all’ascolto e all’osservazione — un interludio meditativo.

Hortus botanicus

Sotto una pergola prende forma un orto contemporaneo, un hortus conclusus, che accoglie piante officinali, erbe aromatiche, aiuole geometriche e imponenti zucche giganti. È uno spazio intimo, pervaso dal profumo della terra e delle foglie appena sfiorate, che eleva il concetto di coltivazione. In questo scenario, la natura è ordinata, misurata e organizzata secondo schemi geometrici. Il verde è composto con cura dalla mano dell’uomo. Gli arredi delle collezioni Soleva di Vincent Van Duysen e Chelsea Outdoor di Dordoni Studio rafforzano il carattere conviviale e domestico del giardino.

Giardino lunare

Luminoso e riflettente, il Lunar Garden è composto da piante selezionate per il loro fogliame argenteo, bianco e piumoso, e da graminacee leggere capaci di catturare e diffondere la luce. L’atmosfera è rarefatta, quasi metafisica. Sono esposti il divano Palinfrasca di Vincent Van Duysen, il tavolino Panna Cotta di Ron Gilad e le poltrone D.154.2 e D.153.1 di Gio Ponti.

Fruscii vegetali rallentati, vibrazioni irregolari, gocce, rifrazioni sonore e toni acquatici profondi, suoni secchi e tattili nell’orto e frequenze rarefatte notturne. Questi elementi sono concepiti come texture sonore architettoniche, modellate e proiettate per interagire con l’installazione. In un punto preciso del percorso, questa architettura acustica raggiunge la massima intensità, creando un dialogo immersivo tra corpo e ambiente. Anche la luce diventa parte integrante dell’esperienza: l’installazione prevede l’illuminazione con le lampade Meridiano e Out, di Vibia x Molteni&C, contribuendo alla narrazione atmosferica e percettiva dell’esposizione.

ELISA OSSINO STUDIO
Fondato a Milano nel 2006 da Elisa Ossino, architetto e designer di origini siciliane, Elisa Ossino Studio è uno studio multidisciplinare che si occupa di interior residenziali e retail, product design, exhibition e creative direction. Il lavoro dello studio si distingue per un linguaggio progettuale che combina astrazione geometrica, monocromie e suggestioni metafisiche e surrealiste, creando una relazione coerente tra spazio, luce e oggetti. Le linee essenziali e le geometrie rigorose definiscono ambienti dalla forte qualità scenografica, dove la dimensione atmosferica e immateriale dialoga con riferimenti al modernismo, al Bauhaus e al primitivismo. Alla base della ricerca progettuale vi è inoltre un costante interesse per la tradizione artigianale, affiancato dalla sperimentazione su nuovi materiali e processi ispirati ai principi dell’economia circolare. Nel corso degli anni lo studio ha collaborato con numerose aziende internazionali. Elisa Ossino ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionalinel campo del design, tra cui Red Dot Award Best of the Best, iF Design Award ed EDIDA, ed è stata più volte inclusa tra gli AD100 del network di Architectural Digest. 

STEFANO ROVEDA
Stefano Roveda (Milano, 1959) è un artista visivo e inventore, noto per le sue installazioni interattive e immersive in mostre e musei. La sua ricerca esplora l’interazione tra arte, tecnologia e narrazione, sviluppando elettroniche, software, e nuovi linguaggi interattivi. Ha contribuito alla creazione di opere che coinvolgono il pubblico come parte attiva, sfidando la percezione tradizionale dell’arte. Nel corso della sua carriera, ha attraversato diverse fasi tecnologiche, dalla fotografia d’arte alla progettazione di impianti ibridi per il broadcasting, fino alla realizzazione di installazioni interattive e teatrali. Ha fatto parte del collettivo Studio Azzurro dal 1994 al 2011, realizzando “ambienti sensibili” che reagiscono ai gesti degli utenti, musei interattivi in grado di registrare contributi dal pubblico. “Portatori di Storie”, un format innovativo per grandi installazioni interattive e immersive che utilizzano interviste emozionali come strumento di indagine introspettiva e antropologica. Roveda ha collaborato con artisti e tecnici, progettato e realizzato musei interattivi ed esposto gallerie di tutto il mondo (Tokyo, New York, Londra, Parigi. Ha anche contribuito alla formazione di nuove generazioni di professionisti nel campo dell’arte e della tecnologia.

STEFANO DI PRIMIO
Art Director, attraversa il mondo visivo come un cartografo dell’immaginazione, lavorando tra design e moda e esplorando i territori in cui l’immagine diventa linguaggio, materia e racconto. Le sue composizioni uniscono rigore e istinto, tecnica e stupore, dando vita a una poesia fatta di luce, forma e movimento. Insegna all’Istituto Marangoni Milano, dove coltiva una visione che intreccia cultura visiva, sperimentazione digitale e sensibilità narrativa, accompagnando i futuri designer nella costruzione del proprio sguardo. La sua ricerca indaga il dialogo fragile e potentissimo tra umano e digitale, esplorando il modo in cui la tecnologia può trasformarsi in uno strumento per vedere e sentire il mondo in modi nuovi.

(Molteni&C presenta Responsive Nature – Barchemagazine.com – Marzo 2026)