Andrea Aprea – Ogni piatto, una storia

Nel cuore di Milano, all’ultimo piano della Fondazione Luigi Rovati in Porta Venezia, si trova il ristorante Andrea Aprea

by Emanuela Ferro – photo by Paolo Picciotto

Il palazzo, costruito nel 1871 e più volte ristrutturato, è oggi un suggestivo luogo espositivo, che unisce sale con pavimenti, soffitti e arredi originali a spazi completamente nuovi, dal piano ipogeo al padiglione d’arte nel giardino. Alla collezione permanente, che spazia dai reperti etruschi all’arte contemporanea, si affiancano le mostre, come quella attualmente in corso dedicata ai giochi olimpici (aperta fino al 22 marzo, ndr), nella quale i reperti antichi dialogano con memorabilia delle Olimpiadi moderne. Un luogo dove si respirano cultura e bellezza, e che nel 2022 Aprea ha scelto per intraprendere un nuovo percorso personale, dopo aver trascorso un decennio alla guida del ristorante VUN e aver raggiunto il traguardo delle due stelle Michelin. 

Le creazioni di Andrea Aprea parlano di ricordi e di innovazione, di sapori antichi reinterpretati con tecnica e sensibilità.

Sospeso tra arte e gusto, nasce il nuovo ristorante che porta il suo nome: un progetto che unisce eleganza architettonica e ricerca culinaria, dove la cucina diventa racconto e memoria. Qui lo chef, napoletano di nascita e milanese d’adozione, dà forma alla sua visione gastronomica: una sintesi tra tradizione e modernità, in cui i sapori del Sud dialogano con l’estetica e il rigore della cucina contemporanea. A pochi mesi dall’apertura arriva la prima stella Michelin, seguita nel 2023 dalla seconda, che riconoscono il locale tra le eccellenze della ristorazione italiana. Ogni piatto racconta una storia: quella di un cuoco che ha fatto della memoria il suo ingrediente segreto, che non teme di innovare pur restando fedele alle proprie radici.

La sala affacciata sullo skyline della città e la cucina a vista riflettono la trasparenza e la precisione dello stile dello chef, che nel piatto rivela la sua vera anima. Nel menu Partenope, concentrato di napoletanità che non delude la promessa insita nel nome, le Eliche, selezione Gentile, doppia concentrazione di soffritto napoletano, limone candito, sono seguite dal Baccalà in estrazione di peperone e capperi, e dalla Seppia alla Luciana.

Tra le portate signature non possono mancare i Bottoni, Grana Padano, salsiccia di vitello, caviale Oscietra e l’Agnello, acetosa, ricci di mare, provola affumicata. Delizioso il dessert nespola e rosmarino, cioccolato bianco, liquirizia.

Al Ristorante Andrea Aprea, la cucina non è solo nutrimento, ma anche esperienza: un incontro tra emozione e tecnica. È questa la magia che sperimenta chi ha la fortuna di sedersi a uno dei suoi pochissimi tavoli. Il ristorante è aperto la sera dal martedì al sabato (e il sabato anche a pranzo), ma chi preferisse prime colazioni, spuntini, pranzi e cene informali, anche abbinati alla visita di una mostra o delle collezioni, può scegliere il bistrot al piano terra con spazio en plein air nel giardino: un verde rifugio segreto nel cuore della metropoli aperto durante tutta la giornata.

(Andrea Aprea – Ogni piatto, una storia – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Febbraio 2026)