L’affollamento di barche e superyacht in una baia suggerisce varie riflessioni su molteplici aspetti dello yachting
by Francesco Michienzi
Ricordate il film Independence Day del 1996? Quando gli extraterrestri arrivano sulla Terra e minacciano di spazzare via la razza umana, spetta a una manciata di sopravvissuti, armati solo di tecnologia inferiore, ingegno e coraggio, fermarli. All’improvviso, una moltitudine di navi aliene appare sulla linea dell’orizzonte del mare. Un’invasione in piena regola. L’unica speranza del mondo è quella di unire le forze in un ultimo tentativo per salvare l’umanità.
Il film Independence Day ci ricorda che l’unica speranza del mondo è quella di unire le forze in un ultimo tentativo per salvare l’umanità.
Il paragone è certamente forzato, ma quando, viaggiando da Mentone verso il Principato di Monaco, mi sono apparsi centinaia di superyacht alla fonda, è stata la prima impressione che ho avuto. A seconda dei punti di vista, la presenza di una moltitudine di superyacht in una baia può essere considerata sia uno spettacolo mozzafiato, sia un inquinamento visivo. Per gli appassionati di imbarcazioni di lusso e per coloro che apprezzano il fascino e la bellezza di queste imponenti imbarcazioni, è uno spettacolo emozionante e affascinante.
D’altra parte, per chi preferisce paesaggi marini più naturali e meno disturbati dalla presenza umana, l’affollamento di superyacht potrebbe essere considerato un inquinamento visivo. Qualcosa di simile accade a Capri, oppure in Sardegna, quando le baie più belle vengono prese d’assalto. Personalmente sono tra coloro che sono innamorati di tutte le tipologie di yacht, e per questo le considero un elemento armonico nel paesaggio naturale. Tuttavia, vedere tante navi da diporto in una baia come in Campania, in Sardegna, oppure in occasione del Monaco Yacht Show, è stato particolarmente impressionante.
Vedere tante navi da diporto in una baia come in Campania, in Sardegna, oppure in occasione del Monaco Yacht Show, è uno spettacolo unico nel suo genere che suggerisce molteplici riflessioni.
La costante crescita in rada di superyacht è certamente un segnale di come si muove questo particolare segmento del mercato. Portare gli yacht nei pressi di un salone nautico come quello di Monaco per poter mostrare il proprio yacht a potenziali acquirenti è un fenomeno, sempre più frequente, determinato dall’esigenza di molti armatori di mettere in vendita il loro superyacht anche dopo pochi mesi dal varo. I motivi sono i più disparati, alcuni potrebbero includere cambiamenti nelle circostanze personali o finanziarie dell’armatore, la necessità di liquidità immediata, la mancanza di utilizzo del superyacht, l’insoddisfazione per le prestazioni o le caratteristiche della barca, o la decisione di investire in un’altra imbarcazione o progetto. Ogni situazione è unica e dipende dalle esigenze specifiche dell’armatore.
C’è inoltre il bisogno continuo di novità, di possedere qualcosa di mai visto o semplicemente di più moderno. Tra la decisione di acquistare un nuovo yacht e poterlo utilizzare, possono infatti passare anche vari anni, e le esigenze e i gusti possono anche cambiare, magari di fronte a progetti più stimolanti e coinvolgenti. Per questa ragione i cantieri nautici più solidi studiano meccanismi che consentono di accorciare i tempi di progettazione, costruzione e varo degli yacht. Inoltre, le proposte di architetti e designer sono sempre più interessanti, suscitando l’interesse degli armatori di tutto il mondo. Non da ultimo, bisogna anche considerare il fattore social.
È fondamentale riconnettere alla forma di una barca la sua funzione rifuggendo da proposte alimentate solo per stupire.
Instagram, che festeggia 15 anni di vita, ha cambiato la nostra percezione della bellezza, determinando nuovi comportamenti che possono essere influenzati sia dal mondo reale, sia da quello virtuale, e spesso si verificano interazioni complesse tra i due. Nel mondo reale, possiamo essere influenzati dalle relazioni personali, dalle esperienze dirette e dalla vita sociale offline. I confini tra il mondo reale e quello virtuale sono sempre più sfumati, poiché sempre più attività umane avvengono online. Un fenomeno che alimenta una certa frenesia che si riflette anche su chi disegna nuove imbarcazioni. Per questa ragione è fondamentale riconnettere alla forma di una barca la sua funzione rifuggendo da proposte alimentate solo per stupire. Quanto alla percezione di bellezza, faccio mio l’appello del Fai: “Riconnetterci con le nostre bellezze ambientali e culturali ci sembra un ottimo modo per andare oltre le immagini virtuali, consapevoli del fatto che la bellezza non ‘salverà il mondo’ ma certamente aiuta a viverlo meglio”. Educare al bello significa insegnare a saper cogliere quel qualcosa di diverso da noi stessi che ci arricchisce, ci completa e ci fa crescere.
(Percepire la bellezza – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Novembre 2025)












