Per Alessio Battistini e Davide Bernardini il design è lo strumento attraverso il quale, eliminando il superfluo, raggiungeremo equilibrio e bellezza
by Chiara Risolo – photo by Andrea Muscatello
Studio di design Bernardini-Battistini. Fumata nera. No. Troppo lungo, verboso. Smaccatamente assonante. Meglio IdeaeItalia, da pronunciare alla latina. Inequivocabile l’esegesi: IdeaeItalia, nel suo saliscendi di consonanti e vocali, esprime tutto ciò che il mondo deve sapere, ovvero un forte senso di appartenenza a un paese che ha stretto un patto di sangue con la bellezza e la passione per l’ingegno. Archiviato il branding affaire, quanto segue è la storia di due uomini e un mestiere. Mestiere tra i più affascinanti perché, come pochi altri, dà forma e, se ben fatto, anche funzione a progetti molto, molto ambiziosi.
Bernardini e Battistini, si diceva. Davide & Alessio, laddove la “e commerciale”, copiata e incollata pari pari dal sito ufficiale dello studio, per la verità ha un significato che va ben oltre il business. Dal 2013 sono al timone di IdeaeItalia, e, senza soluzione di continuità, amici da e di una vita, un legame che risale al 1977, anno della loro nascita.
Davide & Alessio, uniti dal primo vagito, ma diversi. Sparigliando frasi fatte, si potrebbe dire “diversi come due gocce d’acqua”. Il primo assomiglia a quelle che cadono ordinate, perpendicolari alla terra in autunno; il secondo a quelle che tagliano l’aria, di netto, figlie impetuose di un temporale estivo. Gocce, tuttavia, di un solo cielo: quello sopra il Golfo dei Poeti, a La Spezia.
Il punto di forza di IdeaeItalia è accompagnare il progetto
dal concept alla realizzazione, seguendo tutte le fasi
della produzione a stretto contatto con il cantiere, intrecciando competenze e sensibilità provenienti da mondi diversi.
Il vostro era già chiaro? Sapevate che cosa avreste fatto da grandi e, soprattutto, che un giorno sareste diventati anche soci?
Alessio: No. Assolutamente. La nautica poi… “questa sconosciuta”. La passione è arrivata più tardi, dopo i 20 anni. Davide era iscritto alla Facoltà di Architettura di Firenze. Scelse di fare il laboratorio di sintesi sullo Yacht Design. Un giorno lo accompagnai per capire di che cosa si stesse occupando. Mi piacque. Molto. Così tanto che decisi di iscrivermi a Ingegneria Nautica.
Davide: Ho scelto Architettura perché amavo la materia in generale; l’interesse per la nautica è maturato via via. A farlo crescere è stato anche il ruolo sempre più centrale di La Spezia nella cantieristica. Parliamo dei primi anni del Duemila. Alessio ed io abbiamo provato ad approfittare del momento favorevole per giocare al meglio le nostre carte sfruttando le potenzialità del nostro territorio.
Il 2016 segna per IdeaeItalia il battesimo del fuoco. La presentazione al Salone di Monaco del Wider 150, del quale hanno firmato l’interior design, offre ad Alessio Battistini e Davide Bernardini, i fondatori dello studio, l’opportunità di affacciarsi come protagonisti
nel mondo dei mega-yacht.
La fondazione di IdeaeItalia, però, è datata 2013. Che cosa è successo fino ad allora?
Davide: Dopo la laurea mi sono fatto le ossa da Fulvio De Simoni, un’esperienza breve ma intensa, ecco (sorride, ndr), una grandissima palestra. Poi ho aperto un piccolo ufficio. Alessio, nel frattempo, grazie alla Facoltà di Ingegneria, aveva sviluppato contatti professionali importanti e così abbiamo unito le forze. Sono iniziate le prime collaborazioni con alcuni cantieri, tra cui Rodriguez, Baglietto e Sanlorenzo…
Alessio: La vera svolta, però, è arrivata quando è stato fondato lo studio, appunto nel 2013. I tempi erano maturi per investire in uno spazio dedicato e in una rete di collaboratori. Uno spazio ufficiale, definito per formalizzare e consolidare la nostra identità professionale e far crescere il brand IdeaeItalia, di cui siamo sempre stati orgogliosi e di cui oggi, a maggior ragione, andiamo molto fieri. Il 2013 è stato anche l’anno in cui l’audacia e la fiducia nel nostro lavoro ci hanno portato a osare e a conquistare l’attenzione di Tilli Antonelli, un incontro cruciale nel nostro percorso.
«L’esperienza con Nerea è stata molto gratificante, oltretutto
per noi anche un’assoluta novità, perché fino ad allora non ci eravamo mai misurati con imbarcazioni piccole che, come è noto,
proprio per via degli spazi ridotti, richiedono
mille compromessi». Alessio Battistini
Entrambi classe ’77, nascono da ambiti accademici differenti: il Car Design per Alessio e l’Architettura per Davide, accomunati però dalla passione per la nautica e la progettazione.
«Da un uomo come Tilli Antonelli abbiamo imparato a guardare oltre.
E mai le lancette dell’orologio. A rimettere tutto in discussione.
A cercare soluzioni sempre inedite per fugare la banalità. “Le figate”,
lui le chiama così. Antonelli è uno che entra nelle cose
con la testa, il cuore, le mani». Davide Bernardini
Si capisce: un gigante.
Alessio: Eravamo venuti a sapere che Wider cercava un Interior Designer per un motor yacht di 50 metri e che all’edizione imminente del Seatec ci sarebbe stato anche Antonelli. Il problema è che tra l’imbeccata e l’inaugurazione della fiera c’erano soltanto quattro giorni di tempo. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: “tentiamola!”. Abbiamo disegnato giorno e notte, senza mai dormire, e siamo partiti alla volta di Carrara con i bozzetti ancora caldi sotto il braccio. Ci siamo avvicinati ad Antonelli e gli abbiamo chiesto, in punta di piedi, se avesse tempo e voglia di dare un’occhiata ai nostri lavori.
E lui? Lui quell’occhiata l’ha data, eccome. Non so se sia stato più incosciente o lungimirante! Va detto che avevamo già una certa esperienza con yacht di grandi dimensioni in alluminio, il che, senza dubbio, era un punto a nostro favore e un motivo di rassicurazione per lui.
IdeaeItalia nasce nel 2013 con l’obiettivo di mettere a frutto
le esperienze maturate negli anni di lavoro a stretto contatto
con la produzione in rinomati cantieri navali e collaborando
con importanti firme del design internazionale.
Che cosa si impara da un uomo come Tilli Antonelli?
Davide: A guardare oltre e mai le lancette dell’orologio. A rimettere tutto in discussione. A cercare soluzioni sempre inedite per fugare la banalità. “Le figate”, lui le chiamava così. Antonelli è uno che entra nelle cose con la testa, il cuore, le mani.
Alessio: Siamo cresciuti molto lavorando con Wider e, in quei due progetti, abbiamo gettato le fondamenta del nostro metodo di lavoro. A dirla tutta, mi fa un po’ sorridere pensare all’immaturità e all’incoscienza con cui abbiamo approcciato quei progetti e all’evoluzione che abbiamo avuto in seguito.
Il lavoro nobilita l’uomo.
Alessio: Se è fatto con passione. Pensando a tutti i nostri sforzi e sacrifici, direi che ne è valsa la pena.
Quindi galeotta fu l’imbucata al Seatec. E poi?
Davide: Abbiamo stretto una collaborazione con Sanlorenzo. È stata un’esperienza professionale molto importante. Poi è arrivato l’incontro con Ferretti Group. In quel momento vi era la necessità di conferire al brand Ferretti Yachts uno stile nuovo, ma con un’identità visiva e stilistica coerente e riconoscibile su tutte le linee di prodotto. Ferretti ci ha dato l’incarico e, da quel momento, la fiducia. Alessio: Ferretti Group ci ha dato una grande opportunità, facendoci disegnare gli interni del primo Ferretti 1000, un 30 metri. È andata bene, direi, e la collaborazione si è intensificata.
CHIARA MIGNANI
Con solide basi artistiche e competenze tecniche maturate in Design Navale a La Spezia, Chiara ha iniziato la sua carriera nell’Interior Yacht Design collaborando con diversi studi italiani prima di entrare in IdeaeItalia nel 2023. Ha abbracciato fin da subito la filosofia dello Studio, trovando una naturale sintonia con l’approccio progettuale di Davide e Alessio, diventando parte integrante di un team armonioso e stimolante. «Il disegno a mano è il mio linguaggio creativo: sviluppo concept iniziali con schizzi e studi compositivi, poi li traduco in modelli 3D, unendo spontaneità e precisione per garantire coerenza e qualità in tutto il processo progettuale».
RICCARDO CAMURRI
Formazione al Politecnico di Milano in Design degli Interni e magistrale in Design Navale e Nautico a La Spezia. Subito dopo la laurea, nel 2021, entra nello studio IdeaeItalia. Riccardo si occupa di modellazione 3D, materiali e rendering. «Lavorare con Davide e Alessio è un continuo assorbire competenze, metodo e visione. Ogni progetto è stato un’occasione per imparare strumenti e trucchi e per allenare l’occhio ai dettagli più spinti. Una delle cose che apprezzo di più del loro approccio è l’opportunità di testare e crescere attraverso l’esperienza: ti lasciano provare, poi correggono il tiro con immediatezza e lucidità».
Gli esterni erano a firma di Filippo Salvetti. In generale, che tipo di relazione si stabilisce tra designer di interni ed esterni?
Alessio: Ogni caso, ovviamente, è a sé. Noi accogliamo sempre con entusiasmo le collaborazioni.
Davide: L’importante è non imbattersi in prime donne, e Salvetti non lo è, sicuramente; è necessario puntare alla massima collaborazione e a confronti chiari e leali.
Alessio: Con Filippo si lavora molto bene. È un professionista serio, sempre aperto al confronto. La verità è che se siamo tutti focalizzati sull’obiettivo finale, senza perdersi in sciocchi personalismi e gelosie, le cose vanno nella giusta direzione.
Ferretti Yachts 1000.
Anche quando si tratta di progetti dirompenti, rivoluzionari, vedi Infynito?
Davide: Filippo, in questo caso, ha avuto un’intuizione ed è riuscito a dimostrarne l’efficacia con cognizione di causa. Il Cantiere, a seguito di opportune riflessioni, ha metabolizzato il concept e l’ha approvato. In generale, un’idea, anche quella in apparenza più “assurda”, se deriva da una mente competente e da una forte motivazione, va perseguita e difesa, sempre.
E voi quale idea “avete difeso” e affermato in merito agli interni di Infynito? Alessio: Abbiamo convintamente fatto nostra l’intuizione di Filippo e l’abbiamo declinata per gli interni. L’enorme open space con vista sia a prua, sia a poppa. All’inizio sembrava un azzardo, poi si è rivelata una soluzione vincente. Il segreto, come sottolineava Davide, è accompagnare, con garbo e intelligenza, cantiere e cliente lungo un percorso. La fatica che si fa è del tutto relativa.
Con i cantieri più piccoli se ne fa meno? Magari anche soltanto per il fatto che i giocatori in campo sono pochi, nel senso che non ci sono i vari comitati stile, prodotto, i budget blindati, le quotazioni in borsa… Giustappunto, un nome a caso, Nerea.
Alessio: L’esperienza con Nerea è stata molto gratificante, oltretutto per noi anche un’assoluta novità, perché fino ad allora non ci eravamo mai misurati con imbarcazioni piccole che, come è noto, proprio per via degli spazi ridotti, richiedono mille compromessi.
Le attività dello Studio si diversificano anche in ambiti lontani dal mare, dal residenziale di lusso all’Hospitality. L’obiettivo rimane sempre la sperimentazione e la ricerca di nuove forme e materiali, combinando tecnologie all’avanguardia con la tradizione artigiana tipica del Made in Italy.
In questo momento che cosa c’è sul tavolo? A quali progetti state lavorando? Per chi?
Davide: Siamo concentrati su barche di grandi dimensioni. Ora, in particolare, sul progetto di uno yacht di 80 metri. Per un privato, un cliente straniero. Per adesso non possiamo aggiungere altro.
Alessio: Abbiamo messo la testa anche sul refit, un mondo molto interessante. Riteniamo che ci siano ottimi margini per fare buone cose in futuro. Siamo alla finestra; stiamo studiando. Vedremo.
Che cos’ha Alessio che non ha Davide e viceversa?
Davide: Alessio è creativo e istintivo. Ha un approccio più sanguigno. Metaforicamente, è il primo a partire quando la sfida si fa dura e ci sono “muri da sfondare”.
Alessio: Davide è una persona molto razionale, riflessiva, ha un’ottima visione d’insieme ed è dotato di buon gusto. Insieme “funzioniamo”.
(IdeaeItalia – The power of ideas – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Febbraio 2026)






















