La Ferrari volante

Nel flagship store di Milano è stata svelata la livrea di Hypersail, il monoscafo da 100 piedi con i foil di Ferrari che si prefigge l’obiettivo di stracciare tutti i record oceanici

by Niccolò Volpati

Gli unici limiti sono la natura e la tecnologia oggi disponibile”, afferma Enrico Voltolini, project leader di Ferrari Hypersail. I numeri che raccontano questo progetto futuristico sono 20, 30 e 40: 20 metri di baglio, 40 di altezza e 30 di lunghezza. Inizierà a navigare nel 2027 e l’obiettivo è battere tutti i record oceanici esistenti. Per farlo serviranno performance e resistenza.

I partner del progetto sono NORTH SAILS per le vele, HARKEN per i winch elettrici, RE FRASCHINI per i foil e CARIBONI per i sistemi che li muovono.

Hypersail è progettata per raggiungere 50 nodi, ma soprattutto per navigare a 40 nodi per lunghi periodi. Lo sviluppo del progetto, curato dal Tech Team Ferrari, dal Ferrari Design Studio e dall’architetto navale Guillaume Verdier, si è concentrato sull’idrodinamica e sull’aerodinamica. Senza limiti, se non la ricerca della performance maggiore sin dall’inizio.

Abbiamo scartato l’idea di un trimarano – spiega Flavio Manzoni, Chief Design Officer – perché il monomarano offre una resistenza idrodinamica inferiore. Ovviamente ci saranno i foil, ispirati alle più recenti barche di Coppa America, di enormi dimensioni, e lo scafo avrà una chiglia basculante tra le due ali”. Aggiunge Voltolini: “Si tratta di una novità assoluta dato che la chiglia, appesantita con il piombo per garantire il raddrizzamento in caso di scuffia, dispone di un suo foil che le permetterà di avere una spinta verso l’alto, in modo da assicurare alla barca molta stabilità con onda formata. Inoltre, sono previsti dei flap per stabilizzare l’imbarcazione durante il volo, perché alla massima velocità il rischio è che i foil inizino a cavitare”.

Albero alare, doppia randa, foil e chiglia basculante. Hypersail è un progetto mai tentato prima.

Hypersail è stata progettata per raggiungere una velocità massima di 50 nodi, ma soprattutto per mantenere a lungo una media di 40 nodi.

L’altra sfida è rappresentata dalla strumentazione di bordo e dalla resistenza che questa saprà garantire. Come ci hanno già da tempo insegnato le regate oceaniche fatte dalle barche “volanti”, spesso vince chi non rompe durante le lunghe navigazioni. La vera sfida è orchestrare i numerosi sistemi di controllo a bordo e assicurarne l’efficienza costante. Più che la velocità di punta vera e propria, sarà importante mantenere medie elevate per molte miglia. Il progetto ha prestato molta attenzione all’autosufficienza energetica, studiando nel minimo dettaglio il posizionamento dei pannelli solari per garantire la massima efficienza. In coperta, infatti, ci saranno ben 100 metri quadrati di pannelli capaci di erogare 20 kW di energia.

L’obiettivo è quello di battere tutti i record oceanici. Ci riuscirà? Lo sapremo nel 2027.

Ferrari Hypersail, non solo per il progetto, ma anche per la gestione, punta all’eccellenza. Il team a bordo e quello a terra saranno composti da velisti esperti provenienti dalla Coppa America, dal circuito SailGP e dalle regate oceaniche. Ferrari Hypersail non è solo una barca, ma anche un vero e proprio laboratorio che dovrà testare la tecnologia di cui disporrà, con l’obiettivo di brevettare soluzioni che potranno poi essere utilizzate in ambito automotive. Inizialmente il progetto è nato con Giovanni Soldini, che recentemente ha interrotto la collaborazione con Ferrari. Il motivo non è stato rivelato. Sarà forse questo aspetto di barca-laboratorio che non ha convinto Soldini?

Nella foto di apertura, Flavio Manzoni, Benedetto Vigna, John Elkann, Matteo Lanzavecchia, Marco Guglielmo Ribigini ed Enrico Voltolini

(La Ferrari volante – Barchemagazine.com – Aprile 2026)