Wine on Board – Aneri, l’uomo che sussurra ai potenti

Giancarlo Aneri, a capo con la famiglia dell’omonima cantina veneta, con il suo Amarone ha deliziato perfino Papa Francesco. Da mezzo secolo sulla cresta dell’onda, buca lo schermo del wine show. Stoico, preparato e appassionato, non esclude di portare i suoi vini, prima o poi, anche sulla Luna

by Chiara Risolo

Chiunque desideri degustare il suo Amarone, sappia fin d’ora che dovrà giocoforza rivolgersi direttamente a lui. A lui chi? A Giancarlo Aneri, classe 1948, patron dell’omonima e blasonata cantina veneta. Il vulcanico imprenditore che ancora con invidiabile entusiasmo gira in lungo e in largo il pianeta per promuovere i suoi vini, così ha deciso: “La mia produzione di Amarone si aggira intorno alle 18 mila bottiglie, quindi parliamo di un numero davvero esiguo. L’idea di poter conoscere, uno ad uno i suoi estimatori, è un piacere personale che oggi posso permettermi”.

In effetti se lo può permettere eccome. Da Legnago, minuscolo comune del Veronese, in cinquant’anni di onorata carriera, è arrivato passo dopo passo sul tetto del mondo, diventando uno dei protagonisti più esplosivi del panorama enoico. Non c’è potente della Terra che non abbia apprezzato il rosso di cui sopra o brindato con il suo Prosecco (produce anche bollicine e caffè per amor di cronaca). Qualche nome? Bush padre e figlio, Bill Clinton, Barack Obama, Joe Biden e Donald Trump, soltanto per citarne alcuni. In ordine di tempo, l’ultimo coup de théâtre risale alla riunione di luglio del G7 Commercio tenutasi a Reggio Calabria, dove il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in veste di padrone di casa, ha fatto dono agli ospiti di una Magnum del prestigioso Amarone Aneri, con etichetta firmata dall’artista Mimmo Paladino, oltre a una confezione di è Tricaffè.

Mille e 200 metri quadrati disposti su tre piani all’interno di una magnifica villa a San Pietro in Cariano, nel cuore della zona di produzione dell’Amarone Classico. È qui che nel 2022 Giancarlo Aneri ha inaugurato con la sua inseparabile famiglia la nuova cantina: “un regalo” che l’imprenditore si è fatto per festeggiare il venticinquesimo compleanno della sua casa vinicola.

In circolazione al momento ci sono soltanto tre annate di Amarone Aneri, la 2013, la 2015 e la 2017. Si trovano nelle carte dei ristoranti più blasonati del pianeta. Chi volesse oggi una bottiglia deve “citofonare Giancarlo”. L’imprenditore ha deciso di toglierle dalla piccola distribuzione per il solo piacere di conoscere i potenziali clienti. Quando la genialità supera le leggi del marketing.

Imprenditore trasversale. Oltre al famoso Amarone Stella, Giancarlo Aneri produce anche dell’ottimo Prosecco. Per la precisione 600 mila bottiglie che spaziano dal Millesimato Lucrezia al biologico N. 7 dedicato al nipotino Leone. A ciò si aggiungono la produzione di caffè, di un amaro, l’Anerissimo, e di una grappa.

Le bottiglie di Amarone Aneri ritrovate

Per la verità, Giancarlo Aneri è un habitué delle grandi occasioni: anche durante l’ultimo G20 di Roma, capi di Stato e personalità di spicco hanno ricevuto una Magnum personalizzata di Amarone proprio “made in Legnago. A muovere questo vigore, oltre a un’ineccepibile dialettica, a buone letture e alla passione, c’è la sua famiglia. Bella, numerosa, unita e “zeppa” di nipotini a cui, ancora in culla, il nonno ha iniziato a insegnare il mestiere. “Lucrezia, Ludovica, Giorgia e Leone sono il futuro dell’Aneri, splendente ça va…”, confessa orgogliosamente l’imprenditore. Che oggi è affiancato dai figli, Stella e Alessandro e dalla moglie Valeria, insostituibile e amorevole collante di qualunque cosa. Anche di un’avventura recente che Giancarlo racconta con grande emozione: “Durante il trasloco dalla vecchia cantina alla nuova, inaugurata nell’inverno del 2022 a San Pietro in Cariano, abbiamo trovato 39 bottiglie di Amarone, annata 2001. Dopo le verifiche del caso effettuate da esperti enologi, abbiamo deciso di metterle in vendita a 3 mila euro l’una. Nove le abbiamo destinate alla mia famiglia, venti a compratori internazionali, con il vincolo di non più di due bottiglie per Paese, e altre nove al mercato italiano”. D’accordo, ma se la matematica non è un’opinione, ne manca una all’appello. “È stata firmata da tutti noi, da mia moglie, dai miei figli, dai miei nipoti, anche dal piccolo Leone che ha scritto in stampatello, ed è stata donata a Papa Francesco”. Le strade di Aneri sono davvero infinite e portano anche a Roma. “Forse, un domani, pure sulla Luna”, chiosa.

(Wine on Board – Aneri, l’uomo che sussurra ai potenti – Barchemagazine.com – Settembre 2024)