Viticoltori Ponte – Bouquet complesso

Fondata nell’anno che ha cambiato la storia dell’Italia, la cantina veneta, cintura nera nella produzione di Prosecco, è il chiaro esempio di come la qualità da una parte e le cosiddette best practice dall’altra portino lontano. Molto lontano

by Chiara Risolo

Mille soci, tremila ettari vitati e una produzione di circa 20 milioni di bottiglie l’anno. Sono i numeri di Ponte 1948, rinomata realtà veneta che esporta le sue bollicine (e non solo) in oltre 30 Paesi, tenendo alta la bandiera del saper fare italiano nel mondo.

Viticoltori Ponte è un’azienda vinicola che si sviluppa tra le province di Treviso e Venezia, zone privilegiate di produzione di Prosecco Doc e Pinot Grigio Doc delle Venezie.

Il perché la cantina si chiami così ha ragioni profonde: un ponte – si sa – assolve a una nobile funzione, unisce persone e luoghi, uomini e natura, mentre il 1948 è la data che ha cambiato inesorabilmente la storia del Tricolore e coincide proprio con l’anno della fondazione di questa realtà vitivinicola ad opera di un ristretto gruppo di caparbi produttori, accomunati dal desiderio di rialzare la testa dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale. 

Giancarlo Guidolin, presidente di Viticoltori Ponte, e Luigi Vanzella, direttore generale.

Cosa produce Viticoltori Ponte

Ecco perché Ponte 1948, un nome e un numero che insieme hanno saputo conquistare il palato di chi ama il Prosecco in tutte le sue declinazioni, dal Doc Extra Dry Treviso al Millesimato Brut Rosé. Proprio quest’ultimo merita la giusta narrazione, perché se è vero come è vero che è stato lanciato sul mercato tra il 2020 e il 2021, è altrettanto vero che il suo iter inizia molto prima, precisamente nel 2007, ovvero nell’anno in cui la cantina di Ponte di Piave ha una magnifica intuizione: “creare” qualcosa di nuovo, un Prosecco “diverso”, dal colore rosa, con un bouquet aromatico complesso, un perlage infinito, ma ugualmente fresco e versatile come da tradizione. 

Esperti agronomi, enologi ed enotecnici seguono con cura tutte le fasi della filiera, supportati da un efficiente laboratorio interno che permette di monitorare il vino in ogni fase della sua lavorazione.

«LA CONOSCENZA E IL RISPETTO DEI DIVERSI SUOLI, LA SELEZIONE
DEI VITIGNI PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO E IL MONITORAGGIO DELL’ECOSISTEMA VIGNA SONO IL PUNTO DI PARTENZA
PER L’OTTENIMENTO DI RISULTATI ECCELLENTI RIDUCENDO AL MINIMO L’IMPATTO AMBIENTALE».
LUIGI VANZELLA

Alla consueta Glera viene aggiunto un 15% di Pinot Nero. La combinazione? È perfetta e Ponte 1948 scrive un pezzo di storia dell’enologia che Luigi Vanzella, direttore generale della cantina, il giorno del debutto a scaffale, cristallizza con queste parole: “Prosecco Doc Rosé è frutto di una visione creativa e lungimirante che da sempre contraddistingue la nostra azienda e si esprime al meglio grazie all’abilità, alla preparazione e allo spirito di gruppo di tutto il personale. Oggi per noi è un giorno importante, che ci rende fieri del lavoro svolto e ci incoraggia ad inseguire sempre le idee che valgono”.

Idee vincenti, come quella di Choose, l’aperitivo premixato, ready to drink. Mojito, Margarita, Negroni e l’immancabile Spritz in formato lattina, ma disponibili anche nella classica bottiglia da 0,75. Il vantaggio? Buoni come quelli fatti in tempo reale da un talentuoso bartender, hanno un grado alcolico decisamente inferiore, soltanto 5,5%.

«LA CANTINA PROGETTERÀ I PREZZI DEL VINO ED AVRÀ UNA FUNZIONE CALMIERATRICE DEGLI STESSI A BENEFICIO DI TUTTI I SOCI… INOLTRE, CONTRIBUIRÀ AD AUMENTARE IL PRESTIGIO DI TUTTO IL COMPRENSORIO AGRICOLO E A FAR CONOSCERE I VINI TIPICI DEL PIAVE».
MILONE TOMMASEO, FIRST PRESIDENT OF THE WINERY,
SEPTEMBER 1948

Detto ciò, Ponte 1948 non è soltanto una fucina di prodotti di qualità. Nella scacchiera enoica italiana spicca anche per il suo Dna virtuoso. Ha ottenuto l’ambita certificazione Equalitas che si fonda su tre capisaldi: il corretto utilizzo delle risorse ambientali, il rispetto della dignità e dei diritti dei dipendenti e il benessere economico. “Gli equilibri cambiano velocemente ricordandoci che nulla è scontato. Solo la cura del nostro pianeta e una sana coesistenza, volta alla collaborazione piuttosto che all’annullamento, di tutti gli organismi possono permetterci di sognare un futuro migliore”, ha dichiarato Vanzella. Ponte 1948 può senza dubbio permetterselo. Cheers!