Il premio dedicato a Benito Nonino venne istituito cinquant’anni fa, nel 1975. La consegna e le celebrazioni avranno luogo presso le Distillerie Nonino a Ronchi di Percoto, sabato 25 gennaio
La Giuria del Premio Nonino, presieduta da Antonio Damasio, e composta da Adonis, Suad Amiry, John Banville, Luca Cendali, Mauro Ceruti, Jorie Graham, Amin Maalouf, Claudio Magris, Norman Manea ed Edgar Morin ha assegnato i Premi Nonino Duemilaventicinque
La giuria del Premio Nonino
Antonio Damasio (neuroscienzato – Portogallo/USA)
presidente della Giuria
Adonis (poeta – Siria)
Suad Amiry (architetto – Palestina)
John Banville (scrittore – Irlanda)
Luca Cendali (architetto – Italia)
Mauro Ceruti (filosofo – Italia)
Jorie Graham (poetessa – USA)
Amin Maalouf (scrittore – Libano/Francia)
Claudio Magris (scrittore – Italia)
Norman Manea (scrittore – Romania)
Edgar Morin (sociologo – Francia)
Le motivazioni
Premio Nonino Risit D’aur – Barbatella d’Oro 2025
Ben Little e il vitigno Pignolo
Nei cinquant’anni dalla fondazione del Premio, il Nonino Risit d’Aur vuole richiamare l’attenzione sulle motivazioni della sua nascita, sui preziosi vitigni autoctoni friulani che negli anni ‘70 erano in via di estinzione perché il loro nome non era inserito tra i vitigni autorizzati della regione. Benito e Giannola Nonino nel 1975 istituiscono il premio ai vignaioli, agli studi ampelografici e iniziano l’iter burocratico per ottenere l’autorizzazione comunitaria alla coltivazione di Pignolo, Schioppettino e Tazzelenghe, a cui si unisce la Ribolla gialla in purezza. Autorizzazione 486/78 che ottengono nel 1978. Per l’edizione 2025, il premio Nonino Risit d’Aur viene assegnato a Ben Little e al vitigno Pignolo. Irlandese di nascita e friulano di adozione, Ben si innamora dell’antico vitigno friulano a bacca nera e gli dedica anni di studi e di ricerche, studi che raccoglie nel libro autopubblicato ‘Pignolo – Cultivating the Invisible’. Nel 2023 fonda l’Associazione del Pignolo del Friuli Venezia Giulia che con oltre 34 soci attivi è la più grande associazione di vignaioli nella regione, per unire le energie di vignaioli, ricercatori e appassionati del leggendario Pignolo, promuoverlo, valorizzarlo e farlo conoscere fin nel cuore della Cité du Vin a Bordeaux e a Napa Valley.
Consegna il premio Giannola con Cristina, Antonella e Elisabetta Nonino
Ben Little – Irlandese (Dubliner) di nascita, friulano d’adozione, con una formazione in Economia e Commercio, da tempo Ben Little si è trasformato in uno scrittore, sommelier, blogger e poeta per caso. La sua profonda devozione per i vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia lo ha catapultato, nel 2016, nel campo imprevedibilmente creativo della viticoltura, quando con un manipolo di “visionari”, ha iniziato a ricercare e parlare del Pignolo, un vitigno autoctono friulano, trascurato ma documentato fin dal 1300. Nel maggio 2023 fonda e viene eletto il primo presidente dell’Associazione del Pignolo del Friuli Venezia Giulia, oggi riveste la carica di Presidente onorario, associazione che Ben istituisce per unire le energie dei vignaioli, ricercatori e appassionati del leggendario Pignolo – con lo scopo di custodirlo, raccontarlo, promuoverlo e valorizzarlo. Con oltre 34 soci attivi, il gruppo è oggi la più grande associazione di vignaioli in Friuli Venezia Giulia. Nel 2024 giunto al quarto ‘World Pignolo Day’, organizza il Simposio nel Salone del Parlamento del Castello di Udine, dove si è parlato di vino, di territorio, di cultura ed arte con la più grande presentazione e degustazione di Pignolo mai effettuata fino ad oggi, 51 etichette con l’intento divulgativo di lavorare con tutti per il beneficio dell’intero mondo del vino del Friuli Venezia Giulia.
Premio Internazionale Nonino 2025
Michael Krüger
Che cosa significa essere uno scrittore? Se non fossimo capaci di rispondere a tale domanda radicale potremmo inventare Michael Krüger, ma neppure questo sarebbe facile, perché Michael ha sempre tante cose da dire, cose della vita e della Storia; leggendo ciò che lui scrive scopriamo che si tratta anche di nostri sentimenti e pensieri, ma abbiamo bisogno che lui li scopra nei suoi articoli, nei suoi romanzi e racconti, nelle sue poesie per farli nostri e scoprire che è lui che ce li tira fuori e che, dopo averlo letto, siamo diventati un po’ più noi stessi.
Consegna il premio Claudio Magris
Michael Krüger – Poeta e romanziere, è nato nel 1943 a Wittgendorf nella Sassonia-Anhalt, è cresciuto a Berlino e vive a Monaco. Per molti anni è stato l’anima della Carl Hanser Verlag una delle più prestigiose case editrici tedesche. Entrato come lettore presso l’editore di Monaco di Baviera nel 1968, dal 1986 ne è diventato direttore letterario, carica che ha lasciato di recente dopo una carriera luminosa che lo ha portato a inserire in catalogo ben quattordici scrittori premi Nobel, tra i quali Joseph Brodsky, Derek Walcott e Tomas Tranströmer. È stato il direttore della rivista “Akzente” nonché di Edition Akzente. È membro di diverse accademie, presidente dell’Accademia bavarese di Belle Arti e autore di numerosi volumi di poesie, racconti, romanzi e traduzioni. Intellettuale raffinato, Krüger ha più di quaranta libri al suo attivo, spaziando tra poesie, racconti, romanzi, critica letteraria e traduzioni, tra cui quella delle poesie di Cesare Pavese. Il suo primo volume di storie Was tun – eine altmodische Geschichte (What shall we do – an old-fashioned story) è stato pubblicato nel 1984. Per la sua opera letteraria, Krüger ha pubblicato quasi due dozzine di libri con poesie, romanzi e storie, ha ricevuto molti premi tra cui il Peter-Huchel-Preis (1986), il Premio Médicis Etrangers nel 1996 il Mörike-Preis (2006), il Joseph-Breitbach-Preis (2010) e il Premio Cesare De Michelis per l’editoria nel 2023.
Premio Nonino 2025
Dominique de Villepin
Dominique de Villepin, diplomatico, letterato e intellettuale, è una voce nobile e di alto valore morale. Fin dai tempi dello storico discorso tenuto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2003, con i suoi interventi lucidi e coraggiosi sugli eventi che segnano la nostra epoca, dall’Ucraina a Israele, a Gaza e non solo, fa comprendere, senza polemica violenta, tutta la drammatica situazione internazionale. Il suo è un vibrante appello a non rassegnarsi all’inevitabilità della guerra e al ricorso alla forza; un appello al dovere di verità di fronte ai terribili avvenimenti che si stanno consumando in molti luoghi del pianeta; un appello continuo al diritto e al dovere di sapere, e a non volgere lo sguardo dall’altra parte, e a trovare una via diplomatica per la soluzione dei conflitti; un potente appello a una coscienza universale capace di riconoscere che la tragedia di alcuni è la tragedia dell’umanità intera; e infine un appello all’azione, alla conoscenza e alla coscienza per riconoscere l’umanità che ci unisce.
Consegna il premio Edgar Morin
Dominique de Villepin – Nato a Rabat, Marocco, il 14 novembre 1953 è un diplomatico, scrittore, avvocato e politico francese. Laureato in Lettere e Giurisprudenza, desiderando intraprendere la carriera diplomatica, studia presso l’Istituto di Scienze Politiche di Parigi, e alla Scuola Nazionale di Amministrazione conseguendo la laurea. Membro Onorario della Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg, lavora per il Ministero degli Affari Esteri dal 1980 al 1995, periodo durante il quale viene prima destinato alle ambasciate francesi di Washington (Stati Uniti) e Nuova Delhi (India), e in seguito ricopre la funzione di Vice capo degli Affari Africani (1992-1993) e di Capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri (1993-1995). Nel maggio del 1995 diviene Capo di gabinetto del Presidente della Repubblica, incarico che occupa fino al maggio 2002 quando viene nominato Ministro degli Affari Esteri e Rappresentante alla Convenzione Europea sul Futuro dell’Europa (2002-2004). Presidente della Villepin International – studio legale e di consulenza, è anche presidente onorario della Fondazione per l’Arte e la Cultura di Hong Kong. È anche un intellettuale raffinato, appassionato di letteratura e in particolare di poesia, che ha pubblicato diversi libri, tra cui poesie, saggi storici e politici, e uno studio su Napoleone.
Premio Nonino “Maestra del nostro tempo” 2025
Germaine Acogny
La danza esprime le voci più arcane della terra. Terra la cui salvaguardia e la cui cura sono sempre state le ragioni del Premio Nonino. Germaine Acogny è considerata la madre della danza contemporanea africana. Africa genitrice ancestrale della nostra genia. Portando in tutto il mondo la sua arte con spettacoli e fondando scuole. Ma quando Madame Acogny danza sulla battigia o tra gli alberi delle foreste, il suo corpo diventa preghiera. Il poeta mistico persiano Rumi scrisse: colui che conosce il potere della danza vive in Dio. La danza è gioia divina e Germaine Acogny é la danza.
Consegna il premio Mauro Ceruti
Germaine Acogny – Danzatrice, coreografa e insegnante senegalese e francese, Germaine Acogny, influenzata dall’eredità gestuale di sua nonna, sacerdotessa Yoruba, ha sviluppato la sua tecnica di danza moderna africana ed è considerata in tutto il mondo la “madre della danza contemporanea africana”. Nata in Benin nel 1944 da padre senegalese, a 10 anni si trasferisce con la famiglia a Dakar, in Senegal, dove trascorre il resto della sua infanzia. Negli anni ‘60, dopo aver mostrato un talento naturale per la danza, decide di trasferirsi in Francia per studiare danza moderna e balletto all’École Simon – Siégel di Parigi. Nel 1968, all’età di 24 anni fonda la sua prima scuola di danza a Dakar. Tra il 1977 e il 1982 è direttrice artistica del Mudra Afrique (Dakar), scuola istituita da Maurice Béjart e dal presidente e poeta senegalese Léopold Sédar Senghor. Il suo contributo alla formazione nella danza e nella coreografia dei giovani dell’Africa occidentale e l’ampia diffusione del suo lavoro nel Paese d’origine e nel mondo hanno fatto di lei una delle voci autonome che più hanno inciso sullo sviluppo dell’arte della danza. È Chevalier de l’Ordre du Merite, Officier et Commandeur de l’ordre des Arts et Lettres, Chevalier et Officier de l’Ordre de la Légion d’Honneur della Repubblica Francese. Inoltre, è Chevalier de l’Ordre National du Lion e Officier et Commandeur des Arts et Lettres della Repubblica del Senegal. Nel 1999 riceve il “Pioneer Woman” dal Ministero senegalese della famiglia e della solidarietà nazionale. Nel 2019 riceve l’ECOWAS (Economic Community of West African States) Excellence Award, categoria delle Arti e delle Lettere. Nel 2021 riceve il Leone d’Oro alla “Carriera” alla Biennale di Venezia. Nel 2023, riceve prima il premio Joan Myers Brown “Keeper of the Flame” Legacy Award dall’International Association of Blacks in Dance, e in seguito le viene conferito il Grand Prix de l’Académie des Beaux Arts nella categoria Coreografia.
Nella foto di apertura Benito Nonino
(Premio Nonino, assegnati i riconoscimenti Duemilaventicinque – Barchemagazine.com – Gennaio 2025)












