Bluh Furore – Teatro d’amore

A picco sul fiordo più bello d’Italia c’è Bluh Furore, il ristorante di Enrico Bartolini guidato dallo chef Vincenzo Russo

by Emanuela Ferro – photo by Paolo Picciotto

Nascosto tra le rocce della Costiera Amalfitana, c’è il fiordo di Furore, alcova di Anna Magnani e Roberto Rossellini durante la loro breve, quanto intensa, storia d’amore, e c’è il celebre ponte, a lungo teatro dei tuffi dalle grandi altezze. Da quaggiù il nuovo Furore Grand Hotel, oltre mille scalini più in alto, è un assolato miraggio, un’infinita gradinata di giardini terrazzati, avamposto di una struttura in gran parte nascosta nella collina.

Dalla balaustra piedi nell’acqua della piscina che fa da sfondo al ristorante Acquarasa, dalla veranda del ristorante fine dining Bluh, dal giardino rigoglioso che nasconde l’ingresso della grotta-cantina, dall’orto e da ogni terrazzo, affaccio, bovindo, si vede e respira il Mediterraneo, con una palette di gradazioni di blu mare-cielo impossibili da descrivere.

Il Bluh Furore, diretto dallo chef Vincenzo Russo, brilla nell’allestimento total white che valorizza la bellezza dei piatti.

La regia della proposta gastronomica è affidata a un nume della cucina nazionale, il recordman di stelle Michelin Enrico Bartolini (e una è già arrivata a Furore nel 2024), e qui sono tornati, dopo molti anni al Nord, alla scuola sapiente del loro conterraneo Antonino Cannavacciuolo, il resident chef Vincenzo Russo e la sommelier Giovanna Ragno, anche compagni di vita, rafforzando la squadra con il pasticciere cagliaritano Paolo Ecca. Una squadra giovane e affiatata, capace di giocare su molti fronti. Si inizia la giornata con golose colazioni, in cui destreggiarsi tra “tazzulelle” di caffè preparato con la “cuccumella” napoletana, yogurt e formaggi dei vicinissimi Monti Lattari, marmellate casalinghe e irresistibili lievitati.

Tutti i piatti dei menu hanno un carattere di scelta stimolante. Estrema attenzione è riservata alle diete speciali, con proposte vegane, gluten e lattosio free.

Il ristorante all day Acquarasa, propone una carta variegata, immaginata per incontrare ogni genere di gusti e necessità. Il menu più invitante è certamente quello che gioca con il ritorno ai sapori di “È casa”: dal “Peperone Mbuttunat” alla scarola ripiena e la provola arrosto, “per aprire lo stomaco” come diceva mamma, per infilarsi poi in una girandola di primi che nemmeno a Casa Cupiello, tra Sciammaro, Scarpariello e Genovese. E poiché “dopo il ragù ci vuole una polpetta”, eccole le polpette della nonna e le sarde ammulicate; si chiude con torta caprese e delizia al limone
(o il babà per gli indomiti).

La sommelier Giovanna Ragno suggerisce i suoi vini da una location resa magica dalla luce iridescente del crepuscolo, tra uno sguardo ai faraglioni di Capri e al profilo del Capo di Conca.

Quattro i menu, in equilibrio tra capacità di osare e rispetto per i frutti più felici del proprio territorio: il vegetariano “Respiro della terra”, lo struggente “Ombre e Orme”, l’appassionato “Amore e Furore”, il poetico “Filo Bluh”. Se tra le emozioni ricreate in “Amore e Furore”, l’orata con carote e tagete appoggiata su uno scenografico cuscino di ghiaccio rappresenta il Desiderio, gli ingredienti della Passione sono riso, pomodoro verde, seppia e limone candito. Il menu “Filo Bluh” è invece un omaggio devoto alla Costiera: dal Festival di Pomodoro e Totani alla pasta maritata di mare Veli di Mare e alla chiusura con Si alza il Vento, dessert che racchiude sapori e profumi di limone, violetta e mandorle in diverse consistenze.

(Bluh Furore – Teatro d’amore – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Agosto 2025)