Etra, oppure arte?

Alla guida di Etra c’è lo chef ligure Davide Cannavino, famoso per un’impronta creativa fuori dagli schemi. Il suo compito è quello di affascinare l’ospite con creazioni in cui le materie prime assumono forme nuove a volte dirompenti

by Emanuela Ferro – photo by Paolo Picciotto

Come si passa dagli scavi paleontologici al fine dining? Bisogna chiederlo alla coppia di imprenditori Alessandro Ferrada e Iacopo Briano. Già curatori della sezione naturalistica per le case d’aste Giguello a Parigi e Cambi a Genova, creatori di una wunderkammer a Bruxelles e poi della Galleria Stupendo a Genova, commerciano in minerali, conchiglie, fossili fino alla grandiosa asta del triceratopo Big John battuto per 6,6 milioni di dollari.

Nel 2003 la galleria genovese si trasforma con l’entrata in scena di un nuovo attore, lo chef Davide Cannavino, protagonista di rilievo della scena culinaria genovese. Dall’incontro dei tre nasce Etra, che nasconde fin dal nome una nuova esperienza tra arte e cucina. Un ristorante gastronomico che è anche contenitore di opere artistiche, che si rinnovano ciclicamente: una nuova “camera delle meraviglie”, dove la cucina compare come elemento artistico. La mostra attualmente in essere Estate contemporanea presenta un collettivo di artisti nazionali e internazionali: Sergio Ragalzi, Damien Hirst, Daniel Spoerri, Terry Atkinson, Endless; con un’attenzione particolare agli emergenti sulla scena genovese come Nicola Villa e Leonard Sherifi. Un mix di artisti noti e altri che lo diventeranno.

Cannavino propone una cucina nella quale tecniche innovative ed elaborazione degli ingredienti sono fedeli alla ricerca di un gusto autentico.

Il concetto di Etra come esperienza di fruizione artistica riflette un approccio innovativo alla cucina e all’esperienza enogastronomica. L’interessante combinazione di influssi artistici sottolinea l’importanza del contesto e dell’ispirazione nel processo creativo in cucina.

Alessandro Ferrada e Iacopo Briano hanno voluto un ristorante fine dining che fosse allo stesso tempo un raccoglitore di importanti opere artistiche; una sorta di Wunderkammer contemporanea dove la cucina spicca come elemento artistico.

Con Etra si vuole superare l’idea di uno chef che cucina all’interno di una galleria d’arte o di un ristorante con opere d’arte esposte alle pareti. E lo chef, noto per la sua capacità di ragionare fuori dagli schemi, qui ha trovato uno spazio dove sviluppare il suo processo creativo, senza dover necessariamente seguire mode e tendenze. Sorprendenti i suoi piatti e le loro presentazioni, come la vegetariana tartare di carota affumicata, yuzu, salsa marmorizzata, i finti gnocchi di calamari, piselli e il loro infuso, il risotto acciughe, lamponi, genziana e i dessert Rosa, anguria, Campari e Mela verde, limone, basilico. In sala, la moglie dello chef, Chiara Campora, figura di spicco di Donne del Vino di Liguria, vi accompagnerà nella scelta del vino o vi preparerà personalmente un cocktail.

(Etra, oppure arte? – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Settembre 2025)