Il suo Amarone è letteralmente nel palato del gotha internazionale. Ne possiedono una bottiglia Jeff Bezos e Re Carlo d’Inghilterra. In passato lo ha degustato, apprezzandolo, perfino Sua Santità Papa Francesco. Il rosso dei rossi stravince. Ma non è in vendita, o meglio…
by Chiara Risolo
Inarrestabile Aneri. Il patron dell’omonima cantina veneta è un vulcano sempre attivo. Classe 1948, ha un’energia da far impallidire una legione di baldi ventenni. Non c’è crisi che gli tolga il sorriso. Benché prudente e accorto, non si lascia nemmeno intimorire dal “daziometro” impazzito made in Donald Trump.
Elegantissimo, nei suoi abiti rigorosamente sartoriali, da sempre gira il mondo in lungo e in largo, Stati Uniti compresi. Supportato da una famiglia numerosa e coesa che lavora con lui, stringe mani e conclude affari a ogni latitudine, centrando obiettivi che spesso, e volentieri, gli valgono titoli di giornale.
Oltre al famoso Amarone Stella, Giancarlo Aneri produce anche dell’ottimo Prosecco. Per la precisione, 600 mila bottiglie che spaziano dal Millesimato Lucrezia al biologico N. 7 dedicato al nipotino Leone.
Non c’è Capo di Stato o personaggio del jet set internazionale che non abbia almeno una volta nella vita pasteggiato con il suo pregiato Amarone. Anche se, nella lista dei nomi “pesanti” ce n’è uno che svetta davvero su tutti, quello di Papa Francesco. Sua Santità, infatti, nel 2023 ha ricevuto in dono proprio una Magnum di Amarone. E non vi è alcun dubbio: deve aver apprezzato molto questo omaggio, visto che lo scorso aprile (qualche giorno prima della sua scomparsa, che ha scosso il mondo) che cosa ha regalato a Re Carlo d’Inghilterra e alla Regina Camilla in visita a Roma per festeggiare i loro primi vent’anni di nozze? Una Magnum di Amarone Aneri, annata 2005. Touché.
Mille e 200 metri quadrati disposti su tre piani all’interno di una magnifica villa a San Pietro in Cariano, nel cuore della zona di produzione dell’Amarone Classico. È qui che nel 2022 Giancarlo Aneri ha inaugurato la nuova cantina.
Giancarlo parla di miracolo, mentre chi lo conosce bene sa quanto quest’uomo sia caparbio e geniale. Bene, se a questo punto a qualcuno fosse venuta la voglia improvvisa di provare l’Amarone Nazionale, sappia che monsieur Aneri di recente lo ha tolto dal mercato tradizionale: “Decido io a chi darlo”, tuona. Questa affermazione, in realtà, non ha nulla di spocchioso poiché la motivazione a monte è nobile: “Oltre a preservare l’esclusività del prodotto, la vendita diretta con il privato mi consente di raccontarlo come merita di essere raccontato un grande vino. Mi permette di stabilire una relazione sincera con chi è davvero in grado di comprendere la bellezza e la forza di questo nettare, una relazione che va ben oltre il mero guadagno”, puntualizza.
Quindi tutti avvertiti: per avere una bottiglia – o più d’una per carità, bisogna alzare il telefono e parlare direttamente con il quartier generale di San Pietro in Cariano, nel Veronese. Però, anche in questo caso c’è un però. La produzione si attesta intorno alle 18 mila bottiglie, di cui soltanto 500 sono in formato Magnum, e, come se non bastasse, se l’annata non convince non viene nemmeno imbottigliato (non esistono la 2014 e la 2016, ndr). Quindi? “Quindi ho già una discreta lista d’attesa, ma piano piano accontenterò gli estimatori, nessuno escluso”. Non ha dovuto attendere, invece, Jeff Mr Bezos. A Venezia per le sue faraoniche e chiacchieratissime nozze con Lauren Sánchez, ha ricevuto direttamente dalle mani del sindaco della città, Luigi Brugnaro, una Magnum come simbolo di buon auspicio per un matrimonio felice e duraturo. Già, perché si sa, l’Amarone ha una longevità straordinaria. Staremo a vedere…
(Aneri, nulla è impossibile – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Ottobre 2025)











