Harbours – I porti e i giovani

Non abbiamo numeri e statistiche attendibili, ma siamo pervasi dall’idea che l’età media della gente che va per mare si stia abbassando sensibilmente

by Paolo Viola*

Abbiamo tutti il ricordo dell’epoca in cui manovrare una barca di una certa dimensione, a motore o a vela, era appannaggio quasi esclusivo di uomini adulti, anche di età abbastanza avanzata. Ora, fortunatamente, non solo cominciano ad emergere le donne skipper, ma appena i ragazzi prendono la patente nautica – e tendono a farlo non appena l’età glielo consente – vogliono subito mettersi al timone e togliere lo scettro al capofamiglia. Aiutati dalla tecnologia di bordo, che maneggiano molto meglio dei loro genitori, e dalle più sviluppate capacità atletiche – specialmente se si tratta di barche a vela – i ragazzi sono sempre più protagonisti del mondo del diporto nautico: quando non hanno una barca di famiglia si appoggiano ai charter e fanno le vacanze-crociera in gruppi di amici spesso senza aver bisogno di skipper terzi.

Partendo da queste considerazioni ho voluto sentire un giovane studente universitario – un ventiquattrenne dotato di patente nautica, con un proprio equipaggio quasi stabile, avvezzo a condurre sia la barca del padre, sia barche affittate con amici nei mari più attraenti – per chiedergli cosa si aspetta da un marina, come lo sceglie, come lo usa. 

«LA PERCENTUALE DI GIOVANI CHE APPROCCIANO IL MONDO DELLA NAVIGAZIONE È IN AUMENTO. SI TRATTA DI UN FENOMENO DOVUTO PROBABILMENTE ALLO SVILUPPO DEI SOCIAL MEDIA CHE LI PORTANO A SCOPRIRE E AD AVVICINARE SEMPRE PIÙ L’AMBITO MARINARESCO». GABRIELE ORLANDI

Ed ecco le considerazioni di Gabriele Orlandi, milanese, laurea triennale in ingegneria al Politecnico di Milano, barca di famiglia (un 25 piedi) ormeggiata stabilmente a Porto Azzurro. “È vero, la percentuale di giovani che approcciano il mondo della navigazione è in aumento e sempre più ragazzi si interessano alla nautica sia come vacanza estiva di qualche giorno, sia per avventure più lunghe, su barche in affitto o di proprietà della famiglia. Fenomeno probabilmente dovuto allo sviluppo dei mezzi di informazione e dei social che portano i giovani a scoprire e ad avvicinare sempre più l’ambito marinaresco. Negli ultimi decenni c’è stato un incremento sostanziale nel numero di scuole veliche o nautiche che offrono corsi per i più giovani, anche in età infantile, e questo ha permesso che non solo i giovani ne venissero a conoscenza ma che imparassero come funziona il mondo della nautica”.

Ma come vi procurate, o dove trovate, le imbarcazioni per le vostre gite o vacanze? Un altro fattore che ha attivato questo cambiamento è sicuramente l’aumento delle compagnie di charter che permettono anche ai giovani di noleggiare o affittare imbarcazioni per periodi brevi. Durante il periodo estivo, quando si noleggia un’imbarcazione, si chiama un gruppo di amici per fare un’esperienza di vita in comune e chi non è mai stato in barca può scoprire il fascino di quel mondo; è così che si crea una reazione a catena che porta sempre più giovani ad avvicinarsi al diporto nautico.

I ragazzi sono sempre più protagonisti del mondo del diporto nautico grazie alla tecnologia di bordo, che maneggiano molto meglio dei loro genitori, e dalle più sviluppate capacità atletiche, specialmente se si tratta di barche a vela.

Prendete le barche con o senza skipper? Preferite navigare con uno skipper professionista o con uno skipper scelto fra voi?
Il charter è tuttavia possibile solo se almeno una persona all’interno del gruppo ha la patente nautica il che non è sempre vero; in tal caso ci vengono in aiuto gli skipper che mettono a disposizione la loro esperienza e ci danno i primi rudimenti. Grazie al charter il mondo della nautica è praticabile sia dai più esperti, sia a chi non è mai stato neanche su un molo.

E vi piace navigare anche d’inverno, ci sono molte barche in giro nei mesi freddi? È più complicato e più raro perché, a causa delle probabili avversità meteorologiche, solo i più esperti e impavidi si mettono al timone, sicuramente non i neofiti. Di conseguenza in inverno navigano principalmente coloro che hanno una barca di proprietà o un amico che gliela presta.

I servizi che richiamano socialità sono sempre ben accolti dai ragazzi che, ad un porticciolo sperduto nel nulla, preferiranno sempre un porto cittadino o il borgo marinaro dove può capitare di incontrare e conoscere gente diversa.

Come scegliete il porto da cui imbarcarvi o al quale fare riferimento per la vacanza in mare? Avete preferenze chiare ed esplicite, o vi affidate piuttosto al caso? In realtà tutto dipende dal servizio di charter al quale ci si rivolge, o perché ne abbiamo conoscenza diretta o perché ci viene consigliato dal tam-tam degli amici. E poi i giovani, per quanto appassionati, sono evidentemente meno esperti dei loro “vecchi” e ciò implica che quando un ragazzo sceglie un porto, la prima cosa che cerca è la possibilità di manovrare in sicurezza, di sapere che non avrà problemi nel caso di errori. Molti porti si stanno adeguando per garantire la massima sicurezza anche a chi non è esperto nelle manovre più complesse. Un’altra discriminante, nella scelta di un porto da parte degli equipaggi della mia generazione e non solo, è data sicuramente dalla qualità dei servizi offerti, non solo dal porto ma anche dall’area limitrofa. Per quanto sia attraente la navigazione, una volta arrivati a terra è confortevole andare a visitare il luogo e ritrovare quei servizi che possono intrattenere i ragazzi e offrire situazioni di socialità che spesso mancano dopo qualche giorno di navigazione, situazioni anche diverse da quelle tipiche offerte nei marina. Banalmente, anche per una questione economica, alla cena in un ristorante tendiamo a preferire una cena in barca e poi l’uscita in qualche locale sul lungomare. Tutti quei servizi che richiamano socialità sono sempre ben accolti dai ragazzi che ad un porticciolo sperduto nel nulla preferiranno sempre un porto cittadino o il borgo marinaro dove può capitare di incontrare e conoscere gente diversa. Per questo motivo la scelta del porto in cui sostare ricadrà principalmente nelle località animate e nelle cittadine vivaci piuttosto che nei servizi specifici presenti nel porto.

MOLTI PORTI SI STANNO ADEGUANDO PER GARANTIRE
LA MASSIMA SICUREZZA ANCHE A CHI NON È ESPERTO
NELLE MANOVRE PIÙ COMPLESSE.

Altro tema importante credo siano gli aspetti economici, che immagino dominino, almeno in parte, le scelte dei giovani nel programmare una crociera o una vacanza in barca. Me ne vuoi parlare? Un fattore che influenza molto la decisione del porto in cui sostare è sicuramente l’aspetto economico. I giovani per ovvie ragioni non hanno quasi mai un’indipendenza economica o una quantità di soldi che permette loro di non curarsi del prezzo della sosta in porto, quindi ad un porto con più servizi ma più costoso si predilige un porto più economico dove quei servizi mancanti si ritrovano in paese. Ciò implica che i giovani tendano a sfruttare i porti meno frequentemente e magari a passare una notte in più in rada usando i porti solo per necessità (emergenze, rifornimento, cambusa, etc.). Non solo l’aspetto economico porta a questa scelta ma anche il fatto che la tecnologia e l’ammodernamento sono sempre più fattori di stress. Quindi si tende a ricercare posti tranquilli, lontani da tutto e da tutti, dove “staccare la spina” per un breve periodo e sicuramente una notte in rada fornisce questo comfort; è incomparabile la pace che si prova a risvegliarsi in mezzo ad una baia con solo acqua che ti circonda.

Sembra di capire, da quanto ci ha raccontato Gabriele, che sia in crescita il numero di ragazzi che amano navigare, e questa non può che essere una gran bella notizia. Andar per mare insegna molte cose e forma in profondità i ragazzi e le ragazze. Insegna loro a “fare squadra”, cosa che servirà molto nella vita di lavoro; ad essere solidali nei momenti di difficoltà e di pericolo; ad unire e contemperare ardimento e prudenza; a gestire la convivenza al di fuori della vita di famiglia. È una grande scuola di vita e non possiamo che essere felici di sapere che tanti di loro vi si cimentino, ne apprendano l’arte, vi si appassionino.

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l.

(Harbours – I porti e i giovani – Barchemagazine.com – Febbraio 2024)