La tassazione dei posti barca

Il regime di tassazione della locazione dei posti barca è un tema rilevante nell’attività dei gestori delle marine e dei porti turistici

by Berardo Lanci*

Il mese di agosto rappresenta certamente il periodo di maggiore utilizzo delle barche da parte dei diportisti che si spostano tra diverse località marittime. In tale contesto, una delle questioni che spesso si pone sia ai diportisti sia ai gestori di porti e marine è quello del regime di tassazione della locazione dei posti barca.

Con il presente intervento vogliamo delineare il relativo quadro di riferimento, precisando in via preliminare che per diportista si intende la persona fisica che usa la barca per scopi ricreativi propri, della propria famiglia e dei propri ospiti e, quindi, al di fuori dei regimi di impresa, arte o professione.

Quanto costa la tassa di stazionamento? (h2)

La tassa di stazionamento è un’imposta che i proprietari di imbarcazioni devono pagare per ormeggiare la propria barca nei porti o nelle marine italiane. Questa tassa si applica alle imbarcazioni da diporto di lunghezza superiore ai 14 metri ed è stata introdotta per regolamentare l’occupazione degli spazi marittimi da parte delle barche, con l’obiettivo di garantire una gestione più sostenibile degli ormeggi. Il costo della tassa di stazionamento varia a seconda di diversi fattori, tra cui la lunghezza dell’imbarcazione, il periodo di permanenza e il porto in cui si sceglie di ormeggiare.

Generalmente, la tassa si calcola su base giornaliera o mensile, con importi che possono partire da alcune decine di euro al giorno per barche di dimensioni minori fino ad arrivare a cifre considerevolmente più alte per yacht di grandi dimensioni. Ad esempio, per una barca di circa 20 metri, la tassa giornaliera può superare i 100 euro, mentre per uno yacht di oltre 30 metri si può arrivare a pagare diverse centinaia di euro al giorno.

È importante notare che la tassa di stazionamento può variare significativamente da un porto all’altro, e spesso le marine di lusso o in località turistiche rinomate applicano tariffe più elevate rispetto ai porti meno frequentati o più piccoli.

Tassazione imbarcazioni: l’IVA sulla locazione dei posti barca

Un ampio dibattito si è avuto in passato circa l’assoggettabilità ad IVA della locazione dei posti barca in ragione della possibile applicazione del regime di esenzione ovvero dell’imposta con aliquota ordinaria, attualmente pari al 22%, o ridotta, pari al 10%.

Tali contrasti sono stati definitivamente risolti dalla Corte di Giustizia Europea la quale nel 2005 ha precisato che la locazione dei posti barca deve essere equiparata alla locazione delle aree destinate al parcheggio di autoveicoli.

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla tassazione

Tale principio è stato poi confermato e fatto proprio dalla stessa Agenzia delle Entrate, che ha conseguentemente chiarito che la locazione di posti barca sia assoggettabile ad IVA con l’aliquota ordinaria del 22%. 

Sebbene non manchino – seppure raramente – pronunce del giudice tributario italiano non pienamente in linea con il ricordato principio, deve tuttavia dirsi che quella sopra riportata rappresenta la posizione a cui aderiscono gli operatori del settore, principalmente in ragione del ricordato chiarimento espresso dall’Agenzia delle Entrate.

Tassazione barche a vela: locazione privata e imposta di registro

Peraltro, è importante anche ricordare che il diportista può trovarsi nella diversa situazione in cui il posto barca venga concesso in locazione da una persona fisica privata (non soggetto IVA) invece che dal gestore del porto o della marina o da altro soggetto che opera nell’esercizio della propria attività di impresa.

In questa ipotesi, il contratto di locazione del posto barca dovrà essere assoggettato all’imposta di registro proporzionale del 2%, essendo il locatore privo del requisito soggettivo per l’applicazione dell’IVA.

Contratti di ormeggio e tassazione imbarcazioni

Diverso dalla ipotesi di locazione del posto barca è poi il contratto di ormeggio, mediante il quale, alla concessione in uso del posto barca è affiancata una serie di servizi quali, per esempio, la custodia dell’imbarcazione, l’allaccio alle prese di acqua ed energia elettrica, la disponibilità di un pilota che possa coadiuvare nelle manovre di attracco, l’uso delle docce e di spazi pubblici.

Tutti questi servizi sono assoggettabili all’IVA con aliquota ordinaria del 22%, anche perché nella maggior parte dei casi rappresentano servizi accessori alla prestazione principale, data – appunto – dalla locazione.

Quando il posto barca viene concesso in locazione da una persona fisica privata il contratto di locazione dovrà essere assoggettato all’imposta di registro proporzionale del 2%, essendo il locatore privo del requisito soggettivo per l’applicazione dell’IVA.

Servizi dei marina resort e tassazione barche

Il quadro qui rappresentato va infine completato con la citazione del particolare caso in cui siano i marina resort a prestare nei confronti del diportista i menzionati servizi ove siano finalizzati alla sosta ed al pernottamento all’interno delle unità da diporto ivi ormeggiate. 

La specificità di questa fattispecie sta nel fatto che i marina resort sono equiparati alle strutture ricettive all’aria aperta e pertanto i relativi servizi resi nei confronti dei diportisti, ivi inclusa la locazione del posto barca, sono assoggettati ad IVA con aliquota agevolata del 10%. 

Qualora invece la prestazione dagli stessi fornita si limiti alla sola locazione del posto barca, senza la fruizione degli ulteriori servizi, resta applicabile l’aliquota ordinaria del 22%.

 

Nota
(1) A tal fine sono considerate marina resort le strutture che soddisfino i requisiti di cui all’art. 32, comma 1, del D.L. n. 133 del 2014 ed al D.M. 6 luglio 2016 oltre che i requisiti previsti dalla normativa regionale di settore.

(La tassazione dei posti barca – Barchemagazine.com – Agosto 2022)