Due persone che si abbracciano in barca sono il simbolo della felicità. Condizione umana che abbiamo il dovere di promuovere in ogni occasione
by Francesco Michienzi
Parlare di felicità in un momento storico così complesso può apparire distonico. Se cedessimo alla tentazione di credere che non ci sono speranze per un mondo migliore, faremmo un torto alla nostra intelligenza e commetteremmo un grave errore. Ognuno nel suo ambito può lavorare per regalare un pezzetto di felicità agli altri. Noi che parliamo di barche, di piaceri e di passioni abbiamo il dovere di continuare a promuovere un pensiero positivo per i lettori che cercano nella nostra rivista uno spazio immune dalle brutture dell’umanità. Noi ci domandiamo spesso come fare per restituire vitalità a una vita che sembra avvolta da una nebbia grigia. Come uscire da una noia esistenziale che è spesso anticamera della depressione. La saggezza di tutti i tempi ha una sola risposta: cambiando direzione al nostro sguardo. Bisogna ribaltare il punto di vista.
Questo mese abbiamo scelto per l’immagine della copertina due persone che si abbracciano sulla plancetta di poppa di uno yacht. È il simbolo di felicità che vede la barca come strumento di relazione positiva con le altre persone. Sono persone vere, non avatar prodotte dall’intelligenza artificiale. Il bello della barca è proprio questo: poter vivere con le persone che si amano i momenti migliori. Quelli più colorati, con tanto sole, cielo e mare. La cosa strana di chi comunica in questo mondo è che, molte volte, subisce l’influenza di creativi depressi che immaginano atmosfere rarefatte, prive di colore, in netto contrasto con la realtà. Non comprendo bene perché la bellezza, il lusso e la raffinatezza devono abbinarsi all’assenza di colore e di gioia di vivere. Mi è capitato di partecipare alla sfilata di moda di uno dei più famosi stilisti italiani in occasione di un evento nautico. Tutti i modelli e le modelle erano praticamente anoressici, il volto emaciato con lo sguardo triste o assente. I corpi sfilavano con un movimento quasi meccanico per rappresentare l’angoscia che li circonda. Probabilmente gli stilisti, che sono creativi a loro volta, sentono il bisogno di segnalare la decadenza della società. Personalmente penso che occorra prendere coscienza che proprio lì, in quel piattume, in quella monotonia, è nascosto un passaggio segreto verso la possibilità di sorprendersi, una capacità di rinnovamento e rinascita che spesso ci dimentichiamo di avere.
QUELLA DEL MARINAIO CHE BACIA UN’INFERMIERA, IL 14 AGOSTO 1945, È FORSE L’IMMAGINE SIMBOLO DELL’AMORE E DELLA FELICITÀ. FU SCATTATA DAL FOTOGRAFO ALFRED EISENSTAEDT DURANTE LE MANIFESTAZIONI SPONTANEE DI GIOIA PER LA FINE DELLA GUERRA NEW YORK.
Non è necessario addentrarsi nell’oscurità dell’anima per germinare un afflato gioioso. Per questa ragione il mondo a colori è quello che più ci piace. Vogliamo essere promotori di felicità. Vogliamo stare lontani dalle ipocrisie, dai soprusi e dai modi arroganti. Vorremmo un mondo di persone educate e gentili. Mi ha colpito il commento del giornalista, in occasione della finale di coppa Davis di tennis, parlando di Jannik Sinner. È una persona educata. Siamo così abituati alla maleducazione che ci sembra strano che un grande campione possa essere una persona educata. Nel passato la felicità veniva dissociata dalla fortuna e legata alla virtù, fondata sulla capacità dell’individuo di affermare la sua aspirazione al bene, ritenendo che gli uomini potessero sottrarsi all’imprevedibilità della sorte. Nel caso di Sinner felicità, virtù e talento vanno per la stessa strada. Così dovrebbe essere per tutti.
photo by Alberto Cocchi.
Se non lo avete letto, vi consiglio Tre uomini in barca di Jerome Klapka Jerome, edito da Mondadori. Un divertente resoconto di una gita in barca, protagonisti l’autore, il cane Montmorency, e i due suoi amici, George e Harris, che risaliranno il Tamigi a forza di remi. Come obiettivo hanno di trascorrere una rilassante settimana lungo le verdi sponde, per rigenerare i loro cervelli sovraccarichi. I tre personaggi dovranno lottare contro ogni genere d’imprevisto, e contro loro stessi, per coronare l’impresa.
LA BARCA, IL MARE, LA LUCE, I COLORI, IL SOLE E LA NATURA INCONTAMINATA POSSONO ESSERE GLI INGREDIENTI PERFETTI PER TROVARE LA FELICITÀ.
photo by Alberto Cocchi.
Acqua e barca sono la combinazione perfetta per una vacanza ritemprante. Si stacca la spina e si rompono le consuetudini della vita normale. In una barca la quotidianità viene stravolta, ci si spoglia delle maschere che portiamo tutti i giorni e si vive a contatto con la natura. Secondo molti studi scientifici le persone sono generalmente più serene quando si trovano all’aperto e sono anche più felici quando si trovano vicino a un bacino di acqua, dolce o salata che sia. Gli uomini non attingono la felicità tramite la riflessione, non sanno di essere felici, si sentono felici senza interrogarsi sulle ragioni per cui lo sono. La felicità è per gli uomini un bene deperibile e, spesso, è un’occasione per non lasciarsi sfuggire quello che la vita offre. La vita insegna che la felicità incondizionata è un dono che l’uomo può ricevere e non un bene di cui disporre.
(Un mondo a colori – Barchemagazine.com – Gennaio 2024)












