Sono moltissime e fantastiche le proposte progettuali di superyacht presentate nell’ultimo periodo. L’auspicio è che trovino armatori illuminati disposti a farle costruire
by Francesco Michienzi
Durante il Monaco Yacht Show sono stati presentati numerosi progetti di superyacht. Alcuni veramente strepitosi, frutto di un attento lavoro di ricerca e di analisi, figli di una profonda cultura progettuale, industriale e nautica del loro autore. Altri progetti erano chiaramente il risultato di una ricerca di complessità totalmente inutile e disgiunta dalla possibilità di controllo nella loro realizzazione, con il risultato di avere troppi punti deboli, sia stilistici, sia tecnici. Ripensando al numero elevato di proposte di tutti i tipi, ho fatto un parallelo con i superyacht realmente presenti, registrando una certa discrasia con l’originalità e la vitalità delle navi da diporto ancora sulla carta.
LA MAGGIOR PARTE DEGLI ARMATORI DI SUPERYACHT, CON LE DOVUTE ECCEZIONI, HA UN ATTEGGIAMENTO CONSERVATIVO NELLO SCEGLIERE LE PROPOSTE PROGETTUALI DI ARCHITETTI E DESIGN NAUTICI.
Soprattutto per quanto riguarda il decor degli interni ho letto una complessiva perdita di identità; i prodotti non sono più riconoscibili. La moda imperante del color nocciolino, in tutte le sue varianti, si è imposta in modo soffocante. Merito dei progettisti o degli armatori che vogliono barche realizzate secondo uno stile che non lascia più spazio al dinamismo e alla vivacità degli ambienti? Lo yacht come la casa. Mi rendo conto che una barca sopra le righe difficilmente è rivendibile nel mercato dell’usato.
Sono pochi coloro che hanno il coraggio di andare oltre il gusto comune, raffinato, prezioso, opulento quanto volete, ma privo di identità. Naturalmente ci sono pregevoli eccezioni, molto spesso grazie alla visione delle armatrici più portate a rendere gli ambienti più gioiosi e colorati. Ho visitato un superyacht di 70 metri nel quale l’armatrice aveva dato la sua impronta con meravigliosi pezzi di artisti contemporanei che proiettavano gli ospiti in una dimensione onirica molto suggestiva.
Ci sono anche gli armatori che vivono la barca come mero contenitore di giochi, dalla roulette alla virtual F1, dalla palestra superattrezzata al karaoke. Ogni divertimento è lecito, ma vivere il mare e il rapporto con la dimensione naturale è un’altra storia. Come quella dell’armatrice di un superyacht che ha un solo televisore a bordo nel salone principale, nessun video gioco e passatempo elettronico nelle cabine ospiti e non è consentito l’uso dei cellulari ai suoi figli. A bordo ci sono libri di tutti i tipi e per tutti i gusti. Per lei lo yacht è l’occasione per trascorrere tempo di qualità con i suoi famigliari immersi nella bellezza della natura. Nell’ambito del design ci sono infinite possibilità di creare partizioni dello spazio, giocando con le trasparenze, la luce, i colori, i materiali. Alcuni progettisti ci provano, altri ci riescono e altri ancora si limitano a copiare le soluzioni più intelligenti. La questione nodale è quella di definire una strada al di là della dimensione dell’artisticità, nella prospettiva di una nuova apertura nei confronti della realtà tale da dialogare con l’attualità, con l’architettura, con l’industria navale e che, corteggiata dal mercato, crei a sua volta un suo mercato, sempre però implicata nel presente. Penso alle proposte progettuali di Zaha Hadid, veri e propri capolavori, che non hanno incontrato il gusto di armatori coraggiosi disposti a rischiare nel costruire le loro navi da diporto.
LA QUESTIONE NODALE È QUELLA DI DEFINIRE UNA STRADA AL DI LÀ DELLA DIMENSIONE DELL’ARTISTICITÀ̀, FAVORITI DAL VIVERE NELL’EPOCA DELLA FLUIDITÀ DEL TEMPO, DELLO SPAZIO E DEI GENERI.
Viviamo nell’epoca della fluidità del tempo, dello spazio, dei generi. Ma il design nautico viaggia in una dimensione conservativa, con le dovute eccezioni come il Benetti B.Loft, progettato da Giorgio Cassetta, che porta a bordo un feeling residenziale contemporaneo. Indoor e outdoor sono concetti ormai quasi obsoleti, le pareti lasciano il posto a vetrate ariose, le aree living sfociano in spazi e terrazze senza soluzione di continuità, il paesaggio entra nella barca. Le grandi aperture vetrate permettono di godere di una vista che spazia sulla natura infinita che la circonda.
(La discrasia – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Dicembre 2024)












