Nell’industria nautica ci sono molti esempi di risonanza o di mancanza di essa. Ci sono, e ci sono stati, molti personaggi da cui è utile prendere ispirazione
by Francesco Michienzi
La risonanza non è solo quella che ci prescrive il medico, che spesso per averla da una struttura pubblica bisogna aspettare anche un anno, con il rischio che nel frattempo uno muoia. In queste pagine non ci stiamo occupando di questa tipologia. Durante il programma televisivo La fisica dell’amore il conduttore, Vincenzo Schettini, chiede a Giorgio Parisi che cosa è la risonanza. Il premio Nobel per la fisica dichiara che per spiegarne il significato uno dei fenomeni tipici da prendere in considerazione è quello del violino. Se si toglie la cassa, il suono sulle corde è orrendo. La bellezza del suono è prodotta dalla risonanza che si crea tra la cassa e le corde. Aggiunge che, nella vita, è la capacità di entrare in risonanza con le persone e in empatia con loro, avere una passione comune, considerare il prossimo non come qualcuno da combattere, ma come qualcuno da aiutare.
Anche nell’industria nautica ci sono molti esempi di risonanza o di assenza di essa. Prendete i molti premi che si assegnano nel settore. Al Mets di Amsterdam, ad esempio, ho trovato stridulo che alla componentistica italiana, tra le più forti e competitive al mondo, non sia stato dato alcun riconoscimento. Sicuramente mi sbaglio, penso anche di avere un pregiudizio nei confronti della giuria a cui chiedo scusa in anticipo, ma credo che il rallentamento generale del mercato faccia paura a tutti e che sia meglio iniziare a difendere l’immagine delle proprie aziende nazionali. Intendiamoci, non è che un premio possa determinare il successo o meno di un prodotto. Se manca la sostanza, c’è poco da fare. Molte aziende italiane hanno smesso di candidare i loro prodotti perché non credono più all’efficacia dei premi. È più un fatto di gratificazione personale dell’imprenditore.
Per Giorgio Parisi la bellezza del suono è prodotta dalla risonanza che si crea tra la cassa e le corde. Nella vita, è l’empatia con le persone, avere una passione comune, considerare il prossimo non come qualcuno da combattere, ma come qualcuno da aiutare.
Ma non tutti i concorsi sono uguali. Il premio dedicato alla memoria di Giovanni Besenzoni è un grande esempio di risonanza che ha messo in luce il talento di tanti giovani della Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, che con le loro proposte possono tranquillamente competere con i migliori designer dell’arredamento Made in Italy (vedi il prossimo numero di Barche di Febbraio 2025. N.d.r.). Ho trovato inoltre calzante, come esempio, quello degli investitori di Borsa Italiana, che hanno accolto la trimestrale di bilancio molto positiva di un noto brand con un 4 virgola qualcosa per cento in meno sul valore delle azioni in una sola seduta. Mi sono detto: Vuoi vedere che le parole scritte sulla pietra iniziano ad assomigliare a quelle sulla sabbia e che si comincia a non credere più al buon andamento dei conti, nonostante il continuo invio di comunicati stampa su vendite, nuovi dealer e partnership varie… Staremo a vedere, in questi casi il tempo è galantuomo, speriamo solo che non si producano troppi danni per gli investitori.
Con il crollo della Lehman Brothers nel 2008 ha inizio una pesante crisi economica. Ennio Doris, proprietario e fondatore di Banca Mediolanum, decise di rimborsare i clienti che avevano acquistato titoli in perdita prelevando i fondi dai suoi conti privati.
A proposito, non so se avete letto il libro C’è anche domani, dedicato a Ennio Doris, il fondatore di Banca Mediolanum, che il giorno dell’epocale fallimento della banca d’affari newyorchese Lehman Brothers decide di rimborsare, con i suoi beni personali, tutti gli 11.000 clienti che avevano acquistato quelle obbligazioni che non valevano più niente. Un esempio straordinario di risonanza nel quale questo banchiere gentile, dall’infanzia povera e felice a Tombolo, nel padovano, arriva alla fondazione di Banca Mediolanum e ai successi imprenditoriali internazionali grazie al suo talento, all’empatia con le persone e alla voglia di non danneggiare mai nessuno. Nemmeno i suoi avversari o coloro che si erano approfittati della sua generosità.
Ennio Doris – photo by Francesco Michienzi.
Se permettete una nota a margine, ho avuto la fortuna di navigare con lui sulla sua barca a vela e ricorderò per sempre la sua cordialità e la gentilezza di sua moglie che aveva preparato con le sue mani dei biscotti per gli ospiti. Non si trattava di una forzatura, ma di un modo di vivere molto umano. Onestà, etica, generosità, assenza di avidità sono tratti che mi entusiasmano. Mi fanno pensare alla filosofia di Adriano Olivetti, una delle figure più singolari e straordinarie del Novecento. Il suo progetto di riforma sociale in senso comunitario, articolato attorno all’identità tra progresso materiale, efficienza tecnica ed etica della responsabilità, è oggi riconosciuto come uno tra i modelli più attuali e avanzati di sostenibilità a cui tutti dovremmo guardare come massimo esempio di risonanza.
In Candide, ou l’Optimisme Voltaire pare voler opporre due valori, anch’essi tipici della cultura dei philosophes: la tolleranza e la rivalutazione del sapere pratico e del lavoro concreto.
Forse vi ho annoiato a sufficienza, ma mi permetto di incedere oltre proponendovi la lettura del Candide, ou l’Optimisme, scritto da François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire, che con acuta ironia ribalta le teorie ottimistiche di stampo metafisico sulla vita umana. Questo testo, a metà strada tra un racconto filosofico e un romanzo di viaggio e di formazione, vuole appunto criticare, secondo i principi della ragione illuministica, la massima ottimistica per cui tutto è bene. Ma va davvero tutto così bene come vorrebbero farci credere i nostri leader, abusando anche della nostra sensibilità? Secondo il saggio scritto da Rolf Sellin, Le persone sensibili hanno una marcia in più, la predisposizione innata a percepire gli stimoli in modo più differenziato e intenso rispetto alla media è spesso un vantaggio, ma di frequente è vissuta con disagio. Anche perché non sempre questo dono viene apprezzato dagli altri. Molti soffrono per questo loro aspetto caratteriale, sono più vulnerabili, più soggetti allo stress e spesso insicuri. Il saggio è un invito verso l’adozione di un nuovo atteggiamento che permetta loro di contenere gli effetti più negativi dell’ipersensibilità, insegna a smettere di acconsentire a richieste eccessive o di risentire dei troppi stimoli esterni, imparando a porre confini più netti tra sé e il mondo. Permette di valorizzare la propria capacità empatica, senza esserne sopraffatti. Se ci rifacciamo alla fisica dell’amore, nulla ci sarà precluso.
(C’è anche domani – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Gennaio 2025)












