Siamo in una fase nella quale tutto cambia alla velocità della luce. DeepSeek, intelligenza artificiale a basso costo creata da giovani cinesi, ha rimesso in discussione molte certezze su cui si basavano le analisi sugli sviluppi del nostro futuro, compreso quello dell’industria nautica globale
by Francesco Michienzi
Europa, dove sei? Perché siamo schiacciati dalla burocrazia asfissiante di Bruxelles senza reagire? Dovremmo occuparci di politiche industriali sensate e non suicide come quella sul bando dei motori endotermici nel 2035. Tra meno di dieci anni come navigheranno le nostre barche? Il vecchio continente è l’unico tra tutti che si è dotato di una normativa così stringente da offrire pochi margini di manovra.
Lo shipping contribuisce all’inquinamento globale con meno del 3 per cento di tutte le emissioni. Lo yachting rappresenta lo 0,2 per cento dello shipping. In pratica la nautica da diporto contribuisce all’inquinamento globale con lo 0,006 per cento di tutte le emissioni. Praticamente nulla. Certo, non è una buona ragione per non attuare politiche di sostenibilità ambientale. Tuttavia, senza una revisione delle normative attuali non si potranno adottare scelte veramente efficaci che salvaguardino l’ambiente, ma anche l’industria nautica. Pensiamo al pasticcio sul sistema SCR per le imbarcazioni sopra i 24 metri, del quale i nostri politici non hanno capito proprio nulla. Hanno lasciato che il regolamento entrasse in vigore senza battere ciglio. Si tratta di una norma che non produce alcun beneficio ambientale, ma che è molto penalizzante per i cantieri nautici costretti a rinunciare a spazi abitativi, oltre a dover ridisegnare le sale macchine per ospitare i serbatoi supplementari previsti dal sistema, aumentando il peso dell’imbarcazione con relativo aumento dei consumi.
Una classe politica così distante dalla concretezza del nostro quotidiano non è di alcun aiuto. Non ci resta che cercare direttamente le soluzioni ai temi dello sviluppo e dell’evoluzione che ci riguardano. Non come singoli, ma come comunità che ama le barche e tutto quello che serve per costruirle.
Anche le scelte politiche disastrose sulle auto dovrebbero insegnarci qualcosa. Come dovrebbe insegnarci qualcosa la notizia dell’arrivo di DeepSeek, concorrente cinese di ChatGpt che ha seminato il panico a Wall Street, dove il chipmaker americano Nvidia è crollato improvvisamente di quasi il 17% in una sola seduta. Le azioni del produttore Usa di semiconduttori sono state protagoniste di una crescita eccezionale proprio sull’onda dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, le cui applicazioni, come ChatGpt, richiedono enorme potenza computazionale con chip di alta qualità.
Il prodotto della startup cinese DeepSeek, il cui chatbot è diventato l’app gratuita più quotata sull’App Store statunitense di Apple, pare però sia stato sviluppato a una frazione di costo del chatbot di OpenAi e usando chip non di prima fascia, visto che l’esportazione di questi verso la Cina è stata bloccata dagli Stati Uniti. Nvidia ha bruciato circa 589 miliardi di dollari di valore di mercato, ma analisti, imprese e politici Usa cominciano a chiedersi se il primato tecnologico americano sull’Ai non sia messo seriamente a rischio da un prodotto Made in China molto più economico e che non avrebbe bisogno dei processori altamente performanti prodotti negli Stati Uniti d’America. Cosa ci dice tutto questo? Primo, l’Europa non sta giocando questa partita. Secondo, non esiste solo una strada per lo sviluppo tecnologico. Terzo, l’intelligenza naturale di giovani ricercatori ci dà la certezza di essere in grado di trovare le soluzioni giuste ai problemi di domani.
È fondamentale sostenere con più determinazione le ricerche utili a trovare le migliori soluzioni in tema di propulsione, sostenibilità e vera innovazione per le navi e barche da diporto.
Circa tre anni fa scrissi che per affrontare il problema di quale sistema propulsivo usare per la nautica, sarebbe stato utile un patto di collaborazione tra tutti gli attori in gioco. “Quando si parla di condivisione e di futuro, si dovrebbe mettere da parte la legittima competizione commerciale per riempire di contenuto parole che diversamente suonerebbero solo di retorica e propaganda. Io immagino che tutti i principali cantieri nautici italiani stringano degli accordi con le nostre migliori università, mettendo a disposizione tante borse di studio, per avviare delle ricerche utili a trovare le migliori soluzioni in tema di propulsione, sostenibilità e vera innovazione per le navi e barche da diporto. Si dovrebbe fare un accordo quadro con l’intenzione di ottenere risultati concreti. I nostri migliori cantieri nautici stanno già collaborando singolarmente con varie Università italiane, ma si tratta di casi isolati”.
Il risultato sull’intelligenza artificiale dei ricercatori cinesi dimostra che con poche risorse si possono ottenere risultati inimmaginabili. Gli scienziati europei hanno già dimostrato grandi risultati, devono solo essere messi in condizione di lavorare liberamente senza il limite di una soluzione individuata da burocrati senza visione e senza conoscenze tecniche in grado di validare le loro decisioni.
(Europa, dove sei? – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2025)











