Una buona notizia, l’editoriale di Franco Michienzi

Il ritorno del Gruppo Azimut Benetti in Confindustria Nautica è certamente una buona notizia per tutto il nostro settore. Grazie al lavoro comune, potranno essere affrontati con più efficacia i temi più cruciali

by Francesco Michienzi

Ogni giorno siamo sommersi da una quantità crescente di notizie negative che possono creare una visione distorta della realtà, facendoci pensare che il mondo sia un posto peggiore di quanto non sia in realtà. Se pur in misura minore, anche il settore della nautica da diporto ne è colpito. Per fortuna ci sono anche buone notizie che mostrano le molte cose positive che accadono intorno a noi, e ci incoraggiano a guardare oltre le difficoltà. I fatti positivi possono creare emulazione e darci l’entusiasmo e il coraggio di fare la differenza nella nostra vita e nel mondo.

Le persone che condividono gli stessi valori possono lavorare allo stesso obiettivo per il bene comune. Nella foto, Marco Valle, Ceo di Azimut Benetti Group, stringe le mani di Andrea Razeto, vicepresidente di Confindustria Nautica, e di Barbara Amerio, presidente della sezione superyacht dell’associazione.

Il ritorno del Gruppo Azimut Benetti in Confindustria Nautica è un bell’esempio di buona notizia che ci incoraggia a continuare a lavorare per migliorare le cose aiutando a creare un senso di comunità e di unità in un settore notoriamente individualista come quello dell’industria nautica. Ci dimostra che le persone che condividono gli stessi valori possono lavorare per lo stesso obiettivo per il bene comune. Bisogna anche fare un grande applauso al presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, per essere riuscito, prima della conclusione del suo mandato, a riunire tutti i principali marchi dell’industria nautica italiana nell’associazione di categoria.

C’è tanto lavoro da fare per affrontare un mondo in continua evoluzione e poterlo fare insieme risulterebbe certamente più efficace. I competitor nordeuropei dei nostri cantieri fanno quadrato per difendere i loro interessi. È quindi arrivato il momento per un’azione più incisiva su regolamenti, normative, soluzioni tecnologiche e percezione del mercato. Nei fatti siamo i primi al mondo, ma sembriamo sempre il parente povero, anche grazie ai media anglosassoni che perpetrano questa visione. 

Seaquip si propone di diventare il punto di riferimento per la nautica B2B in Europa, mira a creare un ambiente ideale per il networking e l’innovazione tecnologica tra cantieri e fornitori. Grazie a un programma ricco di conferenze e approfondimenti su tecnologie avanzate, l’evento si pone l’obiettivo di offrire opportunità strategiche ai professionisti della nautica.

Siamo primi al mondo tra i costruttori di superyacht e primi anche nella componentistica e nella subfornitura, ma non riusciamo a esprimerlo compiutamente. Un’occasione potrebbe essere fornita da una fiera B2B della componentistica nautica che si terrà a Milano nel 2026 con il progetto Seaquip, Mediterranean Yacht and Marine Equipment Trade Fair. Infatti, quando i produttori di mobili decisero di mettere in secondo piano la fiera di Colonia in favore di quella di Milano, il settore legno arredo iniziò una cavalcata tumultuosa, fino a rendere il Salone del Mobile.Milano la manifestazione del settore più importante al mondo. Milano, epicentro della creatività, capitale dell’arte, della moda e del design, potrebbe essere anche quello della tecnologia e dei servizi a tutti i livelli. Oggi è considerata la città più attrattiva d’Italia tra i grandi centri del nostro paese.

La capacità di Milano nel competere ai livelli alti dei processi di sviluppo sarà sempre più dipendente dalla combinazione tra propensione all’innovazione e attitudine inclusiva. Chi si occupa di sviluppo tecnologico e di innovazione nella nautica dovrebbe considerare Milano come un valore aggiunto per competere a livello internazionale. Mi rendo conto che cambiare il proprio approccio commerciale non è semplice. Spesso la fatica di percorrere strade nuove viene valutata come un rischio, ma essere veri innovatori significa, non solo fare prodotti tecnologicamente all’avanguardia, ma anche essere in grado di usare nuove chiavi per affrontare mercati sempre più complessi e competitivi. La guerra dei dazi si vincerà solo con l’unicità, la qualità e la bellezza dei nostri prodotti, siano essi rappresentati da un superyacht o semplicemente da una bitta.

(Una buona notizia, Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Aprile 2025)