Bernard D’Alessandri, il cuore del Principato

Un anno fa è stato inaugurato il nuovo edificio dello Yacht Club de Monaco. Abbiamo incontrato il segretario generale Bernard D’Alessandri per tracciare un bilancio di questo primo anno di attività

LA SEDE DELLO YACHT CLUB DE MONACO, PROGETTATA DA SIR NORMAN FOSTER, ha avuto eco a livello mondiale. Un passo importante per lo storico Yacht Club del Principato che da “circolo per Yachtsmen” è divenuto uno dei poli principali delle vita di questo Stato.

Signor segretario generale qual è il bilancio dopo una anno di attività?
Direi molto positivo. Con Sir Norman Foster abbiamo fatto un lavoro incredibile perché è cambiato quasi tutto sia in termini di livello generale che aspettative da parte dei soci, la vita interna del club e la vita sportiva. Noi crediamo molto nello sport e questa struttura ci ha permesso di fare nuovi progetti ed affrontare sfide sempre più impegnative. Abbiamo spazi che ci hanno permesso di sviluppare categorie come la J70 che ha dato un grande impulso a tutta la vita del club, divenendo in breve tempo quasi la più importante flotta d’Europa. Sono dinamiche che hanno esaltato le nostre winter series di vela. Ora l’obiettivo è di sviluppare in parallelo attività sociale e sportiva. Abbiamo lavorato molto con la commissione sportiva e abbiamo tanti soci che regatano agonisticamente con successo ad alti livelli nelle principali categorie veliche internazionali. Lo sviluppo dalla storica sede a quella attuale è stato enorme dal punto di vista sportivo e questo ci ha permesso di perseguire subito importanti obiettivi come l’organizzazione del primo campionato Europeo Isaf J70 che si svolgerà in ottobre.

Le situazioni e le sfide più difficili in un “cambio” così importante?
Sviluppare lo staff è stato certamente l’aspetto più impegnativo. Siamo subito stati chiamati a sfide importanti, sia in termini di eventi, che di attività sociale e sportiva, e questo ci ha costretti a guardare decisamente avanti senza nemmeno poter pensare a cosa avevamo lasciato, anche in termini affettivi in tanti anni di vita sull’altro “Quai”. Tutte le cose del vecchio club sono state trasportate qui e piano piano hanno trovato una ubicazione ideale. Niente è andato perduto o buttato.

Come ha reagito la vostra “proprietà”?
Certamente è molto contenta perché svolgiamo anche un ruolo di rappresentanza molto importante per il Principato e questa struttura è sicuramente un simbolo delle sue principali innovazioni. Il governo ha creduto molto in questo building anche per incentivare il ruolo di Monte Carlo nel mondo della nautica e di incrementare anche tutte le attività correlate nel porto, grazie al marina ampliato.

Il ventaglio delle attività è certamente aumentato. Su cosa avete puntato maggiormente e con quali risultati?
Abbiamo cercato di mantenere tutti i progetti precedenti. Come La Belle Classe, le azioni rivolte alla salvaguardia e rispetto dell’ambiente, le attività sportive propedeutiche come Solari 1, la competizione per barche ad esclusiva energia solare. Cerchiamo di seguire anche le nuove tendenze legate ai giovani che poi saranno i nostri “soci” del futuro. La vela per esempio sta vivendo un momento di grande sviluppo tecnologico legato al “foiling” e questo porterà tanti appassionati in più. Dobbiamo sempre stare attenti alle evoluzioni ed al progresso, per poter fornire servizi adeguati ed anche un palcoscenico sempre all’altezza.

Il Cluster, un progetto sul quale il Principato crede molto. Perché?
È un progetto iniziato 5 anni fa come “Monaco Capitale dello Yachting” in quanto solo a Monaco si ha durante l’anno una tale concentrazione di mega-yachts che genera numeri economici ed un indotto non indifferenti. Questo ci ha spinto ad analizzare a fondo questa realtà facendo una profonda riflessione su tutti i suoi aspetti per poter fornire supporti migliori, essere più interessanti e poter far sì che tutte le aziende che ruotano attorno a questi settori trovino qua tutti quello di cui necessitano per sviluppare al meglio il loro business. A Monaco hanno sede importanti cantieri, brokers, assicurazioni, designer, compagnie di charter e tante altre che operano nello yachting che per Monaco rappresentano certamente una voce importante della nostra economia. Molto è stato fatto per incrementare il ruolo di Monaco quale sede ideale per lo yachting mondiale. Per esempio è stato il Cluster a sviluppare le normative per fare charter con bandiera Monegasca. In tutto questo lo Yacht Club ha svolto un ruolo importante nella riflessione, sostegno e sviluppo delle nuove iniziative. Diciamo che siamo stati “propedeutici”.

Personalmente come ha vissuto questo cambio Bernard D’Alessandri?
Con tanta fierezza. Sono molto contento di quanto abbiamo fatto. Lo sforzo è stato enorme, ma il risultato ha certamente superato le aspettative. Io ho fatto il mio lavoro con tanta dedizione ed impegno lavorando su tanti fronti. Per esempio pochi giorni fa siamo stati a Cowes per celebrare il bicentenario del Royal Yacht Squadron, certamente il club più famoso al mondo per storia, tradizione e successo. SAS il Principe Alberto II è venuto con noi e siamo stati ricevuti con tutti gli onori e per noi che siamo un giovane club, fondato solo nel 1953, è un grande motivo di orgoglio.

Dimensioni (esclusi la Société Nautique, il golf e I Giardini pubblici)

  • Spazio interno 5.000m2
  • Terrazze: 4.000m²
  • Lunghezza dell’edificio 204
  • Altezza dell’edificio (dal livello del mare all’ultima terrazza) 22 m
  • Altezza dell’albero 30 m
  • 146 posti auto (5.000m2)

Cifre chiave per lo Yachting a Monaco

  • 1.650 impiegati di cui 1.100 diretti
  • Turnover di 56 milioni di euro (turnover globale 4 miliardi di euro)
  • 120 impianti specializzati nello yachting
  • 100 pernottamenti di media per yacht (i 1.906 yacht registrati danno più di 186.000 notti)
  • Tra gli armatori dei 100 più grandi yacht al mondo, 24 sono Soci dello Yacht Club de Monaco

YCM, ALCUNI DATI STATISTICI

  • Soci 1,600
  • Nazionalità 66
  • Yacht che battono bandiera dello YCM (1/3 a vela e 2/3 a motore) 1,061
  • Armatori di yacht con lunghezza superiore ai 40 m
  • Un quarto dei 100 più grandi yachts al mondo appartengono ai soci dello YCM

Monaco Yacht Show in numeri

  • Espositori 500
  • 105 superyachts in acqua dai 25 ai 90 m
  • 40 scafi presentati come anteprima mondiale ogni anno
  • 46,5 m lunghezza in media delle imbarcazioni
  • Nazionalità

I GEMELLAGGIO DELLO YCM
Come membro alleato dello Yacht Club de France, lo Yacht Club de Monaco è anche gemellato con 13 prestigiosi club e mantiene accordi di reciprocità con circa 40 altri

Yacht club de France (1867) – Paris (France)
Real club nautico de Barcelona (1879) – Barcelona (Spain)
Societe nautique de Geneve (1872) – Geneva (Switzerland)
Yacht club Italiano (1879) – Genoa (Italy)
Yacht club Costa Smeralda (1967) – Porto Cervo (Italy)
Kungl Svenska Segel Sällskapet (Royal Swedish Yacht Club – 1830) – Sweden
Republic of Singapore yacht club (1826)
Yacht club of Greece (1933)
Circolo della vela Sicilia (1933) – Sicily, Italy
IATE CLUBE DO RIO DE JANEIRO (1920) – Brazil
CLUBE NAVAL DE CASCAIS (1938) – Portugal
IATE CLUBE DE SANTOS (1947) – Sao Paulo, Brazil
YACHT CLUB ARGENTINO (1883) – Argentina
YACHT CLUB PUNTA DEL ESTE (1924) – Uruguay
ROYAL CORK YACHT CLUB (1720) – Ireland

(Bernard D’Alessandri, il cuore del Principato – Barchemagazine.com – Settembre 2015)