L’accordo istituisce un quadro stabile di collaborazione per la tutela e la promozione del settore nautico nazionale. La Guardia di Finanza porta in dote il presidio economico-finanziario del mare: contrasto ai traffici illeciti, controlli sulla filiera, protezione del made in Italy e della concorrenza leale. Confindustria Nautica rappresenta cantieri, accessoristi e service che fanno della nautica italiana un marchio riconosciuto nel mondo.
Insieme, le due parti vogliono tradurre questa complementarità in azioni concrete: più legalità per le imprese corrette, più fiducia per gli acquirenti, più attrattività per gli investitori, più sicurezza per i diportisti.
L’intesa prevede:
– attività di informazione e prevenzione, quali lo sviluppo di progetti interdisciplinari, guide di settore e campagne mirate a imprese e consumatori;
– l’organizzazione e la partecipazione a saloni, convegni e workshop per diffondere standard di trasparenza e best practice;
– interventi congiunti in istituti tecnici, ITS e università per promuovere la cultura della legalità e l’orientamento professionale nella blue economy.
“Mettiamo a sistema esperienza operativa e conoscenza della filiera – ha dichiarato il Gen. Arbore –. Dove c’è legalità, crescono innovazione e occupazione”. “Questo protocollo dà alle nostre aziende un interlocutore stabile e competente – ha aggiunto Formenti –. È un moltiplicatore di fiducia per l’utenza e la collettività della nautica”.
Le parti, attraverso un tavolo tecnico, si impegnano a monitorare le attività con incontri semestrali e indicatori condivisi (segnalazioni di anomalie di mercato e fenomeni di illiceità, iniziative formative, eventi promozionali di settore), rendicontando pubblicamente i progressi. Il comparto nautico italiano vale ricerca, design e occupazione specializzata: con questa firma, le istituzioni e l’industria scelgono di navigare nella stessa direzione.
(Confindustria Nautica e Guardia di Finanza, stipulato memorandum – Barchemagazine.com – Marzo 2026)















