Trophée Jules Verne, è record del mondo per Sodebo Ultim 3

Per percorrere oltre 22mila miglia ci sono voluti 40 giorni, 10 ore, 45 minuti, e 50 secondi: il nuovo record è stato stabilito dall’equipaggio guidato da Thomas Coville, ambassador Helly Hansen e skipper del trimarano oceanico Sodebo Ultim 3

Il Trope Jules Verne è da molti considerato il trofeo più estremo nel panorama della vela. La sua particolarità risiede proprio nella quasi totale assenza di regole: si tratta di un giro del mondo verso Est, con partenza e arrivo fissati all’isola di Ouessant in Bretagna. L’unico vero vincolo riguarda l’evitare le insidiose zone di iceberg attorno all’Antartide. Per il resto, libertà assoluta: qualsiasi tipo di barca a vela e qualunque equipaggio possono cimentarsi, purché si rispettino le modalità veliche. Dal 24 gennaio 2026, il Trophée Jules Verne ha un nuovo padrone. L’impresa è stata conquistata dall’equipaggio di Sodebo Ultim 3, un moderno e velocissimo trimarano della classe Ultim. A guidarlo, un’icona della vela: lo skipper francese Thomas Coville, un uomo che non ha bisogno di presentazioni e che può vantare ben dieci giri del mondo a vela nel suo impressionante curriculum, cinque dei quali compiuti in solitaria. Questa vittoria non fa che confermare il suo nome tra i giganti di questo sport.

Sodebo Ultim 3 ha completato il giro del mondo in molto meno degli 80 giorni immaginati dal romanziere a cui è intitolato il trofeo. La navigazione è iniziata il 15 dicembre per un totale di 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi, migliorando di 12 ore e 44 minuti il precedente record detenuto dal 2017 da Idec Sport. Nel suo giro intorno al mondo, l’equipaggio di Sodebo Ultim 3 ha festeggiato a bordo Natale e Capodanno, conquistando non solo il Trophée Jules Verne, ma stabilendo anche tutti i nuovi tempi di riferimento intermedi all’Equatore e al passaggio dei tre grandi capi oceanici: il Capo di Buona Speranza, Capo Leewuin e il leggendario Capo Horn. Questa è la decima volta che viene stabilito un nuovo record, con una serie iniziata nel 1993, quando Bruno Peyron al comando di Commodor Explorer impiegò 79 giorni abbonanti per chiudere la circumnavigazione del globo.

Tutto nel Trophée Jules Verne è fuori scala. A partire dal numero di miglia nautiche percorse: in teoria sono 21.600 (che equivalgono a oltre 40.000 chilometri), ma in realtà se ne percorrono molte di più. Fino alle dimensioni delle imbarcazioni: Sodebo Ultim 3 è un trimarano oceanico classe Ultim lungo 32 metri, largo 23 metri, con un albero di 34 metri che sostiene un set di vele da 697 mq nella massima configurazione. Una particolarità di questi multiscafi è quella di essere equipaggiati di foil, le appendici idrodinamiche che molti hanno conosciuto nelle ultime edizioni di Coppa America, che permettono agli scafi di staccarsi dall’acqua riducendo enormemente gli attriti. Le prestazioni sono notevoli, in condizioni di vento leggero, Sodebo Ultim 3 riesce a navigare a tre volte la velocità del vento, con punte massime intorno ai 50 nodi, cioè 90 chilometri orari.

Thomas Coville, skipper di Sodebo Ultim 3, non è nuovo a questo genere di record. Nel 1997 e nel 2010, ha già conquistato il Trophée Jules Verne come membro dell’equipaggio rispettivamente di Sport-Elec e Groupama 3. E nel 2017 ha anche stabilito il record del giro del mondo in solitario in poco più di 49 giorni (successivamente battuto da François Gabart). Ma il Trophée Jules Verne come skipper era nel suo mirino da parecchie stagioni. Questo è stato infatti il suo ottavo tentativo a partire dal 2016. In passato, Coville era stato fermato da avarie all’imbarcazione o dalle condizioni sfavorevoli. Questa volta tutto si è allineato: una rapida discesa dell’Oceano Atlantico, dove aveva accumulato oltre 1.500 miglia di vantaggio su Idec, poi una complessa situazione nell’Oceano Indiano, al termine del quale il vantaggio si era completamente esaurito, il passaggio incolume del Mare Antartico, dove ha mantenuto la testa della sfida virtuale per poi allungare nella risalita verso la Bretagna.

L’abbigliamento tecnico Helly Hansen

Durante il giro record attorno al mondo, l’equipaggio di Sodebo Ultim 3 ha potuto fare affidamento sulla protezione dell’abbigliamento tecnico di Helly Hansen. Il brand norvegese ha collaborato con alcuni dei migliori velisti offshore del mondo, tra cui Thomas Coville, per mettere a punto un ulteriore step evolutivo della propria collezione oceanica: il completo formato dalla cerata Ægir Ocean Jacket 2.0 e dalla salopette Ægir Ocean Bib 2.0. Per il nuovo completo oceanico Ægir, utilizzato anche dall’equipaggio di Sodebo Ultim 3 per conquistare il Trophée Jules Verne, è stata messa a punto una nuova versione oceanica del tessuto Helly Tech Professional, un laminato a tre strati che integra una membrana multistrato composita impermeabile, traspirante e antivento, che viene ora realizzata limitando la presenza di prodotti chimici dannosi sia per l’ambiente sia per l’uomo e che saranno vietati nei prossimi anni sia in Nord America sia in Europa. Inoltre, per la produzione del tessuto esterno viene utilizzata una significativa percentuale di nylon riciclato che lo rendono ancora più robusto e resistente alle condizioni oceaniche. Maggiori informazioni sulle tecnologie proprietarie Helly Hansen e sulla collezione oceanica Ægir sono disponibili sul website hellyhansen.com

(Trophée Jules Verne, è record del mondo per Sodebo Ultim 3 – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)