Con l’acquisizione di Torqeedo l’azienda giapponese colma il gap con altri competitor nel campo dei motori elettrici
by Niccolò Volpati
L’acquisizione di Torqeedo da parte di Yamaha Motor ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi, come me, è stato fin da subito un fan dei piccoli fuoribordo elettrici neri e arancioni. Quando fecero la loro comparsa nel mondo della nautica fu una rivoluzione: piccoli, leggeri, portatili e senza liquidi, nel senso che, ovviamente, non serviva la miscela. Ideali come motori per il tender anche perché si evitavano le taniche di benzina, gli imbuti e i rabbocchi.
Facili da stivare in qualsiasi vano dell’imbarcazione, grazie al gambo pieghevole, i piccoli fuoribordo Torqeedo hanno riscosso subito successo. I primissimi modelli, addirittura, venivano forniti con una sacca per metterseli in spalla come se fosse uno zaino. E poi c’era la batteria estraibile che potevi ricaricare con una normale presa da 220 V. Non era una moda green, erano davvero comodi, facevano concorrenza a un piccolo motore a scoppio. Chi, dalla poppa di una barca, soprattutto se a vela, ha dovuto mettere un fuoribordo sullo specchio del tender, lo sa bene. L’unico problema era il prezzo, inizialmente più alto rispetto a un motore tradizionale. È un problema che oggi non c’è più, dato che i modelli elettrici portatili si sono moltiplicati così come le aziende che li producono e stanno conquistando fette di mercato sempre più consistenti. Non sarebbe strano se tra qualche anno, i fuoribordo da 2 o 3 cavalli tradizionali non esistessero più soppiantati dai modelli elettrici.
Torqeedo è stato un pioniere e per questo ha pagato il suo prezzo. Era un’azienda che per continuare a fare ricerca e sviluppo ha dovuto cedere quote della società. Inizialmente, la sola vendita dei piccoli fuoribordo elettrici portatili non bastava a finanziare il tanto lavoro che c’è stato e che continuava ad esserci per raggiunge nuovi traguardi. Meno di dieci anni fa arrivò Deutz AG, il colosso tedesco che la acquisì. E qualche dubbio è sorto, a chi, come me, li ha amati sin dall’inizio. È come il rivoluzionario che si candida nel partito riformista, rinunciando all’assalto al cielo, in cambio di un seggio in parlamento. La sensazione, con il passare del tempo, fu che Deutz aveva acquisito la piccola Torqeedo per accaparrarsi il suo know-how, fondamentale per sviluppare i suoi motori ibridi, ma che in fondo, non era molto interessata a far crescere i pionieri del fuoribordo elettrico. Pochi sono stati gli investimenti in questi ultimi anni, soprattutto perché altre aziende si sono affacciate in questo settore e lo hanno fatto a una velocità doppia rispetto a Torqeedo. Fuoribordo molto efficienti, affidabili e anche con un prezzo competitivo, ormai non sono più esclusiva di una sola azienda.
Torqeedo, azienda storica nel campo della propulsione elettrica per la navigazione, offre un’ampia gamma di prodotti che include motori elettrici fuoribordo ed entrobordo, batterie e un’ampia gamma di accessori. Grazie all’aumento delle vendite del segmento dei motori marini elettrici di basse potenze, soprattutto in Europa, Torqeedo è un’azienda in costante crescita e detiene inoltre numerosi brevetti relativi a motori marini elettrici, eliche e sistemi elettrici, nonché un importante centro di R&S, attrezzature per la produzione di massa e risorse per lo sviluppo di tecnologie ambientali di prossima generazione.
Attuando la strategia Marine CASE, Yamaha offrirà ai propri clienti prodotti e servizi ad alto valore aggiunto raggiungendo il suo obiettivo di lungo termine: essere un’azienda sempre più attenta alle questioni ambientali marine fornendo al contempo un’esperienza in mare affidabile e di qualità.
Oggi è arrivata Yamaha Motor e ci si augura che rilanci lo spirito rivoluzionario di Torqeedo. La serietà dell’azienda giapponese lo impone. In questo modo Yamaha colma un gap rispetto ad altre aziende di fuoribordo che hanno già sviluppato, come Mercury, o stanno per sviluppare, leggi Suzuki, i loro modelli elettrici. È il mercato europeo che lo richiede, non c’è tutta questa attenzione per i motori elettrici da altre parti. Però l’Europa non è comunque un mercato che possa essere trascurato. Inoltre, Yamaha, come ha dichiarato subito dopo l’acquisizione, svilupperà anche le medie potenze e non solo quello che Torqeedo ha già realizzato. Il vantaggio è che potrà studiare nuovi modelli insieme alle linee d’acqua delle carene dei cantieri nautici che possiede o con i quali, comunque, ha una stretta collaborazione. Una condizione ideale affinché il settore Ricerca e Sviluppo torni a essere rivoluzionario e abbandoni la palude del riformismo.
Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.yamaha-motor.it
(Motori elettrici: Yamaha, il salto in avanti – Barchemagazine.com – Gennaio 2024)











