Navigare a uno, massimo due nodi meno dell’intensità del vento e farlo senza fatica. L’ammiraglia del Pardo è esaltante e facile allo stesso tempo
by Niccolò Volpati – photo by Alberto Cocchi
Molte volte mi sono chiesto cosa avessero da guardare i timonieri dei cruiser racer o, in generale, delle barche da regata. Avete presente quelli con lo sguardo fisso, dritto verso prua? Imperturbabili, calati nel loro ruolo, attenti e concentrati. Ognuno vive l’andare per mare come vuole, ci mancherebbe, sono libertario sulla terraferma, figuriamoci in acqua. Ma confesso che non li ho mai capiti. Perché non ti guardi intorno?
Di solito ci si trova in un bellissimo paesaggio: mare, sole, vento. Ce ne sarebbero di buoni motivi per distogliere lo sguardo dalla prua. Ma niente, loro hanno lo sguardo fisso verso l’obiettivo: far correre la barca, alla ricerca della VMG perfetta. Mi sono spesso immaginato che tutt’intorno iniziassero a saltare balene e cetacei di ogni specie oppure che comparissero delle ammalianti sirene e mi chiedevo se anche in questo caso non si sarebbero lasciati distrarre. Probabilmente no. GS 72 Performance è la barca anche per questo genere di timonieri. Anche, e non solo, perché è fatta per il piacere di navigare a vela. È una barca nella quale, dalla ruota del timone, si vede la prua. Sembra banale, ma oggigiorno capita sempre meno spesso. Lo stile è molto flush deck, nel senso che l’altezza della tuga oltre il piano di calpestio dei passavanti laterali è davvero inesistente. È uno di quei casi nei quali tenere lo sprayhood alzato è un vero e proprio delitto.
La scelta di Nauta di collocare la cucina più verso poppa, vicino alla cabina equipaggio, permette di avere un enorme spazio a centro barca per il pranzo e il living.
GS 72 è la prima di una serie di barche a vela più grandi di Cantiere del Pardo. A settembre, a Cannes, è stato presentato il 65’ e la versione LC, acronimo di Long Cruise, di questo 72’. A differenza di tutti i modelli inferiori ai 60 piedi, la carena è la stessa sia per la versione Performance, sia per quella Long Cruise.
Il 72’ nasce da un team molto affiatato, composto da Matteo Polli, che ha disegnato carena e linee d’acqua, Marco Lostuzzi, che ha collaborato come strutturista, e Nauta Design che ha curato gli interni. A questo gruppo di professori va aggiunto il preside che risponde al nome di Franco Corazza, project manager del cantiere.
Il GS 72 Performance che ho provato aveva un pescaggio standard di 3,70 metri con una chiglia a T e una zavorra di nove tonnellate, mentre il dislocamento a vuoto è di 31,5 tonnellate. Esistono altre versioni per la chiglia, con pescaggi fissi inferiori o superiori e anche una chiglia telescopica che passa da 2,70 metri fino a 4,40 metri. Inoltre, in prova, avevo un gioco di vele molto crocieristico, dato che oltre alla randa avvolgibile nel boma, c’era un fiocco autovirante e un Code 0. Rispetto alle vele da regata, qui ci sono circa 15 m2 di tela in meno.
La giornata, come spesso succede nel golfo di La Spezia, è perfetta: mare calmo, vento intorno ai dieci nodi e anche un bel sole che non guasta. Una di quelle giornate che ti fanno venire voglia di navigare. A tutto questo va aggiunto il GS 72. La sensazione al timone è molto positiva. L’allestimento dell’attrezzatura di coperta è all’insegna della semplicità. In pozzetto ci sono quattro winch, tutti elettrici, altri due si trovano alla base dell’albero per le drizze. La pala del timone è unica e risponde molto bene alle correzioni di rotta. È anche in posizione avanzata, si trova quasi all’altezza del bozzello della scotta di randa. L’armatore di questo modello ha scelto di non avere il trasto quindi c’è il paranco fisso per la scotta al centro del pozzetto. La velocità è tra uno e due nodi meno dell’intensità del vento. L’ideale per macinare molte miglia. Perfetta per il Mediterraneo perché si possono tenere issate le vele anche con soli sette nodi di vento. Il tutto in una situazione di grande relax. Al timone, infatti, non sembra di essere a bordo di uno scafo di 24 metri di lunghezza. Sembra di essere a bordo di un 35’, ma con le performance di un 72’. Quando issiamo il Code 0, la sensazione è addirittura esaltante.
Mentre siamo al largo di Carrara e stiamo ritornando verso La Spezia, passiamo di fianco a una portacontainer. Il vento rinforza e con 100° di apparente si superano i dieci nodi di velocità. Non viene proprio voglia di cedere il timone per farla provare anche agli altri. Guardo fisso la prua e gli strumenti alla base d’albero. Quando la richiesta diventa esplicita, della serie “La fai provare anche a me? Poi te la restituisco”, non posso esimermi dal lasciare il timone. Mi giro allora verso la portacontainer che ormai si trova a molte miglia da noi e mi accorgo di essere andato in fissa come quei timonieri da regata o da cruiser racer che non distolgono lo sguardo dalla prua. Non credevo mi sarebbe mai successo. Non a me! Ma la sensazione che dà GS 72 rischia di creare dipendenza. È bello navigare a dieci nodi con una dozzina di reale e farlo senza fatica, senza essere in mezzo a una burrasca, senza dover stare attenti a quello che abbiamo intorno. Ci si può lasciare andare… e guardare fissi la prua.
CANTIERE DEL PARDO
Via Fratelli Lumière, 34
I-47122 Forlì (FC)
T. +39 0543 782404
www.grandsoleil.net
PROGETTO
Matteo Polli, Marco Lostuzzi e Nauta Design
SCAFO
Lunghezza f.t. standard 23,75m • Lunghezza scafo 22,00m • Lunghezza al galleggiamento 19,84m • Baglio massimo 6,20m • Pescaggio standard 3,70m • Dislocamento a vuoto 31.500 kg • Zavorra 9.000 kg • Serbatoio carburante 1.000 l • Serbatoio acqua 1.000 l • Superficie velica 310 m2
MOTORE
Yanmar 4LV195 • Potenza 143 kW (195 cv) • 4 cilindri • Alesaggio per corsa 92mm x 103,6mm • Cilindrata 2,75 l • Peso a secco 334 kg
CERTIFICAZIONE CE
CAT A
PREZZO
A partire da 3.000.000 € (Ottobre 2023)
(GS 72 Performance, depending on where you stand – Barchemagazine.com – Ottobre 2023)












