Dufour 44, midsize cruiser

Dufour è un nome importante che ha contribuito allo sviluppo della nautica da diporto a vela, della produzione industriale in vetroresina stampata e di quell’andar per mare ludico in una continua ricerca di stile, immagine, funzionalità e abilità costruttiva

by Sacha Giannini

Dufour colleziona risultati e successi ormai da 60 anni in un mercato apparentemente simile per forme e funzioni ma nel quale emerge distinguendosi in una costante ricerca e attenta valutazione preliminare per ridurre quasi tutte le possibilità di errore. Dallo studio della concorrenza, dei costi, dei dettagli, delle esigenze e dell’ascolto, Dufour ripensa allo scafo e agli spazi, offrendo modalità d’uso e nuove “esperienze” in un attento equilibrio tra performance e semplicità di condotta. Equipaggi ridotti, familiari o inesperti avventori ai primi bordi, troveranno quasi sempre soddisfazioni e piacevoli ricordi.

Nella versione Forward galley la cucina è divisa in due blocchi per murata separati da almeno 2 metri con lavandino da una parte, fuochi e frigorifero dall’altra. Comodi i piani d’appoggio, i pensili e lo spazio di manovra. Questa disposizione consente tuttavia di avere sotto tela almeno ½ cucina, quella di “bordo buono”, sempre sottovento in un compromesso tra equilibri, cotture, lavaggi e rotte obbligate!

Caratteristiche del Dufour 44

Felci Yachts Design, il team office Dufour guidato dall’attento Roman Lucat e Luca Ardizio per l’architettura degli interni, firmano insieme questa novità 2024 in casa Dufour. Il nuovo 44 ha ereditato scafo e coperta del precedente 37 e del 41. L’aumento dei “piedi” ha aggiunto spazio tra le timonerie, consentendo di inserire due nuovi gradini contenitori per facilitare il passaggio dal pozzetto al ponte e per raccogliere le numerose manovre correnti. Ben sei winch, 3 per bordo, consentono a scotte e drizze di trovare sempre un “posto libero” per regolare randa, genoa, fiocco autovirante e Code 0.

La gestione delle utenze e dell’energia non ha un’area comune dedicata ma è distribuita principalmente in due zone separate tra loro: la dinette e la cabina di poppa. Nella versione a 3 cabine è prevista l’opzione di un locale privato office desk (ex carteggio) al posto del locale separato doccia, ma quadro elettrico, interruttori, Vhf, commutatori batterie, magnetotermici salpancora e winch elettrici, inverter, caricabatteria, differenziale 220 V rimangono comunque distribuiti come nelle versioni standard, rinunciando di fatto a quell’angolo “carteggio” un po’ vinted dell’ufficiale di rotta ormai sempre più in disuso destinato più al ricovero di oggetti piuttosto che a gestire e controllare consumi, cariche e utenze.

Con un massimo di quattro cabine doppie, ciascuna con il proprio bagno, il nuovo 44 mantiene alti gli equilibri di prestazione e di comfort. Con un’estrema attenzione alla distribuzione degli spazi e alla scelta di materiali “icecool”, lavorati con estrema semplicità decorativa, punta su dettagli puliti senza troppe cariche espressive e modanature cercando un’atmosfera luminosa e di essenziale eleganza. La porzione incassata della paratia prodiera di baglio forma un recesso, un imbotto, una quinta ritmata a fasce bianche che interrompe i 4 metri e 45 di effetto rovere. Soluzione strategica per riequilibrare la percezione dello spazio e di continuità tra gli ambienti in un buon compromesso cromatico tra linee guida e dilatazioni laterali.

Le lezioni di antropometria, di prossemica e di gerarchie spaziali sono ben note al team di progetto, che raggiunge una pulita identità distributiva con un’accennata componente ergonomica di tipo “residenziale”. I laminati melaminici ice oak, il tinto wengè del pagliolato e della discesa, i solid surface in corian e l’assenza di artefatti decorativi rispecchiano il linguaggio corrente di molta nautica di serie su larga scala. Lo stile oggi non è più sinonimo di decorazione e, riprendendo la lezione dei padri del movimento moderno, anche a bordo “l’ornamento è delitto” (Adolf Loos, 1908), che piaccia o no!

Il punto di scotta randa è fisso senza alcun trasto di regolazione. Sollevato di circa 80 cm dalla coperta, quasi a toccare il paranco scotta, è sostenuto da 2 tiranti in spectra fissati su 2 golfari con tre perni da 6 mm alle estremità della tuga. Senza contropiastre interne ma semplici controdadi, il sistema potrebbe generare nei più ansiosi dubbi su tenute e carichi, ma l’esile “bilancino” ha funzionato sempre bene con raffiche fino a 20 nodi. Calcolato per carichi ben maggiori, esegue a dovere il proprio compito.

Lo scafo, in fibra di vetro monolitica per circa 12 mm di spessore, è realizzato in infusione di resina vinilestere per gli strati esterni e isoftalica per quelli interni. Sopra la linea di galleggiamento è in sandwich di PET, termoplastico leggero e riciclabile, con “pelli” in laminato da 7mm fino al trincarino, giuntandosi con adesivi strutturali, perni e dadi al piano di coperta. Il fasciame ha un controstampo strutturale modellato con nervature scatolari in vetroresina e incollato direttamente al fondo scafo con rinforzi laminati a mano per lande, sail drive e losca timone. La coperta è stampata a sandwich in iniezione su due guance chiuse sottovuoto con una resa impeccabile nella finitura a gelcoat su entrambi i lati, consentendo anche di eliminare all’interno celetti e sky.

La barca “funziona” bene non solo perché supera quelle seccanti “scomodità” fatte di spazi residuali, spesso avanzati dalla funzionalità velica di bordo, ma soprattutto perché risponde bene ad un mercato sempre più esigente e informato. Lo scafo è bello, alto e potente, scivola senza sbattere ed entra nell’onda giusto per aprirsi la strada, poggia sbandato sul primo step di murata e da lì non si muove senza mettere mai la falchetta in acqua anche sotto raffica. Prestazioni, comfort e sicurezza convivono tra compromessi e una furba priorità strategica dei masconi con baglio maggiorato che consentono un incremento di volume interno e una piacevole sensazione di stabilità e sicurezza in navigazione.

Una randa da 53 m2 sottopone albero e boma a carichi notevoli. Le sartie scendono esterne in murata su lande inox ben a vista a filo scafo con un minore sforzo di compressione sull’albero, una minore trazione e meno ingombri sottocoperta. Questa soluzione privilegia la randa e non potendo armare un genoa in sovrapposizione potente  e oltrepassare le sartie/crocette, di serie viene armato un fiocco autovirante. Le diagonali basse che attraversano i passavanti forse sono l’unico ostacolo da oltrepassare!

Le performance del Dufour  44

Ma passiamo alla prova. Siamo 6 a bordo. 15/20 nodi di vento da sud ovest, mare con onda formata di oltre 1 metro e tanta pioggia! A bordo i carichi liquidi sono pochi, 20 litri di nafta su 250 totali e circa 100 d’acqua distribuiti su due serbatoi (250 a poppa e 180 a prua). Una randa da 53 m2 e un genoa da 45 m2 ci portano fuori dalle acque antistanti il porto e poco dopo proviamo il potente Code 0 che fa volare lo scafo a più di 10 nodi al traverso.

Un autentico cruiser veloce dal costo base di circa 350.000 euro (iva esclusa), con 120.000 euro di equipaggiamenti da aggiungere, alcuni opzionali e altri necessari, e ulteriori 40.000 euro per generatore e dissalatore. Con 500.000 euro la barca è veramente completa di tutto. Equipaggiata con un 50 cv Volvo su sail drive e 250 litri di gasolio per una best range cruising motore di oltre 350 miglia, può integrare anche un propulsore Smart Electric da 27 kW per ulteriori 5 ore a 5 nodi di navigazioni a “prova di norma” in riserve e aree marine protette.

Il 44 è una vera barca a vela capace di navigare sbandata nel rollio e beccheggio, trovando la sua giusta rotta. I “tientibene” diventano necessari appigli di bordo e l’ampio baglio in dinette richiede sostegni sicuri non previsti in questo progetto. Semplici corrimano longitudinali fissati a interno tuga sono soluzioni efficaci e senza tempo.

A 38° di bolina stretta con un reale di 14 nodi il COG segnava 6 nodi, poggiando progressivamente e lascando le vele registriamo a 45° 6,5 nodi, a 60° 7,7 nodi fino a raggiungere, con onda al mascone, 90° al traverso con ben 8/8,5 nodi di velocità in una grande prestazione e tanto divertimento. Poggiando ancora a 120° verso un bel lasco terminiamo le andature a 150° dove la velocità scende a 7 nodi di media, ma appena apriamo il Code 0 con 18 nodi di reale lo scafo mette il turbo e raggiungiamo in brevissimo tempo più di 10 nodi volando letteralmente sull’acqua. Ottimo disegno e linee d’acqua, ottimo equilibrio e risposta al timone, ottime vele e ottimi ricordi. Al di là del design, dell’estetica e dei dettagli la barca a vela nasce per navigare col vento e il nuovo Dufour 44 soddisfa pienamente questa aspettativa.

La scheda tecnica del Dufour 44 

DUFOUR YACHTS
La Rochelle, Francia
www.dufour-yachts.com

PROGETTO
Felci Yacht Design, Dufour Technical Team, Roman Lucat e Luca Ardizio

SCAFO
Lunghezza f.t. 13,90m • Lunghezza al galleggiamento 12,23m • Lunghezza scafo 13,10m • Baglio massimo 4,45m • Dislocamento a secco 11.000 kg • Zavorra 2.850 kg • Pescaggio 2,20m • Serbatoio carburante 250 l • Serbatoio acqua 250 + 180 l • Superficie velica totale 100 m2  • Randa 53 m2 • Genoa 46 m2

MOTORE
1xVolvo Penta 50 cv con sail drive – standard

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO
Base 356.400 €, Iva esclusa (Settembre 2024)

(Dufour 44, midsize cruiser – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Settembre 2024)