Il cantiere cerca sempre soluzioni che facilitino la conduzione come la randa avvolgibile sul boma
by Niccolò Volpati – photo by Nicolas Claris
L’obiettivo di Lagoon, sin dalla sua nascita, è sempre stato quello di raggiungere il massimo comfort in crociera. E il catamarano, rispetto a un monoscafo, parte decisamente avvantaggiato. Lo spazio a disposizione è davvero tanto, basti pensare che il 46’ a fronte di una lunghezza fuori tutto di 14 metri ha un baglio di otto. Il progetto è frutto della collaborazione tra VPLP Design e Nauta. I due studi hanno lavorato alla ricerca del compromesso perfetto tra volumi a disposizione e performance sotto vela grazie anche agli investimenti del cantiere in ricerca e sviluppo. Dal computer si passa a un prototipo, poi tre modelli che servono proprio per capire quali eventuali problemi ci possano essere. Infine, se tutto va bene, si passa alla produzione vera e propria. Per far coincidere le esigenze di spazio a bordo e performance si è deciso di arretrare il piano velico in modo da garantire un genoa con parecchia tela, anche se autovirante. Serve sia per la velocità, sia per riuscire a stringere meglio l’angolo del vento. La bolina, si sa, è il tallone d’Achille dei catamarani. La conseguenza di questa scelta è anche quella di un boma non troppo grande, e l’assenza di un albero passante, in modo da aumentare lo spazio in dinette. Questa scelta non va ad inficiare la sicurezza a bordo, poiché al posto dell’albero è stata installata una base passante, di dimensioni inferiori. La continua ricerca per semplificare la vita a bordo e la conduzione del catamarano ha portato il cantiere a sviluppare un particolare sistema di randa avvolgibile nel boma.
La dinette, anche grazie all’assenza di un albero passante, permette di sfruttare al meglio gli spazi a disposizione. Negli scafi, come è consuetudine, ci sono cabine e bagni. Il progetto è frutto della collaborazione tra VPLP Design e Nauta che hanno lavorato alla ricerca del compromesso perfetto tra volumi e performance.
Qual è il problema principale delle vele avvolgibili? Che sono più piccole di quelle tradizionali, ma Lagoon, proprio per non sacrificare le performance sottovela, non aveva intenzione di togliere ancora tela alla randa. Il sistema, oggi disponibile per tutti i modelli da 46 a 51 piedi, prevede un ingranaggio esterno al boma, sul quale si arrotola la drizza di randa e a questo è, ovviamente, direttamente collegato il boma che ruota su sé stesso, issando e ammainando la vela. Il vantaggio è che essendo un ingranaggio esterno, non c’è la necessità di avere un boma troppo voluminoso. Il secondo vantaggio è che permette di non sacrificare la superficie velica della vela. Lagoon dichiara, infatti, che la randa con questo sistema ha la stessa dimensione di quella non avvolgibile. Il problema è che, soprattutto nella parte bassa, la randa è staccata dall’albero di una dozzina di centimetri ed è fissata ad esso grazie a numerosi giunti. Il dubbio è che con il tempo e l’usura è possibile che questi giunti non funzionino più alla perfezione. Mentre issavamo la vela ho calcolato il tempo. È un’operazione che richiede circa 5 minuti nei quali si deve cercare di rimanere perfettamente in filo al vento. E anche ammainarla è un’operazione che richiede un po’ di attenzione: se lo si fa troppo in fretta, infatti, è possibile che la drizza si incattivi e poi si faccia fatica ad issarla.
La prova in mare del Lagoon 46
A Barcellona il vento non era particolarmente teso. Durante la prova c’erano circa dieci nodi, poco meno o poco più. È stata quindi l’occasione giusta per testare le performance e il risultato, numeri alla mano, è più che positivo. Ho navigato sempre tra i cinque e i sei nodi di velocità e anche la capacità di stringere la bolina mi è parsa soddisfacente. Non ho sofferto il passaggio sull’onda, nonostante lontano dalla costa ce ne fosse circa un metro. La stabilità di rotta non è però eccezionale, soprattutto con il mare in poppa. Navigando non in poppa piena, ma di tre quarti rispetto alla direzione delle onde, era necessario anticipare molto l’intervento sul timone per evitare di zigzagare. Credo sia una questione di struttura e per certi aspetti inevitabile. È un catamarano con un baglio di otto metri, quindi con i due scafi abbastanza distanti uno dall’altro. E se l’onda arriva da poppa di tre quarti, colpisce prima uno scafo dell’altro, impedendo al Lagoon 46 di procedere dritto. Ci si abitua in fretta e prese le misure e anticipando a dovere, non si hanno problemi a mantenere la rotta. Questo significa che le due pale del timone sono piuttosto profonde e non è quindi difficile dare la direzione che si vuole alla barca.
Winch elettrici, scotte e drizza sono tutti vicini alla ruota del timone. Non serve un equipaggio numeroso per condurre il Lagoon 46. Comfort e performance, il piano velico ha questo obiettivo. Le vele, realizzate da Incidence, sono state tagliate apposta per questo cat.
SOTTOVELA SI COMPORTA BENE PERCHÉ NON SERVE UN VENTO ECCESSIVO PER FARLA MUOVERE. LE PALE DEL TIMONE SONO PROFONDE E CONSENTONO DI CORREGGERE LA ROTTA ANCHE CON MARE FORMATO.
La ruota del timone è una sola, al centro del fly. La visibilità è buona, anche con le vele spiegate, al netto di un genoa che ovviamente ostacola la visuale. Drizze e scotte sono leggermente in diagonale e si trovano sul lato sinistro, anche perché il timone è appunto al centro. Le sedute sono tante, in primis quelle del divanetto lineare. In questo modo, chi è impegnato nella conduzione del Lagoon 46 non è lasciato solo al suo destino. Ottima anche la soluzione per accedere al fly perché, solitamente, la scaletta ruba spazio prezioso in pozzetto. Qui, invece, è “spezzata”, nel senso che i gradini dal pozzetto sono rivolti verso l’esterno e consentono di accedere ai passavanti e poi altri gradini, posizionati nella direzione opposta, permettono di arrivare al fly e alla postazione per il timoniere. Per quanto riguarda allestimenti e layout di coperta e interni, i volumi a disposizione rendono possibile il soddisfacimento di ogni desiderio. Alcune soluzioni sono molto efficaci, come lo schienale abbattibile del divanetto sul fly che completa così il prendisole, e altre sono personalizzabili, incluso il numero delle cabine, passando da una versione armatoriale a charter.
LAGOON
162 quai de Brazza
CS 81217
F-33072 Bordeaux Cedex
T. +33 (0)557 809280
[email protected]
www.cata-lagoon.com
PROJECT
VPLP Design (naval architecture) • Patrick le Quément (exterior design) • Nauta Design (interior design)
SCAFO
Lunghezza f.t. 13,99m • Baglio massimo 7,96m • Pescaggio 1,30m • Dislocamento 16.600 kg • Serbatoi acqua 600 l • Serbatoi carburante 1.040 l • Serbatoi acque nere 240 l • Sup. velica totale 140,10 m2 • Sup. velica randa 87 m2 • Sup. velica genoa 50,5 m2 • Sup. velica Code 0 110 m2
MOTORE
2×57 cv Yanmar 4JH57 • Potenza 41,9 kW (57 cv) • S4 cilindri in linea • Cilindrata 2,19 l • Saildrive con eliche a pale abbattibili
CERTIFICAZIONE CE
CAT A
PREZZO
686.800 € Iva esclusa, prezzo base (Settembre 2024)
(Lagoon 46 – The search for comfort – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Settembre 2024)






















