Swan 88 – Nuovo equilibrio

I nuovi obiettivi “maxi” del diporto non guardano più unicamente alla lunghezza fuori tutto o al design virtuoso, ma a una nuova identità ecofriendly che si affaccia nelle coscienze e nelle azioni per mettere lentamente in discussione abitudini spesso ancora insostenibili ed energivore

by Sacha Giannini

“DreamCatcher” rappresenta per Nautor un sogno, un piccolo grande maxi innovativo, il primo dei due nuovi Swan 88 varati a primavera presso il BTC Boatbuilding Technology Centre a Pietarsaari, in Finlandia. È il primo prototipo hybrid di Nautor con propulsione mista termico elettrica che integra a un propulsore Cummins, un motore full electric “Deep Blue” Torqueedo. Una macchina motrice ad alta tensione (360 V), direttamente alimentata da potenti batterie e/o ricaricata tramite due generatori diesel Northern Light 20 kW, oltre che dal motore principale da 230 cv. In modalità elettrica è sorprendente, silenziosa e veloce, raggiunge punte di 11,4 nodi, con un range di 16 miglia nautiche a 10 nodi in poco più di 1,5 ore di navigazione, fino ad arrivare senza sosta oltre le 5 ore di utilizzo con circa 40 miglia nautiche a 7,5 nodi. Tramite i due generatori, in modalità di mantenimento, l’autonomia raggiunge livelli davvero incredibili, consentendo a 10 nodi più di 100 ore di navigazione con 1.000 miglia di range fino a coprire 2.000 miglia in 270 ore con un best range cruising di 7,5 nodi.

La sezione di poppa è divisa in due aree separate; la prima è una zona metà equipaggio e metà ospiti, con un’ampia cucina e una seconda dinette, che può essere utilizzata come mensa equipaggio, ma anche per la colazione degli ospiti, o come comodo luogo dove i bambini possono stare protetti durante la navigazione.

«QUANDO SI SALE SU UNA BARCA, SI DOVREBBE ENTRARE IN UN LUOGO MOLTO CONFORTEVOLE, ARMONIOSO E MAGICO. QUESTA MAGIA NASCE DALL’EQUILIBRIO CHE SI CREA TRA VOLUMI, GEOMETRIE, ARCHITETTURA E MATERIALI». MISA POGGI

Swan 88 blue water cruising

Con 54 tonnellate dislocanti (meno di 1/3 destinato in chiglia), oltre 28 metri fuori tutto e più di 5.000 litri di liquidi imbarcati ha una dimensione d’ingresso di tutto rispetto nel mondo dei Maxi. 435 metri quadrati di vele standard (randa 235 m2 e genoa 200 m2) consentono di raggiungere in autonomia davvero ogni destinazione e rotta, un vero blue water cruising incredibilmente comodo e veloce oltre ogni aspettativa. In perfetto equilibrio tra sbandamenti (limitati al massimo a 20°) e assetti, tra velocità e consumi, tra percezione degli spazi e interpretazione delle “regole” nautiche, questo maxi Swan 88 è la sintesi “home comfort feel” di una barca proiettata nel futuro. In solo 1 ora e ½ i due generatori ricaricano a pieno 1 tonnellata di batterie al litio ed in 6 ore di shore power charger, tutti gli hotel&onboard appliances AC/DC raggiungono totale autonomia in full electric mode, nel pieno rispetto delle rade, delle banchine e del silenzio della notte! Per non farsi mancare nulla anche un idrogeneratore, già a 8 nodi, ricarica in automatico le batterie. Lo scafo e le appendici, ottimizzate per la crociera, hanno un bulbo a T fisso o telescopico e una doppia pala del timone, che, oltre a ridurre il pescaggio, ha un buon equilibrio e presa sull’acqua. Costruita quasi interamente in fibra di carbonio ed epossidica, utilizza la tecnologia di laminazione Sprint, un tessuto secco pre-impregnato con una faccia epoxy adesiva e pre-catalizzata capace di polimerizzare il film e saturare tutta la fibra in un “sacco vacuum” e in una successiva post-cottura. Praticamente il meglio della stratificazione manuale oggi presente sul mercato nautico mondiale.

Gli interni standard sono il tipico layout armatoriale a prua, con quattro cabine ospiti con bagno privato e un’area dedicata per un massimo di quattro membri d’equipaggio. La cabina dell’armatore è spaziosa e confortevole con un ampio bagno privato, mentre più a poppa la cabina Vip degli ospiti può essere facoltativamente convertita in una sala TV, e le due cabine ospiti doppie con letti pullman opzionali.

Gli interni funzionano molto bene, con due versioni per la grande suite armatoriale a prua e tre/quattro cabine per gli ospiti, la poppa è invece destinata ai servizi e all’equipaggio che può ospitare quattro marinai in due cabine, accessibili anche dalla coperta. L’intramontabile essenza rovere, il lino, il cotone, la pelle e la luce diretta che filtra dall’enorme tambuccio trasparente insieme alla funzionale distribuzione degli spazi, combinano volumi, geometrie e materiali in un “classico contemporaneo” destinato a durare nel tempo. Bilanciare forme e colori, luminosità e percorsi è il risultato di un raffinato lavoro di combinazioni pensato attentamente dall’architetto Misa Poggi. L’architettura navale è firmata German Frers, gli esterni sono invece disegnati da Lucio Micheletti, che ha predisposto volumi, forme e dettagli secondo il principio del “movimento”. L’88’ è una barca che cerca il vento, anche da ferma la percezione è questa, le sue linee equilibrate sembrano lavorare con le masse d’aria per levigare superfici e angoli in un combinarsi di design e tecnologie nascoste. 

LE APPENDICI DELLO SCAFO SONO OTTIMIZZATE PER LA CROCIERA, CON UN PESCAGGIO MODERATO STANDARD DI 4 METRI E OPZIONI PER CHIGLIE A PESCAGGIO RIDOTTO, TELESCOPICHE E PERFORMANTI.

L’ingegneria del sistema è appena percepita perché ben mimetizzata nella pulizia del disegno, ma esalta l’estetica e l’uso funzionale degli spazi, inseguendo il sogno di “catturare” lusso, comfort e velocità con una costante sensazione di movimento, dall’ormeggio fino in rada. Dallo sprayhood/bimini integrato sotto il teak della tuga, alle bitte a scomparsa, al musone per accogliere “fuori bordo” ancora e catena, al paramare in teak che sembra sollevarsi dal ponte in un’armonia di curve e rialzi, la “mimesi” in coperta acquisisce una dimensione estetica, logistica e compositiva, fino a risolvere anche limiti normativi. Con un chiaro incastro a poppa di volumi, piani e gradini sfalsati si superano dislivelli necessari a mantenere una convenzionale lunghezza di carico al galleggiamento “Load Line Lenght” dentro precisi intervalli, per facilitare le certificazioni commerciali di eventuali noleggi. 6,80 metri di baglio, pressoché costanti da mezza nave a poppa, costringono a un attento lavoro sui percorsi, sulle prospettive, sulle distanze e manovre, sulla sicurezza e “step by step” anche sulla discesa a poppa, dove entrano in gioco i “buchi” normativi, i regolamenti, le misurazioni, oltre le quali cambiano categorie e conformità.

«IL NUOVO MODELLO È UN’EVOLUZIONE DI QUELLI PRECEDENTI. ABBIAMO FATTO UNO STUDIO COMPLETO PER IL BILANCIAMENTO, LE PRESTAZIONI, LA POSIZIONE DEL RIG E LA FORMA DELLE VELE, L’ANGOLO DI SBANDAMENTO NON SUPERA I 20 GRADI». GERMAN FRERS

Il progetto di una barca è un complesso “groviglio” di tecnologie, in continuo equilibrio di sicurezze e dettagli che possono trasformare un luogo qualunque in un perfetto spazio marino. Tientibene, corrimano e pulpiti rappresentano insieme alle cime di bordo un segno distintivo delle barche, soprattutto a vela. La coperta dello Swan 88’, pulitissima ed essenziale, è carente solo di tientibene antirollio sulla tuga e/o di pulpiti a piede d’albero per garantire appigli durante la navigazione o un più ordinato rifugio alle cime addugliate “a riposo”. La drizza randa, come molte altre manovre correnti, sono a base d’albero per limitare circuiti e rinvii favorendo l’efficienza e pozzetti più liberi. Tra equilibri e sbandamenti, tra matasse e imbandi dormienti accalcati dalla trozza alla mastra, due pulpiti simmetrici avrebbero smistato funzionalmente anche mani e cime, senza danneggiare l’estetica.

I timoni gemelli offrono molteplici vantaggi, tra cui un pescaggio inferiore e un migliore equilibrio durante la navigazione.

Le sartie, a sostegno degli oltre 40 metri di carbon mast, entrano in falchetta “forando” un leggero carter in vtr sagomato con due buchi di passaggio. Visivamente questo coperchio interrompe parte della bella ferramenta inox di giunzione tra sartie e lande di murata. Senza evidenza del sistema di ispezione e di eventuale scarico dell’acqua (bisce od ombrinali esterni), rimane solo un leggero dubbio sulla soluzione estetica e funzionale adottata. Il dettaglio poteva essere semplificato e pulito, lasciando a vista gli snodi e i muscoli inox, evitando probabili ristagni salini e coppie galvaniche, ostruzioni da polveri, residui e sale ma anche per riequilibrare visivamente la giunzione tra terminali e landa. Le bitte di prua di mezza nave non hanno passacavi ma vanno dirette al cavo d’ormeggio. A poppa due “bocche di rancio” generose distribuiscono invece le giuste sollecitazioni. Il tiro laterale ed eventuali strattoni da risacca fanno lavorare le gallocce di prua trasversalmente e non lungo i rinforzi. Questa divergenza, tipica in moltissime barche, non è un grande difetto, ma forse è una piccola osservazione per raggiungere la perfezione!

LA COPERTA PUÒ ESSERE SUDDIVISA IN QUATTRO AREE DEFINITE, LE PRIME TRE SITUATE NEL POZZETTO/POPPA, MENTRE LA QUARTA SI TROVA NELLA SEZIONE DI PRUA.

Lo scorso giugno, a Pietarsaari abbiamo provato i tre sistemi propulsivi di questo 88’: a vela, in full electric mode e in engine mode. Siamo ben 18 a bordo con 1.300 kg di passeggeri e 1.650 kg di liquidi imbarcati (nafta e acqua) su 54 tonnellate di dislocamento. Con 10 nodi di vento da sud ovest e mare calmo, armiamo circa 435 m2 di tela tra randa (235 m2) e genoa (200 m2) che ci portano fuori dai canali tra gli isolotti antistanti il bacino BTC. A 38°/40° AWA (angle wind apparent) di bolina stretta con un TWS (true wind speed) di 6,1 nodi il SOG segnava 6 nodi, praticamente si correva come il vento! Abbiamo provato a stringere ancora con le vele a ferro e a 31° registriamo sempre la stessa velocità del vento apparente. Poggiando progressivamente a 60° con vele a seguire, rileviamo uno speed di 6,5 nodi con 6,6 di vento, ma a 90° di traverso caliamo a 4,3 nodi proporzionalmente al vento di 5,4 nodi. Apriamo allora il Code 0 e ci riportiamo in rotta a 40° di bolina recuperando all’istante 2 nodi, con 7,1 nodi di vento registriamo 8,3 di SOG. Ben oltre le aspettative, le prestazioni sono state davvero soddisfacenti anche con poco vento.

Nautor Swan
Pietarsaari – Finland

Nautor Swan Srl Italian Headquarters
Borgo SS. Apostoli, 29
I-50123 Firenze
T. +39 055 240382
[email protected]
www.nautorswan.com

PROGETTO
German Frers (naval architecture) • Lucio Micheletti (exterior design) • Misa Poggi (interior design)

SCAFO
Lunghezza f.t. 28,27m • Lunghezza scafo 26,54m • Lunghezza al galleggiamento LWL 23,99m • Baglio massimo 6,79m • Pescaggio ¾. 6m • Dislocamento a vuoto 54.100 kg • Zavorra 15.050 kg • Serbatoio carburante 2.800 l • Serbatoio acqua 1.500 l • Serbatoio acque grigie 400 l • Serbatoio acque nere 400 l – Superficie velica 432,7 m2

MOTORE
Cummins BTA4.5-ME 230 cv • 172 kW • Batterie di servizio 24V l200Ah / 5 h Handling system battery 24V 300Ah / 20h Starting batteries 12V 75Ah / 20h

CERTIFICAZIONE CE
CAT A

PREZZO
A partire da 10,5 € mln (Ottobre 2024)

(Swan 88 – Nuovo equilibrio – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Ottobre 2024)