Sicura, facile da manovrare anche con equipaggio ridotto ed esaltante al timone. Dopo il 72’, GS 65LC è il secondo modello oltre i 60 piedi di Cantiere del Pardo
by Niccolò Volpati – photo by Alberto Cocchi
Long Cruise e Performance sono le due versioni che da anni caratterizzano le barche a vela di Cantiere del Pardo. Facile intuire cosa indichino. Una è destinata a quegli armatori che vogliono partecipare alle regate, e vogliono farlo facendo bella figura, e l’altra al blue water. Più crociera d’altura una, più regata l’altra. Questa è la teoria, perché la pratica è un’altra cosa. In senso positivo intendo, perché navigando sul nuovo GS 65 Long Cruise ho fatto fatica a distinguere le due versioni.
Una barca facile da timonare
La barca è veloce, molto veloce. A qualsiasi andatura si avvicina alla velocità del vento. Basta poca aria perché si metta a correre. E al timone non è mai nervosa, ma solo reattiva. Il vento rinforza e lei parte, prende il suo passo e non lo molla più. Forse per Long Cruise s’intende che è anche facile da timonare, dato che le performance sottovela sono di tutto rispetto. Il timone è grintoso appena il vento rinforza e supera i dieci nodi di velocità, ma non è mai faticoso. È una bella sensazione: non ti annoi e non hai voglia di cederlo a qualcun altro. La bella sensazione che si prova alla ruota è frutto anche di altre caratteristiche oltre che dalle linee d’acqua della carena, disegnata anche questa da Matteo Polli. La pala del timone, per esempio, è unica. Pesca il giusto per garantire un’ottima manovrabilità, ma non troppo per rappresentare un fattore di rallentamento.
Per gli interni le opzioni sono molte così come le personalizzazioni. I volumi sono sfruttati al meglio per garantire il comfort per lunghe permanenze a bordo. Il layout è stato ideato per soddisfare le esigenze di diversi armatori.
Lo scafo è realizzato con infusione di resina vinilestere in fibra di vetro biassiale e tessuti in carbonio unidirezionali. La struttura è leggera, rigida e robusta al tempo stesso. L’albero è in posizione arretrata per consentire di avere più metri quadrati di tela possibile alle vele di prua. Chi naviga con equipaggio ridotto può scegliere il fiocco autovirante, che assicura una navigazione ancora più facile. Una coppia di persone se la può cavare benissimo da sola. In coperta la visibilità è sempre ottimale, sia in alto verso le vele, sia verso prua. Lo sprayhood c’è ma non si vede perché è a scomparsa nella tuga.
L’armatoriale è stata collocata a prua ed è una scelta molto convincente perché c’è molto spazio tra l’ingresso della cabina e l’inizio del letto.
E il piano di coperta, tuga inclusa, è flush, senza ostacoli o sovrastrutture ingombranti che limitano la visibilità. I winch in coperta sono quattro, ovviamente tutti elettrici. Due a pruavia delle ruote del timone e due a poppavia. Tutti e quattro sono comodi e a portata di timoniere. Non c’è una separazione netta tra il quadrato del pozzetto e la zona dedicata alle manovre. Le panche sono lunghe e in grado di accogliere molti passeggeri e appena finiscono si incontrano i winch e le ruote del timone. Anche questo piano di coperta, così semplice ed efficace nello stesso tempo, contribuisce alla sensazione positiva che si ha al timone. Il design della coperta è stato curato da Nauta, che si è occupato anche degli interni. E il risultato è analogo: semplice ed efficace.
IL PROGETTO È TUTTO “MADE IN ITALY” E FRUTTO DI UN LAVORO DI SQUADRA TRA MATTEO POLLI, MARCO LOSTUZZI E NAUTA DESIGN,
IN COLLABORAZIONE CON IL CANTIERE.
I layout del GS 65LC
I layout possibili sono diversi, quello della versione che ho provato prevede quattro cabine e tre bagni. Le due cabine di poppa sono simmetriche nei volumi, ma non nell’allestimento. Entrambe hanno il bagno con box doccia separato, ma una ha una cuccetta matrimoniale e l’altra due singole. L’armatoriale è stata collocata a prua ed è una scelta molto convincente perché c’è molto spazio tra l’ingresso della cabina e l’inizio del letto. Insomma, sono volumi ampi e confortevoli e, ovviamente, anche qui c’è un bagno con box doccia separato. La quarta e ultima cabina, a parte quella per il marinaio all’estrema prua, ha due letti singoli sovrapposti. In totale, con questa versione, i posti letto sono otto.
Configuration Grand Soleil 65 Long Cruise
Interiors veneer in Alpi teak or oak
- T keel in weldox and lead torpedo 3,50m • Bow thruster • 08 fixed windows on the hull • Epoxy primer and antifouling • Aircon system including fancoil in each cabin and saloon 65.000 BTU • Galley and headrooms surfaces in Corian • Four burners stove and gas owen 62 cm • Filter hood in galley
- 2 vertical fridges 220 l total and horizontal freezer • Inverter Mastervolt 2,500 W • 175 hp engine • 4 blades folding propeller • 15.000 I
12 kW generator • 100 l/h watermaker - Electrical WC in each headroom • Teak on deck, coachroof and transom with light grey stripes 2 winches Harken Performa 60.3 STE e 4 winches Harken Performa 70.3 STE
- Foldable mooring winch on bow
- Sprayhood • Cockpit table • 6 foldable mooring cleats Side gates and lateral stainless steel swimming ladder • Hull and deck painted in light color in PPG • Carbon bowsprit including anchor system and gennaker tack • Fiberglass rudder wheels • Axxon carbon mast and V boom including rod rigging • Electric Bamar jib furler • Hydraulic jib Halyard • Code 0 pad eye on bowsprit • Jib tracks • Self tacking jib equipment • Gennaker or Code 0 equipment • B&G Hydra 5000 electronic system including 2 GFD • 2 Nemesis 9’ on mast
- B&G autopilot • Vhf V60 • 2 plotters 9” at the pedestals • Radar antenna • Ais tx/rx
- Flat screen tv including Banten antenna and foldable system • B&G Fusion including six speakers • Naviop gold domotic monitoring system • Transport to Pesaro
- Launch and rigging • Tuning and sail test 72 h • PRICE including optionals
€ 2.800.000 VAT exc
Altri layout prevedono meno posti, ma volumi ancora maggiori nelle singole cabine. Anche la dinette dispone di ampio spazio con due divanetti a L, uno per ogni lato. Il tavolo da pranzo è collocato a sinistra, mentre a dritta c’è posto anche per il tavolo da carteggio. La cucina ha la sua collocazione tra la dinette e la cabina armatoriale di prua. Il piano di lavoro è ampio e lo spazio sufficiente per due persone che possono vivere questo ambiente nello stesso momento. La dinette si trova leggermente rialzata rispetto alle cabine. Questa soluzione consente di lasciare spazio per la sala macchine e, di conseguenza, di avere due cabine di poppa più voluminose del solito. Il vano tecnico, infatti, non si trova in mezzo a questi due locali che quindi possono sfruttare tutto il volume di poppa. E, infine, lo spazio sottocoperta all’estrema poppa è destinato al garage del tender. Il team dei progettisti di GS 65LC è ben rodato e anche questa volta non hanno deluso le aspettative. Matteo Polli ha dimostrato che sa disegnare ottime carene anche di grandi dimensioni, Marco Lostuzzi è una garanzia e si è occupato della struttura e Nauta Design, come sempre, ha ottimizzato le superfici sopra e sottocoperta. Ma senza nulla togliere a questo gruppo di lavoro, in questa barca si sente molto il contributo di Franco Corazza. È proprio una barca alla Corazza: veloce e confortevole. Semplice ed esaltante.
MINORE RESISTENZA ALL’ATTRITO E MAGGIORE STABILITÀ DINAMICA A BARCA SBANDATA ASSICURANO OTTIME PRESTAZIONI ANCHE CON VENTI LEGGERI.
CANTIERE DEL PARDO
Via Fratelli Lumière, 34
I-47122 Forlì (FC)
T. +39 0543 782404
www.grandsoleil.net
PROGETTO
Matteo Polli (architettura navale), Marco Lostuzzi (design strutturale) e Nauta Design (exterior e interior design)
SCAFO
Lunghezza f.t. standard 21,60m • Lunghezza scafo 20,10m • Baglio massimo 5,94m • Pescaggio standard 3,50m • Dislocamento a vuoto 27.500 kg • Zavorra 7.200 kg • Serbatoio carburante 825 l • Serbatoio acqua 840 l • Superficie velica 278 m2
MOTORE
Yanmar 4LV170 • Potenza 125 kW (170 cv) • 4 cilindri • Alesaggio per corsa 92mm x 103,6 mm • Cilindrata 2,75 l • Regime di rotazione 3500 giri/minuto • Peso a secco 334 kg
CERTIFICAZIONE CE
CAT A
(Grand Soleil 65LC – Easy Long Cruise – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Ottobre 2024)
















