Pardo Endurance 72 – Long and easy

Navigare non significa solo raggiungere una meta nel più breve tempo possibile. Il nuovo Endurance 72 fa riscoprire il bello della navigazione

by Niccolò Volpati – photo by Gianluca Naphtalina Camporesi

Non è il primo e sicuramente non sarà l’ultimo. Endurance è la terza gamma – in ordine di tempo – realizzata da Pardo Yachts. Prima sono arrivati i Walkaround e poi i GT. Il nuovo Endurance 72 ha un antesignano, il 60’, dal quale differisce, mantenendo però il family feeling della gamma.

Sul ponte principale, la continuità degli spazi tra dinette, pozzetto e fiancate abbattibili regala la sensazione di trovarsi su una grande terrazza sul mare. 

L’architettura navale è sempre di Davide Leone, ma gli interni sono stati curati da Burdisso e Capponi. Partiamo allora dagli interni che, oltre ad aver cambiato “matita”, presentano un layout molto innovativo. Faccio davvero fatica a distinguere interni e coperta sul ponte principale. È un mantra diffuso quello della continuità tra spazi interni e all’aperto, ma in questo caso mi sembra che Burdisso e Capponi ci siano davvero riusciti. Il merito di questa sensazione di continuità è da attribuire a tre fattori: le vetrate, ovviamente, i portelloni che si aprono sul pozzetto e sul passavanti di dritta e le fiancate abbattibili. Oltre ai dettagli che fanno la differenza. La dinette, infatti, è vetrata a 360° e l’allestimento è tutto concentrato sul suo perimetro. In questo modo la sensazione è quella di essere in un open space.

Francesca Burdisso and Emiliano Capponi.

Con l’Endurance 72, Pardo Yachts inizia la collaborazione con lo studio Burdisso Capponi Yachts&Design, al quale sono stati affidati layout e décor degli interni. Recepito il briefing che chiedeva di rispettare il family feeling del cantiere, lo studio si è ispirato all’Endurance 60 rivedendo i canoni stilistici secondo un’ottica ancora più contemporanea ed elegante. Gli ambienti alternano la classicità del legno a materiali tecnici e a tessuti, utilizzati e dosati secondo un preciso schema e un particolare uso dinamico delle linee inclinate. L’essenza principale è quella del noce grigio con finitura opaca, utilizzata solo per le parti che definiscono il design dell’imbarcazione; velette dei cielini, pagliolato del main deck, basamenti delle tappezzerie, boiserie.

Elka Design ha collaborato con il team progettuale realizzando una linea completa di rubinetti e accessori su misura, tutti in finitura nera opaca e perfettamente integrati con il design degli interni.

La consolle di guida, che si trova sulla sinistra a prua, appare perfettamente inserita nell’ambiente. La cucina è lineare e la si incontra all’ingresso dal pozzetto e sopra il piano di lavoro c’è una vetrata. Si può guardare così verso l’esterno e dal passavanti vedere chi si trova all’interno, quasi come una cucina a vista di un ristorante. Il secondo elemento che contribuisce alla continuità tra spazi interni ed esterni sono i portelloni apribili. Ce ne sono due, molto grandi, uno a poppa e uno sulla fiancata di dritta della dinette. Quando entrambi sono aperti si ottiene in pratica che tutto l’angolo di dritta della dinette verso il pozzetto sia aperto. In questo modo, non c’è alcun ostacolo tra dinette, pozzetto e passavanti laterale.

Quattro cabine, ciascuna con bagno privato, e due ingressi separati dalla dinette. Il layout è studiato per le lunghe permanenze a bordo. Ci sono anche un bagno diurno e una cabina marinaio con bagno, accessibile esternamente dalla prua.

E, infine, anche i passavanti danno la sensazione di spazio aperto in virtù delle fiancate abbattibili. Non si tratta, come al solito, di una piccola porzione di fiancata, perché tutta la murata, fino praticamente alla fine della dinette a prua, è abbattibile. La sensazione è proprio quella di una terrazza sul mare. Anzi è una dinette aperta che affaccia sul mare. Spesso le fiancate abbattibili del pozzetto sono a pelo d’acqua. Non è il caso di Endurance 72.

Una terrazza sul mare sul ponte principale e una zona
con più privacy sul fly. Gli spazi non mancano e offrono tutto ciò
che serve per godersi la crociera.

Sotto il pozzetto c’è il garage del tender e sotto la dinette la cabina armatoriale e la Vip. Il ponte principale, pertanto, è più in alto rispetto alla linea di galleggiamento e anche questo contribuisce alla sensazione di trovarsi in una terrazza sul mare. Per l’accesso all’acqua basta scendere qualche gradino e raggiungere la piattaforma di poppa che è ampia e anche questa abbattibile, in modo da raggiungere la superficie e trasformarsi in una beach area. La stessa piattaforma, se sommersa sotto la superficie, rende agevole l’alaggio e il varo del tender da quattro metri che si ricovera nel garage. Meno riuscito mi sembra l’allestimento della zona di prua della coperta. Ci sono diversi divanetti lineari ai quali, chi lo desidera, può aggiungere un tavolo in mezzo e prendisole che si ottengono spostando lo schienale. Anche l’estrema prua è ricoperta da un cuscino che però non è sufficientemente ampio per essere un prendisole, né contenuto per essere una seduta. Insomma, sembra una zona non risolta. Dal piano di calpestio all’estrema prua c’è anche l’accesso alla cabina marinaio.

I display Garmin GPSMAP, insieme alla domotica Empirbus, permettono di controllare ogni aspetto della navigazione, dalla gestione dei serbatoi all’illuminazione, dal clima alla sicurezza. L’impianto JL Audio offre un suono cristallino, rendendo ogni momento a bordo un ricordo indimenticabile.

Il fly è disponibile con o senza hardtop. Quello senza ha comunque un grande tendalino che si apre elettricamente e ripara quasi tutta la superficie. Oltre alla seconda postazione di guida con un divanetto a due posti, c’è la zona pranzo con tavolo e divanetto a L, mobile grill e cucina e a poppa due chaise longue. All’area notte nel ponte inferiore si accede sia dal centro della dinette sia da prua. A centro barca si trovano la cabina armatoriale e una Vip, entrambe con bagno privato e box doccia separato. A prua, invece, ci sono due cabine ospiti con cuccette parallele, anche queste con il loro bagno dedicato. 

Tutto facile in mare, sia nel passaggio sull’onda, sia in manovra. La visibilità, sempre buona a qualsiasi andatura, accentua la sensazione di avere tutto sotto controllo.

Per quanto riguarda la navigazione, ispirata al concetto di long range, è molto tranquilla. La carena si comporta bene sull’onda di scia e la barca chiude una virata in uno spazio inferiore ai cento metri di diametro senza perdere potenza. Tutto semplice e tranquillo. In sala macchine ci sono due Volvo Penta D13 da 1.000 cavalli ciascuno con il sistema Ips 1350. I vantaggi, oltre che nella manovrabilità, sono nei consumi. La potenza non è eccessiva, tanto che alla massima si arriva a 26,5 nodi, comunque più che sufficiente. Per planare, infatti, ne bastano poco più di quindici. La visibilità è sempre buona anche nella postazione di guida interna.

Engine room

Duemila cavalli complessivi suddivisi in due Volvo D13 garantiscono una tranquilla navigazione. Senza eccessi, così come deve essere per le lunghe crociere.

CANTIERE DEL PARDO
Via Fratelli Lumière, 34
I-47122 Forlì (FC)
T. +39 0543 782404
www.pardoyachts.com

PROGETTO
Davide Leone Yacht Design (architettura navale), Burdisso Capponi Yachts&Design (interni), Cantiere del Pardo (concept)

SCAFO
Lunghezza f.t. 22,00m • Lunghezza scafo 20,83m • Larghezza massima 5,66m • Pescaggio 1,70m • Dislocamento 50.000 kg • Serbatoio carburante 6.000 l • Serbatoio acqua 1.200 l

MOTORE
2x Volvo Penta D13-Ips 1.350 • Potenza 735 kW (1.000 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 12,8 l • Regime di rotazione 2400 giri/minuto • Peso a secco 2.458 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO*
Prezzo base 3.7M € • Prezzo barca come da prova, ricca di optional, il prezzo è di 4.9M €

*Il prezzo si riferisce a Novembre 2025

(Pardo Endurance 72 – Long and easy – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Novembre 2025)