Stile, design, qualità delle finiture e dei materiali: la collaborazione tra il cantiere e Armani Casa ha prodotto un walkaround perfetto per chi ama navigare senza rinunciare al lusso
by Niccolò Volpati
Negli ultimi anni i walkaround hanno invaso il mercato. Il motivo è presto detto: ampi spazi all’aperto per godersi il mare, buone performance e, soprattutto, per quelli di dimensioni maggiori, interni confortevoli per la crociera. In sostanza, sono perfetti per il Mediterraneo. Non credo che si possa definire una moda, nel senso che è la tipologia di barca che incontra il modo sempre più diffuso di navigare.
La conseguenza di questo successo è che i cantieri hanno proposto nuovi modelli di dimensione sempre maggiore. E un armatore che acquista una barca importante ha le idee chiare di come la voglia. La customizzazione è perciò irrinunciabile. Queste, credo, siano le considerazioni alla base del progetto T50 Speciale di Tesoro Yachts, il cantiere spagnolo fondato dieci anni fa da Juan Carlos Olivares e Andrés Martínez. Cosa distingue questo modello da tutti gli altri walkaround che si incontrano in banchina? La customizzazione vera, cioè la possibilità di realizzare la barca che si desidera. T50 non ha semplicemente tre o quattro versioni di layout da scegliere, ma dà la possibilità di costruire una barca su misura e anzi chiede perfino il coinvolgimento dell’armatore. Basta un colpo d’occhio, del resto, per rendersi conto che T50 è diversa dalle altre. È impossibile, infatti, non notare la colorazione dorata dello scafo e di parte della coperta. Interni e coperta sono stati realizzati in collaborazione con Armani Casa e la sensazione è di trovarsi a bordo di una barca di lusso, ma anche di un mezzo tecnologicamente avanzato.
Design, costruzione e allestimenti sono tutti di alto livello. È un walkaround – come abbiamo detto – ma con una particolarità. L’estrema prua è un’area prendisole e relax che occupa anche il camminamento intorno alla tuga. Mi sembra una scelta molto valida. Mi sono sempre chiesto che senso avesse poter camminare lungo i passavanti fino all’estrema prua se l’ancora esce dall’occhio di cubìa. T50, invece, sfrutta questa zona per rilassarsi. Si ottiene così un’area prendisole con più privacy rispetto a quella del pozzetto, ideale soprattutto quando si è ormeggiati di poppa in banchina. Il T-Top è in carbonio ed è realizzato in un unico pezzo. È ovvio, pertanto, che si ha il massimo della robustezza che si possa avere. Il parabrezza ha un’unica vetrata e l’aerazione è garantita dalle aperture laterali.
Non è per nulla in difficoltà sul mare formato e resta sempre asciutta. Sei al timone di un 50 piedi, ma sembra di essere alla guida di un dieci metri. Il T-Top in carbonio, realizzato in un unico pezzo, risulta particolarmente robusto senza appesantire troppo la sovrastruttura della barca.
La plancia è ampia, tanto da ospitare due grandi plotter. Mi è piaciuta la loro collocazione molto verticale che, senza ostacolare la vista verso prua, evita che la luce solare diretta possa compromettere la nitidezza della cartografia e dei dati di navigazione. Insomma, la sensazione è che nulla sia lasciato al caso, sia per lo stile, sia per la funzionalità. Ed è una sensazione che mi accompagna in qualsiasi angolo della barca. I passavanti laterali sono ampi, il camminamento da una fiancata all’altra attraversando il pozzetto è confortevole e la piattaforma di poppa è estensibile in modo da avere una sorta di beach area a pelo d’acqua. Sotto al prendisole di poppa c’è il garage del tender e non mancano i tientibene che si trovano soprattutto all’interno delle fiancate in modo da non essere visibili e non intaccare il design di T50 Speciale.
Un’altra soluzione che mi sembra ben riuscita è quella della zona bar e cucina in coperta. Gli elementi che la compongono sono tre: a poppavia delle tre sedute per pilota e copiloti c’è un mobiletto con lavandino e frigorifero. Un secondo elemento, più piccolo, si trova a sinistra e ospita due fuochi a induzione e, infine, il terzo mobiletto affaccia sulla zona pranzo occupando tutta la larghezza tra un montante e l’altro del T-Top e contiene bicchieri e stoviglie. Perché dico che è ben riuscita? Tutto è a scomparsa e quindi quando non serve bar o cucina non rimane niente a vista, i volumi dello storage sono notevoli così come le superfici di lavoro, e, in più, essendo appunto tre mobiletti, ci si muove agevolmente. Il risultato è un’area cucina e bar molto grande, ma che non dà per nulla la sensazione di essere ingombrante. Gli interni non sono da meno. La scaletta che ne consente l’accesso dalla consolle ruota di novanta gradi, in questo modo i gradini sono larghi e sicuri e lo spazio sottratto all’abitabilità è il minimo indispensabile.
L’altezza sottocoperta è, ovunque, di 190 cm e il layout prevede la cabina armatoriale a poppa. Anche questa mi sembra un’ottima soluzione perché è molto spaziosa e l’abitabilità non manca. La cuccetta matrimoniale è collocata in diagonale per consentire di muoversi facilmente intorno al letto. Il bagno dell’armatoriale è molto confortevole e il box doccia separato non ha nulla da invidiare per dimensioni a quello di un albergo a cinque stelle. A prua c’è la dinette trasformabile che offre altre due cuccette e un altro bagno con box doccia separato. Nel complesso, ci sono quattro posti letto e due bagni, tutti confortevoli. E, infine, ci sono le prestazioni.
L’ancora esce dall’occhio di cubìa e si comanda dalla plancia. La telecamera interna al gavone facilita le operazioni.
In sala macchine si trovano due Volvo Penta D8 da 600 cavalli ciascuno con il sistema Ips 800. Attraversando l’onda di scia dei traghetti in transito, ho potuto testare la carena che si è comportata più che egregiamente. Non soffre per nulla il mare formato, almeno fino a 25 nodi di velocità. Non si deve dosare il gas, né preoccuparsi di come si affronta l’onda. La coperta è asciutta, incluso il prendisole di poppa, la visibilità dalla plancia è perfetta così come l’assetto. La manovrabilità, anche grazie alle trasmissioni Ips, è sempre garantita. L’unico aspetto poco convincente è che, quando si vira stretto, la barca s’inclina molto. Non si ha la sensazione di perdere il controllo, ma ne risulta limitata la visibilità laterale perché lo sbandamento dello scafo fa sì che il T-Top riduca l’angolo di visuale.
Engine room
I due Volvo Penta D8 da 600 cavalli ciascuno spingono T50 fino a una velocità massima di 35,7 nodi e per planare ne bastano 14. Ci sono pertanto oltre 20 nodi di range di crociera.
TESORO YACHTS S.L.
Alicante-Spagna
www.tesoro.yachts
Italian dealer
G.P.Y. Marine Srl
Marina Cala de’ Medici
Rosignano Solvay (LI)
T. +39 0586 764925
www.gpymarine.it
PROGETTO
Tesoro Yachts e Armani Casa
SCAFO
Lunghezza f.t. 16,25m • Larghezza massima 4,62m • Pescaggio 1,23m • Serbatoio carburante 2.000 l • Serbatoio acqua 390 l • Dislocamento 18.000 kg
MOTORE
2x Volvo Penta D8-Ips 800 • Potenza 441 kW (600 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 7,7 l • Rapporto di compressione 16.5:1 • Alesaggio per corsa 110mm x 135mm • Regime di rotazione massimo 3000 giri/minuto
CERTIFICAZIONE CE
CAT B
PREZZO*
A partire da 897.000 € con Ips 600 come standard 1.037.000 € con Ips 800
*Il prezzo si riferisce a Novembre 2025
(T50 Speciale – L’isola del tesoro – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Novembre 2025)



















