Mega spazio all’aperto, mega volumi interni, mega sostenibilità: questa è la filosofia del nuovo mega yacht secondo Lagoon
by Niccolò Volpati
Di sostenibilità oggigiorno si fa un gran parlare. Talvolta così, giusto per, senza avere validi argomenti. In questo caso, invece, il grande tema merita di essere menzionato. Il nuovo catamarano a motore di Lagoon misura, fuori tutto, oltre 24 metri di lunghezza e l’80% della vetroresina utilizzata è riciclata, così come il 71% dei legni a bordo. In particolare, sono serviti 8 mila e 200 chili di resina, e il 45% di questa è composta da componenti biologici. Tirando le somme, rispetto ai materiali tradizionali, il risparmio è di 10 mila chilogrammi di CO₂ per ciascun modello che esce dai capannoni di Bordeaux.
Eighty3 è appena uscito dal capannone di Lagoon di Bordeaux e un altro è già in costruzione.
Eighty3 non è il primo grande catamarano a motore di Lagoon, perché, oltre al 67’, il cantiere si era già cimentato con esemplari custom. Ed è un bene, perché proprio questa caratteristica di disponibilità alla personalizzazione si ritrova anche sui modelli di serie. Eighty3 si contraddistingue senza dubbio per l’attenzione al design, la cura del dettaglio e la qualità dei materiali. Le superfici all’aperto e i volumi interni sono così grandi che si misurano in metri quadrati.
Il Fly viene chiamato terrazza e misura 50 metri quadrati, per l’appunto. Il T-Top la protegge completamente, con una parte centrale in tela scorrevole, ideale quando il sole è tramontato per ammirare il cielo e le stelle. Il tavolo da pranzo è in grado di accogliere almeno nove commensali e il divanetto a L altrettanti, se non addirittura di più. La cucina principale, dotata di grill, è nell’area notte vicina alla zona dell’equipaggio. La postazione di guida principale è proprio sul fly, all’aperto, ma comunque protetta dal T-Top. C’è un’unica poltrona per il comandante, senza altre sedute intorno. Lo spazio è così ampio che sembra quasi la postazione di guida di un’astronave.
Il ponte principale è ovviamente un’area in continuità tra spazi interni ed esterni. La piattaforma di poppa è immergibile e può sostenere un grande tender, fino a 1.500 chili. Pozzetto, passavanti laterali e zona di prua sono il trionfo di prendisole, tavolo da pranzo, sedute, divanetti e chaise longue. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Al salone si accede dal portello del pozzetto, interamente apribile e completamente vetrato, per garantire una vista verso l’esterno a 360°.
Anche alla zona di prua si accede agilmente, dato che oltre ai passavanti laterali c’è una porta vetrata che permette di varcare l’area living di prua dal salone, dove, peraltro, sono stati allocati un altro tavolo da pranzo, un banco bar con sgabelli e un’area living. C’è spazio anche per il carteggio, che dispone di un ampio tavolo circondato da molti strumenti. Qui c’è anche la seconda postazione di guida, caratterizzata dalla presenza delle manette dei motori e del joystick. Manca il timone, ma è una scelta precisa: si tratta infatti di una postazione da utilizzare per le lunghe navigazioni in mare aperto quando si procede con il pilota automatico. Per le manovre in porto o in rada, invece, si deve salire sul fly, dove si ha una visuale migliore del panorama. Infine, nei due scafi si trova l’area notte.
Il progetto è stato realizzato da una squadra ben affiatata: VPLP Design per l’architettura, Patrick le Quément per gli esterni e Nauta Design per gli interni. Il debutto ufficiale sarà al salone di Cannes a settembre.
In totale sono quattro cabine con i relativi bagni e a ciascuna si accede autonomamente. Dal salone, a dritta, si raggiunge l’armatoriale, impreziosita da un portellone sulla fiancata che, una volta aperto, si trasforma in un balcone a pelo d’acqua. Oltre al bagno con box doccia separato, c’è anche una grande cabina armadio. Sullo stesso scafo, più a poppa, c’è una matrimoniale, a cui si accede sempre dal salone, ma da una scaletta più verso poppa. Lo scafo di sinistra ospita un’altra matrimoniale, una grande cucina lineare e, a prua, la zona dell’equipaggio, con quattro posti letto. Insomma, comfort e spazio per gli armatori, gli ospiti e l’equipaggio non mancano. In sala macchine, i motori sono due Nanni su base John Deere N3 da 580 cavalli ciascuno. L’energia a bordo è fornita dai tanti pannelli solari installati sul T-Top più altri a poppa del fly e, quando non bastano, dai generatori Mase.
«In occasione del lancio del nuovo Eighty3, siamo particolarmente orgogliosi di annunciare che la nuova ammiraglia Lagoon ha previsto l’installazione a bordo di due generatori Mase VS 17.5 LOW collegati in parallelo. Questa configurazione garantisce continuità di servizio, maggiore efficienza energetica e una gestione ottimale dei carichi di bordo, in linea con gli standard di affidabilità e di silenziosità richiesti oggi dal segmento dei multiscafi di alta gamma». Stefano Campanelli
I dipendenti di Lagoon sono 2.000 e ricoprono ben 42 diverse professioni.
Il refit fatto in casa
Lagoon ha recentemente lanciato un servizio di refit per i propri modelli, chiamato Lagoon Neo. Per strutturarsi, il cantiere ha investito in acquisizioni e nuove aree. Gli Hub sono diversi, in Mediterraneo e in Atlantico. Fuori dalle colonne d’Ercole, le sedi sono a Bordeaux e a Les Sables-d’Olonne, mentre in Mediterraneo le sedi sono a Canet-en-Roussillon e in Tunisia. Il servizio è offerto in package a prezzi molto concorrenziali. È prevista perfino la rimotorizzazione, oltre a qualsiasi lavoro di refit e di customizzazione.
La gamma Lagoon è costituita da dieci modelli a vela – la novità per il 2026 sarà il 47’ – e due modelli a motore: il 67 e Eighty3.
Lagoon in cifre
I dipendenti sono 2 mila. Oggi nel mondo navigano 7.700 Lagoon tra catamarani a vela e a motore. La gamma Lagoon è costituita da dieci modelli a vela – la novità per il 2026 sarà il 47’ – e due modelli a motore: il 67 e Eighty3. Il brand fa parte del gruppo Bénéteau (una galassia di 18 brand e 6.400 dipendenti).
(Lagoon Eighty3 – La nuova ammiraglia – Barchemagazine.com – Marzo 2026)
















