Massimo Perotti celebra i venti anni della sua acquisizione dei cantieri Sanlorenzo fondati nel 1958. Grazie a intelligenza, passione, lavoro e coraggio, ha portato la sua azienda da 42 milioni di fatturato del 2004 a circa un miliardo di euro di oggi
by Chiara Risolo and Francesco Michienzi
Talvolta, ripercorrendo le carriere di alcuni grandi imprenditori viene naturale domandarsi che cosa questi uomini possano ancora desiderare dal momento che hanno tutto, successo, stima, denaro e perfino un certo charme che forse Dio ha assegnato loro sulla fiducia quando sono nati. Benché non esistano interrogativi sciocchi, semmai risposte strampalate, lo sbaglio è a monte. Risiede nella convinzione, lecita ma sbrigativa, di conferire a quel “tutto” un valore supremo, universale e inconfutabile, quasi che fosse farina del sacco dei padri costituenti.
Senza addentrarsi in dissertazioni sofistiche sul relativismo filosofico, basterebbe in realtà cambiare prospettiva. Guardare in una direzione nuova per comprendere che ciò che fa di un imprenditore un signor imprenditore è semplicemente l’irrefrenabile necessità di alzare sempre più la famosa asticella, di guadagnare yard con cuore impavido come fanno i principi del fair play, i rugbisti, perché quel “tutto” – in fondo – è un falso mito, un concetto immobile, un vocabolo desueto, un errore ortografico nel libro della vita.
Tutta questa premessa potrebbe spiegare, ad esempio, perché Massimo Perotti in un ventennio ha portato Sanlorenzo sul tetto del mondo, con la ragionevole chance di poter arrivare, un giorno, a colonizzare le stelle. Nato nel 1960 a Torino, in quella che allora era la locomotiva d’Italia, Perotti è senza dubbio un fuoriclasse dello yachting internazionale. Piaggeria? Giammai. Se è vero che tre indizi fanno una prova, ecco qui. Il primo: quando acquista Sanlorenzo da Giovanni Jannetti, è il 2005, il cantiere ha un fatturato pari a 42 milioni di euro. In cinque lustri, bilanci alla mano, Perotti riesce a tagliare il traguardo del miliardo di euro. Due: nel 2019 Sanlorenzo ha tutte le carte in regola per quotarsi a Piazza Affari. Tre: nell’estate del 2024 il Cavaliere mette in cascina fieno per palati purosangue, comprando Nautor Swan da Leonardo Ferragamo.
44 Alloy
Il nuovo 44Alloy è un vero e proprio rinnovamento concettuale
del 40Alloy, modello in alluminio di 40 metri di lunghezza,
icona pluripremiata celebre per le innumerevoli innovazioni
che vantava al suo debutto nel 2007: le terrazze abbattibili nella zona armatoriale, le porte ad ala di gabbiano in plancia
e le notevoli prestazioni.
Naturalmente, tra un ‘indizio’ e l’altro, accadono molte, moltissime cose. Dal 2008 a oggi è un susseguirsi di vari con la V di vittoria. Si tratta di un lungo elenco da far impallidire le Pagine Gialle. Dal primo SD92 all’ultimo 50Steel, superyacht con propulsione a metanolo verde, è un fiorire di nuove gamme, SL, Exp, SP e X-Space, pedine strategiche che si muovono con invidiabile disinvoltura sulla scacchiera del diporto che conta.
50Steel
Non mancano, va da sé, gli investimenti mirati ad ampliare, e allo stesso tempo diversificare, la capacità produttiva: è del 2007 l’acquisizione del cantiere a Viareggio dedicato alla costruzione di scafi in metallo e vetroresina di dimensioni maggiori ai 100’, del 2016 quella dei Cantieri San Marco di La Spezia riservato alle grandi imbarcazioni in metallo, mentre il 2018 segna un colpo da manuale. Perotti, infatti, compra il brand Bluegame. Nel corso di quest’ascesa, i premi alle imbarcazioni non si contano e, siccome a dispetto del qualunquismo imperante, anche in Italia la meritocrazia ha un valore, Massimo Perotti nel 2017 riceve dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la nomina di Cavaliere del Lavoro. Strike.
Passione, visione, spirito di sacrificio? Audacia e fortuna che aiuta gli audaci? Anche. Ma non solo. Perotti, anzitutto, arriva da una famiglia di artigiani dove l’arte della manualità – leggi attitudine alla precisione – non è un concetto astratto, della serie “o le cose si fanno bene oppure è meglio lasciar perdere”. Pertanto, per quanto l’adolescenza con le sue apparenti insormontabili criticità riguardi chiunque l’attraversa, chi, come lui, ha la fortuna di crescere a pane, ordine e senso del dovere, parte con un vantaggio di tutto rispetto. E ancora, se a ciò si aggiunge una profonda ammirazione, maturata da ragazzino, per due giganti come Vittorio Ghidella e Adriano Olivetti, beh, è difficile immaginare qualche Caporetto lungo il percorso. In una recente intervista ha dichiarato di aver sempre desiderato crescere professionalmente come il primo, per lui il miglior ingegnere di sempre nonché grande esperto di prodotto e come il secondo soprattutto per il suo approccio umanista al lavoro.
Massimo Perotti è l’Executive Chairman Sanlorenzo, uno dei nomi di eccellenza, a livello mondiale, dell’industria nautica per la produzione di yacht e superyacht fino a 74 metri di lunghezza.
A Barche precisa: “Sin dai primi anni di vita ho creduto nell’efficienza, nella qualità, nella professionalità, senza trascurare mai l’importanza del rapporto umano con le persone. A tal proposito, non posso non citare un altro grande imprenditore illuminato, Brunello Cucinelli. Ha creato un brand internazionale dal nulla con un moltiplicatore di Borsa molto vicino, se non a volte migliore, di quello di Ferrari ed Hermès. È riuscito in pochi anni a costruire un’azienda di eccellenza a livello mondiale con un approccio fortemente umanista nel totale rispetto delle sue maestranze, producendo il suo prodotto in Italia, con una concorrenza che, viceversa, utilizza il resto del mondo per ridurre i costi e di conseguenza la qualità”. Ma nella lista dei nomi pesanti che piacciono tanto al Cav. c’è anche quello di Sergio Marchionne: “È stato sicuramente un grande manager e qualcuno, nella nautica, tempo fa mi ha soprannominato Marchiotti per indicare l’energia e la spinta che ho dato a Sanlorenzo nei primi anni di sviluppo. Marchionne è stato uno dei migliori manager al mondo, con impareggiabili doti professionali. Ha salvato la Fiat e ha creato l’FCA. Unico neo, non ha coltivato nelle relazioni quell’aspetto umano cui accennavo poco fa”.
Chissà, forse per alcuni è difficile “restare umani” quando si compiono grandi imprese, quando arriva la consapevolezza che il vento sta girando benissimo, che sta per succedere davvero qualcosa di dirimente. A tal proposito, a voler ripercorrere il suo primo ventennio, Perotti, in particolare, cristallizza tre accadimenti nodali che hanno fatto la differenza, che gli hanno permesso di alzare la famosa asticella di cui sopra: “Il varo di SD92 COCO, navetta con scafo color cappuccino e tende a copertura del fly bridge. È stata la prima barca Sanlorenzo ideata, disegnata, progettata e costruita da me con l’aiuto di Antonio Santella e Francesco Paszkowski. Questo yacht ha segnato, insieme al 40Alloy con le terrazze, il nuovo corso del cantiere a partire dal 2007 in poi. Il secondo giro di boa è del 2019 con la quotazione alla Borsa di Milano. L’azienda ha cambiato pelle ed è passata nei cinque anni successivi, da 450 a 930 milioni di fatturato, ingrandendo molto la gamma di prodotto, cambiando il management, posizionandosi sul mercato in modo più capillare rispetto a prima. Il terzo passaggio cruciale è datato 2024. Sanlorenzo diventa internazionale con le acquisizioni di Simpson Marine e Nautor Swan”.
SL120A
Quest’ultimo blasone dello yachting inaugura di fatto la produzione di barche a vela e il cantiere cambia così paradigma: “Oggi siamo un gruppo con due marchi che hanno valori molto simili. Sono totalmente complementari, laddove il primo rappresenta il top brand nella nautica a motore e il secondo nel panorama velico. Ovviamente non dimentico Bluegame, che si incastra molto bene tra i due e rappresenta una nicchia di mercato sotto i 24 metri. Ha una propria storia e una forte identità anche grazie alle capacità del suo Ceo, Carla Demaria e di Luca Santella, Head of Product Strategy”, sottolinea il Cav. che, solleticato da qualche domanda su future possibili acquisizioni, dichiara: “Non sono nel nostro radar. Penso piuttosto a una riorganizzazione di Nautor Swan che ha le potenzialità per poter crescere molto con nuove linee di prodotto a cui stiamo già lavorando e che produrremo nei nuovi cantieri, con nuovo personale. Più in generale ciò che vedo nel futuro di Sanlorenzo è un’ulteriore crescita dal punto di vista della qualità, del design, dell’innovazione”.
Fin qui tutto bene, anzi benissimo, ma la cronaca impone di ricordare due colpi del passato che Perotti non ha messo a segno, ovvero la possibile acquisizione di Wally nel 2007 e il “salvataggio” di Perini Navi nel 2020. “Ho mancato gli obiettivi, vero, ma non ho rimpianti. Certo, non nego un moto di stizza a caldo, ma il nulla di fatto di allora mi ha permesso di incontrare lungo il mio percorso Nautor Swan, un marchio che ritengo di gran lunga superiore per potenzialità, ‘un brand aggregante che dà grandi soddisfazioni di crescita’, come dice Ferragamo. Devo ammettere però che non era nei miei piani. È stato un colpo di fortuna”.
Già, la dea bendata… Ma non basta. Per tenere dritto il timone ci vogliono idee, sangue freddo, notti in bianco, capacità di vedere oltre. Un bel corredo che certamente Massimo Perotti ha iniziato a costruirsi negli anni, ben 23, trascorsi in Azimut accanto al maestro, Paolo Vitelli, scomparso all’improvviso lo scorso dicembre. “Allora con me c’erano anche Carla Demaria e Vincenzo Poerio. Proprio in questi giorni, durante una riunione di Confindustria Nautica, ho avuto modo di rammentarlo. Constatare che al tavolo dell’Associazione di categoria siedano proprio Demaria, Poerio e il sottoscritto; quindi, i tre manager che lo hanno affiancato per molto tempo, credo sia emblematico, probabilmente la rappresentazione plastica del ricordo della sua grandezza”.
Tornando al ventennio di Perotti, si racconterebbe una storia a metà se non si citasse il suo impareggiabile senso estetico alimentato da un amore smisurato per l’arte e da collaborazioni eccellenti con designer capaci di rendere le imbarcazioni made in Sanlorenzo non soltanto bellissime, ma fortemente identitarie, riconoscibili: “Ricordo gli albori con Francesco Paszkowski e Antonio Santella. Con loro ho iniziato a scrivere il nuovo corso del cantiere attraverso linee di prodotto inedite. Mi riferisco ai semidislocanti in composito e alla divisione super yacht in alluminio e acciaio. Con Luca Santella, invece, ho sviluppato l’SX e Bluegame. Cito anche Mauro Micheli e Sergio Beretta di Officina Italiana Design con cui ho progettato barche che ancora oggi vengono prodotte in Sanlorenzo. E poi il felice incontro con Bernardo e Martina Zuccon. Oggi Zuccon International Project progetta e disegna tutta la gamma Sanlorenzo e quella Bluegame con una continuità di lavoro e un rapporto che cresce anno dopo anno con enorme soddisfazione. Oltre ai designer di settore, non posso non menzionare Piero Lissoni per l’enorme aiuto che ha dato allo sviluppo di Sanlorenzo, non solo per il design degli interni e per i consigli sempre ben accetti sulle linee esterne, ma anche per il suo contributo di Art Director che ha aiutato l’azienda a cambiare totalmente il modo di comunicare. Lissoni ha guidato le scelte nel design e nell’arte, mi ha affiancato nella decisione dell’acquisto di Casa Sanlorenzo a Venezia, che peraltro ha ristrutturato. Insomma, le cose più eleganti, più eccezionali e raffinate nel design e nello stile dell’azienda le ho ricevute da lui. Mi piace anche menzionare Chris Bangle con cui è nato il progetto delle barche Asimmetriche, e poi Antonio Citterio e Patricia Viel, Patricia Urquiola, Christian Liaigre…”. È un diario davvero fitto di ricordi quello di Perotti. Avvincente in ogni rigo, ma attenzione però perché non è “tutto”.
Bluegame ha costruito BGH-HSV con propulsione esclusivamente a idrogeno verde e zero emissioni utilizzata come chase boat di supporto sia per il team di American Magic sia per il team francese Orient Express nell’America’s Cup 2024.
Sanlorenzo ha acquisito il 60% di Nautor Swan, Massimo Perotti ha dichiarato: “La firma di questo accordo rappresenta il raggiungimento di un’altra tappa fondamentale della nostra strategia. Abbiamo elaborato un piano industriale solido in collaborazione con Leonardo Ferragamo e il management di Nautor Swan che ha trasformato il cantiere e le sue barche in un brand iconico a livello globale e ultra-esclusivo la cui filosofia è perfettamente coerente con quella di Sanlorenzo”.
Nautor Swan ed Edmiston hanno siglato una partnership commerciale per la nuova gamma di superyacht a vela costruita in alluminio da 40+ metri. Il primo progetto sarà firmato da Malcolm McKeon Yacht Design.
La collaborazione con Art Basel, iniziata nel 2018 con la firma dell’accordo di global partnership per gli appuntamenti annuali di Hong Kong, Basilea, Miami Beach e Parigi, ha sottolineato la capacità di Sanlorenzo di raccontarsi sempre in modo inedito attraverso la contaminazione con nuovi mondi e linguaggi creativi.
Nel segno di un’eleganza e raffinatezza uniche che la contraddistinguono fin dalle origini, Sanlorenzo ha portato, nelle varie edizioni della Milano Design Week, la propria storia e filosofia affidando la sua visione del futuro all’Art Director Piero Lissoni, interprete dei valori dell’azienda attraverso il suo inconfondibile stile minimale.
Alla Design Week 2023 Sanlorenzo ha presentato La Macchina Impossibile, un’installazione di Piero Lissoni che interpreta l’incessante ricerca portata avanti dal cantiere verso soluzioni tecnologicamente innovative per ridurre l’impatto ambientale dello yachting. L’opera costituita da una imponente scultura metallica rappresentava una macchina complessa, altamente tecnologica, ma definita nei dettagli da un sapiente lavoro manuale proprio come uno yacht.
Casa Sanlorenzo a Venezia è un nuovo spazio culturale restaurato da Piero Lissoni e ideato da Massimo Perotti. Rappresenta il cuore della filosofia del brand che si estrinseca fra arte, design e innovazione.
Casa Sanlorenzo è stata anche una delle sedi ufficiali della Venice Climate Week, ospitando i ‘Sanlorenzo Talks’, una serie di incontri e dialoghi dedicati ai temi della transizione ecologica e dell’innovazione sostenibile, con ospiti di rilievo del mondo scientifico, culturale e industriale.
Il Gruppo Sanlorenzo ha 7 sedi per 421.518 m2 complessivi di cui 146.387 coperti. Quella principale è situata ad Ameglia (La Spezia) nel parco naturale di Montemarcello-Magra, sulle rive del fiume Magra. Una seconda divisione ha sede a Viareggio, cuore storico della nautica italiana. Una terza divisione si trova a Massa, con 37.000 m2 coperti per la produzione degli scafi/coperta in composito, uno dei più grandi siti al mondo. Seguono, la produzione di superyacht che si trova a La Spezia e le sedi di Pisa, Arbatax e Pietarsaari (Finlandia).
In occasione degli Elite Days 2024 è stata varata la prima unità
del 50Steel Almax, primo superyacht al mondo con sistema
Reformer Fuel Cell a metanolo verde.
Sanlorenzo organizza gli Elite Days, eventi esclusivi durante i quali vengono presentate a un pubblico internazionale di armatori e giornalisti l’intera flotta e le ultime novità. Occasioni uniche per immergersi nel mondo Sanlorenzo potendo visitare il cantiere navale, scoprire i nuovi modelli, vedere le barche in costruzione e salire sugli yacht per prove in mare aperto.
Il sistema modulare Reformer – Fuel Cell del Sanlorenzo 50Steel Almax è stato sviluppato in collaborazione con Siemens Energy. Questa tecnologia è in grado di trasformare il metanolo verde in idrogeno e successivamente in energia elettrica per alimentare tutti gli apparati di hôtellerie dell’imbarcazione senza che l’idrogeno venga stoccato a bordo.
Il sistema HER (Hidden Engine Room) dà una nuova sistemazione alla sala macchine con uno sviluppo orizzontale degli apparati di propulsione e una nuova distribuzione della zona tecnica nell’under lower deck.
La soluzione adottata sul Sanlorenzo 50Steel Almax consente alla nave di generare energia elettrica fino ad un massimo di 100kW, con motori di propulsione e generatore diesel spenti. Il sistema, totalmente carbon neutral, aumenta in modo significativo il tempo di permanenza in rada senza consumo di combustibile diesel, coprendo in zero emissioni circa il 90% del tipico tempo di utilizzo di un superyacht. Massimo Perotti ha dichiarato: “Innovare è per noi progettare e sviluppare soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e di design sempre più avanzate, che consentano di unire l’armonia e l’eleganza delle linee con l’efficienza delle performance e la massima riduzione dell’impatto ambientale. È la direzione che abbiamo tracciato con la nostra ‘Road to 2030”.
«Abbiamo il dovere di investire costantemente in ricerca e sviluppo
per garantire la coesistenza di prodotti innovativi, iconici e raffinati
con la riduzione delle emissioni, raggiungendo prima la carbon neutrality e poi l’impatto zero dal punto di vista ambientale».
Massimo Perotti, Executive Chairman Sanlorenzo
Photo credit courtesy by Sanlorenzo
Simone Bossi, Carlo Borlenghi, Stefano Gattini, Francesco Ferri, Fernando Lombardi, Thomas Pagani, John Pawson, Guillaume Plisson, Silvano Pupella, Gionata Xerra.
(Sanlorenzo – Massimo Perotti, coraggio e visione – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Luglio 2025)

























































































