Meno raccontata dalle guide turistiche, ma di incredibile fascino. È la Via Marítima, la rotta per vivere le emozioni di uno dei pellegrinaggi più famosi del mondo. Da un’altra prospettiva
by Ornella D’Alessio – photo by Andrea Pistolesi
Il mare in Galizia arriva prima delle strade. È dall’acqua che passa il più antico e meno raccontato Cammino di Santiago: la Via Marítima, rotta di pellegrini, mercanti e navigatori che seguivano le coste atlantiche galiziane ben prima che le frecce gialle segnassero i sentieri dell’entroterra.
Un viaggio scandito da fari, rías (insenature atlantiche simili ma più dolci dei fiordi) e approdi sicuri. L’itinerario marino che univa fede, commercio e navigazione costiera, oggi può essere ripercorso in barca con soste e punti nautici precisi tra porti, yacht club, marine e approdi organizzati per il diporto moderno. Dall’imboccatura della Ría de Vigo, uno degli ingressi meglio protetti della costa, si ripercorre la rotta marittima dell’Apostolo Giacomo, navigando tra le Rías Baixas e sbarcando a Padrón per proseguire a piedi fino a Santiago. Si può iniziare dal porto storico di Baiona (mrcyb.es), all’ingresso meridionale della Ría de Vigo, vicino al cabo Silleiro, dove il primo marzo del 1493 approdò la caravella Pinta con la notizia della scoperta dell’America.
Le coste della Galizia sono particolarmente affascinanti.
// La Via Marítima è un viaggio che ricorda a chi naviga
che prima dei sentieri c’erano le onde. //
Qui i naviganti del Cammino via oceano lasciano gli ormeggi da un porto protetto con fondali sicuri, il primo punto di contatto con una Galizia profondamente marinara. Prima di salpare, merita di contemplare il tramonto durante la visita alla fortezza di Monterreal e alla sua famosa torre del Principe. Nella ría si naviga lungo coste frastagliate e ventose. Bellissima la sosta all’Arcipelago delle Cíes, nel Parco Nazionale delle Isole Atlantiche, che i romani battezzarono isole degli dei. Questo tratto è già pienamente atlantico: onda lunga, vento teso e scarsa tolleranza agli errori di pianificazione. Gli ancoraggi sono consentiti soltanto in aree regolamentate e in condizioni meteo stabili (iatlanticas.es/formulario/formulario_espanol.pdf). La lunga spiaggia bianca di Rodas, sull’isola di Monteagudo, sempre nelle Cíes, secondo il quotidiano britannico The Guardian, è tra le migliori al mondo.
El camino a vela, elcaminoavela.com – 5-27 giugno 2026
Proseguendo lungo costa verso nord si entra nella Ría de Pontevedra, dove la navigazione è più protetta. Le acque interne consentono trasferimenti agevoli anche con vento sostenuto all’esterno. Tra i centri storici più eleganti c’è Pontevedra, il secondo più importante della Galizia, dopo Compostela. Qui i pellegrini sbarcavano e proseguivano a piedi verso Santiago. La ría è riparata, i venti sono attenuati e i fondali generalmente regolari, ideale per una navigazione di trasferimento. Poco più a sud-est, lungo la stessa ría, s’incontra Sanxenxo, uno dei principali poli del diporto galiziano. Il suo porto turistico, ben equipaggiato e facilmente accessibile, è una tappa tecnica ideale per rifornimenti, controlli meteo e pianificazione della tratta successiva. È consigliata una sosta al bellissimo Real Club Nautico Sanxenxo (rcnsanxenxo.com), prima dell’ingresso nella vasta Ría de Arousa, che avviene a Cambados, più a nord, cuore produttivo della Galizia marinara. Da queste parti andare per mare si fa più complesso: le bateas per la mitilicoltura occupano ampie superfici e impongono un’attenta lettura della carta nautica e dei segnalamenti. Le correnti sono sensibili e il traffico locale è intenso, soprattutto nelle ore diurne. È il posto giusto dove provare la ruta marisqueo (guimatur.org), ossia il tour di raccolta di molluschi, soggetto alla marea, quindi non sempre possibile. Da qui la rotta tradizionale conduce verso Santiago de Compostela, non direttamente dal mare, ma risalendo il fiume Ulla fino a Padrón, come narra la tradizione dell’arrivo delle spoglie dell’apostolo Giacomo. È il punto in cui l’Atlantico cede il passo al fiume e alla terra.
Santiago di Compostela si raggiunge attraccando in uno dei porti della costa Galiziana. Ognuno sceglie come arrivare alla celebre cattedrale di piazza dell’Obradoiro che da oltre un millennio è, secondo la tradizione cristiana, sede delle spoglie mortali di Santiago, apostolo di Gesù. Sono 7.700 metri quadrati, su cui si affacciano i cinque principali edifici civili e religiosi della città, in quattro stili diversi che raccontano secoli di storia. Giungere davanti a quella maestosa facciata barocca, capolavoro del XVII/XVIII secolo, e tappa finale del cammino, mozza il fiato. Nonostante la folla e il brusio, in un attimo ci si trova davanti a due torri alte 74 metri e al monumentale trittico centrale coronato dalla statua di Santiago: “si prova un piacevole silenzio interiore”, racconta una pellegrina che ha appena finito il cammino francese. Un eventuale ritorno all’acqua, per chi vuole procedere verso la Costa da Morte, può riprendere a Portosín, porto moderno e ben attrezzato (rcnportosin.com). Altra tappa tecnica nella Ría de Muros è Noia, apprezzata dai diportisti per la sicurezza dell’ormeggio e la protezione dai venti dominanti, ma soprattutto per ammirare il tramonto, in estate, verso le 22.30 mentre ci cena al club. Il porto turistico offre un buon ridosso ed è spesso utilizzato come scalo di attesa per valutare le condizioni meteo prima di affrontare la costa aperta. Muros è uno dei porti storici meglio conservati della costa galiziana. Case affacciate sull’acqua, banchine di granito e un rapporto stretto tra città e oceano.
// L’itinerario marino che univa fede, commercio e navigazione costiera, oggi può essere ripercorso in barca con soste e punti nautici precisi tra porti, yacht club, marine e approdi organizzati
per il diporto moderno. //
Il Cammino marittimo ritrova la sua dimensione più autentica, fatta di approdi e di navigazioni costiere. L’ingresso è chiaro e ben segnalato, le banchine in granito testimoniano una lunga tradizione marinara. È una sosta consigliata. Poco più a nord s’incontra Carnota, piccolo punto di riferimento lungo una costa che diventa via via più aperta e impegnativa, con un porto di pescatori. L’Atlantico qui cambia carattere, si fa più diretto, le onde diventano più lunghe, il vento è costante e ci sono meno possibilità di rifugio immediato.
L’approdo a Finisterrae ha un valore che va oltre la nautica: è l’ingresso alla Costa da morte. Il finis terrae dei Romani è un luogo simbolico, con un porto raccolto e un faro che domina la costa molto esposta, segnando uno dei punti più occidentali del Cammino. Si prosegue verso Cabo Vilán, uno dei fari più iconici e temuti della Galizia, costruito dopo numerosi naufragi, uno dei passaggi più impegnativi dell’intera rotta. Le sue acque sono tra le più difficili e pericolose della costa spagnola: correnti forti, mare incrociato, frequenti e improvvise nebbie. L’ultima tappa di una delle vie più antiche d’Europa è A Coruña, grande porto atlantico, aperto e storico, dotato di infrastrutture complete e yacht club attrezzati, la conclusione naturale di una rotta che è insieme navigazione e racconto. Un viaggio che si misura in rotte, fari e approdi. E che ricorda a chi naviga che prima dei sentieri c’erano le onde (turismo.gal). Questa è un’esperienza da fare anche partecipando a El camino a vela (elcaminoavela.com, 5/27 giugno 26) o alla VI Ruta Náutica Rías Baixas-Camino de Santiago Ria de Muros Noia (mrcyb.es/eventos/evento/vi-ruta-nautica-rias-baixas-2026/, 29 giugno/4 luglio 2026), dove la barca è parte integrante del pellegrinaggio.
(Santiago by sea – The power of walking on water – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Maggio 2026)



































