Porti e Marina Archivi - Barche Magazine ISP https://www.barchemagazine.com/porti/ Rivista di informazione sulla nautica da diporto. Novità, prove, esclusive su barche e yacht a vela e a motore Thu, 16 Apr 2026 10:16:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.barchemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/cropped-Senza-titolo-1-32x32.png Porti e Marina Archivi - Barche Magazine ISP https://www.barchemagazine.com/porti/ 32 32 Focus Harbours – Sicily, 6th chapter https://www.barchemagazine.com/marina-harbours-sicily-6th-chapter/ Tue, 14 Apr 2026 10:29:18 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=255556 Da sempre snodo fondamentale per il commercio marittimo, l’isola, nonostante abbia enormi potenzialità, offre al diporto un numero davvero esiguo […]

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Da sempre snodo fondamentale per il commercio marittimo, l’isola, nonostante abbia enormi potenzialità, offre al diporto un numero davvero esiguo di marine. Un vero peccato a cui bisogna presto porre rimedio

by Paolo Viola and Niccolò Volpati

Trinacria è l’antico nome greco della Sicilia. Nasce dall’unione delle parole treis (tre) e akra (promontorio), riferite specificamente ai principali promontori dell’isola: Capo Peloro a Nord-Est, Capo Passero a Sud-Est e Capo Boeo o Lilibeo (a Ovest). Punti strategici che, a loro volta, connotano le grandi coste siciliane: la tirrenica a Nord, la Jonica a Est e la Costa meridionale, che si affaccia sul Canale di Sicilia. Ci sono poi gli arcipelaghi delle Eolie (Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli), delle Egadi (Favignana, Levanzo, Marettimo) e delle Pelagie (Isola dei Conigli, Lampedusa, Lampione, Linosa). E ci sono anche le più solitarie Ustica e Pantelleria. La Sicilia, in altre parole, è ed è sempre stata uno snodo marittimo fondamentale.

Siracusa.

Nonostante questo enorme patrimonio geografico, oltretutto di inimitabile bellezza, benché oggi sull’isola ci siano numerosi porticcioli, se ne contano 84 in tutto, quelli che si possono definire veri e propri porti turistici sono soltanto 18. Un vero peccato, perché la Sicilia, come è noto, è un’ambitissima meta turistica, spesso solcata da grandi e piccoli yacht che, tuttavia, faticano a trovare l’approdo.

Fino a qualche tempo fa, sulla costa Nord, c’era soltanto il Marina di Villa Igiea, vicino a Palermo, e negli ultimi anni, solo grazie ad alcune iniziative private, sono sorte le due nuove marine fronte Eolie, Portorosa e Capo d’Orlando. A Sud è ben organizzata la Marina di Ragusa, mentre a Est, fra Catania e Messina, l’unico indirizzo pervenuto è la Marina di Riposto, peraltro ancora in evoluzione. Inoltre, non dimentichiamo l’uragano Harry: sull’isola ha causato diversi danni. Li ha fatti enormi a Porto Rossi, a Catania, e minori, per fortuna al Marina di Santa Maria Maggiore, vicino a Milazzo.

Catania.

Come sempre, ci sono sia buone sia cattive notizie. Cominciamo dalle cattive. A Marsala sarebbe dovuto sorgere un porto già nel 2019, una realtà con mille posti barca e ormeggi per yacht fino a 75 metri. Il progetto prevedeva il rifacimento di tutto il waterfront della città. Prometteva bene, anche perché poco distanti ci sono le strategiche Favignana, Marettimo, Levanzo, ovvero le Pelagie che attraggono molti turisti. Ma niente di fatto. Non da meno la costa trapanese. La concessione è stata rilasciata al Marsala Yachting Resort nel 2016, ma quattro anni dopo è stata ritirata. Il progetto quindi è naufragato. Massimo Ombra, amministratore della società, ha dichiarato che stava attendendo un intervento pubblico per la realizzazione della diga foranea. Non c’erano però i fondi.

Meno grave, ma pur sempre non certo motivo di vanto, è la situazione di Termini Imerese: l’Autorità di Sistema Portuale sta deviando qui il traffico container solitamente in carico al porto di Palermo, penalizzando così l’antico e delizioso borgo che domina lo scalo dall’alto. Parecchi anni fa, il Comune di Termini Imerese, allora titolare della gestione del suo porto, aveva approvato all’unanimità un Piano Regolatore che prevedeva che lo scalo fosse dedicato al turismo, diportistico e crocieristico, e solo in parte al traffico commerciale.

I porti turistici in grado di accogliere yacht di 50 metri e oltre sono solo sei: Villa Igiea, Cala del Sole, Marina di Ragusa, Porto Xiphonio, Marina di Riposto e Capo d’Orlando Marina.

Un altro ritardo nella crescita della portualità siciliana è quello relativo alla preziosa area di Taormina. Era stato predisposto – e salvo errore, approvato – il progetto di un porto turistico sul promontorio che domina l’abitato di Giardini Naxos, molto prossimo alla celebre località turistica, che prevedeva anche, ahinoi, l’accosto di una nave da crociera proprio di fronte alla grande spiaggia della cittadina. Dopo lunghi tentennamenti, derivati dal fallimento della società che avrebbe dovuto realizzarlo, il progetto è sprofondato nell’oblio. Forse meglio così, se si considera il violento impatto che avrebbe avuto sulla straordinaria baia di Taormina. Chissà?

I porti della Sicilia

Porto di San Vito Lo Capo, www.sanvitoweb.com
Marina di Castellammare, www.marinadicastellammare.it
Marina di Balestrate, www.marinadibalestrate.com
Marina Villa Igiea, www.marinavillaigiea.it
Marina di Termini Imerese, www.artemarnautica.com
Capo d’Orlando Marina, www.capodorlandomarina.it
Marina di Portorosa, https://portorosamy.com
Marina del Nettuno, www.marinadelnettuno.it
Marina di Riposto, www.portodelletna.com
Porto di Xiphonio, www.portoxiphonioaugusta.it
Porto Grande Siracusa, www.marinayachtingsr.it
Marina di Marzamemi, www.portoturisticomarzamemi.it
Porto Turistico Marina di Ragusa, www.portoturisticomarinadiragusa.it
Marina di Cala del Sole, www.marinadicaladelsole.com
Marina di Sciacca, www.marinadisciacca.com
Marina Salina, www.marinasalina.it
Marina Pignataro, www.portopignataro.it
La Darsena, www.ladarsenafavignana.com

Ma passiamo alle buone notizie. Dovrebbe mancare poco, al netto delle dichiarazioni troppo ottimistiche degli amministratori locali, al completamento del porto a Sant’Agata di Militello. Sarà una struttura in grado di accogliere pescherecci e barche da diporto e, una volta sistemata anche la viabilità, dovrebbe entrare a pieno regime. Un altro esempio positivo che vale la pena citare è quello di Base Nautica Trapani, gestita da Marinedi, che invece è già in piena attività. Qui l’intervento, più che per gli ormeggi, è stato pensato per offrire servizi e rimessaggio per yacht fino a 140 metri di lunghezza. Nessuno stravolgimento, nessuna cementificazione, ma, al contrario, il recupero di aree portuali poco utilizzate allo scopo di creare posti di lavoro per 12 mesi all’anno.

Per tirare le fila, la situazione della portualità turistica in Sicilia non ha ancora sfruttato le sue potenzialità. Si tratta di una vera diminutio perché oltre a una nautica “residenziale”, fatta cioè dai siciliani e dai tanti pescherecci anche di piccole dimensioni (che fortunatamente esiste) ci sarebbe anche quella in transito da intercettare. La posizione geografica al centro del Mediterraneo la favorisce. Inoltre, il turismo non manca, né in Sicilia, né sulle isole minori, senza considerare le trafficatissime rotte su Malta, Grecia e Sardegna.

Palermo.

I porti più capienti sono tre: Marina di Ragusa con 700 posti, Marina di Portorosa con 650 e Marina di Balestrate con 645 posti barca.

I posti barca complessivi sono 18 mila 482, non pochi, vero? (solo Sardegna e Liguria ne contano di più), ma ciò non tragga in inganno: la costa, isole minori comprese, misura mille e 637 chilometri e i marina degni di chiamarsi tali, come si diceva, sono solo 18. Tradotto, uno ogni 90 miglia. I posti barca ci sono, per carità, ma per imbarcazioni medio-piccole. I porti turistici in grado di accogliere yacht di 50 metri sono 6. Forza Sicilia, la nautica fa il tifo per te.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

Focus Harbours – Sicily, 6th chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Aprile 2026)

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Marina di Loano presenta le Marina Suite https://www.barchemagazine.com/marina-di-loano-ospitalita-marina-suite/ Mon, 30 Mar 2026 07:57:47 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=254456 Un innovativo concept che combina l’hôtellerie con il mondo della nautica offre un’esperienza di soggiorno speciale, immergendo gli ospiti in […]

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Un innovativo concept che combina l’hôtellerie con il mondo della nautica offre un’esperienza di soggiorno speciale, immergendo gli ospiti in un contatto diretto e autentico con il mare.
Marina di Loano arricchisce la sua offerta con le Marina Suite, situate direttamente sul mare e rappresentando un modello di ospitalità davvero speciale. Queste quattro suite, sospese sullacqua, offrono unesperienza che combina l’eleganza dell’hôtellerie con la sensazione unica della vita a bordo. Con questa novità, la marina prosegue il suo percorso di trasformazione, affermandosi sempre più come una destinazione moderna che unisce infrastrutture portuali, ospitalità e lifestyle.

Gianluca Mazza

In questo scenario, le Marina Suite si inseriscono in una strategia più ampia che ha visto negli ultimi anni il potenziamento dell’offerta ricettiva e dei servizi, tra cui la trasformazione della foresteria con nove camere in un esclusivo resort sul mare con 25 suite in fase finale di realizzazione e l’ampliamento delle esperienze disponibili, con l’obiettivo di estendere la stagionalità e rafforzare l’attrattività del territorio.

Le Marina Suite nascono per ampliare il nostro posizionamento e intercettare un pubblico trasversale, alla ricerca di esperienze nuove e distintive”, spiega l’Amministratore Delegato Gianluca Mazza. “Sono il punto di incontro tra due mondi – quello dell’hotel e quello della nautica – e valorizzano l’intero sistema di servizi della marina”.

Facile da raggiungere e posizionata strategicamente tra Genova e la Costa Azzurra, Marina di Loano si conferma come una destinazione in cui vivere il mare in pieno comfort.

Le Marina Suite sono progettate per regalare un’esperienza unica e immersiva, caratterizzata da ambienti eleganti, vista diretta sul mare e un livello elevato di privacy. Queste caratteristiche vengono arricchite da un servizio di conciergerie esclusivo e da un’offerta personalizzata, pensata su misura per ogni ospite. Il loro prestigio si riflette pienamente nell’ecosistema di Marina di Loano, concepito come una piattaforma integrata di ospitalità. Tra le principali attrazioni vi sono lo Yacht Club con il nuovo ristorante Badaia affacciato sul porto, altri otto ristoranti e una pasticceria di recente apertura, oltre alle aree dedicate al wellness e fitness. Completano lesperienza la Marina Beach con zone esclusive, servizi personalizzati e soluzioni di mobilità sostenibile.
 

(Marina di Loano presenta le Marina Suite – Barchemagazine.com – Marzo 2026)

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Focus Harbours – Calabria and Basilicata, 5th chapter https://www.barchemagazine.com/focus-harbours-calabria-and-basilicata-5th-chapter/ Fri, 13 Mar 2026 07:03:01 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=252476 Tanta costa, pochi porti e pochi posti barca. Ma non è mai troppo tardi per rimediare by Paolo Viola* and […]

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Tanta costa, pochi porti e pochi posti barca. Ma non è mai troppo tardi per rimediare

by Paolo Viola* and Niccolò Volpati

Lo avevano già capito ai tempi delle colonie della Magna Grecia e anche durante le repubbliche marinare in epoca medievale. Le coste tirrenica e ionica della Calabria sono snodi fondamentali. Le navi, molte delle quali provenienti dalla Francia e dirette in Terra Santa, facevano scalo a Roccelletta, nel golfo di Squillace, prima di proseguire verso la Palestina. Del resto, non c’era alcun blocco navale e non venivano prese d’assalto prima di raggiungere la meta. Valeva anche la rotta inversa. Chi salpava da oriente si fermava a Crotone o a Sibari prima di fare rotta verso la Sicilia. In fondo, anche al giorno d’oggi le rotte non sono molto cambiate. Sono tanti gli yacht che navigano in queste acque dirette a Malta, in Grecia o in Turchia, in particolare le navi da diporto, cioè gli yacht di oltre 24 metri. Eppure, i porti, soprattutto per il transito, non esistono. Probabilmente i politici e gli amministratori dell’antichità erano più lungimiranti di quelli attuali.

Agropoli.

Tropea

Molti yacht e superyacht transitano laungo le coste della Calabria
e della Basilicata, facendo rotta verso Malta, la Grecia e la Turchia, ma non ci sono porti dove attraccare.

Calabria e Basilicata confinano sia sul Tirreno sia sullo Ionio; per questo abbiamo deciso di trattarli insieme. Anche perché la costa della Basilicata misura in tutto 70 chilometri, che, in aggiunta ai 788 chilometri della costa calabrese, fanno più di 850 chilometri, oltre il 10% della costa italiana. I marina sono davvero pochi e, di conseguenza, anche i posti barca. Non esiste un attracco per un yacht di oltre 55 metri. E, tra l’altro, questa taglia è accettata solo a Tropea o a Roccella Jonica, dove la lunghezza massima è di 50 metri.

I porti della Calabria e della Basilicata

Maratea, Maratea, www.maratea.info
Cetraro, Cetraro Marina, www.portocetraro.it
Tropea, Tropea, www.portoditropea.it
Taureana di Palmi, Palmi, www.portodigioiatauro.it
Porto delle Grazie, Roccella Jonica, www.portodellegrazie.com
Marina Laghi di Sibari, Sibari, www.marina-sibari.it
Marina di Policoro, Policoro, www.marinedi.com/marina-di-policoro

Sul Tirreno esiste una straordinaria opportunità che sembra non voler essere colta: la presenza delle isole Eolie davanti alla costa che si sviluppa da Tropea a Scilla – raggiungibile da nord sia con la ferrovia sia con l’autostrada, prima dell’attraversamento dello Stretto! – che dovrebbe attivare una portualità concorrente a quella di Milazzo, di Porto Rose e di Capo d’Orlando in Sicilia. Basterebbe, per esempio, attrezzare a dovere il porto di Vibo Marina, appena un po’ più a nord, scarsamente utilizzato per il traffico commerciale e fortemente penalizzato per il diporto, oppure ampliare adeguatamente i marina di Palmi e di Scilla. 

Chianalea

I marina potrebbero offrire anche un servizio di manutenzione sfruttando l’indotto generato da un mega yacht.

Maratea

Inoltre, c’è il caso dello Stretto. È uno dei luoghi mitici, nel vero senso della parola, del Mediterraneo, il più celebrato, desiderato da tutti i naviganti e i diportisti. Le acque sono cristalline e piene di vita e, insieme, ospitano antiche e colorite tradizioni di pesca di altura (il pesce spada!). Da una parte, le Eolie a poche miglia; dall’altra, Malta e le Pelagie, poco più distanti. Tutto fa pensare che le due rive dello Stretto dovrebbero essere la capitale del diportismo internazionale: grandi porti con grandi barche che vengono a svernarvi, gli equipaggi che usufruiscono della presenza urbana di Reggio e Messina, gli armatori che utilizzano gli aeroporti di Catania, Reggio e anche Lamezia, prossimi al mare sulle due sponde, e che godono di luoghi magnifici come Taormina, l’Etna e l’Aspromonte. E invece niente di tutto ciò.

Policoro

Marina Laghi di Sibari e Marina di Policoro sono strutture ibride, cioè ville sul mare con un posto barca di pertinenza. Più adatte
al turismo stanziale che a quello in transito.

Sullo Ionio, un altro caso curioso è quello dei due marina denominati Laghi di Sibari e Marina di Policoro, o Marinagri, organizzati come Port Grimaud in Provenza, o, molto più semplicemente, come Punta Faro a Lignano Sabbiadoro, fra Venezia e Trieste. Questa tipologia di porto turistico, nata a Lignano Sabbiadoro nei primi Anni ’70 e allora denominata “Terra-mare”, consiste in una serie di canali navigabili scavati a ridosso della linea di costa, sui quali si affacciano le residenze che, come pertinenza, dispongono di un posto barca privato. Successivamente ne fu realizzato dapprima uno nella baia di New York e poi, in grande quantità, a Miami. 

Tropea

Cetraro, Tropea e Roccella sono dei marina ben attrezzati
che, comunque, non riescono a soddisfare le tante richieste, soprattutto nel periodo estivo.

I Laghi di Sibari nacquero a seguito di una bonifica realizzata a metà degli Anni ’70, a volontà di alcuni imprenditori friulani. L’intero complesso è costituito da quattro penisole, ognuna delle quali comprende da 30 a 50 ville, e la darsena interna è accessibile attraverso un canale. Il pescaggio nella darsena è di due metri e mezzo e l’ampiezza del canale è di sei metri; quindi, la taglia massima d’imbarcazione prevista non può superare i 18/20 metri di lunghezza. Oltre ai numerosi posti barca, il complesso prevede negozi, un albergo, un cantiere e alcune strutture sportive. Oggi gli imprenditori friulani sono quasi del tutto spariti e da tempo si cerca un faticoso rilancio. L’auspicio è che, come ai tempi della Magna Grecia, si comprenda quella che è, ancora oggi, la natura della costa calabrese e lucana, ovvero quella di intercettare le navi in transito e fornire i servizi di cui queste hanno bisogno. In una parola: realizzare un porto, non un resort.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

(Focus Harbours – Calabria and Basilicata, 5th chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2026)

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Yacht Club Porto Rotondo, nuovo Presidente e Consiglio Direttivo https://www.barchemagazine.com/yacht-club-porto-rotondo-nuovo-presidente-e-consiglio-direttivo/ Tue, 03 Feb 2026 13:56:33 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=249431 Si è svolta il 31 gennaio, a Porto Rotondo, l’Assemblea elettiva dello Yacht Club Porto Rotondo che ha portato all’insediamento […]

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Si è svolta il 31 gennaio, a Porto Rotondo, l’Assemblea elettiva dello Yacht Club Porto Rotondo che ha portato all’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo e del nuovo Presidente, segnando l’avvio di una nuova fase per il Marina in Sardegna e nell’area mediterranea

Nel corso del tempo, lo Yacht Club Porto Rotondo ha assunto un ruolo di rilievo all’interno del contesto locale, diventando un punto di riferimento per la valorizzazione dello sport velico, della cultura marina e delle attività connesse alla nautica da diporto. Attraverso regate, eventi sportivi, incontri divulgativi e programmi educativi, il Club si è trasformato in uno spazio dove competenza, dedizione e tradizione marinara convergono, creando un patrimonio collettivo. Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di programmi dedicati ai giovani, con l’obiettivo di avvicinare nuove generazioni alla vela e agli sport acquatici anche in chiave formativa, valorizzando i temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente marino.

L’Assemblea dei Soci e la nuova governance a conclusione dei lavori hanno espresso un sentito ringraziamento al Consiglio Direttivo uscente per l’impegno profuso e per il lavoro svolto a favore del Club e della comunità nautica del territorio.

Punto di incontro e di scambio tra armatori, velisti e appassionati di motoryacht, lo YCPR è un luogo dove la passione per il mare trova espressione attraverso regate, gare di pesca, escursioni e numerose attività sociali e culturali.

Il nuovo assetto istituzionale

Presidente: Corrado Fara
Vicepresidente: Angelo Colombo
Direttore di sede: Antonio Giovanni Battista Solinas
Tesoriere: Gian Nicola Montalbano
Commodoro: Pier Andrea Nocella
Consiglieri: Giulia Sallustio Ravizza, Alberto Taddei, Nicola Venturelli, Dino Crivellari, Cristina Puligheddu

Corrado Fara

Corrado Fara

Corrado Fara

Corrado Fara, Presidente della III Zona Sardegna della Federazione Italiana Vela, è una figura di riferimento del movimento velico isolano e nazionale. Da anni impegnato nella promozione dello sport nautico, Fara ha costruito il proprio percorso all’interno del sistema velico ricoprendo ruoli di responsabilità tecnica e istituzionale, distinguendosi per l’attenzione alla formazione, alla crescita della vela giovanile e allo sviluppo organizzativo dei circoli e delle attività sul territorio. Un impegno costante, orientato alla diffusione della cultura del mare e dei valori sportivi, intesi come strumenti di educazione, inclusione e sostenibilità. Il nuovo mandato si apre nel segno della continuità dei valori e di una visione strategica orientata a rafforzare il ruolo dello Yacht Club Porto Rotondo come polo di riferimento per lo sport, la cultura del mare, la formazione e la sostenibilità nel Mediterraneo.

(Yacht Club Porto Rotondo, nuovo Presidente e Consiglio Direttivo – Barchemagazine.com – Febbraio 2026

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Porto turistico di Lavagna, il Fondo F2i si aggiudica la concessione https://www.barchemagazine.com/porto-turistico-di-lavagna-il-fondo-f2i-si-aggiudica-la-concessione/ Mon, 19 Jan 2026 14:10:23 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=247348 Il fondo infrastrutturale F2i si è aggiudicato la concessione della gestione del porto turistico di Lavagna per 50 anni a […]

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Il fondo infrastrutturale F2i si è aggiudicato la concessione della gestione del porto turistico di Lavagna per 50 anni a seguito del bando di gara pubblicato dal Comune di Lavagna nel 2025.

Il porto turistico è situato nel Golfo del Tigullio (Genova) e dispone attualmente di circa 1.500 posti barca, per natanti da 8 a 51 metri, ed è uno dei più importanti porti italiani per quantità di ormeggi. Nei prossimi 4 anni la concessionaria F2i Levante, controllata dal fondo ANIA F2i, investirà 75 milioni di euro per ammodernare e sviluppare il porto e per migliorare l’integrazione dello stesso con la città di Lavagna a vantaggio della comunità locale e dei turisti, perseguendo così gli obiettivi principali richiesti nel bando di gara, gestito dalla Regione Liguria come Stazione Appaltante per il Comune di Lavagna. La nuova realtà prenderà il nome di Marina di Lavagna ma tutto il personale dipendente attualmente impiegato verrà confermato e come previsto dal bando di gara rileverà attività e personale dalla concessionaria uscente, senza soluzione di continuità.

Le principali aree di intervento saranno cinque: i rifacimenti dell’area denominata “Piastra” e del molo di sottoflutto, l’interramento del parcheggio comunale, la creazione di passeggiate sulle dighe e la realizzazione di un porto a secco. 

Verrà posta grande attenzione alla qualità del servizio alla clientela e, grazie ad alcune opere di miglioramento dell’infrastruttura, sarà permesso l’approdo anche a barche di maggiori dimensioni, al fine di ampliare il mercato di riferimento del porto.

Giuseppe Pontremoli, manager di lunga esperienza nella gestione del settore portuale, è stato individuato quale amministratore delegato di F2i Levante. “Con l’aggiudicazione della concessione del porto di Lavagna”, ha dichiarato Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i, “continuiamo la nostra strategia di investimento nelle infrastrutture italiane ed entriamo per la prima volta, con un asset prestigioso, nel settore dei porti turistici. Ad oggi il settore italiano delle marine è molto frammentato e il mercato degli utilizzatori richiede porti con servizi eccellenti e con possibilità di ormeggi di natanti sempre più di grandi dimensioni. Il Mar Mediterraneo è la zona al mondo che più attrae mega-yacht, pur con una limitata presenza di posti barca, e il 50% della produzione mondiale degli stessi è realizzata in Italia e quindi necessita anche di approdi per i mesi invernali e per la manutenzione”.

F2i Levante è controllata per il 99% dal Fondo Ania F2i e per l’1% dal Consorzio Leonardo, formato da imprese specializzate nella realizzazione di opere civili e infrastrutturali, e da Injectosond, società specializzata in interventi di consolidamento del terreno e delle fondazioni.

(Porto turistico di Lavagna, il Fondo F2i si aggiudica la concessione – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)

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Rete dei Porti della Sardegna, forte crescita strategica https://www.barchemagazine.com/rete-porti-sardegna-forte-crescita-strategica/ Mon, 05 Jan 2026 07:41:31 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=246106 La Rete dei Porti della Sardegna, network che aggrega le principali marine e porti turistici dell’Isola, chiude il 2025 in […]

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La Rete dei Porti della Sardegna, network che aggrega le principali marine e porti turistici dell’Isola, chiude il 2025 in forte crescita e guarda al 2026 con programmi volti a consolidare posizioni e ampliare opportunità di sviluppo nel settore della nautica da diporto.

by Gian Marco Lari

Il bilancio è più che positivo. Nel corso del 2025 la Rete ha raddoppiato il numero di porti associati, passando da 15 a 29 strutture aderenti e aumentando la capacità complessiva di ormeggio da circa 4.075 a oltre 8.300 posti barca. Questa espansione rappresenta un passo significativo verso un’offerta nautica sarda più ampia, integrata e competitiva nel Mediterraneo.

Promozione internazionale

Tra le iniziative più significative del 2025, la Rete dei Porti della Sardegna ha partecipato al FLIBS, Fort Lauderdale International Boat Show, uno degli eventi di riferimento a livello globale per il settore della nautica da diporto. L’obiettivo era consolidare la presenza della Sardegna sul mercato internazionale, valorizzare i suoi porti e i servizi offerti, oltre a rafforzare i rapporti con operatori charter, broker e armatori.
 
Rete dei Porti della Sardegna

Presenze ai saloni nautici internazionali

La Rete ha confermato la propria partecipazione a eventi strategici come il Boot di Düsseldorf, importante salone europeo della nautica, portando in fiera la propria offerta e i progetti di digitalizzazione dei servizi portuali.

ICOMIA World Marinas Conference — Venezia 2025
La Rete dei Porti della Sardegna, insieme a operatori del settore come Marina di Porto Rotondo, ha preso parte in rappresentanza del comparto italiano alla ICOMIA World Marinas Conference 2025 tenutasi a Venezia dal 15 al 17 ottobre. La conferenza mondiale sui porti turistici ha riunito professionisti e stakeholder globali, offrendo un’importante piattaforma di confronto su innovazione, sostenibilità e strategie per lo sviluppo delle marine.

2026, potenziamento dei servizi e digitalizzazione

Nel 2026 la Rete dei Porti della Sardegna concentrerà i suoi sforzi su ulteriori miglioramenti tecnologici per favorire la fruibilità delle strutture portuali. Tra le iniziative chiave è prevista la diffusione di strumenti digitali che semplifichino la prenotazione in tempo reale dei posti barca e la pianificazione delle crociere lungo le coste sarde.

L’azione di marketing e promozione internazionale proseguirà con la partecipazione a fiere, eventi e saloni dedicati alla nautica, con attenzione particolare a quelli che offrono visibilità verso nuovi mercati internazionali.

Seguendo il nuovo Piano Regionale della Portualità Turistica promosso dalla Regione Sardegna, che mira a incrementare i posti barca e le strutture portuali per potenziare l’offerta nautica, la Rete punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, operatori e territori per ottimizzare l’impatto economico e sociale del turismo nautico sull’isola.
 
La Rete dei Porti della Sardegna è unorganizzazione che unisce i principali porti turistici dell‘isola. Il suo scopo è promuovere lo sviluppo del diporto, migliorare i servizi offerti, valorizzare la destinazione e sostenere il processo di internazionalizzazione del sistema portuale sardo.
 

Il 2025 è stato un anno di svolta per la Rete dei Porti della Sardegna, con un consolidamento numerico e qualitativo del network e una presenza internazionale sempre più forte. Guardiamo al 2026 con ambizione e determinazione per continuare a promuovere la Sardegna come destinazione nautica di eccellenza”, ha dichiarato Il presidente della Rete dei Porti della Sardegna, dott. Matteo Molinas.

(Rete dei Porti della Sardegna, forte crescita strategica – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)

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Marina Bahia Golfito, al FLIBS 2025 la destinazione ecoluxury https://www.barchemagazine.com/marina-bahia-golfito-destinazione-ecoluxury/ Thu, 18 Dec 2025 10:56:35 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=245503 Marina Bahia Golfito ha presentato la propria destinazione nautica  all’insegna dell’ecoluxury in occasione del FLIBS 2025, uno degli eventi più […]

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Marina Bahia Golfito ha presentato la propria destinazione nautica  all’insegna dell’ecoluxury in occasione del FLIBS 2025, uno degli eventi più importanti del settore nautico internazionale.

Marina Bahia Golfito è una delle destinazioni più dinamiche ed esclusive della Costa Rica. Situata nella splendida Golfito Bay, rappresenta un sito nautico di livello mondiale all’insegna dell’“ecoluxury”. Immersa tra le rigogliose mangrovie dei Parchi Nazionali Corcovado e Piedras Blancas, la marina si trova in una delle aree con la più alta biodiversità del pianeta.

Grazie all’abbondante fauna marina e alle opportunità durante tutto l’anno, gli appassionati di sportfishing possono puntare a una vasta gamma di catture pregiate, tra cui marlin blu, marlin nero, marlin striato, pesce vela, tonno pinna gialla.

Le acque che circondano Golfito e la vicina Penisola di Osa sono rinomate per i loro ecosistemi ricchi e per le condizioni eccezionali dedicate alla pesca sportiva. Oltre alla pesca, la regione offre esperienze uniche come escursioni di snorkeling e kayak tra le mangrovie e la natura incontaminata, con servizi completi e un crescente sviluppo immobiliare orientato a un esclusivo rifugio nella natura.

Marina Bahia Golfito è progettata per accogliere yacht e megayacht, offrendo posti barca per imbarcazioni fino a 350 piedi di lunghezza. La marina unisce esclusività ed efficienza, garantendo una gamma completa di servizi pensati per armatori, comandanti ed equipaggi.

Servizi principali:

  • Stazione di rifornimento carburante in marina per un rifornimento rapido e comodo
  • Eliporto per un accesso fluido aria-mare
  • Servizi di immigrazione specializzati per un arrivo semplice e senza stress
  • Servizi rapidi di approvvigionamento e ricambi per essere sempre pronti all’avventura

Un team di professionisti dedicati, dal charter concierge all’equipaggio del marina, si occupa di ogni dettaglio: licenze, normative, dogana e tasse. Gli ospiti possono così rilassarsi e concentrarsi su ciò che conta davvero: vivere appieno l’esperienza di una delle destinazioni più biodiversificate della Costa Rica.

Marina Bahia Golfito

Grazie a un approccio completamente “full service”, Marina Bahia Golfito consente ai suoi ospiti di godere immergersi negli straordinari scenari naturali e dell’autentico spirito del Pacifico costaricano.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito all’indirizzo: www.marinabahiagolfito.com

(Marina Bahia Golfito, al FLIBS 2025 la destinazione ecoluxury  – Barchemagazine.com – Dicembre 2025)

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D-Marin: ecco come sarà il nuovo Marina Livorno https://www.barchemagazine.com/d-marin-il-nuovo-marina-livorno/ Tue, 16 Dec 2025 11:36:08 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=245099 Il rinnovamento di Marina Livorno di D-Marin porterà in dote 815 posti barca per yacht da 15 a 80 metri, […]

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Il rinnovamento di Marina Livorno di D-Marin porterà in dote 815 posti barca per yacht da 15 a 80 metri, con i primi 336 posti operativi già nel 2026. La fine dei lavori è prevista per l’autunno 2027

Il nuovo Marina Livorno di D-Marin è un progetto destinato a trasformare il cuore della costa toscana grazie a sostenibilità, innovazione e integrazione con il tessuto urbano. Sviluppato in collaborazione con il Gruppo Azimut Benetti, il progetto ha visto l’avvio dei lavori a settembre 2025 e sta progredendo rapidamente, con il completamento previsto per l’autunno 2027. Marina Livorno rappresenta una tappa fondamentale nell’espansione di D-Marin in Italia, rafforzando la sua presenza accanto alle marine già consolidate come Punta Faro, Marina di Varazze, Porto Mirabello, Marina degli Aregai e Marina di San Lorenzo. Situata all’ingresso della Toscana, delle sue isole e delle coste della Corsica, offrirà un nuovo punto di partenza importante per esplorare il Mediterraneo.

Sostenibilità

Progettato dallo studio fiorentino Marco Casamonti / Archea Associati, questo marina del valore di 20 milioni di euro adotta un approccio circolare e a basso impatto ambientale. Pensiline solari, sistemi di recupero delle acque piovane, pareti verdi ed elementi naturali sostituiscono le recinzioni tradizionali, creando un marina perfettamente integrato nel paesaggio. Queste soluzioni rafforzano l’impegno di D-Marin nella gestione responsabile dei marina, recentemente premiato con l’EcoVadis Gold Award per le performance ESG.

Marina Livorno segna un nuovo capitolo nel percorso di D-Marin per portare a un nuovo livello l’esperienza dello yachting nel Mediterraneo, unendo digitalizzazione, sostenibilità e connessione con la comunità.

Smart, premium e accogliente

Una volta completato, Marina Livorno offrirà 815 posti barca per yacht da 15 a 80 metri, con i primi 336 posti operativi già nel 2026. Gli ospiti avranno a disposizione un sistema di sicurezza attivo 24 ore su 24, servizi di concierge, ristorazione di alto livello, una selezione di boutique e l’intera gamma di servizi digitali D-Marin, incluse colonnine intelligenti con monitoraggio dei consumi in tempo reale e controllo remoto tramite l’App D-Marin.

Marina Livorno entrerà inoltre nel programma di fidelizzazione “Happy Berth Days”, che offre soggiorni gratuiti di sette giorni nella selezione di marine premium D-Marin. “Marina Livorno rappresenta la nostra convinzione che il diporto premium e la responsabilità ambientale possano e debbano procedere di pari passo”, spiega Andrea De Santis, Chief Operating Officer di D-Marin. “Questa marina è stata progettata non solo per gli armatori, ma per l’intera comunità di Livorno: un luogo in cui innovazione, sostenibilità e lo spirito della città si incontrano”.

Livorno e la connessione con il mare

Oltre al Marina Livorno, il progetto restituisce alla città il suo storico legame con l’acqua. Il Bacino Piccolo diventerà una vivace piazza d’acqua, mentre il Molo Mediceo sarà aperto a tutti i cittadini con banchine pubbliche, aree verdi e spazi dedicati allo svago, parcheggi riservati e un lungomare che si estende fino al cuore del porto storico. Miglioramenti alla viabilità e alla circolazione permetteranno di mantenere il ponte girevole aperto più spesso, facilitando così l’accesso a residenti e visitatori.

Per maggiori informazioni su Marina Livorno potete visitare il sito all’indirizzo www.d-marin.com/it/d-marin/livorno/

Photo Courtesy D-Marin

(D-Marin: ecco come sarà il nuovo Marina Livorno – Barchemagazine.com – Dicembre 2025)

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Focus Harbours – Campania, 4th chapter https://www.barchemagazine.com/focus-harbours-campania-4th-chapter-2/ Tue, 11 Nov 2025 11:30:12 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=241205 I diportisti di tutto il mondo adorano navigare tra le isole della Campania. Per le strutture si è fatto tanto, […]

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I diportisti di tutto il mondo adorano navigare tra le isole della Campania. Per le strutture si è fatto tanto, ma molto c’è ancora da fare. L’America’s Cup del 2027, che si terrà a Napoli, sarà certamente una buona opportunità di sviluppo

by Paolo Viola and Niccolò Volpati

I posti barca non mancano, sono oltre 17.000, più o meno lo stesso numero della Toscana e poco meno solo di Sardegna, Liguria e Sicilia. La costa campana, del resto, è molto estesa. Incluse le isole maggiori, Capri, Ischia e Procida, arriva a circa 480 km e il numero di approdi è impressionante perché dalle foci dei fiumi Garigliano, Volturno e Agnena e più a sud Mingardo, fino a Sapri, se ne contano circa settanta! Molti sono piccoli approdi destinati ai natanti e alle barche degli appassionati di pesca, ma altri sono veri e propri porti turistici ben organizzati come i Marina di Stabia, d’Arechi, di Camerota e, ovviamente, anche Capri, Ischia e Procida, non difettano di strutture. Le ragioni, oltre all’orografia della costa, sono anche storiche. Il Regno di Napoli è stato molto legato alla marineria e prima ancora, l’Impero Romano aveva il suo porto militare a Pozzuoli.

Il Marina d’Arechi è una struttura moderna con mille posti barca
che può accogliere superyacht fino a 100 metri di lunghezza.

Esaminando la linea di costa della Campania da nord a sud, possiamo suddividerla, senza pretesa di rispettare confini amministrativi, in quattro diverse aree: il Casertano (da Formia a Capo Miseno), il golfo di Napoli (da Capo Miseno a Punta Campanella, comprese Capri, Ischia e Procida), il Salernitano (da Punta Campanella a Paestum) e il Cilento (da Paestum a Sapri). Ognuna di esse presenta un minimo di omogeneità, sia nella morfologia, sia nell’uso della costa, ma fra una e l’altra ci sono anche forti diversità.

Nel Casertano la costa è bassa e dunque vi dominano gli approdi nelle foci dei fiumi, utilizzati solo da piccoli natanti a causa della barra che si riforma ad ogni pioggia e che rende gli imbocchi del tutto precari; esiste una “bozza” di Marina detto “Pineta Mare”, mai completato, che necessiterebbe di non pochi lavori di sistemazione – dall’imboccatura ai fondali e alle banchine – e che potrebbe cambiare il volto di quell’area che si trova in stato di grave degrado. Ma siamo a Castel Volturno, e purtroppo nessuno si azzarda a metterci mano!

I porti della Campania

Sud Cantieri Marina, Pozzuoli, www.sudcantieri.it
Mergellina,  Napoli, www.marinamololuise.com
Santa Lucia, Napoli, www.ormeggioslucia.com
Marina di Stabia, Castellammare di Stabia, www.marinadistabia.it
Castellammare di Stabia, Castellammare di Stabia, www.stabiamainport.com
Porto di Amalfi, Amalfi, www.portodiamalfi.com
Marina d’Arechi, Salerno, www.marinadarechi.com
Agropoli, Agropoli, www.portodiagropoli.com
Acciaroli, Acciaroli, www.marinadiacciaroli.it
Marina di Camerota, Camerota, www.portodicamerota.it
Porto di Sapri, Sapri, www.marinaportodisapri.com
Ischia S. Angelo, Ischia, www.marinadisantangelo.it
Ischia Forio, Ischia, www.marinadiforio.it
Ischia Marina di Lacco Ameno, Ischia, www.marinadilaccoameno.com
Ischia Casamicciola, Ischia, www.marinadicasamicciola.it
Marina di Procida, Procida, www.marinedi.com/marina-di-procida
Marina di Capri, Capri, www.portoturisticodicapri.com

La Campania offre molte rade in cui gettare l’ancora, per godere della tranquillità del mare lontano dal caos delle banchine. Tra i migliori ancoraggi dell’isola di Procida c’è, per esempio, la rada di Chiaia, in un’ampia baia che si apre su un caratteristico borgo di pescatori, ovvero Corricella. Chi cerca una rada intorno all’isola di Ischia dovrebbe invece pensare alla Baia dei Maronti, protetta da una parte da Capo Grosso e dall’altra da Punta Sant’Angelo. Altra rada isolana da non perdere – questa volta a Capri – è quella di Marina Piccola, totalmente priva di servizi, ma perfetta per una notte di completo relax. E ancora, la rada della Baia di Positano, gioiellino della Costiera Amalfitana, all’altezza della spiaggia di Marina Grande.

Una vista di Procida con il Porto di Chiaiolella che può ospitare 315 barche di lunghezza fino a 45 metri. 

Nel Golfo di Napoli, i tre porti turistici “urbani” (Mergellina, Santa Lucia e il Molosiglio) sono sempre stracolmi e, se si vuole salvaguardare il celeberrimo waterfront napoletano, non sono praticamente ampliabili; più facile sarebbe agire sui porticcioli e i ridossi che si trovano a ponente della città (da Posillipo a Marechiaro) o a levante (da Portici a Torre Annunziata, mentre l’ottimo Marina di Stabia sarebbe perfetto se non soffrisse per la mancata realizzazione delle opere a terra con il conseguente vuoto urbano in cui è immerso). Più difficile, invece, intervenire sulla penisola sorrentina, con la sua costa alta e gli alti fondali, dove si sono potuti realizzare nel tempo, con evidente difficoltà, pochi approdi e ormeggi precari.

Positano, località di grande fascino e bellezza, particolarmente amata dai cultori delle località amene. 

Il Salernitano è penalizzato a nord dall’alta Costiera Amalfitana, che offre celeberrimi paesaggi naturali ma ben poche opportunità di costruire porti o approdi; si salvano i due porti “urbani” di Santa Teresa e di Masuccio, nel capoluogo, ma la vera risorsa è costituita dall’ottimo Marina d’Arechi, poco più a sud, molto ben attrezzato e con ottimi servizi, che voleva essere un porto-isola, ma ha dovuto cambiare tipologia perché il braccio di mare che lo separava dalla linea di costa si è completamente interrito!

Il Cilento, infine, è una regione avviata a un felice sviluppo turistico, tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione (la Salerno-Reggio Calabria passa all’interno, a quasi 50 km dalla costa), sicché il vasto promontorio che va da Paestum a Sapri è ancora scarsamente abitato; tuttavia questo bel territorio offre diversi porticcioli interessanti (Agropoli, Castellabate, Casal Velino, Camerota, Scario, Policastro, Sapri) che sono in parte da proteggere, ampliare, attrezzare, ma soprattutto da rendere utilizzabili da parte della nautica maggiore. Vi è infine un buon numero di baie e ridossi che potrebbero accogliere piccoli Marina ed arricchire l’offerta di ormeggi in un’area che, grazie alle bellezze naturali, alla mitezza del clima, e alla tranquillità del soggiorno, sta rapidamente sviluppando un turismo di qualità, non solo stagionale.

Bagnoli e l’America’s Cup

La Campania rappresenta però anche la terra delle occasioni non ancora sfruttate. Lo ha capito un armatore come Aponte che, secondo le voci di banchina, è interessato ad acquistare il Marina di Stabia e, verosimilmente, ha in programma importanti sviluppi per quest’area. L’esempio più significativo però è Bagnoli e l’area ex Italsider. Chi avesse voglia di navigare in Internet tra i video dell’Istituto Luce potrebbe imbattersi in una vecchia intervista a Pietro Nenni dove il giornalista chiede al leader socialista: ma cosa succederà se un giorno qui non dovesse esserci più l’Italsider? La risposta di Nenni fu: “Impossibile. L’acciaieria a Bagnoli ci sarà sempre!”. Le cose non sono andate proprio così, nel senso che l’attività produttiva è tramontata da tempo ma, in effetti, Nenni aveva in parte ragione, nel senso che ancora oggi non ci si è liberati dello scheletro dell’Italsider che giace ancora nell’armadio.

Quello di Sant’Angelo d’Ischia è uno dei borghi più affascinanti dell’isola. Oasi di pace e di tranquillità, è interdetto alle auto e, tra vicoletti caratteristici e case addossate le une alle altre, rispecchia il tipico esempio di architettura mediterranea.

Il numero di approdi in Campania è molto significativo, ma, a parte alcune eccezioni, si tratta spesso di piccoli porticcioli per natanti. Il Marina di Stabia, Mergellina a Napoli, il Marina d’Arechi a Salerno sono gli unici in grado di ospitare yacht fino a 100 metri di lunghezza. Sulle isole, Ischia ha numerosi porti per mega yacht (Ischia Porto, Forio, Lacco Ameno e Casamicciola). A Procida, il Marina di Procida è attrezzato per imbarcazioni fino a 90 metri di lunghezza. 

Eppure Bagnoli sarebbe un’area perfetta per sviluppare la portualità turistica. Il fondale è elevato, è impegnativo realizzare una diga foranea, ma garantirebbe l’accesso anche ai mega yacht. Inoltre, la vecchia fabbrica ha già due moli che servivano appunto per caricare e scaricare i materiali per l’Italsider. Ci sono progetti interessanti che prevedono la realizzazione di un porto turistico da oltre 800 posti barca di cui oltre 200 sopra i 24 metri sfruttando proprio i due moli esistenti. Che cosa ha frenato questo sviluppo? La bonifica. L’area interessata è ampia e si trovano metalli pesanti e idrocarburi. Recentemente il Governo ha trovato le risorse per avviare i lavori e l’annuncio che Team New Zealand ha scelto Napoli come sede della Coppa America nel 2027 ha dato un ulteriore impulso per accelerare i lavori. Proprio l’area di Bagnoli sarà quella che ospiterà la sede dei team partecipanti e quindi la zona deve essere pronta già l’anno prossimo.

Cetara è un piccolo borgo di pescatori della Costiera Amalfitana incastonato tra mari e monti. È una meta turistica di nicchia grazie al suo profondo legame con le attività economiche tradizionali.

L’evento eccezionale determina poteri eccezionali e il Sindaco di Napoli è diventato commissario. È probabile che le procedure saranno snellite e che ci sarà anche una sorta di bonifica “light” per evitare di arrivare tardi all’appuntamento. Del resto, in quell’area tra Coroglio e Nisida ci sono già dei campi boa estivi per circa tremila imbarcazioni e non è che l’acqua è inquinata solo in inverno e invece in estate è pulita. In passato addirittura è stata data la concessione per un allevamento di pesci. Dalla famosa orata all’acqua pazza, si era passati all’orata all’acqua che puzza di idrocarburi. E quindi perché non procedere a una bonifica che consenta di impiantare il villaggio dell’America’s Cup? E così sarà, infatti. Il dubbio che ci permettiamo di avanzare è che cosa succederà dopo.

Il Marina di Agropoli è un riparo sicuro a due passi dal centro storico della città. Con circa 1.100 posti barca è il primo porto del Cilento.

È una buona notizia che si farà la bonifica, che la si realizzerà in tempi certi e che Bagnoli ospiterà la Coppa America, ma tutto questo avrebbe ancora più senso se ci fossero già le idee chiare su come sviluppare l’area dopo il 2027. Ci auguriamo che il Sindaco, la giunta e il Governo ci stiano pensando. L’ex Italsider, infatti, potrebbe rappresentare un’area dove ormeggiare i mega yacht e offrire i servizi che questi richiedono. A terra lo spazio non manca per costruire un cantiere che si occupi di refitting e tutta la zona è già sviluppata dal punto di vista turistico. Gli yacht e i mega yacht solcano il Golfo, vanno a Capri, a Ischia o nella Costiera Amalfitana e dunque avere un nuovo Marina in grado di accoglierli e una struttura a terra che consenta di trattenerli anche a stagione estiva finita, porterebbe a un indotto significativo, anche in termini di posti di lavoro. Insomma, turismo, ma non solo. Ma vogliamo essere ottimisti e pensare che queste riflessioni le stiano facendo anche i nostri amministratori e che, semplicemente, non le abbiano ancora annunciate.

* Paolo Viola

Paolo Viola (Napoli, 1936) è ingegnere-urbanista, specializzato in progettazione portuale, responsabile dell’area “Marina & Waterfront” di WiP Architetti s.r.l., classificato fra i primi 100 studi di architettura e design d’Italia. Ha fondato il Master sulla “Pianificazione e progettazione sostenibile delle aree portuali” dell’Università Federico II° di Napoli ed è autore del volume “Porti turistici, approccio multidisciplinare per una strategia progettuale integrata” (Flaccovio, 2010). 

(Focus Harbours – Campania, 4th chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Novembre 2025)

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Imperia, il Porto Turistico sarà completato entro 6 anni https://www.barchemagazine.com/porto-turistico-imperia-sara-completato-entro-6-anni/ Mon, 10 Nov 2025 07:20:58 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=241338 La Conferenza dei Servizi ha espresso parere favorevole al progetto per completare il Porto Turistico di Imperia. Le opere connesse […]

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La Conferenza dei Servizi ha espresso parere favorevole al progetto per completare il Porto Turistico di Imperia. Le opere connesse all’intervento sfiorano i 160 milioni di euro

by Olimpia De Casa

Il Porto Turistico di Imperia può essere completato. La Conferenza dei Servizi ha infatti espresso parere favorevole a seguito del procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA concluso positivamente dal Ministero dell’Ambiente. Nella nota diramata da Palazzo Civico si apprende che risultano rilasciati tutti i nulla osta necessari, che diventeranno operativi dalla data di efficacia del provvedimento. Le opere connesse all’intervento ammontano a circa 159 milioni di euro più Iva. Il finanziamento delle stesse, secondo il piano approvato dal Consiglio Comunale, non sarà basato sul credito bancario, ma sostenuto dall’alienazione dei posti barca e delle opere a terra e dall’ingresso di uno o più soggetti privati nella realizzazione e gestione di aree del porto. Il crono programma prevede di completare i lavori entro sei anni. Parallelamente saranno realizzati interventi pubblici di urbanizzazione per un valore stimato in 12 milioni di euro, tra cui il ponte ciclopedonale sul Torrente Impero, il nuovo ponte sul Rio Baité, il potenziamento del sistema fognario e la riqualificazione delle aree verdi.

«Il nuovo porto turistico costituirà un volano fondamentale per lo sviluppo economico del territorio». Claudio Scajola


Il Porto Turistico di Imperia potrà contare su 1.235 posti barca da 5 a 90 metri, di cui 782 destinati alla nautica turistica e 453 alla nautica local
e. Il cuore del progetto sarà la Hall del Mare, che ospiterà un albergo cinque stelle con darsena privata, centro benessere e terrazze panoramiche. La struttura, organizzata in due corpi a “L”, accoglierà la sede dello Yacht Club, un bar ristorante e la reception portuale al piano terra e uffici e spazi dedicati agli ospiti a quelli superiori. Accanto all’hotel sorgeranno residenze di pregio e nuove palazzine lungo la Banchina San Lazzaro, con appartamenti e attività commerciali al piano terra. Saranno inoltre realizzate residenze per i Corpi dello Stato, destinate a garantire alloggi funzionali per le Forze dell’Ordine, e la nuova Torre degli Ormeggiatori, che assicurerà il comando e il controllo delle manovre.

A completare il piano infrastrutture di servizio e spazi per la comunità ci saranno parcheggi e box, aree verdi, esercizi commerciali, aree per la cantieristica, un distributore di carburante, strutture ricreative e una passeggiata pedonale che, collegando il porto al Parco Urbano e a via Scarincio, rappresenterà una cerniera verde tra città e mare.

Grande attenzione è stata dedicata alla sostenibilità: climatizzazione a pompe di calore e pannelli solari, gestione innovativa delle acque reflue e meteoriche, reti antincendio avanzate e soluzioni architettoniche perfettamente integrate nel contesto di Borgo Marina. Il nuovo porto sarà inoltre alimentato in gran parte da energia sostenibile, grazie all’impianto fotovoltaico che sarà installato a copertura del depuratore nell’ambito del progetto del vicino Parco dell’Energia. “Sono soddisfatto di questo ultimo passaggio per la realizzazione del nuovo porto turistico di Imperia. Nei mesi scorsi avevamo già rilasciato la concessione demaniale marittima a Marina di Imperia e questo ulteriore passo rappresenta una grande opportunità per completare il porto turistico, ma soprattutto per il rilancio dell’intera città”, ha dichiarato il sindaco di Imperia Claudio Scajola. “L’opera costituirà un volano fondamentale per lo sviluppo economico del territorio, capace di attrarre turismo nautico di qualità e di valorizzare le eccellenze del nostro comprensorio”.

(Imperia, il Porto Turistico sarà completato entro 6 anni – Barchemagazine.com – Novembre 2025)

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