Superyachts | Barche Magazine https://www.barchemagazine.com/barche/superyachts-barchemagazine/ Rivista di informazione sulla nautica da diporto. Novità, prove, esclusive su barche e yacht a vela e a motore Tue, 19 May 2026 13:42:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.barchemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/cropped-Senza-titolo-1-32x32.png Superyachts | Barche Magazine https://www.barchemagazine.com/barche/superyachts-barchemagazine/ 32 32 Sirena Marine – Prossimi al varo https://www.barchemagazine.com/sirena-superyachts-42m-preview-2/ Mon, 20 Apr 2026 08:41:38 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=256172 L’ammiraglia Sirena Superyachts 42M entra nella fase finale di allestimento in vista del varo previsto per luglio Il cantiere navale […]

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L’ammiraglia Sirena Superyachts 42M entra nella fase finale di allestimento in vista del varo previsto per luglio

Il cantiere navale turco Sirena Marine ha diffuso l’ultimo aggiornamento sui lavori di costruzione del Sirena Superyachts 42M, confermando che il progetto è entrato nella fase finale di allestimento e rifinitura in vista del varo previsto per le prime due settimane di luglio 2026.

Al momento i lavori procedono contemporaneamente in diverse aree dello yacht. L’allestimento degli interni è a buon punto, con l’installazione degli arredi in corso su tutti i ponti, mentre gli spazi abitativi iniziano ad assumere la loro forma definitiva.

All’esterno, lo scafo ha raggiunto una tappa fondamentale nel processo di finitura. L’applicazione finale del primer è stata completata. Anche l’applicazione della mano di finitura è ora in corso, e si sta delineando l’aspetto esterno finito dello yacht.

Sono stati compiuti progressi significativi anche sul fronte tecnico. Il motore principale, insieme ai componenti chiave del sistema di propulsione, è stato installato con successo.

La sala macchine è ora completa all’85%, con la maggior parte delle attrezzature già installate e i lavori di integrazione in gran parte finalizzati
. Questo traguardo riflette il ritmo complessivo e il coordinamento della costruzione, mentre i sistemi si avvicinano al completamento.

Con l’avanzare dei lavori, il Sirena Superyachts 42M continua a dimostrare la portata e l’ambizione del progetto. Progettato da Luca Vallebona in collaborazione con Hot Lab (parte del Gruppo Viken) per il design degli interni, con l’architettura navale di Van Oossanen Naval Architects e l’ingegneria di dettaglio di Eureka Yachts, il 42M combina una piattaforma di grande volume di circa 433 GT con un’ingegneria efficiente e un design incentrato sul comfort a bordo e sul legame con il mare.

Con l’allestimento finale, l’integrazione dei sistemi e le finiture esterne attualmente in corso, il Sirena Superyachts 42M rimane saldamente in linea con il suo debutto previsto per l’estate 2026, rappresentando una pietra miliare importante per Sirena Marine mentre si prepara a varare il suo yacht più grande e avanzato finora.

(Sirena Marine – Prossimi al varo – Barchemagazine.com – Aprile 2026)

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Sanlorenzo SX120 – Cross the future https://www.barchemagazine.com/sanlorenzo-sx120-barche-test/ Fri, 17 Apr 2026 06:04:05 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=255765 SX120 fonde tecnologia pionieristica e design nautico all’avanguardia. Incarna l’impegno di Sanlorenzo sia nell’evoluzione del prodotto sia nell’innovazione, essendo il […]

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SX120 fonde tecnologia pionieristica e design nautico all’avanguardia. Incarna l’impegno di Sanlorenzo sia nell’evoluzione del prodotto sia nell’innovazione, essendo il primo yacht in composito a disporre dell’IPS Professional Platform, di Volvo Penta

by Sacha Giannini and Francesco Michienzi – photo by Breeds Media Creative (exterior) and Federico Cedrone (interiors)

1822. I poeti Lord Byron e Shelley sono stati forse tra i primi “diportisti” a promuovere, con le loro barche “Don Juan” e “Bolivar”, il “pleasure yachting” e l’andar per mare a spasso, ma anche i pionieri del comfort di bordo. Con uno scafo di 24 piedi il primo e poco più di 30 il secondo, ma “…sufficientemente spazioso per accogliervi comodamente tutti…” (L. Byron), si navigava tuttavia nella semplicità, tra Genova, La Spezia e Viareggio, assaporando già il senso del lusso, dell’esclusività, anche solo come “tempo” a disposizione.

2025. 203 anni dopo, negli stessi luoghi della poesia e delle grandi sfide, ritroviamo lo stesso spirito ma con nuovi armatori e nuovi cantieri navali che continuano a costruire invitando designer e architetti che si fanno largo tra la prosa e la poesia, tra la cultura e la tecnica per trovare nuove soluzioni a nuove esigenze, con barche 4 volte più lunghe (120’), con quattro ponti abitabili, 4 motori da 1.000 cavalli su due pod Ips Professional Platform Volvo Penta e almeno 4 cabine Vip doppie per accogliere comodamente tutti.

Il salone sul main deck è avvolto da luce naturale grazie alle ampie finestrature, dove l’attenzione degli ospiti è richiamata da una scala scultorea che dona valore all’ambiente e allo stesso tempo è una soluzione funzionale che consente una connessione fluida tra i ponti.

Il nuovo Sanlorenzo SX120, l’ammiraglia della serie crossover del marchio, è tutto questo e altro ancora. “L’SX120 ha cambiato il modo di concepire lo yachting e ridefinito l’esperienza di vita a bordo, introducendo una nuova idea di spazio, di vivibilità e di connessione con il mare”, afferma Tommaso Vincenzi, Ceo di Sanlorenzo. Oggi, oltre la sostenibilità, oltre il comfort e le prestazioni, la sensibilità diventa un requisito di impegno “civile” per raggiungere le coscienze di chi progetta e “irrompe” nell’orizzonte di qualcun altro che si troverà sempre a terra, anche solo per guardare, perché “l’architettura è pure di chi la osserva” (B. Zevi).

Gli interni sono arricchiti da molti pezzi che hanno fatto la storia del design italiano, come la sedia Donzelletta di DePadova, disegnata da Michele De Lucchi. La struttura è in massello di frassino nero e la seduta in paglia intrecciata. Xila, la cucina in Silcolak di Boffi, è stata progettata nel 1972 da Luigi Massoni.

Questo atto di responsabilità costituisce il presupposto culturale e ideativo su cui lo studio Zuccon International Project sviluppa il concept esterno della nuova ammiraglia della serie SX di Sanlorenzo. SX120 incarna un’etica e una forza che si pongono al di fuori dell’involucro, vanno oltre l’operazione di design come atto creativo, per configurarsi sempre più come “Less Aesthetics, More Ethics” e proiettarsi negli occhi di chi dovrà anche solo guardarla, in porto, in rada o in navigazione.

«La linea SX, presentata nel 2017 con l’SX88, ha aperto un nuovo capitolo nello yachting internazionale. Quasi dieci anni dopo, l’SX120 ne prosegue il cammino, confermando la visione di Sanlorenzo: innovare con eleganza, guardare avanti con sensibilità, creare soluzioni che uniscono bellezza e sostenibilità»
Massimo Perotti, Executive Chairman Sanlorenzo 

Bernardo e Martina Zuccon hanno scelto Sanlorenzo, o viceversa, nell’esclusività di un processo di crescita e di educazione che ha portato a risultati davvero sorprendenti. Spesso “…si chiama un architetto per dirgli cosa fare” (Frank Gehry), altre volte per non dire nulla, e altre ancora si chiama un cliente per dirgli cosa acquistare. Questo propone l’SX120, un prodotto finito, voluto proprio così, sviluppato a 3 mani, quelle sapienti costruttive di Sanlorenzo, quelle colte della famiglia Zuccon e quelle di Piero Lissoni.

In tutta l’imbarcazione, i soffitti sono scanditi da una cannettatura lignea, una serie di fitte cuspidi che si prolungano in verticale lungo le pareti, creando un effetto architettonico di continuità e profondità. Alcuni inserti verticali sono stati invece rivestiti con una pellicola a effetto acciaio, che dona un tocco contemporaneo agli ambienti. I pavimenti alternano parquet e moquette, mentre nei bagni si è scelto un materiale ceramico effetto marmo, che coniuga estetica e funzionalità.

«Alla famiglia SX, credo la più creativa che a memoria d’uomo si possa ricordare nella nautica degli ultimi 30 anni, si aggiunge il 120. SX120 è un’architettura galleggiante spettacolare. Abbiamo preso tutte le cose che gli altri SX ci hanno insegnato e le abbiamo riunite qui. Ha spiagge, piani che si interconnettono, grandi aperture… una vera villa galleggiante nel corpo di un progetto assolutamente straordinario, come l’SX».
Piero Lissoni, Lissoni & Partners

Dal transatlantico Rex all’Andrea Doria, da Poltrona Frau a Cassina, da Gio Ponti a Carlo Scarpa, anche a bordo del nuovo crossover 120’, la storia sembra ripetersi dopo quasi un secolo, in cui artigianalità e personalizzazione si incontrano per innovare. Il nuovo divano modulare “Smart Island”, che ritroviamo a bordo, va ben oltre la semplice produzione di arredo, perché esplora quel terreno privilegiato di sperimentazione stilistica e tecnica che ha fatto sbarcare il residenziale in mare, ma questa volta sopra un ponte scoperto, il quarto, l’ultimo dell’SX120, il nuovo, su un sundeck che acquisisce significato quanto più offre soluzioni outdoor.

La cabina armatoriale è caratterizzata da una testiera retroilluminata, disegnata come un paravento decorativo, che separa con discrezione la zona letto dalla zona armadio, assicurando comfort e intimità.

«La nuova ammiraglia della linea SX coniuga in un unico prodotto funzionalità ed estetica, semplicità ed eleganza, performance e sostenibilità. Inoltre, SX120 è il primo grande yacht a integrare la nuova Ips Professional Platform di Volvo Penta, un sistema compatto ed efficiente, progettato per l’utilizzo di fonti energetiche ibride e pensato per migliorare prestazioni, autonomia e comfort in navigazione. Questa innovativa piattaforma propulsiva consente di ottenere soluzioni progettuali certamente uniche, correlate all’impiego di efficienti POD drive, anche su yacht di grandi dimensioni».
Tommaso Vincenzi, CEO of Sanlorenzo

Con i suoi 37 metri di lunghezza, 8 di baglio e 270 GT di stazza lorda, questo crossover, sintesi tra un Flying Bridge e un Explorer, è l’evoluzione stilistica del precedente 112’ e dell’SX100. È una barca di confine, un ambito di ricerca aperto, frontiera di convergenze e di intersezioni, dove si regolano il confronto e la ritualità dell’abitare e del costruire, attraverso frammenti di contemporaneità e di architettura terrestre, più che di yacht design. Con una composizione mai soffocata dalle sue stesse forme, dalla sua apparente monumentalità o, peggio, dall’individualismo, come traccia imposta del proprio passaggio, è invece proiettata nella natura e nello spettatore che percepisce un messaggio sospeso tra la responsabilità e il desiderio di piacere anche fortemente. È un atto di “stile”, di “educazione” in tutte le discipline coinvolte, che si esprimono attraverso il valore dell’autenticità, perché maturano nella lettura colta della storia del ’900.

La beach area ha una superficie di 70 metri quadrati con passavanti laterali apribili, una vista panoramica a 360° dall’upper deck e un sun deck con Smart Island configurabile. La beach area, inoltre, offre agli armatori la flessibilità di una piscina a scomparsa, che può essere coperta o scoperta tramite un meccanismo di sollevamento e scorrimento del prendisole, per garantire fruibilità estetica, privacy e sicurezza in navigazione.

L’SX120 assorbe da molti contesti: dalle abitazioni, dagli edifici e dalle città, in una compresenza di scale diverse dello spazio abitabile, facendo pulizia del superfluo, come spesso anche della simmetria interna, per la quale si è sacrificata l’utilità. A bordo questa asimmetria cerca il massimo rendimento funzionale e formale per concedere luce e spazi ad ambienti che ne hanno effettivamente più bisogno di altri, senza sacrificarne nessuno e senza mai ignorare la reale complessità del programma abitativo di bordo, che promuove nuove possibilità spaziali e tecnologiche, soprattutto in quel bisogno di varietà nell’esperienza visiva.

È una barca nuova, ma non una novità che vuole trasgredire, piuttosto è fatta di “sorprese”, come la scala interna a rampa ellittica, decentrata e scultorea, come un breve percorso onirico che attraversa i ponti, oppure la gruetta a braccio di babordo che “a riposo” prosegue la traiettoria del lungo capodibanda in carbonio del main deck superiore o ancora le due murate abbattibili XXL che estendono fino a 70 m2 la beach area di poppa, fino all’inedito sundeck. Sono piccole conquiste di comunicazione linguistica e funzionale, capaci di modificare gli occhi con cui guardiamo le barche e la sensibilità a oltrepassare il loro ordine apparente, per ritrovare almeno un punto di vista o una “fuga” dagli schemi preordinati. 

«L’SX120 si distingue per qualità, adattabilità e comfort…ha la capacità di raccontare scelte e soluzioni di architettura che si perfezionano anche grazie ad alcune importanti lezioni dei padri dell’architettura moderna. Ripulire e togliere i segni superflui secondo un’etica e un’idea che devono fare sempre i conti con il paesaggio e con la responsabilità della figura dell’architetto nei confronti di chiunque si trovi tra l’orizzonte e la barca…noi ci poniamo spesso la domanda su come venga accettata e vissuta ogni nuova presenza in mare e sul suo panorama…».
Bernardo e Martina Zuccon

photo by Andrea Muscatello.

Indipendentemente dalla geometria, si intravede a bordo quasi sempre un’altra dimensione, un inverso, un doppio, una polarità, un altrove che prolunga lo spazio fisico e quello percettivo. La trasparenza pervade gli spazi interni, intervallati da opacità chiare e “cannettature lignee” dei cielini, o da essenze esotiche più scure, come le paratie che chiudono gli ambienti destinati alla notte. La cabina armatoriale è a prua sul main deck, con un letto a isola centrale, una testiera traslucida retroilluminata e un fronte vetrato perimetrale che chiude la stanza.

Sul bridge deck, la timoneria è dietro una trasparenza, più simile a una vetrina, a una teca di cristallo, dove esili montanti e il rigore compositivo ricordano alcuni eleganti allestimenti espositivi, fluttuanti e impalpabili, di Franco Albini. C’è sempre qualcosa, all’interno come all’esterno, che racconta un percorso di scelte prese in prestito da un vocabolario di esperienze del ’900, ma sempre rielaborate e ben condivise. I volumi fuori acqua sono spostati leggermente verso prua, proiettati in avanti anche visivamente dal parabrezza inverso della cabina armatoriale e del bridge deck superiore, con inclinazioni parallele alle due belle “potenze” poppiere di bordo, che conservano tuttavia solo la memoria del peso e della funzione statica di sostegno.

Sanlorenzo SX120

Il flybridge che, per la prima volta su questa tipologia di yacht, si trasforma in un elegante sun deck. Qui è stato introdotto il concept Smart Island: un sistema di sedute componibili e liberamente configurabili, dotate di funzionalità aggiuntive. Uno spazio riservato, quasi nascosto, un locus amoenus in cui godere della massima privacy.

Questo corpo centrale, aperto nel maindeck su quattro lati, si comporta come un blocco di vetro temperato fumé, congiunto senza cornici né guarnizioni, con montanti interni sapientemente camuffati attraverso le pareti vetrate continue. Non vuole “involucrare” le parti, ma mantiene comunque compattezza ed equilibrio nella composizione, che poi si spalanca sul mare. L’upper deck, invece, segue un lavoro di ambiguità sulla trasparenza diafana di Philip Johnson e della sua “Glass House”, dove il volume, pur bloccato nella sua stereometria, è di fatto un osservatorio trasparente sul paesaggio che la circonda. L’interno di questi volumi biassiali si sviluppa in open space che spesso cerca l’asimmetria, con il compito di suddividere lo spazio attraverso complementi d’arredo, scelti e disegnati da Piero Lissoni, la cui disposizione dà vita a un’area living, una dining, una play room o diversi lounge interni che si connettono in modo fluido con l’esterno.
Il lower deck, invece, è aperto solo a poppa e ospita un primo filtro di sosta e servizio, connesso direttamente alla beach area esterna, ben “condizionato” con HVAC, con divani, lavatrice/asciugatrice, wc e una mess room. Verso l’interno si accede a un piccolo spazio che può essere aperto come lounge o chiuso come cabina, oltre a un piccolo hammam e una zona equipaggio.

Il lower deck ospita quattro cabine per gli ospiti, di cui una può essere mantenuta aperta in versione lounge oppure chiusa per trasformarsi in cabina, un piccolo hammam e la zona riservata all’equipaggio.

Abbiamo avuto l’opportunità di testare in mare l’SX120 e, dopo poche miglia, abbiamo avuto conferma di trovarci a bordo di uno yacht di nuova generazione. L’architettura navale presenta un’importante skeg centrale e due pinne stabilizzatrici Sleipner. L’hardtop del flying bridge è in carbonio, così come gli oltre 14 metri continui di capodibanda dell’impavesata del main deck, mentre diversi “alzati” di tuga sono in “misto carbonio”. 

«Dal punto di vista propulsivo, la piattaforma Ips Professional di Volvo Penta rappresenta un’evoluzione tecnologica orientata all’efficienza. Il sistema si avvale di unità orientabili e di eliche controrotanti ottimizzate dal punto di vista idrodinamico, che consentono una riduzione significativa delle perdite energetiche e un netto miglioramento della manovrabilità, soprattutto alle basse velocità». Nicola Pomi, VP Marine Sales,
Yacht and Superyacht Division

L’SX120 è la prima nave da diporto al mondo a impiegare la piattaforma Ips Professional di Volvo Penta. Questa soluzione propulsiva, che coniuga efficienza, comfort e modularità, prevede quattro motori D13 da 1.000 cavalli, 2 per Pod, consentendo, in modalità EcoMode, una velocità di crociera di 10/12 nodi con soli 100 l/h di consumo, una velocità massima di 23 nodi, un’autonomia alla velocità economica di circa 2.000 nm e un abbattimento dei consumi, delle emissioni e degli ingombri. L’Electronic Vessel Control riesce a modulare la potenza in tempo reale in base a valori percentuali di carico del motore e al profilo operativo, attivando e disattivando autonomamente i gruppi termici. I Pod ottimizzati idrodinamicamente consentono un netto miglioramento della manovrabilità, soprattutto a bassi regimi di velocità.

Stabilizzatori Sleipner

Le Vector Fins brevettate Sleipner, grazie al loro profilo curvo, canalizzano le forze in modo più verticale, ottenendo un’efficienza nettamente superiore e un consumo energetico molto più basso rispetto alle pinne tradizionali. Corse più lunghe delle pinne e un braccio di leva esteso generano forze stabilizzanti più potenti, mentre il sistema brevettato di abbattimento del rumore assicura un funzionamento notevolmente più silenzioso rispetto alle soluzioni alternative. La particolare forma delle pinne genera portanza, riducendo la resistenza e migliorando le prestazioni a velocità sostenute, mentre gli attuatori compatti si integrano facilmente nel layout dello yacht. Il sistema è efficace sia durante la navigazione veloce sia all’ancora, garantendo stabilità in ogni condizione.

Volvo Penta

Il sistema Ips Professional Platform di Volvo Penta utilizza due motori fino a 1.000 cavalli per ogni pod, offrendo prestazioni superiori a quelle di motori più grandi con dimensioni, consumi ed emissioni ridotte. Questa piattaforma, concepita per l’integrazione modulare di fonti energetiche tradizionali e alternative, si distingue per la sua estrema compattezza e per l’architettura ottimizzata dei gruppi propulsivi. Tali caratteristiche consentono una riduzione significativa dell’ingombro destinato alla sala macchine, rendendo disponibili nuovi volumi che, in fase progettuale, possono essere riconvertiti in ambienti ad alta fruibilità per l’armatore, i suoi ospiti e l’equipaggio. L’elemento distintivo della piattaforma è la funzione Eco Mode, sviluppata per ottimizzare il regime di funzionamento dei motori in condizioni di carico parziale, come durante le manovre o la navigazione a velocità ridotta. Attivando questa modalità, il sistema sincronizza automaticamente i gruppi propulsivi, riducendo il numero di motori attivi o abbassando il regime di rotazione, mantenendo comunque livelli ottimali di spinta e di controllo.

Il sistema Nav-Com è stato curato dal team Furuno Italia, con l’integrazione della più recente generazione di Display Multifunzione NavNet TZtouchXL. A bordo sono stati installati quattro display TZT24X da 24” con processore potenziato e la nuova cartografia proprietaria TZ-Maps. Questi strumenti di ultima generazione includono funzioni avanzate sviluppate da Furuno, tra cui AI Avoidance Route, che, grazie all’intelligenza artificiale, in combinazione con Risk Visualizer e il radar, calcola e visualizza automaticamente la rotta più sicura per evitare collisioni con altre imbarcazioni o ostacoli. Sempre attraverso l’AI, le carte TZ-Maps consentono inoltre di creare rotte da punto a punto con estrema rapidità: in pochi secondi il sistema genera un percorso sicuro, tenendo conto delle caratteristiche dell’imbarcazione e dei parametri di sicurezza preimpostati, come il pescaggio minimo e la distanza dalla costa. Il sistema Nav-Com installato comprende sensori di ultima generazione, tra cui radar Solid State DRS12A-NXT, GPS GP-330B, bussola satellitare SCX-20, ecoscandaglio chirp DFF1-UHD e VHF DSC Class D. Essendo un’unità commercial yacht, la dotazione è stata completata con apparati wheelmark e GMDSS, tra cui GPS GP-170 type approved, VHF FM-8900, MF/HF FS-1575 150W, Inmarsat STD-C FELCOM-18 e ricevitore Navtex NX-900. È stato inoltre previsto il sistema BNWAS Furuno BR-500 wheelmark, obbligatorio per unità superiori a 150 GT, con pannelli di allarme dislocati in wheelhouse, crew mess, cabina del comandante e della cabina del primo ufficiale.
*A completamento della stazione radio sono presenti anche apparati di sicurezza Ocean Signal: EPIRB E3 PRO, VHF portatili GMDSS V100 e SART Radar Transponder S100.

Articolata su quattro ponti, SX120 ha un Gross Tonnage
di 270 GT caratterizzato dallo spostamento delle volumetrie
a prua e da un pozzetto a poppa completamente
dedicato alle attività in mare.

SANLORENZO
Cantieri Navali di Ameglia
Via Armezzone 3
I-19031 Ameglia (SP)
T +39 0187 6181
welcome@sanlorenzoyacht.com
www.sanlorenzoyacht.com

PROGETTO
Zuccon International Project (exterior design) • Lissoni & Partners (interior design) • Lou Codega (design dello scafo)

SCAFO
Lunghezza f.t. 36,58m • Larghezza massima 8m • Stazza lorda 270 GT • Immersione a pieno carico 2,28m • Dislocamento a mezzo carico 165 t • Dislocamento a pieno carico 176 t • Alloggio per gli ospiti 10 in 5 cabine • Sistemazione equipaggio 6 persone • Lunghezza del tender 6,25m • Capacità serbatoi gasolio 20.650 l • Capacità serbatoi acqua 2.200 l • Capacità serbatoi acque nere 1.050 l • Capacità serbatoi acque grigie 900 l  

MOTORE
IPS Professional Platform D13 – 2700 IMO III / 4x 1000 cv (735 kW) • Velocità massima: 23 nodi • Velocità di crociera: 20 nodi • Velocità economica: 10 nodi

(Sanlorenzo SX120 – Cross the future – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Gennaio 2026)

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Mangusta GranSport 34, varata la prima unità https://www.barchemagazine.com/mangusta-gransport-34-superyacht-varo/ Thu, 16 Apr 2026 06:24:25 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=255834 Al cantiere Overmarine di Viareggio si è celebrato un momento importante: è entrato in acqua il primo esemplare del Mangusta […]

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Al cantiere Overmarine di Viareggio si è celebrato un momento importante: è entrato in acqua il primo esemplare del Mangusta GranSport 34. La consegna a fine maggio 2026

L’evento segna l’inizio di un aggiornamento per la linea Mangusta GranSport, raccogliendo l’eredità del precedente Mangusta GranSport 33 — modello di cui sono state consegnate 12 unità — ed evolvendone la visione in chiave più attuale sia dal punto di vista estetico sia tecnologico. Progettato dal designer Alberto Mancini in collaborazione con l’Ufficio Engineering di Overmarine Group, il Mangusta GranSport 34 combina linee sportive, alte prestazioni e una crescente versatilità a bordo. Offre un equilibrio tra performance e comfort, con spazi pensati per la massima flessibilità, paragonabile a modelli più grandi. Il ridotto pescaggio assicura una navigazione comoda anche in acque basse, ampliandone l’utilizzo.

Con i suoi 33,9 metri di lunghezza e 7,4 metri di baglio massimo, il Mangusta GranSport 34 non è solo un modo di navigare, ma un luogo da vivere secondo il proprio ritmo. Gli ambienti, interni ed esterni, dialogano ancora di più tra loro in modo continuo, accompagnando con naturalezza il passaggio tra navigazione, relax e convivialità grazie ad una linea esterna aggiornata con superfici vetrate maggiorate sia sul main deck sia sul lower deck. I volumi generosi e la costante connessione visiva con il mare contribuiscono a creare un’esperienza a bordo fluida e immersiva, caratteristiche sempre più apprezzate dagli armatori contemporanei.

Tra gli elementi distintivi, la suite armatoriale di circa 40 m² sul ponte principale e un layout che prevede quattro cabine ospiti — due Vip e due doppie — oltre a tre cabine equipaggio, per un perfetto equilibrio tra vivibilità, privacy ed efficienza operativa.

La propulsione del Mangusta GranSport 34 è affidata a quattro motori Volvo Penta Ips, che assicurano manovrabilità, consumi contenuti e un elevato comfort acustico e vibrazionale. La velocità massima di 24 nodi e l’autonomia rendono questo modello ideale anche per crociere prolungate. Rispetto al precedente 33 metri, il progetto evolve anche sul piano tecnico: la zona del pozzetto di poppa e il garage sono stati ampliati per accogliere i filtri SCR, oggi indispensabili per navigare in aree ECA, come le coste americane. Non a caso, questa prima unità è destinata a un armatore statunitense e sarà consegnata entro la fine di maggio 2026.

Stefano Arlunno, President Mangusta Americas, ha detto: “Il Mangusta GranSport 34 sta riscuotendo grande successo oltreoceano. Del precedente modello da 33 metri sono state consegnate ben sei unità a clienti americani. Il segreto del successo risiede nelle linee sportive e il perfetto equilibrio tra volumi importanti, velocità fino a 24 nodi e pescaggio ridotto, caratteristica fondamentale per navigare nelle acque statunitensi e isole caraibiche”.

(Mangusta GranSport 34, varata la prima unità – Barchemagazine.com – Aprile 2026)

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Virtuosity, un sogno senza confini https://www.barchemagazine.com/virtuosity-sanlorenzo-preview-2/ Fri, 10 Apr 2026 07:40:22 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=255263 Le linee esterne, progettate da Studio Zuccon International Project, si armonizzano con l’architettura e il design degli interni, curati dallo […]

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Le linee esterne, progettate da Studio Zuccon International Project, si armonizzano con l’architettura e il design degli interni, curati dallo Studio Paolo Ferrari. Questa collaborazione dà vita a tutti gli spazi abitativi, tra cui un Ocean Resort di 230 metri quadrati, una piscina con fondo in vetro e aree wellness integrate.

by Chiara Risolo

Capita spesso di domandare agli addetti ai lavori quale sia la barca più bella mai realizzata. La risposta è sempre la stessa: “La prossima, quella che ancora non c’è”. Così, chi scrive non può far altro se non registrare “un romantico sospeso” che, verosimilmente, non avrà mai un nome, né una forma. Poi, un giorno, succede qualcosa di straordinario, inteso come fuori dall’or-di-na-rio: la barca che non c’era si palesa.

Senza chiedere pareri e permessi, ma semplicemente osservandola, si ha la netta sensazione che il romantico sospeso di cui sopra – a Dio piacendo – esista. E sì, ci siamo. Il consueto anelito narrativo ha un nome e una forma: è Virtuosity, seconda unità della linea 74Steel di Sanlorenzo. Che il cantiere guidato dal Cav. Perotti. Sia fatto della stessa materia dei sogni si sapeva già, ma con questo nuovo superyacht, rigorosamente su misura, il tasso di stupore è schizzato ai massimi storici.

Dietro a cotanta meraviglia ci sono quattro anni di lavoro, quattro anni di tête-à-tête tra Sanlorenzo e l’armatore, quattro anni in cui gli studi Zuccon International Project per le linee esterne e Paolo Ferrari per il design degli interni, hanno consumato su carta grammi e grammi di grafite alla ricerca del tratto perfetto.

Senza zelo, ma dal cuore, bravi tutti. Virtuosity è un inchino alla sorpresa. A partire da un albero – vero, signori – un Ficus Nitida al centro del main deck che collega verticalmente due ponti, fino all’acquario sommerso integrato nello scafo e all’Ocean Resort sul lower deck, un’area di 230 metri quadrati, dominata da una scenografica vasca con fondo trasparente.

“Con questo yacht abbiamo deciso di ripensare l’architettura di bordo dalle sue fondamenta. Virtuosity rappresenta un passo decisivo nel modo in cui concepiamo lo spazio. Dall’integrazione della natura viva alla trasformazione dei volumi tecnici in ambienti esperienziali, ogni scelta nasce da una chiara visione architettonica. Qui l’innovazione non è eccesso, ma coerenza ed equilibrio”, ha dichiarato Tommaso Vincenzi, Ceo di Sanlorenzo.

Già, tanta innovazione, supportata evidentemente dal coraggio, motore infallibile sulla strada per il successo. E supportata dalla ricerca incessante di soluzioni inedite, ma sempre funzionali, di cui lo studio di architettura, guidato da Bernardo e Martina Zuccon, è mirabile interprete. Queste le parole del primo: “Con Virtuosity abbiamo abbracciato un vero cambio di scala, ma soprattutto un cambio di prospettiva. Non si è trattato semplicemente di progettare il più grande yacht mai costruito da Sanlorenzo, ma di interpretare una visione molto precisa dell’armatore e tradurla in architettura navale. In questo senso, Virtuosity non è soltanto un nuovo modello, ma un processo condiviso che ha permesso a un sogno personale di prendere forma all’interno di una struttura solida e riconoscibile”. Un sogno che pone al centro “una visione fondamentalmente nuova della vita in mare”, come ha sottolineato Paolo Ferrari.

Il 74Steel Virtuosity è stato commissionato in collaborazione con Fraser Yacht, una delle società di brokeraggio nautico full-service più grandi al mondo.

Saliamo idealmente a bordo. È perfino superfluo ricordare quanto il Ficus Nitida sia paradigmatico e non è un azzardo affermare che lo yacht sia cresciuto nella testa, sulla carta e in cantiere, attorno ad esso. L’albero ha amplificato quel concetto tanto caro allo yachting contemporaneo (ma – diciamolo – talvolta abusato e inconsistente) del dialogo continuo tra natura e imbarcazione. In questo caso siamo decisamente oltre: Virtuosity è natura e viceversa. A scanso di moti di disapprovazione da parte di ambientalisti della domenica, è opportuno precisare che l’albero in questione è stato selezionato secondo criteri botanici e dimensionali precisi, garantendo piena compatibilità con lo spazio disponibile e con la sua crescita nel lungo periodo.

La natura torna protagonista assoluta anche sul lower deck con l’Ocean Resort. Non si tratta, evidentemente, di una tradizionale beach area. Ogni millimetro, infatti, è stato calibrato per garantire ad ospiti e armatore un’esperienza immersiva con l’acqua e nell’acqua. Basta osservare la generosità delle terrazze laterali abbattibili, la futuristica piscina con fondo in vetro e l’incredibile Aquarium.

Sul main deck, intorno al Ficus si spalanca un’altra meraviglia: eleganti sedute aprono la prospettiva verso prua, poppa e l’esterno. Un atrio a tripla altezza collega tre ponti grazie a una scala elicoidale in alluminio laccato scuro e all’ascensore, stabilendo un asse visivo e funzionale potente. Sul lato di dritta, una vetrata lascia spazio a una cantina vini. A prua, la zona ospiti comprende due cabine guest, una Vip e la prima armatoriale, di circa 80 metri quadri, caratterizzata dalla rotazione del letto verso la finestra per ampliare le aree dressing e bagno, e dalla presenza di una finestra apribile che rafforza il legame con l’orizzonte. Sul bridge deck, a ipnotizzare è la bellezza di una veranda winter garden di 42 metri quadrati, richiesta specificamente dall’armatore e sviluppata dal cantiere insieme allo studio Zuccon. Ci sono un grande tavolo da pranzo formale e una zona bar, oltre a una lobby con cantina vini walk-in. Occupano questo livello due ulteriori cabine ospiti, mentre quella del comandante è allocata adiacente alla plancia. A prua, l’helipad touch-and-go e lo sport deck ampliano la funzionalità senza interrompere la coerenza architettonica.

L’owner’s deck è concepito come un buen retiro intimo e privato. Un cinema lounge a poppa introduce un’atmosfera cromatica più calda, in tonalità di nocciola e marrone, mentre a prua si sviluppano circa 140 metri quadrati di spazi interni ed esterni con la seconda cabina armatoriale, comprensiva della Reflecting Pool. La doccia sensoriale, collocata tra la cabina e l’elemento d’acqua, armonizza il passaggio tra chiusura e apertura, rafforzando la fluidità che definisce l’intero yacht. Infine, il sun deck ridefinisce le linee dell’imbarcazione mediante una modifica deliberata del profilo esterno, destinata a ospitare la palestra. Questo intervento stabilisce una nuova centralità funzionale sul ponte superiore, integrando anche una piscina e un’area conviviale a poppa pensata per dining informale e relax.

Meticolose descrizioni a parte (ne seguiranno senza dubbio altre), si metta a verbale che la barca che non c’era adesso c’è

(Virtuosity, un sogno senza confini – Barchemagazine.com – Aprile 2026)

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Regina d’Italia – Sensory satisfaction https://www.barchemagazine.com/regina-ditalia-superyacht-stefano-gabbana/ Wed, 11 Mar 2026 07:45:17 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=252191 Lo yacht di Stefano Gabbana, in vendita tramite Ocean Independence, è uno straordinario esempio di design, tecnologia e artigianalità italiane […]

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Lo yacht di Stefano Gabbana, in vendita tramite Ocean Independence, è uno straordinario esempio di design, tecnologia e artigianalità italiane

by Francesco Michienzi

Abbiamo avuto il privilegio di visitare Regina d’Italia, un superyacht di 65 metri costruito da Codecasa. Immediata la percezione di trovarsi in un mondo fantastico dove l’arte e il design sono protagonisti assoluti. La nave è un’espressione unica di un raffinato e lussuoso minimalismo. Entrare nel salone principale è un’esperienza straordinaria che suscita stupore e ammirazione di fronte alla bellezza e all’eleganza delle opere d’arte, oltre alla magnificenza dell’ambiente circostante. La combinazione di lusso, bellezza e creatività crea un’atmosfera indimenticabile. 

Costruito per Stefano Gabbana, è in vendita tramite Ocean Independence. Il superyacht è indubbiamente figlio della visione del suo armatore. La stessa visione di Gabbana per la casa di moda di lusso che fondò nel 1985 insieme a Domenico Dolce e che trova da sempre le sue radici in una profonda devozione per l’Italia e per la ricchezza del suo patrimonio culturale. “Sono profondamente legato al mio paese d’origine. Ho avuto la fortuna di viaggiare moltissimo nella mia vita, ma nessun luogo mi affascina più dell’Italia. L’Italia è uno dei paesi più antichi e ricchi di storia al mondo, fonte inesauribile di ispirazione per molte persone in tutto il mondo. La sua influenza è visibile ovunque: nella moda, nell’architettura, nell’arte, nella cucina e nelle tradizioni”.

La palette cromatica dello yacht è una profonda interazione tra toni blu intensi e il teak caldo, che culmina in un sofisticato interno ispirato al mondo sotterraneo. Il marmo brasiliano, spesso riservato alla gioielleria di lusso, è stato generosamente impiegato in tutti  gli ambienti.

Questo straordinario yacht è assolutamente unico, caratterizzato da audaci elementi di design, linee eleganti e interni contemporanei, ma senza tempo. Concepito in collaborazione con lo studio di design m2atelier e con lo stesso Gabbana, lo yacht è una vetrina di ambizione artistica e di appagamento sensoriale. La palette cromatica dello yacht è un’intensa interazione tra toni blu intensi e il teak caldo, che culmina in un sofisticato interno ispirato al mondo sottomarino. Il marmo brasiliano, spesso riservato alla gioielleria di lusso, è stato generosamente impiegato in tutti gli ambienti. La rarità e l’eleganza del marmo sono esaltate da una sfumatura di accenti blu che si intensificano salendo sui ponti: più chiari sul ponte inferiore e blu profondi e immersivi sopra.

Stefano Gabbana, non a caso, ha scelto un cantiere italiano per realizzare il suo yacht. “L’Italia è il Paese dell’eccellenza e la sua capacità di creare collezioni è unica nel suo genere, impareggiabile, nonostante molti provino a imitarla”.

Stefano Gabbana

Il salone principale è ampio e luminoso, con soffitti a specchio e pannelli in seta blu che esaltano l’atmosfera.Un sistema di illuminazione flessibile, con faretti telescopici, consente di creare atmosfere personalizzate. Il layout include due divani laterali e una disposizione centrale a U. La zona pranzo è dominata da un tavolo da pranzo, realizzato con opere di Fornasetti, circondato da sedie in stile trono, con tutti i mobili che fungono ingegnosamente da contenitori per cristalli e stoviglie. Il pavimento, in rovere chiaro con giunzioni in ebano scuro, aggiunge un ritmo visivo spettacolare. La suite armatoriale a tutto baglio, situata sul ponte principale di prua, è dotata di finestre a tutta altezza per una vista ininterrotta e di quattro oblò che lasciano entrare la brezza marina. I soffitti a specchio amplificano la sensazione di spaziosità, mentre due bagni separati con finiture in marmo brasiliano e un letto king size definiscono l’opulenza della suite. 

Uno degli elementi più originali dello yacht è rappresentato dalla serie di gesti delle mani, reinterpretati come rubinetti in bronzo nei bagni ed elementi scultorei lungo la scala. Ogni cabina ospiti presenta un gesto unico e il concetto ha persino ispirato la creazione di un libro personalizzato sul simbolismo delle mani italiane. 

L’area Vip è composta da quattro cabine simmetriche: due doppie a prua e due a poppa, con letti queen-size. Ognuna dispone di bagno privato con marmo azzurro, soffitti a specchio e integrazioni tecnologiche personalizzate, tra cui TV e sistemi audio sincronizzati con l’iPhone. Una sesta cabina si trova subito dietro quella del capitano sul ponte di comando, con doppio accesso sia dalla zona ospiti sia dagli alloggi dell’equipaggio. È dotata di bagno con doccia, di un letto pullman e di un’ampia finestra con vista sul ponte. Questo spazio versatile è ideale come cabina per il personale o per la guardia del corpo, oppure può essere facilmente adattato a una sala massaggi.

La suite armatoriale, situata sul ponte principale di prua, si estende a tutto baglio con finestre a tutta altezza per una vista ininterrotta e quattro oblò che lasciano entrare la brezza marina. I soffitti a specchio amplificano la sensazione di spazio, mentre due bagni separati con finiture in marmo brasiliano e un letto king size definiscono l’opulenza della suite.

La suite dispone anche di due ampie cabine armadio, rivestite in seta, astrakan e velluto. Forse l’elemento di design più giocoso e distintivo è la serie di iconici gesti delle mani italiane, reinterpretati come rubinetti in bronzo per i bagni e come elementi scultorei lungo la scala. Ogni cabina ospiti presenta un gesto unico e il concetto ha persino ispirato la creazione di un libro personalizzato sul simbolismo delle mani italiane. La palestra sul ponte superiore è un capolavoro di design e funzionalità, con porte scorrevoli interamente in vetro, pareti a specchio e una cupola centrale blu per creare volume verticale, perfetta per TRX, corda per saltare e allenamento di resistenza. È dotata di pesi liberi e di un’ellittica, e si collega a un elegante bagno in marmo con doccia. 

Una piscina a sfioro di 7 metri, con getti idromassaggio e rivestita in mosaico di marmo brasiliano, domina il ponte superiore, collegato a tutti i ponti tramite l’ascensore dello yacht. Un sistema di riempimento automatico e un serbatoio d’acqua dedicato ottimizzano l’uso delle risorse. Otto lettini prendisole in teak con cuscini blu circondano la piscina, mentre di notte l’illuminazione ambientale trasforma quest’area in un elegante salotto all’aperto.

A poppa, una piattaforma fissa e un beach club estensibile in due parti creano uno spazio versatile per il relax o per l’accesso all’acqua. Una doccia a scomparsa in acciaio inox aggiunge praticità e il garage completamente rifinito può fungere da deposito per tender o da elegante rifugio in riva al mare. L’area comprende anche un bagno, una zona lavanderia con lavatrici/asciugatrici professionali e un ampio spazio di stoccaggio.

Lo yacht è spinto da due motori Caterpillar, che gli consentono una velocità di crociera di 15 nodi e una massima di 18,5 nodi. Con una larghezza di 11 metri e un pescaggio di 3,3 metri, questa unità classificata RINA garantisce anche un’autonomia di 4.300 miglia nautiche a 13 nodi e un comfort di navigazione superiore grazie a stabilizzatori zero-speed.

CANTIERI NAVALI CODECASA S.P.A.
www.codecasayachts.com

PROJECT
Exterior design: Cantieri Navali Codecasa S.p.A.
Interior design: m2atelier / Stefano Gabbana

HULL
LOA: 65.00m (213’ 3”)
Waterline length: 53.30m (174’ 9”)
Beam: 11.20m (36’ 9”)
Draught: 3.30m (10’ 10”)
Gross Tonnage: 1,300 GT
Displacement: 970 metric tons
Hull / Superstructure: Steel / Aluminium
Engines: 2x Caterpillar 3516B DITA, 2,000 hp
Generators: 3x CAT
(2x 218 kW, 1x 164 kW)
Cruising speed: 15 knots
Max speed: 18.5 knots
Range: 4,300 nm @ 13 knots

Central Agency
Ocean Independence
Asking Price: EUR 54,000,000
enquiries@ocyachts.com
www.oceanindependence.com

(Regina d’Italia – Sensory satisfaction – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Dicembre 2025)

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Mangusta Oceano 52, si festeggia la terza vendita https://www.barchemagazine.com/mangusta-oceano-52-si-festeggia-la-terza-vendita/ Tue, 03 Mar 2026 07:48:21 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=251650 Overmarine Group ha annunciato la vendita del terzo Mangusta Oceano 52, a pochi mesi dalla vendita dei primi due esemplari. […]

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Overmarine Group ha annunciato la vendita del terzo Mangusta Oceano 52, a pochi mesi dalla vendita dei primi due esemplari. La consegna di questa terza unità è prevista a fine anno 2028

Ammiraglia della linea di navi dislocanti in acciaio e alluminio del brand, questo modello è nato dal lavoro sinergico tra l’Ufficio Engineering di Overmarine e il designer Alberto Mancini, il Mangusta Oceano 52 raccoglie l’eredità della linea Mangusta Oceano spingendone i confini progettuali e il potenziale espressivo per reinterpretarne i principi in chiave ancora più evoluta. Con i suoi 52 metri, questo modello amplia il rapporto tra dimensione e percezione dello spazio, offrendo ambienti che superano gli standard della categoria. Le linee pulite, la relazione costante con il mare e il dialogo continuo tra interni ed esterni restituiscono la sensazione di trovarsi su uno yacht di dimensioni superiori.

Qui, il vivere in & out non è un elemento accessorio, ma parte integrante dell’architettura stessa. È da questa visione che nasce il concept A Deck Above the Rest: un’immagine che sintetizza con chiarezza l’approccio di Mangusta al progetto, inteso come superamento delle aspettative tradizionali del segmento. Un’idea che eleva l’esperienza on board, offrendo all’armatore una nuova lettura dello spazio, del comfort e della qualità della vita in mare, attraverso un’integrazione naturale di design, funzionalità ed emozione.

La vendita di questa terza unità è avvenuta in collaborazione con il broker Quentin Bourdeau della brokerage house Pelagia Yachting, Port Canto – Cannes, che commenta così i punti di forza del progetto: “Il Mangusta Oceano 52 si è distinto agli occhi dell’armatore per la solidità e la coerenza complessiva del progetto. Design, ingegneria e capacità di navigazione a lungo raggio convivono senza compromessi. La vendita è stata possibile grazie a un’eccellente collaborazione con il team Overmarine, la cui professionalità ha reso l’intero percorso fluido e particolarmente piacevole’.

Aggiunge Ivan Adzic, Sales Manager di Mangusta: “Questa terza vendita in rapida successione del Mangusta Oceano 52 conferma l’eccezionale appeal di un progetto innovativo, capace di spingersi oltre i confini tradizionali del segmento sotto le 500 GT. È uno yacht che offre stile di vita, volumi e contenuti solitamente riservati a navi di dimensioni maggiori. Siamo particolarmente orgogliosi che l’unità sia stata acquistata da armatori europei già clienti Mangusta: la loro prima esperienza con uno yacht di dimensioni più contenute della nostra gamma li ha portati a rimanere all’interno della famiglia Mangusta”.

Anche in questa nuova unità, la flessibilità progettuale si conferma uno degli asset centrali del progetto. L’armatore ha scelto un layout personalizzato per i diversi ponti: il main deck ospiterà due cabine ospiti a prua, mentre sull’upper deck è stata scelta una configurazione totalmente custom per l’area armatoriale, una vera area privata sospesa sul mare, con vetrate a tutta altezza e vista panoramica a 180°, che si apre su una terrazza dedicata con piscina infinity “Mangusta Signature”. Sul lower deck troveranno spazio tre cabine ospiti, tra cui una Vip full beam, progettata per garantire livelli di comfort e privacy in linea con quelli delle aree principali. Una soluzione che esprime al meglio il potenziale modulare del Mangusta Oceano 52 e un approccio sartoriale che vede ogni unità prendere forma come vero one-off, costruito attorno alle esigenze e allo stile di vita di chi lo commissiona. Lo yacht navigherà nel Mediterraneo e sarà destinato a uso privato.

(Mangusta Oceano 52, si festeggia la terza vendita – Barchemagazine.com – Marzo 2026)

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Nectar by Feadship – Intime connessioni https://www.barchemagazine.com/nectar-by-feadship-superyacht-refit/ Mon, 23 Feb 2026 08:28:07 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=250515 Il progetto di refitting di Nectar è firmato da Francesca Muzio, direttore creativo di FM Architettura; il filo conduttore di […]

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Il progetto di refitting di Nectar è firmato da Francesca Muzio, direttore creativo di FM Architettura; il filo conduttore di questo lavoro è composto da uno stile rigoroso e da una profonda cultura nautica

by Sacha Giannini – photo by Giorgio Possenti

Il “movimento” con tutte le sue sfumature di rollio, beccheggio e vibrazione rappresenta forse oggi l’unica vera differenza tra uno yacht privato e un’abitazione civile. Oltre all’altezza interna e all’impiantistica, tutto il resto è piuttosto invariato, perché l’interior design è sostanzialmente lo stesso. Esistono tuttavia circostanze o persone che esplorano “fuori catalogo” i meccanismi dell’abitare, ponendoli in una relazione di controllo con lo spazio fisico ed emotivo di chi l’abiterà ed è proprio in questo ambito che si definiscono i presupposti e l’autenticità del lavoro di Francesca Muzio, direttore creativo di FM Architettura, attraverso un linguaggio colto, fatto di dialogo e partecipazione per esplorare i confini del lusso, della navigazione d’altura e del comfort di bordo.

Nell’interno di Nectar traspare una forte componente d’intimità emotiva che si apre a cotoni, lini grezzi e mobili in legno pregiato, alternando pelli, metalli, bronzi, sculture e pezzi d’arte di famiglia posizionati per diventare punti di riferimento visivi e sensoriali.

«Abbiamo lavorato su questa “gran signora” Feadship cercando di togliere non solo ciò che era stato aggiunto, personalizzato e disegnato per il precedente armatore, insieme a tutti quegli accenti d’oro e di contrasti che davano una lettura forse troppo classica, ma anche restituire a un ottimo layout originale una nuova interpretazione e lettura». Francesca Muzio

La barca per Francesca non è più solo un luogo, ma un “transito” secondo il quale uno spazio può diventare anche più di un’abitazione, proprio come “…un caravan, una barca o una tenda possono essere anche una casa” (Mary Douglas, antropologa britannica). Il lavoro che FM Architettura sviluppa nel 2024 per il refit del M/Y Nectar ex Callisto, un Feadship di 65 metri del 2006, è la scintilla che irrompe nella scena indoor con un’analisi sul ruolo degli arredi che, nel mediare i rapporti tra l’uomo e lo spazio, offre una prospettiva unica nel vivere in movimento nuovi orizzonti. L’intervento aggiorna arredi e atmosfere di bordo per un nuovo armatore che vuole trasformare Callisto in Nectar con una rilettura quasi totale degli interni, mantenendo tuttavia la buona funzionalità distributiva del layout originale e delle paratie strutturali, modificando e valorizzando solo alcune nuove destinazioni d’uso.

La luce ha un ruolo importantissimo, diventa scenografica, di servizio, d’accento per le opere d’arte, ma anche naturale, per restituire “…ogni attimo del giorno in un viaggio da vivere con tutti i sensi”.

Gli interni acquisiscono sempre più significato nel momento in cui gli arredi, gli oggetti e la loro percezione si separano dallo spazio esterno, nello specifico dal mare, favorendo al contempo un dialogo diretto fatto di continue pratiche quotidiane. Alcuni gesti progettuali che Francesca usa abilmente anticipano il divenire di queste “regole” dell’abitare, mettendo in ordine, con attente gerarchie interpretative, le dimensioni e le relazioni interne dell’involucro abitativo. È proprio il mettere ordine che consente di impossessarsi di uno spazio e renderlo casa, perché il senso dell’abitare è anche mettere insieme le cose attraverso una logica, non sempre razionale, ma a volte istintiva e occasionale, fatta di dettagli e “cose” che trasformano il luogo in un filtro di ritmi, pause, stazionamenti e spostamenti. Gli interni non sono soltanto il vuoto in cui stabilirsi, “la superficie interna dell’involucro” come sosteneva Aristotele, ma piuttosto l’intervallo da percorrere tra suggestioni e successioni di immagini.

Il progetto compie delle scelte precise che diventano espressione di una personale diversità ma anche di adesione ad una identità più collettiva fatta di usi, rituali e abitudini. 

Abitare una barca, una casa o una stanza d’hotel significa caratterizzarla, dotarla di cose, di arredi, di attenzioni, di complementi e oggetti significanti che dichiarano una presenza, ma vuol dire anche usarla svolgendo funzioni diverse o diversamente le stesse funzioni. Senza tutto questo troviamo difficoltà a capire dove siamo, proprio perché ci esprimiamo attraverso tutte queste cose, concedendo loro di rappresentarci. Su questo principio Francesca Muzio sviluppa un refit singolare che evidenzia aspetti di rarità, di unicità e di profondità attraverso un allestimento come percorso quasi biografico del cliente che s’intreccia con quello della propria creatività. C’è poi qualcosa di magico in tutte queste cose, perché diventano vettori simbolici, espressioni di partecipazione ad uno spazio in cui sono contestualizzati.

I rivestimenti tessili delle paratie sono texture materiche che si intrecciano con altri nobili tessuti di Dedar, di Loro Piana, con il rattan sintetico, il puro cashmere e poi ancora con i colori terracotta, il blu, il mogano, il rovere americano, i desk, i sofa, i coffee, i game e i dining table, tutti progettati da FM Architettura per raccontare una storia fatta di sogni, di viaggi venturi e di suggestioni recuperate anche da culture diverse o da “preesistenze” di bordo.

La realizzazione del refit ha utilizzato la tradizione, l’arte e la competenza marchigiana del made in Italy, la tecnica e l’altissima qualità delle maestranze olandesi del cantiere Feadship, dove ogni dettaglio e finitura evidenziano un’idea di equilibrio tra il fare artigianale, industriale e quella disciplina creativa di design che Francesca usa e interpreta come legante, regia e originalità. La sua proposta di arredo non è tuttavia solo una selezione di scelte o una produzione custom di manufatti ideati e realizzati per l’occasione, ma è la costruzione di scenari e connessioni culturali per evocare atmosfere familiari che vogliono vivere nella normalità, nelle abitudini dell’armatore senza mai dissolvere quelle cadenze conviviali tipici di una dimora, ma soprattutto senza disgregarsi in omologati episodi neutri e provvisori. A bordo tutto è connesso in una domestica quotidianità su misura che attraverso la trama, l’intreccio e il pattern di un rivestimento, di un tessuto, di una paratia, di un contrasto, di una forma d’arredo disegnato o di un oggetto acquistato, ottiene nuove interpretazioni e letture.

«Non è stato solo un lavoro di “pulizia”, ma di valorizzazione
e di flessibilità d’uso per ogni area
della nave, fatto di ritmi e momenti condivisi, personali e di gioco». Francesca Muzio

NECTAR BY FEADSHIP
PROGETTO
Naval architect Feadship De Voogt Naval Architects
Exterior design Studio De Voogt
Interior design Terence Disdale Design 2014 • 2024 Refit
Interior design FM Architettura Francesca Muzio
Lancio 2006
Refit 2024
Nome iniziale Callisto
Nome corrente Nectar

SCAFO
LOA 65.20m
Larghezza 11.28m
Velocità 16 nodi
Autonomia 5.300 mn
Motori principali 2x Caterpillar 3516B DI-TA 1.491 kW at 1600 rpm
Capacità serb. carburante 126.400 l
Capacità serb. acqua 32.000 l
Ospiti 12
Staterooms 6

(Nectar by Feadship – Intime connessioni – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Novembre 2025)

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Sanlorenzo SD132 – Ideal habitat https://www.barchemagazine.com/sanlorenzo-sd132-test/ Mon, 09 Feb 2026 11:39:16 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=249066 SD132 è un habitat pensato per rispondere in modo raffinato e sensibile alle esigenze di un armatore consapevole. È un […]

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SD132 è un habitat pensato per rispondere in modo raffinato e sensibile alle esigenze di un armatore consapevole. È un progetto che ridefinisce il concetto stesso di vivere la barca e che afferma con forza il valore di un design che sa ascoltare, accogliere e durare nel tempo

by Francesco Michienzi – photo by ®Guillaume Plisson for Sanlorenzo

Ho avuto il piacere di provare il Sanlorenzo SD132, ed è stata un’esperienza molto suggestiva che mi ha indotto a riflettere su alcuni aspetti del navigare, oltre ad apprezzare una nave da diporto di qualità eccelsa. La velocità è emozione pura, il suo portato è un carico di adrenalina che genera emozioni fortissime, ma non ti consente di andare lontano e di godere appieno il viaggio. Con uno yacht con oltre 3.000 miglia di autonomia, navigando lentamente, il discorso è molto diverso: il mondo si apre di fronte a te, devi solo scegliere cosa vedere. Con uno scafo dotato di una carena ben disegnata il mare non ti fa nemmeno paura; sei sicuro di tornare sempre a terra, ma forse non vorrai più farlo, poiché la magia del mare e del navigare lento ti rapirà per sempre. È un’esperienza unica, che permette di godere appieno dei dettagli e delle sensazioni che altrimenti sarebbero sfuggenti.

Sul main deck c’è un grande salone con ampie finestrature, a cui ne fa da controcanto un secondo nell’upper deck.

Navigare lentamente permette di vivere il momento presente con calma e consapevolezza, regalando un senso di pace e tranquillità. Esattamente quella che può dare il superyacht SD132, ammiraglia della linea semidislocante di Sanlorenzo per la quale lo studio Zuccon International Project ha curato sia il disegno delle linee esterne, sia gli interni. Con i suoi 40,7 metri di lunghezza, è la prima per dimensioni fra le navi da diporto costruite in composito dal cantiere. Lo scafo e la coperta sono realizzati con resina e fibre di vetro, le sovrastrutture sono un ibrido fatto di fibre di vetro e carbonio per ottimizzare peso e migliorare la stabilità. 

Gli spazi interni si caratterizzano per la ricerca della matericità, con colori tenui e materiali che permettono di enfatizzare la sensorialità, consentendo di concentrarsi sull’esperienza tattile grazie a rovere antico, noce sbiancato e lino.

«Gli interni riflettono il percorso stilistico intrapreso dallo Studio, volto a valorizzare un concetto di naturalezza e a stabilire un legame sensoriale tra l’armatore e l’imbarcazione. Un moodboard materico e colori ispirati alla terra creano ambienti autentici, bilanciati e accoglienti. Anche gli esterni testimoniano l’impegno nella ricerca: soluzioni distributive innovative e flessibilità tecnologica, integrano perfettamente la barca con la natura circostante, enfatizzando la vivibilità degli spazi». Bernardo Zuccon

photo by Andrea Muscatello.

La qualità della costruzione deve necessariamente coniugarsi con la qualità delle sue linee estetiche. SD132 rappresenta un momento di evoluzione profonda nel percorso progettuale che Zuccon International Project porta avanti da anni con Sanlorenzo, una sintesi di linguaggi architettonici e suggestioni materiche pensate per offrire un’esperienza a bordo autentica e funzionale. Il profilo dello yacht è caratterizzato da proporzioni armoniose. Commenta Bernardo Zuccon: “Gli interni riflettono il percorso stilistico intrapreso dallo Studio, volto a valorizzare un concetto di naturalezza e a stabilire un legame sensoriale tra l’armatore e l’imbarcazione. Un moodboard materico e colori ispirati alla terra creano ambienti autentici, bilanciati e accoglienti. Anche gli esterni testimoniano l’impegno nella ricerca: soluzioni distributive innovative e flessibilità tecnologica, integrano perfettamente la barca con la natura circostante, enfatizzando la vivibilità degli spazi”.

Lo yacht presenta quattro cabine per gli ospiti nel lower deck, dove accoglie anche la zona equipaggio con dinette e laundry. La suite armatoriale è di grandi dimensioni, 55m², posizionata nella zona di prua del main deck.

Il design esterno, realizzato da Zuccon International Project, si caratterizza per una percezione di assoluto equilibrio e conferisce una particolare armonia visiva all’applicazione del concetto di asimmetria che su questa imbarcazione vede il walkway del main deck posizionato sul lato sinistro e quello dell’upper deck sul lato destro, bilanciando i pesi e ottimizzando i volumi.

Il design è fresco e innovativo, senza però avventurarsi in territori totalmente estranei al family feel del marchio. Con la luce del giorno, il profilo è segnato fortemente dalle bande scure e scintillanti delle vetrate che, con il loro andamento orizzontale, danno snellezza al disegno complessivo. Di notte, con tutte le luci accese, si apprezzano in pieno il numero e le dimensioni delle finestre che offrono luce, panorama e un contatto assai stretto con il mare. Una volta a bordo ci si rende conto che un layout accuratamente studiato agevola la circolazione su ciascun ponte e la comunicazione tra ponti diversi. Il walkway del main deck è posizionato sul lato sinistro e quello dell’upper deck sul lato destro, bilanciando i pesi e ottimizzando i volumi. Grazie a questa configurazione, gli spazi di bordo vengono razionalizzati, interconnettendo i ponti e facilitando i camminamenti verticali, così da sfruttare al massimo i volumi. 

Oltre all’ampiezza dei volumi e degli spazi, e alla configurazione della beach area, SD132 si distingue anche per il vasto spazio disponibile sul fly deck di 85 m².

Racconta Bernardo Zuccon: “Fin dalle prime fasi, l’obiettivo non era stupire attraverso l’ostentazione, ma creare ambienti umili nel senso più nobile del termine: spazi autentici, essenziali. Ogni scelta, dai materiali alle geometrie, è stata guidata da un’idea di design sensoriale, dove la materia parla, la luce accompagna ed il tatto diventa il primo canale di percezione del progetto. Invito sempre a salire a bordo e chiudere gli occhi: è lì, nel silenzio della vista, che si rivela la vera anima dell’SD132. Uno degli elementi distintivi è sicuramente il layout asimmetrico, che rappresenta la naturale evoluzione di una ricerca già iniziata con la linea SL, e qui ulteriormente sviluppata. Abbiamo scelto di rompere la simmetria classica con un main deck asimmetrico a dritta e un upper deck asimmetrico a sinistra. Non si tratta di un vezzo estetico, ma di una soluzione funzionale che ottimizza gli spazi interni e aumenta la superficie fruibile all’esterno, migliorando al contempo la percezione degli ambienti. Questo approccio genera una dinamica fluida a bordo e crea un dialogo visivo e percettivo continuo tra gli ambienti”.

«Siamo entusiasti del lancio del progetto SD132, che incarna la perfetta combinazione di dimensioni significative, design innovativo ed eleganza senza tempo, in perfetto stile Sanlorenzo. L’eccezionale risposta del mercato è stata confermata dai cinque contratti già sottoscritti prima del varo, che testimoniano il grande successo e l’apprezzamento che questa imbarcazione sta riscuotendo tra gli armatori. Ogni dettaglio di SD132 riflette l’impegno e la passione della nostra squadra, che anche questa volta ha cercato di sfidare i tradizionali limiti legati a spazi e volumi di bordo, ottenendo un risultato sorprendente».
Tommaso Vincenzi, Ceo Sanlorenzo

SD132 è molto più di un’imbarcazione: è un habitat pensato per rispondere in modo raffinato e sensibile alle esigenze di un armatore consapevole, che ricerca un equilibrio profondo tra funzione, emozione ed estetica. SD132 nella prima unità offre ambienti e un linguaggio stilistico ispirati dai colori della terra e della natura stessa, cercando di rendere più autentica l’esperienza di bordo. In questo modo, gli spazi interni si caratterizzano per la ricerca della matericità, con colori tenui e materiali che permettono di enfatizzare la sensorialità, consentendo di concentrarsi sull’esperienza tattile. Ogni ambiente interno segue questa filosofia, dalla finitura simil cemento pietra, ai mobili dei bagni e nella cabina dell’armatore, dove si è optato per l’accostamento tra legni scuri e legni chiari. Anche nella scelta dei tessuti si è privilegiato il medesimo criterio, così da conferire agli ambienti un calore e un feeling speciali, senza naturalmente dimenticare l’attenzione alla sostenibilità nella scelta dei materiali. 

La prua, storicamente concepita come area tecnica, è stata trasformata in uno spazio da vivere, arricchito da una piscina che contribuisce al benessere e alla bellezza della vita a bordo.

Gli spazi di bordo sono ottimizzati, i ponti sono interconnessi e facilitano i camminamenti verticali, così da sfruttare al massimo i volumi interni. Lo yacht presenta quattro cabine per gli ospiti nel lower deck, dove accoglie anche la zona equipaggio con dinette e laundry, e una cabina armatoriale di grandi dimensioni, 55 m², posizionata nella zona di prua del main deck. Sempre sul main deck trova posto un grande salone con ampie finestrature, a cui ne fa da controcanto un secondo nell’upper deck. La configurazione dell’ampia beach area è caratterizzata dall’interconnessione al pozzetto in poppa. Qui le terrazze laterali, una volta rotate e aperte, offrono agli ospiti superfici calpestabili di grandi dimensioni, 70 m², e liberano il pozzetto da ogni tipo di ostacolo visivo, trasformandolo in una terrazza aperta che permette agli ospiti di godere della massima connessione con il mare. SD132, progettata per navigare con 10 ospiti e 8 membri di equipaggio, è una barca solidissima, in linea con la tradizione dei semidislocanti di Sanlorenzo, capaci di garantire grandi autonomie per raggiungere anche le destinazioni più lontane. L’autonomia è di 3.200 miglia, rendendola adatta anche alla navigazione transoceanica.

Engine room

L’ingegneria navale, sviluppata dalla Direzione Engineering del gruppo, ha dato vita a una carena con ridotta resistenza idrodinamica che consente allo yacht, che ha un dislocamento a pieno carico di quasi 315 tonnellate, di viaggiare a una velocità massima di 17 nodi con due motori CAT C32 di 1.622 cavalli ciascuno.

SANLORENZO
Cantieri Navali di La Spezia
19126 La Spezia
welcome@sanlorenzoyacht.com
www.sanlorenzoyacht.com

PROGETTO
Sanlorenzo (architettura navale e ingegnerizzazione) • Studio Zuccon International Project (design esterni e interni)

SCAFO
Lunghezza f.t. 40,70m • Lunghezza al galleggiamento 37,35m • Larghezza 8,47m • Immersione a pieno carico 2,66m • Dislocamento a mezzo carico 285 t • Dislocamento a pieno carico 315 t • Stazza internazionale 420 GT • Cabine ospiti 5 • Posti letto ospiti 10 • Posti letto equipaggio 8 • Riserva combustibile 42.000 l • Riserva acqua 8.000 l • Serbatoio acque grigie e nere 3.000 l • Air conditioning unit 450.000 BTU/h • Tender 3,95m

MOTORI
2x Man V12 1.650 cv (1.213 kW) • Motori optional 2x Cat C32 1622 cv (1.193 kW)

CERTIFICAZIONE
Rina CE A

(Sanlorenzo SD132 – Ideal habitat – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Ottobre 2025)

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Cantiere delle Marche, venduto un explorer yacht da 45 metri https://www.barchemagazine.com/cantiere-delle-marche-vendita-explorer-yacht/ Fri, 06 Feb 2026 07:40:59 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=249550 La vendita di un nuovo explorer yacht basato sul concept di Tremenda, progetto di Giorgio M. Cassetta, conferma il positivo […]

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La vendita di un nuovo explorer yacht basato sul concept di Tremenda, progetto di Giorgio M. Cassetta, conferma il positivo riscontro commerciale e strategico di Cantiere delle Marche

Per noi è particolarmente significativo che questo nuovo explorer di 45 metri sia basato sul concept di Tremenda, ancor più sapendo che gli armatori sono già clienti di Cantiere delle Marche. Ci è stata affidata sia la progettazione degli esterni sia degli interni e, come sempre, siamo impegnati a offrire il meglio ai nostri committenti”, ha detto Giorgio M. Cassetta parlando del progetto. “Il nostro obiettivo è creare uno yacht coerente e armonioso in ogni dettaglio. Gli armatori immaginano un’atmosfera calma a bordo, ricca di luce e calore, definita da purezza e morbidezza. Sono personalmente grato a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo progetto, e rivolgo un ringraziamento speciale al mio team e a quello del cantiere per l’approccio proattivo e rapido con cui hanno affrontato ogni sfida estetica e tecnica nelle fasi finali del design. Non vediamo l’ora di condividere come la visione degli armatori, l’esperienza del cantiere e il nostro contributo daranno vita a un’altra imbarcazione unica”.

L’armatore si è innamorato della purezza essenziale del design esterno e della generosità dei volumi interni del progetto di Cassetta dopo aver sperimentato il comfort, l’affidabilità e l’eccellenza tecnica del suo precedente yacht CdM, un Nauta Air 110.

Secondo CdM, la decisione di un armatore di investire nuovamente in uno yacht prodotto dal cantiere rappresenta una delle dimostrazioni di fiducia più significative. Vasco Buonpensiere, socio e Ceo di CdM, ha commentato: “Non mi stancherò mai di esprimere la mia gratitudine agli armatori che scelgono di riporre nuovamente la loro fiducia in noi acquistando un secondo yacht costruito dal nostro cantiere. Questa decisione rappresenta molto più di una nuova commessa: è la conferma della validità della nostra filosofia, della nostra maestria artigianale e della passione che anima ogni membro del nostro team. Sapere che il nostro lavoro ha soddisfatto le aspettative di armatori così esigenti ed esperti è per noi motivo di grande orgoglio e motivazione. Conferma che i nostri yacht non solo soddisfano, ma superano costantemente le richieste e le aspirazioni dei clienti più esigenti, e rafforza il nostro impegno quotidiano verso l’eccellenza, l’attenzione ai dettagli e la creazione di explorer yacht davvero eccezionali”.

(Cantiere delle Marche, venduto un explorer yacht da 45 metri – Barchemagazine.com – Febbraio 2026)

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Tuxedo Yachting House, la collezione Ceccarelli è super https://www.barchemagazine.com/tuxedo-yachting-house-collezione-ceccarelli-40/ Fri, 30 Jan 2026 09:17:35 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=249149 L’esclusivo showroom milanese di On House ha ospitato la presentazione ufficiale di un nuovo superyacht in alluminio di 40 metri. […]

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L’esclusivo showroom milanese di On House ha ospitato la presentazione ufficiale di un nuovo superyacht in alluminio di 40 metri. Apripista della neonata gamma di Tuxedo Yachting House, segna il ritorno della famiglia Ceccarelli nel segmento dei superyacht

by Olimpia De Casa

Per la realizzazione del nuovo progetto di 40 metri da 400 GT, Tuxedo Yachting House ha voluto coinvolgere nomi di prim’ordine. La famiglia Ceccarelli, nota espressione dell’eccellenza nautica italiana e internazionale, si è infatti rivolta allo studio Names di Francesco Rogantin per l’architettura navale e a Francesco Paszkowski Design per l’elaborazione degli esterni, curati insieme a Sebastian Martinez, e degli interni, realizzati in collaborazione con l’architetto Margherita Casprini.

Lo ha fatto, come dichiarato da Francesco Ceccarelli, fondatore e co-ceo di Tuxedo Yachting House insieme alla sorella Laura, con l’obiettivo di “dare vita a una nave che, mantenendo linee tradizionali ed eleganti, garantisse allo stesso tempo l’utilizzo di tecnologie al passo con i tempi, la massima cura dei dettagli identificativi del nostro Dna, l’alta qualità e l’immediata riconoscibilità in termini di estetica e design”.

A sei anni dalla nascita del brand con sede produttiva a Lavagna e quartier generale a Milano, Tuxedo Yachting House aggiunge quindi una nuova collezione (che si affianca alle linee Tuxedo White e Tuxedo Blue) che rappresenta l’evoluzione naturale della produzione e, insieme, il ritorno alle origini di una famiglia protagonista da oltre mezzo secolo nella costruzione di imbarcazioni di grandi dimensioni e sin dal 1982 nelle realizzazioni in alluminio da 14 a 54 metri. “Oggi come allora costruiamo esattamente quello che il cliente desidera perché le nostre barche, per definizione, devono essere la rappresentazione della sua personalità ed è per questo che hanno un’altissima personalizzazione interna”, commenta Laura Ceccarelli.

Francesco Paszkowski ha quindi lavorato con l’intento di creare elementi architettonici diversi da quelli già visti e lo ha fatto, ad esempio, utilizzando per interni ed esterni gli stessi materiali. È il caso del legno all’entrata del ponte principale, il cui impiego estensivo permette ai due ambienti di dialogare in maniera più lineare e organica.

Le forme del nuovo Ceccarelli 40 hanno solidi riferimenti al mio modo di disegnare in stile contemporaneo. Come consuetudine, mi sono concentrato sulla poppa, che deve rappresentare un elemento di forte riconoscimento sia quando la barca è in mare sia quando è in banchina”, dichiara Francesco Paszkowski.

Linee pulite, quindi, ma cariche di dettagli, come il design elaborato dei cielini, i puntelli che sostengono il ponte superiore che si integrano con i cosciali che portano al portellone, a sua volta provvisto di un vetro che inonda di luce l’interno, la zona dei passacavi di poppa studiata per agevolare il passaggio delle cime attraverso lo svuotamento della parte finale della falchetta, soluzione che aumenta la funzionalità dell’area in fase di ormeggio.
Di grande eleganza, e con espliciti rimandi al mondo automotive (vedi il dettaglio evidenziato dalla vista da prua, sotto), è anche il disegno del salotto prodiero, un avamposto in cui prendere il sole in libertà, sfruttabile anche come gavone per lo storage.

Molto bassa e particolarmente filante, la vetrata inclinata della timoneria presenta nel rollbar pieghe e sfaccettature che emergono dalla larghezza dello yacht per creare un “effetto alettone” dalla spiccata identità che riprende il Dna delle imbarcazioni storiche prodotte dalla famiglia Ceccarelli.
La disposizione interna, volutamente razionale, offre ambienti moderni e bilanciati la cui morbidezza dialoga all’unisono con il raffinato design esterno.

Particolarmente evoluto è anche il progetto tecnico elaborato dall’ingegner Francesco Rogantin, che spiega: “Per il Ceccarelli 40 abbiamo pensato ad una carena semidislocante, ottimizzata con approfonditi studi di idrodinamica numerica al fine di raggiungere velocità massime superiori ai 18 nodi con una potenza installata comunque contenuta”. La propulsione standard prevede infatti due motori diesel da 1.324 kW (1.800 mHP) con configurazione in linea d’assi, con giunti reggispinta ed eliche a passo fisso ad elevata efficienza per aumentare al massimo il comfort a bordo. Il progetto, che ambisce a rappresentare un nuovo punto di riferimento nel segmento dei 40 metri, consente comunque di poter eventualmente installare una propulsione ibrida con pacchi batterie

L’anteprima è stata anche l’occasione per annunciare la partnership con la monegasca TWW Yachts che, con uffici in tutte le principali sedi nautiche europee, è stata scelta quale Central Agent per la vendita in esclusiva del nuovo superyacht di Tuxedo Yachting House.

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Ceccarelli 40 – I dati tecnici preliminari

Lunghezza fuori tutto: 40m
Baglio massimo: 8,5m
Pescaggio: 2,2m
Dislocamento a vuoto: 260 t
Stazza lorda: 400 GT
Capacità carburante: 40.000 litri
Capacità acqua: 7.000 litri
Velocità massima: 18 nodi
Velocità di crociera: 15 nodi
Autonomia a 11 nodi: 4.000 miglia
Motori: 2 x Man V12 D2862LE436 Diesel, 1.324 kW (1800 mHp) @ 2300 rpm

(Tuxedo Yachting House, la collezione Ceccarelli è super – Gennaio 2026)

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