News Archivi - Barche Magazine ISP https://www.barchemagazine.com/news/ Rivista di informazione sulla nautica da diporto. Novità, prove, esclusive su barche e yacht a vela e a motore Mon, 01 Jun 2026 16:18:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.barchemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/cropped-Senza-titolo-1-32x32.png News Archivi - Barche Magazine ISP https://www.barchemagazine.com/news/ 32 32 A Venezia, rivelazione Stassi https://www.barchemagazine.com/stassi-anastassov-salone-nautico-venezia-news/ Mon, 01 Jun 2026 16:12:35 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259598 Cala il sipario sulla settima edizione del Salone Nautico di Venezia. L’ottava ha già date certe: l’Arsenale accoglierà gli espositori […]

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Cala il sipario sulla settima edizione del Salone Nautico di Venezia. L’ottava ha già date certe: l’Arsenale accoglierà gli espositori dal 26 al 30 maggio del 2027.

by Chiara Risolo

L’annuncio è arrivato con un moto d’orgoglio dal palco del boat show durante la cerimonia inaugurale, cui hanno preso parte il sindaco uscente, Luigi Brugnaro, il primo cittadino eletto, Simone Venturini, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Il gran caldo della cinque giorni ha sfidato – ma non smorzato – l’entusiasmo dei 270 partecipanti, provenienti da Italia, Europa e Mediterraneo orientale.

Il boat show lagunare “che non fa ombra al Nautico di Genova, e cammina con le sue gambe”, come ha sottolineato La Russa, sarà ricordato senza dubbio per le 300 imbarcazioni che hanno fatto bella mostra di sé, unitamente ad accessori e componenti, ma anche per lo speech di Stassi Anastassov, neo amministratore delegato di Ferretti. Mercoledì 27 maggio, alle 16.00 in punto, la stampa italiana e internazionale è stata invitata alla conferenza stampa del gruppo.

Chi si aspettava file ordinate di sedie, pedane rialzate, microfoni e slide proiettate a tutta parete a snocciolare in loop numeri a caratteri cubitali, ha fatto male i conti. Anastassov ha accolto i giornalisti, accomodati su un divano semicircolare, come se fosse nel salotto di casa sua. Da perfetto padrone di casa ha stretto la mano a tutti, chiedendo uno a uno nome, cognome, nazionalità e testata di riferimento. Lo ha fatto sorridendo, di blu vestito, con mirabile garbo, mai stucchevole.

Ha colpito nel segno. Sparigliato cliché. Disorientato piacevolmente. Nessuna disamina sui conti del Gruppo e novità di mercato. Nel suo discorso “non scritto” Anastassov ha messo al centro le persone, sottolineando la necessità di intercettare chi, pur godendo di patrimoni importanti, all’acquisto di uno yacht, per forma mentis, preferisce quello di una quarta o quinta casa. Nessuna corsa al ribasso: il Ceo ha detto chiaramente che la crescita di Ferretti non passerà attraverso logiche di pricing aggressive o politiche mirate all’indebolimento dei competitor, proprio perché là fuori c’è un mondo di potenziali armatori da esplorare e conquistare. Stringendo sui marchi, il ceo ha escluso senza se e senza ma l’idea che possano “diventare altro”: il Dna italiano è una conditio sine qua non. Anzi è un valore inestimabile che, insieme alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie mirate a rendere le barche sempre più affidabili, stabili e sicure, è la vera chiave di volta del successo.

Al termine del suo discorso, il nuovo ad ha voluto fare una foto con tutti i giornalisti. Un “regalo” tanto inatteso quanto gradito. Giornalisti che, oltretutto, ha invitato a contattarlo in qualunque momento, dimostrando grande apertura. È iniziata ufficialmente l’era Anastassov.

(A Venezia, rivelazione Stassi – Giugno 2026)

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Gouvia e Grecia 2.0 https://www.barchemagazine.com/gouvia-e-grecia-2-0-d-marin/ Sun, 31 May 2026 11:00:26 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259552 D-Marin alza l’asticella dei servizi standard nel settore nautico con il rilancio di Gouvia Marina, a Corfù, grazie a un […]

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D-Marin alza l’asticella dei servizi standard nel settore nautico con il rilancio di Gouvia Marina, a Corfù, grazie a un investimento di 8,5 milioni di euro.

D-Marin ha realizzato un’importante riqualificazione di Gouvia Marina a Corfù, trasformandola in una meta moderna e esclusiva dedicata alla nautica e al tempo libero con un investimento di 8,5 milioni di euro. Questa operazione rafforza il ruolo del marina come punto di accesso strategico per la zona, apportando anche benefici concreti all’ambiente, alla comunità e all’esperienza degli utenti.

Situata in una posizione strategica tra l’Adriatico e il Mediterraneo, Gouvia Marina è il porto turistico più grande di Corfù e un elemento chiave dell’economia dell’isola. Il progetto incarna la visione a lungo termine di D-Marin, che mira a migliorare l’esperienza dello yachting, rafforzando al contempo il marina come spazio aperto e vibrante, integrato con il territorio e la comunità locale.

Tutta l’infrastruttura della marina ha beneficiato di una riqualificazione, con interventi che migliorano in modo significativo l’accessibilità, il comfort e l’esperienza quotidiana di ospiti ed equipaggi.
104 nuovi posti barca per imbarcazioni fino a 50 metri di lunghezza
– Nuove aree di parcheggio
– Ulteriori 6.000 metri quadri destinati a rimessaggio a secco
– Fronte mare pedonalizzato
– Viabilità interna rinnovata
– Servizi igienici e docce rinnovati

Oltre allo spazio del porto, anche il paesaggio e gli spazi esterni sono stati integrati nel progetto, che ha previsto la piantumazione di oltre 2.000 alberi e piante, contribuendo a creare un ambiente contemporaneo, aperto e accogliente. Un nuovo parco giochi e un anfiteatro rafforzano la vocazione sociale e culturale del marina, che ospiterà concerti, eventi culturali e serate di cinema all’aperto, affermandosi sempre più come destinazione capace di andare oltre la sola dimensione nautica.

Ioannis Koutsodontis, Regional Director di D-Marin Grecia, ha dichiarato: “L’ammodernamento di Gouvia Marina va ben oltre il semplice intervento infrastrutturale. Si tratta di una trasformazione completa che unisce eccellenza costruttiva, innovazione tecnologica e sostenibilità, dando vita a una destinazione premium, inclusiva, dinamica e profondamente connessa alla comunità locale di Corfù”.

Non è mancato l’aspetto della DIGITALIZZAZIONE. Ora tutti i posti barca sono dotati di colonnine che consentono la gestione da remoto dei consumi di energia elettrica e di acqua tramite l’app mobile di D-Marin, una soluzione che migliora l’esperienza degli utenti ottimizzando al contempo l’efficienza operativa e la gestione energetica. Per questo la copertura Wi-Fi è stata potenziata in tutte le aree per garantire una connettività continua e affidabile.

I miglioramenti introdotti si sono tradotti in benefici concreti anche sul piano della soddisfazione dei clienti, come dimostra l’aumento di 11 punti del Net Promoter Score (NPS), grazie al riconoscimento della qualità superiore delle strutture, dei servizi e dell’esperienza complessiva offerta.

Dal punto di vista della sostenibilità, della sicurezza e dei principi ESG, il marina dispone ora di sistemi di filtrazione dell’acqua ad alta pressione, avanzati impianti di rilevazione incendi e di allarme di emergenza, oltre all’illuminazione LED a basso consumo energetico.

Nel quadro del più ampio piano di riqualificazione, Gouvia Marina ha inoltre completato la sua prima installazione fotovoltaica in loco, il primo progetto di questo tipo realizzato da D-Marin in Grecia. L’impianto da 100 kWp dovrebbe produrre circa 167 MWh di energia pulita all’anno, coprendo il 20% circa del fabbisogno energetico operativo della struttura.

L’installazione solare di Gouvia Marina conferma i continui progressi di D-Marin nel proprio percorso di decarbonizzazione e rappresenta il primo marina greco del gruppo a produrre energia rinnovabile in loco. Il progetto si aggiunge ai 5 MW di capacità fotovoltaica già installati nei nostri marina in Turchia, Croazia e Italia, a sostegno del nostro impegno SBTi e dell’obiettivo di ridurre le emissioni del 42% entro il 2030”, ha dichiarato Korina Kostakaki, Head of Sustainability and Health & Safety di D-Marin Grecia.

Gouvia ha potuto portare a termine questo ambizioso porgetto  attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Grecia 2.0”, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU. Secondo D-Marin, l’iniziativa rappresenta un significativo passo avanti per il turismo nautico greco, contribuendo ad accelerare gli investimenti sostenibili, la modernizzazione infrastrutturale e la competitività a lungo termine dell’intero settore.

(Gouvia e Grecia 2.0 – Barchemagazine.com – Maggio 2026)

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Giorgio Armani Superyacht Regatta, sul podio Moat e Liberty Squared https://www.barchemagazine.com/trionfo-moat-liberty-squared-giorgio-armani-superyacht-regatta/ Sun, 31 May 2026 08:15:09 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259539 Moat e Liberty Squared conquistano la Silver Jubilee Cup della Giorgio Armani Superyacht Regatta edizione 2026. Concluso anche il 20° […]

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Moat e Liberty Squared conquistano la Silver Jubilee Cup della Giorgio Armani Superyacht Regatta edizione 2026. Concluso anche il 20° Southern Wind Rendez-vous and Trophy con la vittoria di Liberty

La Giorgio Armani Superyacht Regatta si è conclusa con un’ultima regata di grande soddisfazione e impegno: tattico, di navigazione e di manovra, con frequenti cambi delle vele di prua. Lo Swan 115 Moat e il Southern Wind 96 Liberty Squared, vincitori rispettivamente delle classi Blue e White, scrivono il loro nome sulla Silver Jubilee Cup.

Secondo posto nella classe Blue per il SW 108 Gelliceaux, autore di un’ottima seconda posizione dietro all’imprendibile Moat, del socio YCCS Juan Ball con Cole Parada alla tattica. Con 14 punti in classifica concludono anche il terzo, il Briand 108 Inoui del socio YCCS Marco Vogele con Gavin Brady alla tattica e il quarto classificato, il Tripp di 39 metri Cervo, al suo debutto alla Giorgio Armani Superyacht Regatta. Juan Ball, armatore di Moat: “Per noi è la terza vittoria consecutiva della Giorgio Armani Superyacht Regatta, ma è il risultato di un costante lavoro di miglioramento sulla barca nel corso dell’anno. Ringrazio Giorgio Armani per il supporto alla regata, lo YCCS — di cui sono socio e che amo profondamente — per l’organizzazione, e tutti i partecipanti che tornano ogni anno indipendentemente da chi vince. Questa è una regata unica, per lo spirito che la contraddistingue e per il luogo straordinario in cui si svolge”.

Nella classe White un’altra vittoria di giornata ha consolidato la leadership del SW 96 Liberty Squared con Bouwe Bekking alla tattica. Secondo posto overall per Nostromo seguito da Sørvind by Giorgio Armani con Tommaso Chieffi alla tattica, oggi autore di un ottimo secondo di giornata a soli 41 secondi dal vincitore. “È stata una settimana fantastica, questa è la mia quinta partecipazione alla Giorgio Armani Superyacht Regatta ed è sempre una settimana meravigliosa. Siamo stati fortunati con le condizioni meteo riuscendo a regatare quattro giorni su quattro, il Comitato di regata ha fatto un ottimo lavoro riuscendo a tenere la flotta compatta lungo il percorso di regata. Trovarsi a navigare accanto, così vicino, alle altre imbarcazioni è stato davvero emozionate e divertente allo stesso tempo”, ha dichiarato l’armatore di Liberty Squared Carlo Pirzio Biroli.

La divisione Corinthian è appannaggio del Dubois 100 Nostromo, davanti a Sørvind by Giorgio Armani, secondo e Magic Blue, terzo. Il Southern Wind Trophy, riservato alle barche del cantiere, va naturalmente al SW 96 Liberty Squared seguito da Gelliceaux e Kalantis, entrambi SW 108.

L’edizione 2026 della Giorgio Armani Superyacht Regatta si è conclusa con la premiazione in piazza Azzurra, cerimonia come sempre molto partecipata da tutti gli armatori ed equipaggi dei superyacht.

Conclusa la Giorgio Armani Superyacht Regatta – organizzata dallo YCCS con il supporto, per il quinto anno consecutivo, del Title sponsor Giorgio Armani – Yacht Club Costa Smeralda sarà subito impegnato con la Range Rover Sardinia Cup, i cui team sono già giunti a Porto Cervo per gli allenamenti. L’iconica regata torna dopo 14 anni, ed è in programma dal 31 maggio al 7 giugno, con la Practice race il 1° giugno.

I documenti ufficiali, i risultati, l’elenco iscritti, foto e news sono disponibili nella sezione dedicata sul sito YCCS

Giorgio Armani Superyacht Regatta 2026. Photo credit: YCCS/Studio Borlenghi

(Giorgio Armani Superyacht Regatta 2026. Crediti foto: YCCS/Studio Borlenghi – Barchemagazine.com – Maggio 2026)

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Solemar SE33 – Navigare senza rinunce https://www.barchemagazine.com/solemar-se33-ribs-test/ Fri, 29 May 2026 08:22:43 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=258837 Un gommone ideale per navigare a lungo e trascorrere molto tempo a bordo. Merito dei volumi interni, del layout della […]

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Un gommone ideale per navigare a lungo e trascorrere molto tempo a bordo. Merito dei volumi interni, del layout della coperta e di un’ottima carena

by Niccolò Volpati

Abbiamo provato il Solemar SE33 con due Mercury V8 da 300 cavalli ciascuno in condizioni meteo marine ottime. Il mare calmo infonde tranquillità. Si può fare ciò che si vuole, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.

La prima caratteristica che mi colpisce positivamente è la facilità con cui trova l’assetto corretto. Non lo faccio io, ci pensa l’active trim di Mercury. Accelero bruscamente e il battello plana in soli tre secondi e, meno di un secondo dopo, lo scafo è perfettamente parallelo alla superficie del mare. SE33 vira stretto senza alcuna difficoltà. Le condizioni del mare mi permettono di farlo anche a oltre 40 nodi. La massima a cui lo spingono i due Mercury è di 42,2 nodi. Una velocità di tutto rispetto, perfetta per un gommone di questo tipo, che, essendo cabinato, è votato anche alle crociere a corto e medio raggio in famiglia o con gli amici e non solo per le uscite giornaliere.

Volumi confortevoli per quattro persone con un’ottima abitabilità nella cuccetta di prua.

Il merito dei fuoribordo è spingere molto senza rumore eccessivo. I decibel che registro con il fonometro sono contenuti anche quando navigo a velocità di crociera sostenuta. E il merito, da condividere con le linee d’acqua dello scafo, è di essere parchi nei consumi. Si naviga a 30 nodi di velocità con meno di 90 litri/ora e a 25 nodi con circa 70 litri/ora. I consumi fino a 35 nodi di velocità restano sempre intorno ai tre litri per miglio. Un valore più che accettabile per un battello di questa taglia, capace di regalare al timone queste sensazioni. 

L’impressione, dopo aver percorso diverse miglia, è che navighi perfino meglio della versione open. Intendiamoci, la sensazione era più che positiva anche con SX34, ma il maggior peso a prua, determinato dalla presenza della cabina, mi sembra che migliori ulteriormente l’assetto e regali una navigazione ancor più sicura e confortevole. Non solo viene voglia di navigare, ma anche di continuare a compiere evoluzioni. Insomma, è difficile, per non dire impossibile, trovare non dico un difetto, ma anche solo un’imperfezione nelle doti marine di SE33. Peccato solo per il baglio massimo: con i tubolari sgonfi misura 2,59 metri, quindi 9 centimetri in eccesso che non lo rendono carrellabile. Il baglio, però, garantisce tanto spazio sopra e sottocoperta e il cantiere ha lavorato proprio su questo aspetto. In coperta l’attenzione è sempre rivolta alla facilità di muoversi a bordo. Da poppa a prua lo si riesce a fare senza ostacoli.

Il musone dell’ancora in vetroresina presenta il verricello a vista
e due robuste bitte per l’ormeggio.

Il layout prevede in pozzetto il divanetto a U e un tavolo con gamba telescopica che, all’occorrenza, completa il prendisole. A centro scafo la consolle di guida con un divanetto per pilota e copilota è tutta spostata a dritta lasciando un ampio camminamento a sinistra per accedere alla zona di prua. Qui c’è un secondo prendisole che sfrutta anche la cuscineria a pruavia del cassero. La cucina all’aperto occupa poco spazio, ed è dotata di tutto. La soluzione adottata da Solemar prevede un lavello e un frigo nel mobile a poppavia della seduta pilota e copilota, mentre i fuochi si trovano proprio sotto i seggiolini. Quando si vuole cucinare, basta sollevarli verso prua per averli a disposizione. Anche il rollbar è salvaspazio nel senso che la parte bassa è diretto a prua, mentre quella alta a poppa. I montanti appaiono perciò come “spezzati” occupando una porzione inferiore sulle fiancate. In poche parole, il rollbar c’è, è robusto e non vibra nemmeno a 40 nodi, ma lo si nota poco.

Per muoversi in coperta, in tutta sicurezza, oltre alla superficie idonea, ci sono anche molti tientibene. Tutta la zona di prua ha la battagliola, mentre gli altri si trovano sui montanti del rollbar. C’è sempre un appiglio a cui aggrapparsi. L’accesso sottocoperta si trova a lato della plancia e l’abitabilità all’interno è notevole. La cuccetta matrimoniale di prua è un vero letto molto accogliente. Oltre all’altezza, ho apprezzato oblò e finestrature che permettono di far entrare luce naturale e anche di guardare verso l’esterno. Il bagno è in un locale separato, ma la cuccetta di poppa ha un’abitabilità più ridotta, dato che si trova sotto il piano di calpestio del pozzetto.

Engine data

La coppia di Mercury V8 da 300 cavalli ciascuno rappresenta la motorizzazione perfetta: prestazioni senza eccessi, ma più che sufficienti per macinare molte miglia in poco tempo.

SOLEMAR ITALIA SRL
Via Roggia Morlana, 1/3
I-24027 Nembro (BG)
www.solemaritalia.it

PROGETTO
Ufficio tecnico del cantiere

SCAFO
Lunghezza f.t. 10,57m • Lunghezza di omologazione 9,85m • Larghezza massima 3,34m • Larghezza a tubolare sgonfio 2,59m • Diametro tubolari 0,64m • 6 compartimenti • Peso a secco 3.200 kg • Serbatoio carburante 600 l • Serbatoio acqua 120 l • Motorizzazione massima 700 cv

MOTORE
2x Mercury Verado 300 V8 • Potenza 223 kW (300 cv) • 8 cilindri • Cilindrata 4,6 l • Rapporto di riduzione 1,75:1 • Regime di rotazione massimo 5200-6000 giri/minuto • Peso a secco 239 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO*
A partire da 239.900 € + Iva, motori esclusi

*Il prezzo si riferisce a Febbraio 2026

(Solemar SE33 – Navigare senza rinunce – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Febbraio 2026)

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Giorgio Armani Superyacht Regatta: seconda giornata, meteo ok https://www.barchemagazine.com/giorgio-armani-superyacht-regatta-regate-day2/ Thu, 28 May 2026 18:32:50 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259519 Vincitori sono rispettivamente Moat, Swan 115, e Liberty Squared, Southern Wind 96, nelle divisioni Blue e White Nella divisione Blue, […]

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Vincitori sono rispettivamente Moat, Swan 115, e Liberty Squared, Southern Wind 96, nelle divisioni Blue e White

Nella divisione Blue, occupano le prime due posizionidue soci YCCS: lo Swan 115 Moat di Juan Ball ha bissato il successo di ieri, navigando perfettamente con velocità anche superiori ai 16 nodi nei tratti al lasco. Al secondo posto si è piazzato oggi il Briand 108 Inoui di Marco Vögele, con Gavin Brady alla tattica, seguito dal Southern Wind 108 Kalantis. Moat guida la classifica provvisoria con due soli punti, seguita da Inoui e Cervo a pari punti: 7.

Nella divisione White si è imposto il Southern Wind 96 Liberty Squared, davanti al Southern Wind 94 Magic Blue, seguito a soli 7 secondi dal Dubois 100 Nostromo. In termini di classifica generale provvisoria, Liberty Squared è al comando seguito da Nostromo e Magic Blue. Questi ultimi sono rispettivamente primo e secondo nella classifica Corinthian, al terzo posto SØRVIND by Giorgio Armani. Liberty Squared guida anche la classifica per il Southern Wind Trophy, seguito da Morgana e Gelliceaux. 

Lo Swan 115 Moat, Giorgio Armani Superyacht Regatta 2026

I quattro concorrenti impegnati nel Southern Wind Rendez-vous hanno navigato senza obblighi di classifica sul medesimo percorso della Giorgio Armani Superyacht Regatta, ma leggermente accorciato. Dopo la partenza, le barche hanno puntato la prua direttamente verso il passo delle Bisce, senza dover raggiungere la boa di disimpegno posta tre miglia a sudest, prima di risalire di bolina in direzione dell’Arcipelago di La Maddalena.

Venerdì 29 maggio sono previste brezze più leggere dai quadranti orientali. Il primo segnale di partenza è previsto alle 12.00. il live tracking della regata collegandosi all’Indirizzo www.tractrac.com/event-page/event_20260525_GiorgioArm/3484

I documenti ufficiali, risultati, programma dell’evento, elenco iscritti, foto e news sono disponibili nella sezione dedicata sul sito YCCS

In apertura, la flotta della Giorgio Armani Superyacht Regatta 2026 – Photo credit YCCS /Studio Borlenghi

(Giorgio Armani Superyacht Regatta: seconda giornata, meteo ok – Barchemagazine.com – Maggio 2026)

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Giorgio Armani Superyacht Regatta, apertura da manuale https://www.barchemagazine.com/giorgio-armani-superyacht-regatta-regate-yccs/ Thu, 28 May 2026 06:24:56 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259447 A Porto Cervo condizioni perfette per la prima giornata della Giorgio Armani Superyacht Regatta, con Maestrale disteso di circa 14 […]

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A Porto Cervo condizioni perfette per la prima giornata della Giorgio Armani Superyacht Regatta, con Maestrale disteso di circa 14 nodi.

Alle ore 12,05 del 27 maggio è partito puntuale come da programma il Dubois di 100 piedi Nostromo, il primo dei superyacht impegnati nella regata di apertura. I superyacht entrano in gara individualmente, a due minuti di distanza l’uno dall’altro, con il sistema staggered start. Nel corso della regata i superyacht si sono raggruppati, rendendo spettacolari i passaggi dietro le isole del percorso. Il Comitato di regata ha scelto per entrambe le flotte, Blue e White, una prova costiera di 28 miglia tra le isole dell’Arcipelago di La Maddalena.

Dopo la partenza i superyacht hanno veleggiato attraverso il passo delle Bisce, lasciato a destra la secca di Tre Monti per dirigersi verso l’isolotto dei Monaci. Da qui sotto gennaker sono scesi verso sud doppiando l’isola di Soffi, per concludere infine davanti a Porto Cervo.

Nella flotta Blue, ha prevalso lo Swan 115 Moat di Juan Ball, socio YCCS, con Cole Parada alla tattica, per soli 50 secondi in tempo corretto sul Southern Wind 108 Gelliceaux. Terza posizione per Cervo, il Vitters di 39 metri per la prima volta in regata a Porto Cervo. Nella flotta White, si è imposto Nostromo, primo anche nella Corinthian Division; alla tattica il velista danese Jesper Bank, vincitore di tre medaglie olimpiche. I Southern Wind Liberty Squared e SØRVIND by Giorgio Armani sono rispettivamente secondo e terzo nella classifica provvisoria. La classifica del Southern Wind Trophy, riservata alle barche del cantiere, vede al comando Gelliceaux su Morgana e Liberty Squared.

Altri 4 superyacht, per un totale di 17 iscritti all’evento, sono stati invece impegnati nella veleggiata amichevole Southern Wind Rendez-vous. Partiti dopo gli altri, hanno navigato su un percorso più breve loro dedicato, per proseguire la giornata in rada prima di far rientro a Porto Cervo. La giornata si è conclusa con la cena Southern Wind presso presso Li Capanni, esclusiva location affacciata sul Golfo delle Saline.

Le previsioni per  il 28 maggio, sono di Maestrale moderato con il primo segnale di partenza in programma alle ore 12, non resta che seguire il live tracking della regata collegandosi all’Indirizzo www.tractrac.com/event-page/event_20260525_GiorgioArm/3484

I documenti ufficiali, risultati, programma dell’evento, elenco iscritti, foto e news sono disponibili nella sezione dedicata sul sito YCCS

In apertura la flotta all’Isola dei Monaci, Giorgio Armani Superyacht Regatta 2026 – YCCS/Studio Borlenghi

(Giorgio Armani Superyacht Regatta, apertura da manuale – Barchemagazine.com – Maggio 2026)

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Grand Soleil Cup, la Coppa Smeralda https://www.barchemagazine.com/grand-soleil-cup-regate-panta-rei/ Tue, 26 May 2026 10:18:17 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259349 Dal 21 al 23 maggio si sono sfidati 21 modelli di Cantiere del Pardo nelle acque dell’Arcipelago della Maddalena by […]

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Dal 21 al 23 maggio si sono sfidati 21 modelli di Cantiere del Pardo nelle acque dell’Arcipelago della Maddalena

by Niccolò Volpati

Per stare insieme, per divertirsi, ma anche per regatare. Perché, come cantava De André “… lo spettacolo fu avvincente e la battaglia ci fu davvero. La Grand Soleil Cup è giunta alla 24esima edizione, ma questa, per la prima volta, non è stata una semplice veleggiata, ma una vera e propria competizione. Due giorni tra le boe nelle acque dell’arcipelago della Maddalena, ospiti dello Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo.

Ventuno i partecipanti, da 37 a 80 piedi, divisi in due categorie: Grand Soleil Cup e Grand Soleil Cup Plus, costituita, quest’ultima, da sette imbarcazioni della linea Plus, da 60 a 80 piedi di lunghezza. Per il GS80 LC Bianca II è stato un debutto. La barca è stata varata da poco e sarà presentata ufficialmente al prossimo Salone Nautico di Cannes a settembre.

Nella prima giornata le imbarcazioni sono state impegnate in una prova costiera che le ha viste dirigersi verso Capo Ferro per poi entrare nel Passo delle Bisce e girare una boa posizionata nei pressi della Secca di Tre Monti, dove il Comitato di Regata dello YCCS ha anticipato l’arrivo per il calo di vento. A guidare la classifica provvisoria è stata Bianca II, sempre in testa durante la prima regata.

Nella seconda giornata, quella conclusiva, al via c’era un vento di Grecale di 12 nodi, poi calato a 7. La flotta ha doppiato l’Isola dei Monaci per poi puntare la prua verso l’Isola delle Bisce e proseguire la rotta per Mortoriotto. Lo spettacolo fu avvincente anche perché le condizioni meteo non sono state costanti e i salti di vento hanno rimescolato le carte.

Alla fine l’ha spuntata PantaRei 2, un GS72 Performance, seguito a ruota da Bianca II e Meligunis, un GS65 LC che è salito sul terzo gradino del podio. Nella classifica della categoria tra 37 e 60 piedi ha avuto la meglio Yankee, un Grand Soleil 40.

PantaRei 2, il Grand Soleil 72 Performance, è il vincitore overall della Grand Soleil Cup 2026 al termine di due giorni di regate.

L’edizione 2026 non è stata caratterizzata solo dalle regate, ma ha confermato quell’equilibrio tra sport e lifestyle che da sempre caratterizza l’evento. Negli stessi giorni a Porto Cervo si è svolta la Cantiere del Pardo Week, con tutti brand presenti, inclusi, ovviamente, Pardo Yachts e VanDutch Yachts, in una settimana dedicata alla navigazione, all’incontro e alla relazione. Il format è in crescita e diventa sempre più internazionale. Lo scorso febbraio si è tenuta a Sydney la Grand Soleil Cup Australia con ben 87 partecipanti, e a Porto Cervo non sono mancate le presenze dall’estero. I partecipanti provenivano da otto diverse nazioni, i più lontani dei quali, sono giunti da Canada e Australia. L’Arcipelago della Maddalena, però, ha riscosso molti apprezzamenti, tanto che l’edizione del prossimo anno si replicherà sempre in queste acque e sempre in collaborazione con lo Yacht Club Costa Smeralda.

Immagine di apertura, la 24esima edizione della Grand Soleil Cup si è svolta a Porto Cervo dal 21 al 23 maggio e ha visto la partecipazione di 21 imbarcazioni, da 37 a 80 piedi (photo credit Grand Soleil)

(Grand Soleil Cup, la Coppa Smeralda – Barchemagazine.com – Maggio 2026)

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Erwin Bamps, Gulf Craft Group – Built for life https://www.barchemagazine.com/erwin-bamps-gulf-craft-group-intervista/ Tue, 26 May 2026 08:28:44 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259256 Erwin Bamps, Chief Executive Officer di Gulf Craft Group, racconta la nuova fase di sviluppo del più importante cantiere nautico […]

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Erwin Bamps, Chief Executive Officer di Gulf Craft Group, racconta la nuova fase di sviluppo del più importante cantiere nautico degli Emirati Arabi Uniti nei principali mercati internazionali

by Sacha Giannini – photo by Giovanni Malgarini

Se negli ultimi cinque anni l’Europa ha rappresentato quasi un quarto del fatturato di Majesty, l’obiettivo di Erwin Bamps è sicuramente quello di introdurre anche gli altri quattro marchi di Gulf Craft nella competizione commerciale europea, con una vasta gamma di imbarcazioni da 32 a 175 piedi, rappresentate dai brand Nomad, Oryx, SilverCat e SilverCat  vessels. Con barche da pesca, sportive, cruiser per famiglie e superyacht di lusso personalizzati, l’intera flotta spazia dai runabout ai megayacht di lusso con oltre 780 GT di stazza lorda.

Gruppo Gulf Craft

Il Gruppo include Gulf Craft, Gulf Craft Maldives e Gulf Craft Services, che si occupa della gestione di stabilimenti di produzione e di assistenza all’avanguardia, tra cui un cantiere navale di 43.000 metri quadrati a Umm Al Quwain e un ulteriore stabilimento ad Ajman, negli Emirati Arabi Uniti. Dal 2002 Gulf Craft Maldives gestisce anche uno stabilimento di produzione e assistenza di 9.000 metri quadrati alle Maldive, al quale se ne aggiunge uno di 75.000 metri quadrati, in prossima inaugurazione. Ad oggi, l’azienda ha costruito oltre 10.000 imbarcazioni, tra diporto e commerciale. Grazie a un nuovo centro di assistenza, il SYSC (Superyacht Service Centre) negli Emirati Arabi Uniti, l’azienda mira a diventare un hub regionale per offrire servizi di refitting, riparazione e supporto per l’intero ciclo di vita della barca.

La linea Oryx comprende yacht sportivi e yacht cruiser. Partendo dallo sport cruiser Oryx 32, la gamma si estende a sport cruiser di 37 e 47 piedi, dotati di motori fuoribordo e disponibili nelle versioni chiuse LX o aperte FX.

Secondo il Presidente di Gulf Craft, Mohammed Hussein Alshaali, Erwin è l’uomo giusto per costruire il futuro del gruppo, partendo dalle basi gettate insieme molti anni fa, perché conosce bene i valori che hanno plasmato l’azienda, in un allineamento tra innovazione e tradizione, tra materiali compositi e design, per soddisfare le esigenze di una clientela internazionale sempre più esigente.

Mohammed Hussein Alshaali

Nomad 95

Nomad è un marchio di yacht explorer che offre una lunga autonomia ed efficienza nei consumi. La gamma comprende il Nomad 65, il 70’, il 75’, il 95’ e il 101’, l’ammiraglia della flotta, in grado di coprire oltre 3.000 miglia nautiche e raggiungere una velocità massima di 23 nodi.

Nomad 101

Gulf Craft è il gruppo, non il brand. Majesty è solo uno di questi, molto importante, ma ne abbiamo altri, più piccoli e ugualmente prestigiosi, che hanno bisogno di venditori, di dealer europei. Quando arrivai in UAE nel 2002, Gulf Craft era più o meno ancora una start-up, nonostante esistesse già dal 1982, ma ha cominciato a crescere subito, soprattutto tra il 2009 al 2019, quando in qualità di Ceo ho guidato l’azienda attraverso un decennio significativo diventando uno dei principali produttori mondiali di superyacht di lusso, con un team, oggi, di oltre 50 ingegneri. Ora che sono tornato, dopo alcuni anni di assenza, ho riscontrato che gli altri brand Nomad, Oryx e SilverCat non sono rappresentati a livello globale come Majesty Superyacht. Uno dei miei grandi obiettivi è portare tutti i brand del gruppo in diversi mercati”.

I Majesty sono barche adatte a un mercato mediterraneo privato, ma guardano anche al settore del charter, dove già tre 120’ sono in uso nel Mediterraneo e sono stati varati finora sei superyacht 100’.

Erwin Bamps porta con sé una prospettiva internazionale maturata in due decenni di leadership nei settori della nautica, del lusso e del lifestyle, dall’Asia all’Australia, all’Europa, al Nord America. Con una presenza già solida e un valore del marchio in continua crescita, Gulf Craft e Bamps sono pronti a conquistare una quota di mercato che va dagli explorer di lusso ai superyacht completamente personalizzati, fino ai mezzi più commerciali e di trasporto, attraverso la tecnologia, l’ingegneria e l’artigianalità che, oltre i confini del design e delle prestazioni, hanno creato modelli come il Majesty 175, il più grande superyacht al mondo prodotto in materiale composito, ma, ci dice Erwin Bamps, “…il prossimo anno prevediamo di presentare anche il Majesty 112 Terrace e introdurre il marchio di yacht più classici Nomad con l’arrivo del 101”.

Erwin Bamps

Il Majesty 145 è l’ultimo concept sviluppato in collaborazione con Cristiano Gatto Design.

Una delle sfide per Bamps è, oltre al lusso, agli spazi e alla tecnologia, quella di avere a bordo sempre più una vita privata, riservata, intimamente isolata. “Molti clienti di superyacht vogliono sempre più configurare una villa, acquistare spazio, luce, comfort e soprattutto maggiore privacy. Spesso parliamo con i clienti solo 15 minuti di sala macchine e di potenze motori, ma almeno due ore di stabilizzatori. C’è più interesse per il comfort, la circolazione della crew e la privacy di bordo, piuttosto che per la velocità”. 

Majesty 175

Oltre alla privacy, ci sono i materiali, lo stile, il design e l’abilità costruttiva di mantenere anche un livello di rumore basso. Il brand vuole mettere in risalto uno stile di vita mediterraneo incentrato sulla vita indoor-outdoor, sulla permeabilità, sulle connessioni di luce, di passaggi, di porte e finestre a tutta altezza. “Perché mi piace vivere nel deserto e non a Dubai? Perché ho un giardino e posso uscire nella sabbia di notte attraverso semplici passaggi e porte, proprio come a bordo di un Majesty, dove la connessione con l’acqua fa apprezzare ogni momento e dove l’unico vicino di casa è forse proprio la nostra ruota in rada o l’isola che abbiamo di fronte”.

SilverCat 35CC

SilverCat è il marchio di catamarani a motore del portfolio del Gulf Craft Group. Grazie a oltre 40 anni di esperienza nella costruzione di imbarcazioni, i catamarani combinano un innovativo design a doppio scafo con prestazioni a basso consumo di carburante e layout personalizzati, dalle barche da pesca sportiva con consolle aperta ai cruiser per famiglie completamente chiusi.

I superyacht Majesty nascondono un’enorme complessità tecnica e vogliono lasciare un segno fuori dagli emirati arabi, non solo nelle dimensioni, ma anche nella progettazione, negli standard qualitativi e nell’ingegneria, trasformando così il Medio Oriente, tradizionalmente associato a un ruolo più da “consumatore”, in un creatore del lusso made in the Middle East, anche nella nautica. Dalle esotiche impiallacciature Amazakoue e dalle paratie naturali Anigre al marmo Crema Marfil, all’onice Cappuccino, al noce e all’ottone spazzolato, le materie prime provengono da tutto il mondo, tra cui Italia, Francia, Hong Kong, Australia e Gran Bretagna, e vengono meticolosamente lavorate negli stabilimenti del cantiere navale negli Emirati Arabi Uniti.

(Erwin Bamps, Gulf Craft Group – Built for life – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Febbraio 2026)

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Regate preliminari, Luna Rossa (2) brilla a Cagliari https://www.barchemagazine.com/americas-cup-regate-preliminari-luna-rossa-cagliari/ Mon, 25 May 2026 17:12:13 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259295 Il primo atto della “Road to Naples 2027” sorride al duo Peter Burling e Ruggero Tita. I beniamini di casa […]

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Il primo atto della “Road to Naples 2027” sorride al duo Peter Burling e Ruggero Tita. I beniamini di casa trionfano a Cagliari, regalando al team senior di Luna Rossa una vittoria spettacolare contro Emitares Team New Zealand

by Olimpia De Casa

Le condizioni meteo perfette dell’ultima giornata di regate del primo appuntamento con le Preliminary Regatta della Louis Vuitton 38esima America’s Cup hanno regalato uno spettacolo unico al pubblico accorso nel Golfo degli Angeli per accogliere l’edizione italiana della Coppa America. Se la straordinaria forma dimostrata nelle prove precedenti dal Women & Youth Team di Marco Gradoni e Margherita Porro sembrava aver già scritto l’ingresso in finale di Luna Rossa 1, le penalità ricevute per due partenze anticipate hanno alla fine lasciato ai senior della seconda barca italiana e a quelli di Emirates Team New Zealand la possibilità di sfidarsi tra ex compagni di squadra. Peter Burling, oggi portabandiera del Circolo del Remo e della Vela Italia, ha così incontrato Nathan Outerridge che, a 52 secondi dal fischio di inizio, in posizione di vantaggio, ha finito per tagliare la linea in anticipo di pochissimo, lasciando a Burling e compagni 75 metri utili per partire davanti e mantenere un distacco sino al traguardo, raggiunto 33 secondi prima dei Kiwi.

Prizegiving, Prizegiving, Winners, Prizegiving

Una volta a terra, il tre volte vincitore della Coppa Peter Burling ha salutato il tifo festante di Cagliari, la città scelta da Luna Rossa come casa, affermando: “Penso che per tutta la settimana abbiamo sentito di navigare molto meglio di quanto le prestazioni e la classifica abbiano mostrato. In entrambi i giorni precedenti abbiamo commesso solo un paio di piccoli errori che però ci hanno impedito di avere una giornata al top, rendendola di fatto una giornata da secondo o terzo posto. Quindi sono davvero orgoglioso di come abbiamo continuato a lottare per migliorare il nostro approccio. Abbiamo messo a punto un piano davvero solido e sono super orgoglioso di come l’abbiamo fatto sotto una pressione non indifferente. Eravamo davvero scoraggiati dal non poter affrontare il nostro Women and Youth team nel match race finale. Per tutta questa settimana hanno infatti fissato loro lo standard di ciò che si può fare con un AC40, ma è evidente che oggi abbiano avuto una giornata difficile. Sono entusiasta di aver portato una vittoria a Luna Rossa nella mia prima regata”.

Race Day 3, Match Race

Sulla giornata si è espresso anche l’a.d. di Luna Rossa Max Sirena: “Quando hai la possibilità di avere due barche in finale, vuoi coglierla, no? Quindi è una vittoria un po’ agrodolce, ma questo è lo sport, fa parte del gioco. Di sicuro abbiamo commesso alcuni errori, di sicuro abbiamo avuto qualche problema con il software tecnico e quello di regata, ma non è una scusa. Ogni volta che si vince bisogna godersi la vittoria e tutto è una lezione per il futuro. Non ho mai visto così tanta folla per un evento velico e quindi sono super grato alla gente di Cagliari, agli organizzatori, alle autorità, alla gente del posto, ai volontari. È fantastico. Penso che sia un ottimo inizio”.

Dal canto suo, Nathan Outteridge commenta: “Siamo partiti con circa 0,8 secondi di anticipo rispetto al pin, purtroppo. Fino a quel momento, la fase pre-partenza era stata piuttosto interessante. L’errore è stato di non seguirli quando hanno virato. È questa la differenza tra pensare alle regate di flotta per una o due settimane intere e poi trovarsi catapultati nel match race. Sono sicuro che se fossimo stati un po’ più preparati, avremmo saputo cosa fare trovandoci in quella situazione. Me la prendo con me stesso, perché ho fatto quella mossa con Peter (Burling) diverse volte e oggi l’abbiamo lasciato andare via”.

La tappa sarda, come ha sottolineato Marzio Perrelli, amministratore delegato di America’s Cup Partnership, ha rappresentato un ottimo inizio per il viaggio inaugurale che, salpato da Cagliari, porterà i team a sfidarsi dal 24 al 27 settembre nelle acque di Napoli, dove è in programma la seconda Louis Vuitton 38esima America’s Cup Preliminary Regatta.

Regate preliminari, Luna Rossa (2) brilla a Cagliari – Maggio 2026)

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Il navigatore Enrico Tettamanti e l’esperienza con HP Watermakers https://www.barchemagazine.com/enrico-tettamanti-hp-watermakers-dissalatori/ Mon, 25 May 2026 10:40:50 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=259180 Un “curriculum” di tutto rispetto: tre giri del mondo e 250 mila miglia nautiche percorse usando anche i dissalatori di […]

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Un “curriculum” di tutto rispetto: tre giri del mondo e 250 mila miglia nautiche percorse usando anche i dissalatori di HP Watermakers. Oggi è consulente soprattutto degli armatori che vogliono allestire barche per navigazioni oceaniche

Parlare delle applicazioni dei dissalatori HP Watermakers è sempre interessante, ma scoprire quali sono state le scelte e le motivazioni che hanno portato a quelle installazioni è ancora più istruttivo per comprendere perché un certo modello viene preferito ad altri. Quando un armatore, non necessariamente di superyacht, decide di allestire la propria barca, spesso si affida a un consulente che sappia interpretare le sue esigenze e ottimizzarle in base alla sua esperienza. Enrico Tettamanti è proprio questo, forte di 250 mila miglia di navigazione in tutti i mari del mondo.

Vita avventurosa

Enrico Tettamanti ha 50 anni, 25 dei quali spesi a tempo pieno vivendo in barca con i progetti Kamana, cioè raggiungere località estreme o particolarmente remote in barca. L’extreme alla portata di tutti, con clienti che lo raggiungevano nelle più svariate e lontane località. È così che ha al suo attivo ben tre giri del mondo, perlopiù in acque difficili come il passaggio a Nord-Ovest, il Polo Nord, dall’oceano Pacifico all’Atlantico.

Ora che non naviga più a tempo pieno, è stato naturale mettere al servizio la sua esperienza per consulenze ad armatori e cantieri. Quindi in questo momento Enrico Tettamanti si occupa di project management per chi vuole realizzare un progetto full custom, cioè partire da un foglio bianco, progettare la barca e allestirla, magari per affrontare traversate o navigare in posti lontani. Ma oltre a questo segue la compravendita di barche e il loto refit, oltre a continuare a navigare con il suo solido veliero Hallberg Rassy, ovviamente dotato di un dissalatore HP Watermakers SC 140.

L’importanza del dissalatore a bordo

Non è necessario avventurarsi in navigazioni oceaniche per avere la necessità di imbarcare un dissalatore”, spiega Enrico Tettamanti. “Una volta non era previsto se non su barche di almeno 70’, oggi lo richiedono anche su quelle da 40’ e anche meno. Il motivo è molto semplice: c’è sempre più la voglia di passare il tempo lontano dagli affollati marina, si preferiscono tranquille calette e allora la disponibilità di acqua dolce diventa una necessità. Aggiungiamo che le barche a vela, soprattutto le più performanti, hanno linee d’acqua sempre più tese e meno profonde, quindi inevitabilmente lo spazio interno diventa prezioso e per i serbatoi d’acqua dolce c’è sempre meno spazio. Problema che si presenta anche sugli explorer a motore che hanno esigenze di grandi autonomie. Ecco perché un dissalatore a bordo diventa sempre di più un’esigenza”.

Perché gli HP Watermakers sono automatici

Un plus di valore assoluto che riconosco a HP Watermakers è la sua automazione”, ricorda Enrico Tettamanti. “Non bisogna essere dei navigatori transoceanici, ma addirittura sono proprio i diportisti del weekend che possono più degli altri apprezzare gli automatismi garantiti da RP-TRONIC e dall’AMCS. Perché sono soprattutto loro che utilizzano la barca saltuariamente e spesso non hanno equipaggio, quindi i primi a trascurarne la manutenzione e quei due accessori di HP Watermakers, a mio parere indispensabili, garantiscono comunque il corretto funzionamento del dissalatore”.

RP-TRONIC è un sistema di automatizzazione per dissalatori che evita le regolazioni manuali in sala macchine, perché lo fa automaticamente mantenendo la pressione costante. Quando si naviga, l’acqua di mare può variare in salinità e temperatura e ciò influisce direttamente sulla sua densità e quindi sulla pressione all’interno del dissalatore, che deve invece essere costante per una corretta dissalazione. RP-TRONIC risolve questo problema grazie a una valvola micrometrica di precisione motorizzata e automatica, in grado di regolare automaticamente la pressione a livelli ottimali all’interno del dissalatore che così lavorerà meglio e più a lungo negli anni. Il funzionamento di RP-TRONIC è supportato dall’AMCS (Automatic Membrane Conservation System) per la conservazione automatica delle membrane. Quando il dissalatore non si usa per un certo periodo, è facile che i batteri all’interno dell’acqua proliferino sulla superficie della membrana, intasandola e riducendone la capacità produttiva. AMCS funziona in tandem con il lavaggio automatico delle membrane e con RP-TRONIC: in maniera automatica dosa una quantità di metabisolfito di sodio durante la fase di lavaggio delle membrane e ne allunga la durata.

Il servizio after-sales

È opinione comune che il dissalatore più è utilizzato e meglio va”, ricorda Enrico Tettamanti. “Ma generalmente, considerando l’utilizzo medio di una barca da diporto, i tempi in cui viene messo in stand-by sono lunghi, perché alla fine viene utilizzato solo durante il periodo estivo, anche perché all’armatore nel weekend non serve produrre acqua in eccesso perché parte della banchina già con il pieno. L’utilizzo sporadico può essere quindi un elemento di rischio per l’affidabilità della macchina, gli automatismi descritti sopra aiutano molto, ma l’inconveniente è sempre dietro l’angolo. Ecco che allora avere una risposta efficiente e in tempo reale da parte dell’after-sales del costruttore diventa fondamentale”.

L’ho provato sulla mia pelle e posso affermare che il servizio di assistenza di HP Watermakers è stato sempre tempestivo e di grande aiuto”, prosegue Enrico Tettamanti. “Anche se non avessi avuto delle competenze specifiche, che poi è quasi la norma tra i diportisti, da remoto i loro tecnici sono stati in grado di guidarmi nella soluzione del problema o, quantomeno, ad individuare il problema e inviare prontamente il pezzo da sostituire. Hanno la capacità di far intervenire qualsiasi persona, qualunque sia la sua preparazione tecnica. Al telefono riescono a guidare anche chi non ha mai preso in mano un cacciavite, anche grazie al fatto di avere delle macchine molto semplici e accessibili e impiegando componenti e materiali di prima qualità”.

Enrico Tettamanti

Quale dissalatore scegliere

Generalmente la produzione da 150 e 300 l/h è il range di riferimento in considerazione delle misure della barca”, spiega Enrico Tettamanti. “Il modello che più viene richiesto è quello da 220 l/h, anche se su barche di misure inferiori entrano in gioco altri fattori legati agli ingombri e al risparmio nei consumi. Nessuno ama far funzionare anche di notte il generatore e quindi i consumi energetici sono molto controllati, anche se generalmente sconsiglio di ricorrere a dissalatoti in corrente continua, tendenzialmente poco affidabili. Un altro aspetto da tenere presente sono i litri dichiarati e quelli realmente prodotti, per mia esperienza diretta devo dire che con HP Watermakers corrispondono sempre a quelli reali, ma non per tutti i produttori è sempre così”.

Tutto sotto controllo in plancia

Un’attenzione importante per essere più green è ottimizzare i consumi energetici”, ricorda Enrico Tettamanti. “Sotto questo aspetto è importante far dialogare tutti i sistemi di bordo in maniera efficiente. Il mio consiglio, sia per il dissalatore che per il generatore, è di farli produrre il massimo nel minor tempo possibile, e qui ritorniamo all’esigenza che le quantità prodotte siano reali. Per avere un controllo continuo, è importante avere la possibilità di gestire tutte queste informazioni dalla plancia e gli HP Watermakers grazie a Part-NET, l’interfaccia utente compatibile con i plotter Garmin, Raymarine, Furuno, Simrad, B&G e Lowrance, sono collegati direttamente ai plotter controllando ogni loro processo e ogni parametro direttamente dal tavolo di carteggio. Inutile sottolineare quanto sia comodo non dover scendere in sala macchine per verificarne il funzionamento”.

(Il navigatore oceanico Enrico Tettamanti e HP Watermakers – Barchemagazine.com – Maggio 2026)

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