Propspeed – Tutta colpa dei Marlin

L’azienda neozelandese ha una gamma completa di antivegetative senza biocidi per proteggere le parti immerse. Per il bene delle barche e dell’ambiente in cui si trovano

by Niccolò Volpati

I fondatori di Propspeed erano degli appassionati di pesca d’altura. Avevano l’abitudine di uscire sui loro fisherman nella Bay of Islands, in Nuova Zelanda dove, oltre a Russell Coutts e a migliaia di velisti, c’era anche tanto fouling. Il mare è biologicamente attivo e quando una carena tocca l’acqua è presa di mira da incrostazioni biologiche, vegetali o animali. E in alcune zone più di altre. Prima arrivano le alghe, poi la cosiddetta “barbetta” e, infine i denti di cane. Purtroppo il fouling non è appassionato solo di scafi, ma anche di tutte le parti metalliche immerse. E quello della Bay of Islands era così forte da inficiare perfino le prestazioni dell’imbarcazione. Che fare? Serviva una soluzione innovativa che consentisse agli appassionati pescatori di evitare di far carena ogni volta che uscivano per una battuta di pesca.

Propspeed nasce da questa esigenza. È un’antivegetativa per parti metalliche, famosa per la sua pigmentazione dorata. Questa particolare colorazione dipende dal primer che viene utilizzato ed è stata anche un’involontaria operazione di marketing. All’inizio del 2000, infatti, ad Auckland c’era la Coppa America, con Luna Rossa che sfidava proprio i Kiwi, detentori della coppa. Il Golfo di Hauraki si è riempito di appassionati che seguivano le regate e in molti si sono chiesti perché ci fossero così tanti yacht con le eliche dorate. Vennero così a conoscenza di questa antivegetativa, la provarono, si resero conto dell’efficacia e decisero di distribuirla in America. Le prestazioni del Propspeed parlavano da sole e, con l’investimento aggiuntivo nel team di assistenza tecnica, è cresciuta la rete di applicatori qualificati e di imbarcazioni di tutte le dimensioni che utilizzano il Propspeed.

Negli anni ci siamo accorti anche di altri vantaggi – racconta Davide Burrini, EMEA Sales Director di Propspeedtutti in ottica di rispetto ambientale. La vernice, infatti, oltre che antivegetativa, contribuisce a ridurre la corrosione delle parti metalliche. La corrosione galvanica, quella che si forma per la presenza di metalli differenti, è solitamente combattuta con gli anodi sacrificali. Si tratta di un pezzo di zinco che attira la corrosione e appunto si sacrifica. Il problema è che lo zinco non è esattamente salutare e non è bello che sia rilasciato in mare”.

Davide Burrini

Propspeed prolunga la durata dell’anodo perché è un eccellente isolante che riduce il rischio di corrosione. Ciò avviene isolando elettricamente il metallo e limitando gli scambi di ioni gassosi tra l’acqua salata e il substrato. E se all’inizio il mercato di riferimento era soprattutto quello dei mega e dei super yacht, l’efficacia come rivestimento anticorrosione ha permesso a Propspeed di rivolgersi con successo anche al mondo delle barche più piccole. 

Il nostro mercato di riferimento è solo la nautica – afferma Davide Burrini – a differenza di altre aziende che producono vernici di ogni tipo, noi siamo concentrati su un prodotto che si rivolge allo yachting e alla marina commerciale. Tutte le risorse di ricerca e sviluppo, e sono tante, si concentrano nell’avere un prodotto che rispetta tutte le normative, sia americane, sia europee”. Le normative per le vernici antivegetative sono in continua evoluzione, pertanto, l’innovazione del prodotto è indispensabile e poter concentrare la ricerca solo per questo aspetto è indubbiamente un vantaggio.

Propspeed viene applicato su tutti i metalli immersi. Da sinistra  a destra un esempio con e senza Propspeed.

Sia Propspeed sia le tradizionali antivegetative impediscono alla crescita marina di colonizzare le superfici subacquee, ma c’è notevole differenza nel modo in cui lo fanno. Le vernici antivegetative utilizzano un biocida o una tossina come principio attivo e sono disponibili in una gamma di durezza, da antivegetative molto dure, che rilasciano costantemente i biocidi dalla loro superficie porosa, lasciando dietro di sé una scia, sino a morbidi ablativi formulati per erodere e rilasciare lentamente biocidi nel tempo.

Propspeed ha partner in oltre 60 Paesi nel mondo. Questi collaboratori sono i distributori del prodotto che, a loro volta, formano una rete di venditori e applicatori nella zona in cui operano. L’azienda è nata nel 1999 e offre una gamma di rivestimenti antivegetativi per tutte le parti immerse. I prodotti Propspeed includono Propspeed per eliche, timoni, linee d’asse e metalli sommersi, Foulfree per trasduttori e Lightspeed per luci subacquee. Recentemente alla gamma di prodotti ha aggiunto Stripspeed, uno sverniciatore a base solvente per tutti i metalli subacquei.

L’azienda effettua numerosi test e ha verificato che un’applicazione con la vernice Propspeed è in grado di durare da 12 a 24 mesi. È un top coat idrofobico che crea una barriera per gli organismi marini che non riescono a intaccare le parti metalliche. Anche quando si crea un sottile strato di crescita del fouling, questo non riesce ad aderire al metallo. Basta pertanto passare una spugna per avere nuovamente un’elica perfettamente pulita. La differenza è tanta. A volte un ciclo di antivegetativa “tradizionale” dura meno di una stagione. Se un’applicazione, invece, dura fino a due anni, vuol dire che non sarà necessario fare carena frequentemente. Il vantaggio ambientale non è solo quello di avere un prodotto a base siliconica privo di veleni, ma è anche quello di garantire un risparmio di carburante all’imbarcazione trattata. 

In Olanda un peschereccio di 38 metri ha misurato il consumo di carburante in un determinato percorso mappato con il Gps. Poi ha rifatto lo stesso percorso con l’applicazione eseguita su tutte le parti metalliche e ha riscontrato una riduzione del 7,5% del consumo di carburante.

Un’elica incrostata dal fouling è certamente meno efficiente di una pulita. Propspeed lo ha fatto quantificare a una società indipendente. In Olanda con un peschereccio di 38 metri ha misurato il consumo di carburante in un determinato percorso mappato con il Gps. Poi ha rifatto lo stesso percorso con l’applicazione dell’antivegetativa Propspeed sulle eliche e ha riscontrato una riduzione del 7,5% del consumo di carburante. Ma Propspeed non è un prodotto fai da te. Ha un alto contenuto tecnico, servono degli applicatori specializzati e l’azienda, infatti, li forma e li certifica. “Abbiamo verificato che quando non è efficace, spesso si tratta di un errore nell’applicazione, per questo forniamo un certificato all’armatore che indica chi è l’applicatore, quale sia la sua esperienza, quale sia il lotto di prodotto utilizzato, a quale temperatura dell’aria e con quale grado di umidità la vernice è stata applicata. Insomma, un vero e proprio certificato di garanzia”, conclude Burrini.

(Propspeed – Tutta colpa dei Marlin – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2025)