Michele Maggi, amministratore delegato di e-Motion Hybrid, propone sistemi ibridi standardizzati per sale macchine e motori già esistenti a bordo di yacht dai 12 ai 76 metri
by Sacha Giannini
La qualità è uno dei valori da sempre più richiesti per poter competere e sviluppare i “servizi” proposti. Cultura, innovazione, ricerca, partnership e sostenibilità sono supporti e alleati necessari per ottenere consensi e i risultati attesi. Il tema della mobilità sostenibile trova nella nautica da diporto la sua formula d’uso più comune nella propulsione promiscua o ibrida, fondata sull’azione commista diesel–elettrico e sul binomio green “riduzione inquinamento-riduzione richiesta energetica”. Tutto questo presuppone tuttavia una capacità sempre più elevata di autonomia delle batterie di bordo e di densità raggiungibile per un full electric davvero da best range cruising!
Se a bordo la quantità, lo spazio e i pesi sono spesso nemici di stabilità e planata, le attuali batterie al litio Li-ion che è possibile imbarcare a bordo senza compromettere prestazioni d’assetto, garantiscono un’autonomia “dislocante” media in electric mode di 15, 20 o al massimo 30 miglia, con velocità contenute in ogni caso entro i 10 kts. Medie tuttavia adatte a molti programmi di navigazione, perfette per manovrare in porto o navigare sotto costa senza lasciare in sospensione scie di idrocarburi, fumi o decibel, ma per macinare miglia, rincorrendo SOG e LOG con i tempi frenetici dell’evasione dalla vita di tutti i giorni, queste lente e silenziose andature, ad alcuni proprio non si confanno.
Michele Maggi
Se per “dislocare” in elettrico a 8 nodi un cabinato di 10 tonnellate servono almeno 100 kWh (pari a circa 150 cavalli termici) con migliaia di euro di batterie al seguito, per planare a 20 nodi servono enormi uscite di potenza di almeno 1.000 kWh, con diverse tonnellate di accumulatori in sentina. Immaginiamo allora quanto peso e costi aggiuntivi servirebbero per avere un’ora di autonomia in planata per un range tuttavia sempre di 20 miglia!
Un sistema ibrido parallelo e-Motion, montato di serie o in retrofit, garantisce inoltre un incremento del valore dell’usato per diventare l’anello mancante tra la rottamazione e il nuovo. Se la sostenibilità trova nel “recupero”, nella riqualificazione dell’esistente la sua spinta ideologica ed ecologica, anche i fondi statali messi a disposizione per elettrificare la nautica da diporto, gli incentivi promessi dalla “transizione” per la rottamazione e il retrofit potrebbero alimentare nuove soluzioni e-Motion per allargarsi verso confini ancora inesplorati, incrementando decreti attuativi, bonus e tanti buoni propositi.
La propulsione elettrica a bordo oggi è ancora riservata a chi non ha molta fretta e vuole muoversi tra scelte responsabili e rispettose dell’ambiente. Solo quando le batterie costeranno meno di 100 euro per kWh e avranno densità ben maggiori di adesso, la barca sarà forse pronta ad essere davvero elettrica per tutti e soddisfare pesi, autonomie e velocità. Per adesso la formula mista dell’Hybrid è la soluzione più adatta per aprire un nuovo capitolo nella storia della motorizzazione nautica, consentendo sia lunghi trasferimenti in diesel sia piccoli “eco” cabotaggi costieri e silenziose soste in rada in full electric & hotel load! Con poca velocità ma con una resa immediata, una coppia massima già a pochi giri e riprese fulminee, la propulsione zero emission mantiene fluida e potente la manovra, proprio lì dove l’endotermico soffre maggiormente, tra avviamenti a freddo, bassi regimi, fumosità, frastuoni e combustioni. Per definire oggi la “qualità” di un prodotto bisogna riconoscere anche la capacità di adattarsi e interagire con diverse funzioni e forze congiunte esistenti, in una fusione ibrida di soluzioni per soddisfare prestazioni, armatori e produttori.
La propulsione ibrida rappresenta oggi la vera transizione per sviluppare le coscienze ma anche le densità richieste dai nuovi accumulatori di bordo, necessarie per percorrere centinaia di miglia a zero emission in completa autonomia. Useremo probabilmente batterie deep cycle agli ioni di sodio, di zolfo o di ossigeno, forse tutte allo stato solido, con anodi in grafite e celle polimeriche derivate dalle resine, saranno sicuramente riciclate dall’usato automotive ma soprattutto si ricaricheranno in pochi minuti per durare veramente molto più a lungo. Il futuro sarà dunque nella rigenerazione e nella capacità conservativa dell’energia ma anche nella difesa dei luoghi d’estrazione e produzione per poter realizzare queste nuove batterie, salvaguardando non solo le vecchie salamoie del Cile, le miniere dell’Australia o del Donbass in Ucraina ma garantendo autonomia e comfort di bordo in modo davvero sostenibile.
Michele Maggi già da tempo ha capito l’importanza della produzione seriale adattiva per trasformare, convertire e miscelare nafta con volt, litri con kW, decibel termodinamici con i nuovi e silenziosi “sound” elettromagnetici di bordo. Maggi conosce bene il mercato e tutti i componenti dei motori marini diesel, ma anche le abitudini degli armatori, dei clienti e soprattutto le manovre di uno yacht che possono essere svolte anche in modalità elettrica, risparmiando carburante ed emissioni di gas serra. Tramite un kit di ibridizzazione, di conversione, ingegnerizza l’integrazione di un motore elettrico, interposto tra volano e trasmissione, da applicare alla maggior parte dei propulsori in commercio (Yanmar, Man, Mtu, Volvo…), in un “retrofit energetico” davvero flessibile e sostenibile. Restituisce così una seconda vita, “parallela” alla combustione, con una riqualificazione d’uso a 3 modalità di servizio: elettrica, ibrida o diesel.
Con il sistema Ibrido Parallelo e-Motion il motore a combustione interagisce con quello elettrico in modo simultaneo, perché connesso direttamente alla linea d’asse, al pod-drive o al sail-drive, attraverso una frizione di accoppiamento opzionale che gestisce il funzionamento e l’interazione. Il motore a combustione ha sempre potenza predominante ed il motore elettrico ha la sola funzione di sostituirlo o supportarlo nelle diverse modalità previste:
– navigazione diesel/elettrico con motori spenti, generatori accesi e motori elettrici attivi.
– navigazione a zero emissioni con solo propulsione elettrica e assorbimento dalle batterie.
– navigazione economy con entrambi gli assi in funzione: un motore diesel acceso che produce anche corrente ed un motore elettrico sul secondo asse. Generatori spenti.
– modalità power boost con entrambi i motori, elettrici e diesel, che lavorano contemporaneamente per avere più spinta fino al 25% in più.
– modalità fast charge con i generatori a giri variabili che operano ad alti giri per produrre l’energia necessaria a ricaricare le batterie al 90% in solo 30 minuti per le esigenze dell’hotel load, anche in folle in rada.
L’e-Motion Parallel Hybrid system è un sistema molto compatto formato dal motore diesel principale con relativa trasmissione, un generatore a giri variabili con all’interno un inverter integrato, un alternatore con magneti permanenti, un motore elettrico da 50 kWa 240 kW con o senza frizione elettromagnetica, un pacco batterie al litio, un sofisticato software dedicato alla gestione e diversi pannelli di controllo. Maggi miniaturizza tutti questi componenti senza modificare i volumi delle sale macchine e senza stravolgere le configurazioni e i basamenti dei motori esistenti sui quali applicare il “retrofit”. L’ibrido seriale consente potenze maggiori fino anche a 960 kW ma viene eliminato del tutto il motore principale endotermico. Un gen-set a giri variabili alimenta “da remoto” uno o più motori elettrici direttamente collegati alla trasmissione meccanica e alle eliche, oltre che alimentare i principali servizi elettrici di bordo. Con l’e-Motion Parallel Hybrid system è possibile scegliere una partenza dal porto o dall’ancoraggio totalmente elettrica e silenziosa o una navigazione a medio raggio a zero emissioni fino a trasformarla in un trasferimento a lungo raggio in modalità ibrida diesel elettrica con il solo azionamento di un tasto. Il sistema promette riduzioni del consumo di carburante fino al 30% (in modalità Economy) rispetto alla tradizionale propulsione e una manutenzione standard limitata all’ordinario. Inoltre la tecnologia a magneti permanenti dei motori elettrici e degli alternatori consente, a richiesta, anche molta potenza.
(e-Motion – Born to be green – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2025)












