Componenti Archivi - Barche Magazine ISP https://www.barchemagazine.com/accessori/componenti/ Rivista di informazione sulla nautica da diporto. Novità, prove, esclusive su barche e yacht a vela e a motore Fri, 22 May 2026 06:49:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.barchemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/cropped-Senza-titolo-1-32x32.png Componenti Archivi - Barche Magazine ISP https://www.barchemagazine.com/accessori/componenti/ 32 32 Must Detailing, prevenire è meglio che curare https://www.barchemagazine.com/must-detailing-barche-cura-nanotecnologia/ Fri, 22 May 2026 06:46:57 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=258957 L’elisir di lunga vita per la protezione e la conservazione delle superfici di bordo? Sono i trattamenti nanotecnologici studiati da […]

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L’elisir di lunga vita per la protezione e la conservazione delle superfici di bordo? Sono i trattamenti nanotecnologici studiati da Must Detailing per creare una barriera protettiva microscopica in grado di respingere acqua, sporco e agenti contaminanti

by Olimpia De Casa

Il pensiero di Bernardino Ramazzini, medico della corte estense e scienziato visionario cui si deve l’espressione “prevenire è di gran lunga meglio che curare”, ben si confà al trattamento basato su nanotecnologie avanzate, progettato per preservare e mantenere in condizioni ottimali le superfici degli yacht, e non solo, contrastando efficacemente il deterioramento causato dall’avanzare del tempo e dagli agenti atmosferici. È il servizio proposto da Must Detailing, realtà con sede a Grosio (Sondrio) che ha individuato e sviluppato un’opportunità ancora poco esplorata nel settore dello yachting. Tutto parte dall’assunto che pulire non basta. Per assicurare lunga e felice vita all’imbarcazione è infatti necessario contrastare il degrado prima che questo diventi visibile. Da qui l’idea di avvalersi delle nanotecnologie per trasformare la manutenzione in una scelta di valore.

In un’epoca in cui l’estetica architettonica e il design – nautico, residenziale e alberghiero – puntano soprattutto su materiali riflettenti e superfici trasparenti, emerge un paradosso: la bellezza offerta da queste soluzioni è tanto elevata quanto effimera. Se esposti a salsedine, pioggia e calpestio, vetrate, finiture di pregio e acciai iniziano a decadere e a perdere “freschezza” molto prima del previsto. Ecco perché la tendenza che sta interessando il mondo della manutenzione non riguarda il quanto pulire, ma il come proteggere. Carlo Curti, fondatore di Must Detailing, ritiene che non occorrano interventi correttivi spettacolari. È invece molto più strategico essere in grado di rendere la superficie inattaccabile dagli agenti esterni. Una protezione invisibile per risultati visibili, che ha l’ambizione di fare in modo che un bene non debba mai essere ripristinato.

Questo, ricorda l’imprenditore alla guida di Must Detailing, è il ruolo delle nanotecnologie, uno strumento rivoluzionario che, attraverso rivestimenti impercettibili di pochi micron, rende possibile stabilizzare i materiali senza alterarne l’aspetto o la tattilità. Questi trattamenti riducono l’adesione di sporco e contaminanti, trasformando la manutenzione in un processo più semplice, in cui lo sporco non si ancora alla materia. Risulta inoltre meno invasivo, perché la pulizia richiede meno chimica e meno forza meccanica, e anche più efficace, in quanto garantisce uno standard visivo costante nel tempo. Dalla nautica all’hôtellerie, passando per centri benessere e showroom, Must Detailing è al fianco di aziende e privati per offrire consulenza mirata e soluzioni capaci di preservare ciò che ha valore. Un’attività di prevenzione a tutto tondo che eleva, quindi, il concetto di cura del dettaglio a strategia di business misurabile nel lungo periodo, con lungimiranza e trasparenza estrema.

(Must Detailing, prevenire è meglio che curare – Maggio 2026)

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Cybersecurity – Automatic navigation systems, 2nd chapter https://www.barchemagazine.com/cybersecurity-navigazione-automatica-2nd-chapter/ Tue, 31 Mar 2026 12:40:08 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=254536 L’industria nautica sta vivendo una trasformazione radicale: la transizione dalla navigazione assistita alla navigazione automatica by Giuseppe Massimiliano Pennisi* La […]

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L’industria nautica sta vivendo una trasformazione radicale: la transizione dalla navigazione assistita alla navigazione automatica

by Giuseppe Massimiliano Pennisi*

La navigazione in mare è una scienza millenaria che ha saputo fondere l’osservazione naturale (Navigazione Stimata e Astronomica) con le odierne sofisticate tecnologie digitali. I metodi di navigazione tradizionali forniscono i fondamenti che ogni comandante deve conoscere e saper utilizzare per governare in sicurezza la nave, anche in caso di totale “blackout elettronico”. Se in precedenza il pilota automatico era un semplice dispositivo capace di mantenere una rotta fissa, oggi i sistemi di navigazione automatica sono sistemi digitali elettronici che integrano sensoristica avanzata, connettività globale e, recentemente, anche l’Intelligenza Artificiale. Un sistema di navigazione automatica è costituito dai seguenti componenti:

Sensori
– Global Navigation Satellite System (GNSS), che fornisce posizione, velocità e rotta;
– Radar, che individua ostacoli fisici e imbarcazioni;
– Automatic Identification System (AIS), che trasmette i dati di moto e i dati delle navi vicine utili a garantire il rispetto delle norme anticollisione;
– Girobussola e solcometro, che forniscono i dati di prua e velocità;
– Ecoscandaglio, che fornisce la profondità del fondale marino;
– Anemometro, che misura l’intensità e la direzione del vento.

Apparati/Sistemi
Electronic Chart Display and Information System (ECDIS) elabora i dati provenienti dai sensori e visualizza sul monitor la carta nautica della zona di mare attraversata, mostrando rotta, waypoint dello yacht e le navi rilevate dal radar. Inoltre, “dialoga” con l’Automatic Radar Plotting Aid (ARPA) per determinare e visualizzare la rotta più sicura da seguire.
– Sistema di automazione/Autopilota dialoga con l’ECDIS attraverso le reti di bordo per impostare la rotta e la velocità al timone e sull’apparato di propulsione dello yacht.

La Cyber-Security Marittima
L’eccessiva dipendenza dai sistemi di navigazione automatici pone nuovi rischi alla navigazione sicura. Il disturbo dei segnali GPS (Jamming) o la loro alterazione o manipolazione (Spoofing), e gli attacchi ai sistemi di controllo di bordo sono realtà concrete. Per questo motivo, l’architettura dei sistemi di navigazione sta evolvendo verso sistemi “ibridi” che integrano Sistemi Inerziali (INS) capaci di determinare gli elementi del moto dello yacht mediante giroscopi e accelerometri installati a bordo. Infine, l’adozione di algoritmi basati sull’Intelligenza Artificiale consentirà di filtrare i dati di navigazione e di scartare quelli corrotti o falsificati.

L’Intelligenza Artificiale è lo strumento per supportare anche la Space Economy e, in generale, le industrie del settore spaziale.

The Global Navigation Satellite System (GNSS)

Siamo abituati a chiamarlo GPS, ma la realtà è molto più complessa e la precisione delle coordinate del punto in cui ci troviamo è il risultato della “fusione” dei dati forniti da diverse costellazioni di satelliti. Ora scopriamo insieme le differenze tra i quattro sistemi di posizionamento satellitari.
1. GPS – USA
È operativo dagli Anni ’70 e gestito dal Dipartimento della Guerra degli USA. Utilizza circa 30 satelliti e, per scopi civili, offre una precisione di qualche metro.
2. Galileo – Unione Europea
È controllato da un’organizzazione civile UE. Utilizza circa 30 satelliti e la sua precisione nelle applicazioni gratuite è inferiore a 1 metro.
3. GLONASS – Russia
Sviluppato dall’Unione Sovietica, impiega circa 24 satelliti. Ha un’ottima copertura delle regioni polari, ma non raggiunge la precisione del GPS americano.
4. BeiDou – Cina
Sviluppato nel 2020, impiega oltre 30 satelliti posizionati in orbite diverse, garantendo un’ottima copertura in Asia e nel Pacifico.

GNSS Spoofing and Jamming

L’eccessiva dipendenza dai sistemi di posizionamento satellitari ha creato nuove vulnerabilità. Poiché il loro segnale quando raggiunge la Terra è relativamente debole, può essere reso inutilizzabile adottando le seguenti tecniche:
1. Jamming – oscuramento del segnale tramite rumore elettronico, che rende il ricevitore GNSS “cieco”.
2. Spoofing – l’attaccante invia un segnale opportunamente modificato che “inganna” il ricevitore GNSS facendogli credere di trovarsi in una posizione diversa.
L’uso di tali tecniche può portare una nave fuori rotta senza che l’equipaggio se ne accorga immediatamente.

*Giuseppe Massimiliano Pennisi

Giuseppe Massimiliano Pennisi è un Capitano di Vascello, laureato in Scienze Marittime e Navali presso l’Università di Pisa e in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Trieste. È specializzato in telecomunicazioni, radar e guerra elettronica. Nell’ultimo decennio si è occupato della formazione del personale della Difesa specialista in Telecomunicazioni, Informatica, Cybersecurity e Forense Digitale e ha attivato numerosi Master e corsi universitari nei settori citati in convenzione con primari atenei nazionali. Ha fatto parte del gruppo di lavoro per la realizzazione di un poligono virtuale cyber e di gruppi di lavoro nazionali e internazionali per la definizione di figure professionali nell’ambito della Sicurezza Informatica. Per richiedere una valutazione o un test di sicurezza, scrivere a gm.pennisi@gmail.com.

(Cybersecurity – Automatic navigation systems, 2nd chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Marzo 2026)

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Cybersecurity – Yacht nel mirino, 1st chapter https://www.barchemagazine.com/cybersecurity-yacht-nel-mirino-1st-chapter/ Tue, 17 Mar 2026 11:46:23 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=253094 La cybersecurity a bordo non è più una materia per pochi specialisti informatici, ma una responsabilità condivisa che coinvolge l’intero […]

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La cybersecurity a bordo non è più una materia per pochi specialisti informatici, ma una responsabilità condivisa che coinvolge l’intero mondo dello yachting: dai cantieri che progettano e costruiscono, fino agli armatori chiamati a tutelare la propria imbarcazione in un ecosistema sempre più connesso

by Giuseppe Massimiliano Pennisi*

Gli yacht di ultima generazione, autentici concentrati di design, lusso e tecnologia digitale, integrano oggi sistemi di telecomunicazione avanzati per la connettività Internet e voce, piattaforme di intrattenimento evolute e complessi sistemi informatici che governano navigazione, anticollisione, controllo della propulsione e sicurezza di bordo. In sostanza, un moderno yacht è una smart home galleggiante costantemente connessa alla rete, e per questo rappresenta un bersaglio ad alto valore e a basso rischio per la criminalità informatica.

Non si deve però pensare che solo gli yacht più sofisticati offrano vulnerabilità: anche quelli di generazioni precedenti, sebbene privi delle sofisticate soluzioni tecniche di quelli moderni, possono offrire punti d’accesso attraverso dispositivi digitali apparentemente sicuri.

Gli yacht sono già da tempo nel mirino della cybercriminalità, come dimostrato da perizie forensi digitali eseguite a seguito di “guasti inspiegabili”,  e i casi di attacco sono in continuo aumento.

In un contesto nautico sempre più digitale, la cybersecurity diventa così una componente imprescindibile della sicurezza complessiva a bordo. L’idea che un attacco informatico possa colpire solo navi mercantili è una pericolosa illusione: gli yacht sono già da tempo nel mirino della cybercriminalità, come dimostrato da perizie forensi digitali eseguite in seguito a “guasti inspiegabili”, e i casi di attacchi sono in continuo aumento.

Custom Line 50 @Leonardo Andreoni.

L’incrocio tra IT e OT: la principale vulnerabilità

La tecnologia di bordo si divide in:

  • tecnologia dell’informazione (IT), sistemi di telecomunicazione, entertainment, cartografia elettronica, radar e apparati di identificazione;
  • tecnologia operativa (OT), sistemi che governano la propulsione, la generazione elettrica e dell’acqua dolce, la sicurezza antincendio e antifalla.

L’integrazione tra tecnologie IT e OT, spesso fornite da produttori diversi e prive di una progettazione adeguata in chiave di cybersecurity, espone i sistemi di bordo a significative vulnerabilità. A questo si aggiungono l’utilizzo di accessi remoti gestiti in modo non rigoroso e la frequente carenza di formazione dell’equipaggio sulla consapevolezza dei rischi informatici – fattore che continua a rappresentare una delle principali leve d’attacco sfruttate dagli hacker.

Areti @Tom Van Oossanen.

Motivazioni e conseguenze degli attacchi

Gli yacht sono presi di mira da cybercriminali per:

  1. attivismo/terrorismo, atti dimostrativi con finalità politiche o sociali;
  2. motivazioni economiche, richieste di riscatto (ransomware) per sbloccare sistemi operativi o dati;
  3. spionaggio, furto di informazioni riservate e/o di immagini dei passeggeri (motivo cruciale in presenza di Vip a bordo).

Le conseguenze di un attacco possono essere devastanti:

  • rischio per la sicurezza fisica, un attacco ai sistemi OT può mettere in pericolo l’incolumità dell’equipaggio e dei passeggeri;
  • perdite finanziarie, costi per il ripristino dei danni, pagamento di sanzioni per violazione di dati sensibili o per estorsioni;
  • danno reputazionale, perdita di fiducia per l’armatore, in particolare nel mercato del noleggio di lusso.

L’attacco subito dalla Maersk nel 2017 (oltre 300M$ di danni e problemi reputazionali) ha improvvisamente aumentato la consapevolezza dei rischi cibernetici nel comparto marittimo a livello mondiale. Più recentemente, nel 2022, il collettivo di hacker Anonymous ha preso di mira il superyacht Graceful di Vladimir Putin per accedere a dati sensibili e per modificarne la posizione sul portale Marine Traffic.

Tankoa S701 Solo, photo credit by Blueiprod.

La protezione digitale non è più un optional, ma un dovere condiviso: dai cantieri che progettano sistemi sempre più connessi, fino agli armatori che devono garantirne la corretta gestione e difesa. Valutare attentamente l’aspetto della cybersecurity significa tutelare il valore dello yacht e delle persone che vi salgono a bordo.

Il quadro normativo

Le normative sulla sicurezza marittima sono sotto la responsabilità dell’International Maritime Organization (IMO), agenzia dell’ONU. La normativa IMO MSC.428 (98), adottata nel 2017, ha imposto l’obbligo di considerare il rischio cyber nel Safety Management System (SMS) a partire dal 1° gennaio 2021.

Questa norma è stata rafforzata dai requisiti UR26 e UR27 dell’International Association of Classification Societies (IACS), che definiscono i requisiti di resilienza cyber delle navi e i sistemi di bordo. Tali norme sono obbligatorie dal 1° luglio 2024 per le navi soggette al codice SOLAS, ma le società di classificazione e gli armatori più avveduti le hanno estese ai superyacht come riferimento volontario per garantire un livello di sicurezza adeguato. La non conformità può comportare multe, restrizioni operative e l’esclusione da contratti di noleggio.

Strategia per la protezione

Per proteggere l’investimento e la sicurezza a bordo, gli armatori e i gestori devono adottare una strategia olistica che includa:

  • formazione continua dell’equipaggio, per mitigare il rischio generato dal fattore umano considerato una vulnerabilità critica;
  • segmentazione delle reti, creazione di “Zone” separate (OT, IT equipaggio, IT ospiti) per isolare potenziali attacchi;
  • gestione rigida degli accessi da remoto;
  • gestione degli aggiornamenti dei sistemi operativi, software e firmware;
  • adozione di un Incident Response Plan, per indicare all’equipaggio le procedure da seguire in caso di attacco (isolamento/ripristino dei sistemi, ecc.);
  • audit di sicurezza periodici: da eseguire da aziende specializzate per verificare il grado di resilienza cyber.

L’integrazione tra tecnologie IT e OT, spesso fornite da produttori diversi e prive di una progettazione adeguata in chiave di cybersecurity, espone i sistemi di bordo a significative vulnerabilità.

Il comparto degli yacht è ormai entrato in una nuova era della sicurezza, in cui la minaccia cyber è tanto reale quanto quella fisica. Ignorarla non significa evitarla, ma semplicemente lasciare aperta la porta a intrusioni che possono compromettere la sicurezza dell’imbarcazione e la privacy dell’armatore e dei suoi ospiti. Oggi la protezione digitale non è più un optional, ma un dovere condiviso: dai cantieri che progettano sistemi sempre più connessi, fino agli armatori che devono garantirne la corretta gestione e la difesa. Valutare attentamente l’aspetto della cybersecurity significa tutelare il valore dello yacht e delle persone che vi salgono a bordo.

*Giuseppe Massimiliano Pennisi

Giuseppe Massimiliano Pennisi è un Capitano di Vascello, laureato in Scienze Marittime e Navali presso l’Università di Pisa e in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Trieste. È specializzato in telecomunicazioni, radar e guerra elettronica. Nell’ultimo decennio si è occupato della formazione del personale della Difesa specialista in Telecomunicazioni, Informatica, Cybersecurity e Forense Digitale e ha attivato numerosi Master e corsi universitari nei settori citati in convenzione con primari atenei nazionali. Ha fatto parte del gruppo di lavoro per la realizzazione di un poligono virtuale cyber e di gruppi di lavoro nazionali e internazionali per la definizione di figure professionali nell’ambito della Sicurezza Informatica. Per richiedere una valutazione o un test di sicurezza, scrivere a gm.pennisi@gmail.com.

(Cybersecurity – Yacht nel mirino, 1st chapter – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Gennaio 2026)

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Propspeed® – Protezione superiore https://www.barchemagazine.com/propspeed-protezione-superiore-barche/ Fri, 13 Mar 2026 09:32:15 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=252704 Multi-superficie è un solo sistema di protezione che aumenta le prestazioni Informazione publiredazionale  È sotto la linea di galleggiamento che […]

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Multi-superficie è un solo sistema di protezione che aumenta le prestazioni

Informazione publiredazionale 

È sotto la linea di galleggiamento che nascono le vere prestazioni della tua imbarcazione. Manovrabilità, efficienza, comfort e reattività sono il risultato del lavoro silenzioso dei componenti subacquei – dalle eliche di manovra e dai sistemi di stabilizzazione alle pinne, ai tubolari dei RIB e ai piedi dei fuoribordo. Quando questi componenti restano puliti e protetti dalla vegetazione marina, la differenza è immediata: l’efficienza si mantiene costante per tutta la stagione, le manovre negli spazi ristretti diventano più sicure e l’imbarcazione rimane sempre pronta e reattiva in acqua.

Sistema multi-superficie Foulfree – Kit Small e Medium.

Da questo punto di vista, Propspeed è un nome di fiducia. Da oltre 26 anni, infatti, definisce lo standard nella protezione foul-release priva di biocidi, scelta dai diportisti di tutto il mondo per mantenere i metalli subacquei puliti e performanti.

Gli armatori scelgono Propspeed poiché offre benefici reali e misurabili in navigazione – migliori prestazioni dell’imbarcazione, riduzione dei consumi e dei costi operativi, mantenimento del valore dell’investimento – il tutto senza compromettere l’aspetto dei metalli immersi.

Foulfree Multi-Surface System e Propspeed su uno yacht.

Con il ritorno in acqua per la nuova stagione, il Foulfree Multi-Surface System contribuisce a mantenere i componenti subacquei puliti, efficienti e pronti a offrire prestazioni elevate.

Le imbarcazioni moderne utilizzano sempre più materiali leggeri e ad alte prestazioni sotto la linea di galleggiamento. Alluminio verniciato, plastiche, compositi, fibra di carbonio, PVC e Hypalon sono oggi ampiamente impiegati nei componenti subacquei, ciascuno scelto per le sue caratteristiche tecniche. Fino ad oggi, la protezione di questi componenti dall’incrostazione è stata spesso trascurata o affidata a rivestimenti antivegetativi tradizionali contenenti biocidi, nonostante la crescente richiesta di soluzioni affidabili che non compromettano prestazioni e sostenibilità.

Per rispondere a queste esigenze, Propspeed ha introdotto il Foulfree™ Multi-Surface System, estendendo la protezione foul-release alle imbarcazioni a partire da 26 piedi. Dagli yacht ai RIB, dai cruiser alle imbarcazioni center console, Foulfree protegge i componenti subacquei che influenzano in modo determinante le sensazioni di guida e il comportamento in acqua dell’imbarcazione.

La stagione dei refit è anche il momento ideale per intervenire sui metalli subacquei. La protezione foul-release priva di biocidi contribuisce a mantenere eliche e metalli immersi puliti ed efficienti, garantendo prestazioni fluide fin dal primo giorno di navigazione.

Propspeed Gold™.

Progettato per garantire prestazioni costanti in un’ampia gamma di condizioni operative, il sistema porta la collaudata tecnologia foul-release di Propspeed oltre i metalli, applicandola alle superfici fondamentali per il comfort, il controllo e l’efficienza. Componenti subacquei puliti non solo appaiono migliori, ma si comportano anche diversamente. I sistemi di stabilizzazione operano in modo fluido e prevedibile; le eliche di manovra garantiscono una manovrabilità affidabile anche nei porti più stretti; le pinne assicurano un controllo stabile del rollio, mentre i tubolari dei RIB restano liberi dall’incrostazione in corrispondenza della linea di galleggiamento, preservando la portanza e l’accelerazione. I piedi dei fuoribordo e le staffe motore restano puliti e protetti, mantenendo prestazioni nette e precise, esattamente come progettate. 

Foulfree Multi-Surface applicato a un sistema di stabilizzazione.

Meno tempo dedicato alla gestione dell’incrostazione significa più tempo per godersi giornate di navigazione fluida, continua e senza interruzioni — esattamente come dovrebbe essere la vita in barca.

Grazie a una finitura trasparente e non invasiva, Foulfree protegge senza alterare l’aspetto o le linee dell’imbarcazione, preservando l’estetica pulita voluta da progettisti e costruttori. Il risultato è un’imbarcazione equilibrata, sicura e pronta a offrire prestazioni elevate per tutta la stagione. Foulfree Multi-Surface System è progettato per integrarsi facilmente nelle operazioni di manutenzione ordinaria o durante il periodo di alaggio, il momento ideale in cui le barche si preparano alla nuova stagione. Applicato durante un refit professionale o un intervento di manutenzione, il sistema prevede una preparazione semplice, una finestra di sovraverniciatura di soli 10 minuti a 20 °C e una polimerizzazione completa in appena 12 ore. In questo modo, gli armatori possono proteggere in modo efficiente i componenti subacquei critici, tornando rapidamente in acqua per fare ciò che amano.

In apertura, Foulfree Multi-Surface su un battello pneumatico rigido (RIB).

(Propspeed® – Protezione superiore – Tratto da Barche, Marzo 2026)

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Mastervolt MLI Ultra 24/6000 è certificata RINA Type Approval https://www.barchemagazine.com/mastervolt-mli-ultra-24-6000-certificazione-rina-type-approval/ Mon, 09 Feb 2026 07:24:24 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=249631 La batteria agli ioni di litio MLI Ultra 24/6000 Mastervolt ha ottenuto uno dei riconoscimenti più rispettati nel settore nautico. […]

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La batteria agli ioni di litio MLI Ultra 24/6000 Mastervolt ha ottenuto uno dei riconoscimenti più rispettati nel settore nautico.

Siamo orgogliosi che la batteria MLI Ultra 24/6000 abbia ricevuto un riconoscimento così prestigioso”, ha dichiarato Ton De Winter, President, Power Solutions per Navico Group. “Questa certificazione sottolinea l’impegno di Mastervolt nel garantire una qualità premium in ogni aspetto della progettazione dei nostri prodotti. Conferma inoltre il nostro ruolo di partner affidabile per i principali cantieri e costruttori di imbarcazioni in tutto il mondo—offrendo sistemi e componenti energetici avanzati in grado di garantire prestazioni affidabili anche negli ambienti marini più impegnativi”.

La certificazione RINA Type Approval conferma che la MLI Ultra 24/6000 ha superato tutti i test e soddisfa i più alti standard del settore marino in termini di sicurezza, durata e prestazioni. Questo riconoscimento semplifica notevolmente il processo di approvazione per le imbarcazioni che necessitano di conformità di classe, riducendo il rischio tecnico, il carico documentale e i tempi di messa in servizio per cantieri navali e system integrator. RINA è una delle principali organizzazioni di classificazione a livello mondiale e offre servizi che includono classificazione delle navi, conformità statutaria e certificazioni di materiali, apparecchiature e personale.

La batteria Mastervolt MLI Ultra 24/6000 è progettata per alimentare sistemi elettrici marini avanzati. Il suo sistema intelligente di gestione della batteria (BMS) integrato e l’architettura del relè di sicurezza controllato dalla batteria consentono al sistema di gestire attivamente sicurezza, erogazione di potenza e comunicazione su tutto il sistema elettrico.

Progettate per offrire prestazioni di alto livello anche nelle condizioni marine più impegnative, afferma il produttore, le batterie MLI Ultra assicurano un funzionamento stabile e duraturo, ideale per gestire carichi gravosi come inverter, eliche di manovra e verricelli.
 

Per maggiori informazioni  sulla gamma prodotti potete visitare il sito Mastervolt all’indirizzo www.mastervolt.com.

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Il sistema diagnostico Suzuki SDSM+ si aggiorna https://www.barchemagazine.com/sistema-diagnostico-suzuki-sdsm-plus-update/ Wed, 14 Jan 2026 13:01:03 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=246903 Suzuki introduce una nuova funzione per l’app gratuita SDSM+ che permette di acquisire i dati diagnostici dei fuoribordo tramite connessione […]

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Suzuki introduce una nuova funzione per l’app gratuita SDSM+ che permette di acquisire i dati diagnostici dei fuoribordo tramite connessione Bluetooth, riducendo tempi e passaggi nelle operazioni di assistenza. L’aggiornamento è compatibile con tutti gli strumenti MFG già installati a bordo.

L’obiettivo dichiarato di Suzuki è quello di rendere l’esperienza di navigazione sempre più intuitiva, piacevole e sicura. Un approccio che guida la progettazione dei fuoribordo e dei sistemi digitali del brand, e che oggi trova una nuova applicazione nell’evoluzione del software SDSM+, l’app che consente di gestire e raccogliere i dati diagnostici dei fuoribordo Suzuki. L’aggiornamento introduce una modalità alternativa per l’acquisizione delle informazioni SDS, che sfrutta la connettività Bluetooth e consente di ottenere i dati direttamente dallo strumento MFG attraverso l’integrazione con un dispositivo come il GPS Bluetooth Veratron Go Plus+

L’app SDSM+ supporta questa nuova funzione nella versione Android e iOS.

Il collegamento avviene tramite rete NMEA2000 – standard di comunicazione digitale utilizzato nel settore nautico per collegare tra loro strumenti e dispositivi di bordo in modo affidabile e con linguaggio comune – esattamente come avviene per un normale GPS di bordo. Una volta effettuato il pairing tra i due device, il dispositivo compare tra quelli disponibili nel menu dello smartphone dell’utente. L’utilizzo è analogo a quello di qualsiasi periferica audio o elettronica associata, il che rende l’intera procedura una routine con la quale si ha familiarità, più lineare, che riduce sensibilmente i passaggi necessari.

Questo upgrade non richiede alcun intervento sull’hardware MFG, già pienamente compatibile, e mantiene comunque disponibile la modalità tradizionale basata sulla scansione del QR code, offrendo così continuità operativa a tecnici e officine.

L’introduzione della connessione Bluetooth ha un impatto concreto sull’efficienza del lavoro quotidiano: consente infatti di velocizzare la fase di diagnosi, snellendo e razionalizzando i tempi, soprattutto nei contesti in cui si interviene su più motori nell’arco della stessa giornata. Inoltre migliora la relazione tra fruitore, motore Suzuki e rete di assistenza, riducendo la complessità e rendendo l’accesso ai dati più semplice e affidabile, aumentando, pertanto, sicurezza e affidabilità.

(Il sistema diagnostico Suzuki SDSM+ si aggiorna – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)

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Furuno: FAP-FU2000, il controller remoto per NAVpilot-1000 https://www.barchemagazine.com/furuno-fap-fu2000-controller-remoto-navpilot-1000/ Wed, 14 Jan 2026 11:49:54 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=246786 Furuno annuncia il nuovo FAP-FU2000, controller remoto Follow-Up per NAVpilot-1000. La disponibilità sarà a partire da giugno 2026 Il FAP-FU2000 […]

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Furuno annuncia il nuovo FAP-FU2000, controller remoto Follow-Up per NAVpilot-1000. La disponibilità sarà a partire da giugno 2026

Il FAP-FU2000 è stato progettato per garantire affidabilità e semplicità d’uso, anche in condizioni operative impegnative. Il design robusto e impermeabile (IPX6) lo rende ideale per installazioni in plancia, flybridge o alette esterne, mentre la finitura nera elegante assicura coerenza estetica con gli altri prodotti Furuno, compresa l’unità di controllo FAP-1001 del NAVpilot-1000.

Il display LCD a colori offre una codifica intuitiva dei comandi con colori standard nautici (rosso per sinistra/verde per destra) e caratteri di grandi dimensioni per una lettura immediata in ogni situazione.

Il FAP-FU2000 supporta due tipi di leva:
• Leva corta per montaggio superiore
• Leva lunga per montaggio inferiore

Questa scelta permette di adattare il controller alle diverse configurazioni del ponte di comando, garantendo sempre il massimo comfort operativo.

Compatibilità e connessione semplice

Il nuovo controller si collega alla rete NMEA2000 già utilizzata dal NAVpilot-1000, ricevendo alimentazione e consentendo il pieno controllo dell’autopilota senza ulteriori cablaggi. È incluso nel certificato di approvazione IMO (MED Modulo B) dell’autopilota, confermando il rispetto degli standard di sicurezza più rigorosi.

Nota software: per utilizzare il FAP-FU2000, è necessario aggiornare il NAVpilot-1000 alla versione software v2.01, prevista per febbraio/marzo 2026.

(Furuno: FAP-FU2000, il controller remoto per NAVpilot-1000 – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)

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Garmin lancia i subwoofer JL Audio M6 Luxe Thin-Line https://www.barchemagazine.com/garmin-subwoofer-jl-audio-m6-luxe-thin-line/ Wed, 14 Jan 2026 08:09:55 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=246779 I subwoofer M6 Luxe Thin-Line di JL Audio rappresentano una scelta ideale per chi desidera un’integrazione audio di qualità, unendo […]

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I subwoofer M6 Luxe Thin-Line di JL Audio rappresentano una scelta ideale per chi desidera unintegrazione audio di qualità, unendo un design elegante, linee pulite e ottime prestazioni, perfino in ambienti ridotti.

Pensati per imbarcazioni e yacht di alta gamma, i subwoofer M6 Luxe Thin-Line si affiancano alle soluzioni tradizionali, diventando l’opzione ideale per progetti in cui stile, coerenza estetica e qualità percepita sono elementi centrali. Il design dei subwoofer JL Audio M6 Luxe Thin-Line è studiato per integrarsi in modo silenzioso e naturale a qualsiasi architettura di bordo. Disponibili con griglia rotonda o quadrata, in finitura bianca o nera, offrono la massima libertà progettuale per adattarsi alle linee e allo stile di ogni imbarcazione. Le griglie a fissaggio magnetico, verniciabili, permettono una personalizzazione completa, rendendo il subwoofer un elemento perfettamente armonizzato con materiali, colori e finiture, senza compromessi sul piano estetico. Il risultato è un’installazione pulita, elegante e coerente con i progetti più esclusivi.

Audio senza compromessi

Nonostante la struttura compatta e la profondità di montaggio estremamente ridotta, pari a soli 3,8” (9,7 cm), i nuovi subwoofer M6 Luxe Thin-Line sono progettati per offrire bassi precisi, coinvolgenti e controllati, in linea con le aspettative di un pubblico abituato all’eccellenza. L’architettura infinite baffle, che non richiede un cabinet dedicato, e il sistema di montaggio “dog-leg” a L, che consente l’installazione su diversi materiali senza piastra posteriore e eliminando le viti a vista, completano una soluzione pensata per garantire massima flessibilità progettuale e prestazioni audio di livello premium.

(Garmin lancia i subwoofer JL Audio M6 Luxe Thin-Line – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)

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Watchit Eye: occhio che vede, cuore non duole https://www.barchemagazine.com/watchit-eye-sistema-anticollisione-in-mare/ Wed, 07 Jan 2026 10:19:05 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=246267 Azimut ci crede. L’82 Fly e il Seadeck 7 sono tra le prime imbarcazioni a montare il nuovo sistema realizzato […]

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Azimut ci crede. L’82 Fly e il Seadeck 7 sono tra le prime imbarcazioni a montare il nuovo sistema realizzato da Watchit. Di cosa si tratta? È un sistema anticollisione che si avvale del Gps, dell’AIS, di un piccolo radar dedicato e dell’intelligenza artificiale.

La differenza rispetto ad altri strumenti con il solo radar o l’AIS è che Watchit Eye è in grado di rilevare anche un kayak, un tender o un bagnante che si trovano in prossimità dell’imbarcazione, oltre a rocce o barche in transito. Insomma, Watchit Eye è in grado di vedere tutto ciò che galleggia e che rischia di entrare in collisione con l’imbarcazione su cui è montato. È un sistema di allerta che convoglia tutte le informazioni a una centralina interfacciata con il plotter di bordo.

È un vero e proprio ausilio per il comandante, nel senso che non impedisce automaticamente la collisione, ma attiva un allarme che consente a chi è al timone di intervenire. Il software, infatti, esclude ciò che non rappresenta un vero pericolo e attiva l’allarme solo qualora vi sia un rischio di collisione. In questo modo si evitano falsi allarmi che, soprattutto se ci si trova in un tratto di mare molto frequentato o in una rada affollata, non si ripetono in continuazione.

Durante la prova in mare dell’Azimut 82 Fly ho avuto l’occasione di vederlo all’opera e di apprezzarne l’efficacia. Poco fuori dalla diga foranea di Cannes, per esempio, ho incontrato dei legni galleggianti che erano stati rilevati da Watchit Eye. Mi sono volutamente avvicinato e poi ho modificato la rotta per evitarli. E sul plotter in plancia, l’allarme che si era attivato si è poi spento. Mi è sembrato un sistema molto utile, in particolare quando si è a bordo di un’imbarcazione che, per dimensioni e struttura, non consente di mantenere sempre sotto controllo tutto ciò che le galleggia intorno.

www.eye.watchit.ai

(Watchit Eye: occhio che vede, cuore non duole – Barchemagazine.com – Gennaio 2026)

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Furuno DFF1UHD+: più completa l’analisi del fondale https://www.barchemagazine.com/furuno-dff1uhd-analisi-del-fondale-completa/ Thu, 13 Nov 2025 13:19:42 +0000 https://www.barchemagazine.com/?p=242023 Furuno presenta il nuovo DFF1UHD+, l’ecoscandaglio di rete compatto e ad alte prestazioni già perfettamente integrato con la serie NavNet […]

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Furuno presenta il nuovo DFF1UHD+, l’ecoscandaglio di rete compatto e ad alte prestazioni già perfettamente integrato con la serie NavNet TZtouchXL. Disponibilità a partire da inizio 2026

Dotato di tecnologia TruEcho CHIRPTM e della nuova funzione CHIRP Side-Scan, il DFF1UHD+ offre immagini del fondale e dei target con un livello di dettaglio superiore, mantenendo dimensioni ridotte e grande semplicità di installazione. Massima precisione in ogni condizione Il DFF1UHD+ combina le modalità CW, TruEcho CHIRPTM, e CHIRP Side-Scan in un’unica unità, consentendo un’analisi chiara del fondo e una distinzione precisa dei target anche in acque profonde o con condizioni difficili.

La doppia frequenza Side-Scan, selezionabile a 230 kHz o 455 kHz, permette di visualizzare strutture e banchi di pesci fino a 230 metri per lato, con otto palette colori e layout schermo personalizzabili (intero 1/2, 1/3, 1/4 o 1/6).

Compatto e performante

Rispetto ai modelli precedenti, il nuovo DFF1UHD+ è oltre il 60% più piccolo del DFF1-UHD e quasi il 50% più compatto del BBDS1, risultando ideale anche per installazioni in spazi ridotti. I connettori waterpoof colorati, compatibili con la serie TZtouchXL, semplificano il montaggio e garantiscono connessioni sicure. Il DFF1UHD+ supporta trasduttori da 300/600 W fino a 1kW e offre un intervallo di profondità da 2 a oltre 1.200 metri.

Tra le funzioni principali

• ACCU-FISHɛ, per la stima delle dimensioni dei pesci;
• Bottom Discrimination, per la classificazione del fondale (con trasduttore compatibile);
• Auto Gain migliorato, A-Scope e heave compensation con antenna satellitare Furuno;
• Simultaneous Dual TX CHIRP e modalità demo per uso in showroom o formazione.

Oltre alla piena integrazione con NavNet TZtouchXL, il DFF1UHD+ sarà compatibile, tramite aggiornamenti software, anche con TZtouch3, TZT2BB e MaxSea/TZ Professional. Evoluzione della gamma ecoscandagli Furuno Il DFF1UHD+ sostituirà progressivamente i modelli BBDS1 e DFF1-UHD, mantenendo piena compatibilità con i sistemi esistenti e offrendo prestazioni superiori, connettività moderna e nuove modalità di scansione.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito https://www.furuno.it/

(Furuno DFF1UHD+: più completa l’analisi del fondale – Barchemagazine.com – Novembre 2025)

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